Sapevatelo/Telefilm

Sapevatelo | The Orville – Quando SethMacFarlane ci sa fare anche col Comedy/Sci-fi

Quello di cui si sta per parlare è un prodotto che sebbene rifugga le aspettative iniziali, stupisce positivamente il pubblico telefilmico con un debole per lo sci-fi d’annata. Di cosa stiamo parlando? Di The Orville, le avventure di una nave e del suo equipaggio in lungo e in largo i vari quadranti dell’universo, creati e capitanati da Seth MacFarlane, padre di Family Guy e American Dad.

Si parlava di aspettative iniziali – è vero. Il nome di MacFarlane ci porta subito a pensare a una comicità piuttosto esplicita anche aggressiva a volte, senza fronzoli e super diretta, ovviamente schierata politicamente. Chi ha amato i due già citati prodotti di successo, non ha potuto non amare la sua Cavalcade of Cartoon Comedy (disponibile sul tubo) o anche il film Un milione di modi per morie nel West (che vi consiglio di vedere in lingua originale, perché MacFarlane con la voce di Peter è una cosa inguardabile! ndr).

The Orville, però, non compare come naturale continuazione di tutto questo, anzi, è un evoluzione parallela, una delle mille facce che MacFarlane decide di mostrarci di se e della sua creatività da piccolo schermo.

Più volte MacFarlane si è dimostrato amante della musica e dei musical di Broadway, di un background televisivo negli anni d’oro statunitensi fra i 50s e 60s, e ancor più volte si è dimostrato un geek e trekkiano convinto.

Beh, con The Orville, MacFarlane offre a tutti quei trekkiani e amanti sci-fi già in attesa di nuove serie e nuove avventure, qualcosa che dagli anni 90 non si vedeva sullo schermo. Mi sto riferendo a uno sci-fi che abbia anche dell’umorismo, che non si prenda troppo sul serio con atmosfere colme di pathos, super effetti speciali costosissimi e logiche e tempistiche alla Nolan.

Per chi se ne intende, se potessimo collocare The Orville, sarebbe ovviamente una costola humor di Star Trek, quasi una continuazione-parodia di uno Star Trek:Voyager o di un Next Generation, ma che ha anche in se elementi di Farscape, e i ritmi comici che strizzano perfino l’occhio ai prodotti dei fratelli Raimi, come Xena.

Certo è che, il linguaggio spesso forbito o estremamente colto di Trekkiana memoria, è invece qui più attuale, ed anzi di tecnico c’è ben poco. Troviamo slang, battute inter-razziali, e riferienti a un umorismo terrestre che lo stesso MacFarlane inserisce nello spazio ma fa si che spesso gli alieni non lo capiscano – come è giusto che sia.

Alla prima puntata, infatti, si rimane quasi quasi delusi, forse un po’ confusi, però analizzandola e digerendola ci gusta proprio per come è strutturata. Al secondo episodio siamo a bordo, ed anzi, potremmo azzardare a dire che ci ispira a continuarne la visione, come una puntata di ST Voyager potrebbe fare.

Di trekkiano c’è tanto ed è vero, ed è sicuramente un tributo: dal ponte ologrammi, a razze che strizzano l’occhio ai Vulcaniani o ai Cardiassiani, per non parlare degli anatagonisti principe che si rifanno palesemente ai Borg.

Tuttavia, anche se non si fosse estremamente dentro al filone ‘spaziale’ The Orville risulta un comedy all’americana leggera, godibile, e certamente MacFarlane ha del suo.

Ora, non voglio dire sia la serie della vita, ma se lodiamo chi si sbatte per creare universi interi e cosmogonie complesse, direi che anche MacFarlane qui e il suo team hanno fatto un egeregio lavoro, che certo può far rimpiangere l’umorismo più dissacrante di Peter Griffin, ma ci fa capire che lui al Comic Con ci vuole arrivare anche per altre vie. Ed anzi, non mi stupirei se al prossimo iniziassimo a vedere qualche cosplay a tema.

Qualcuno ha detto che il suo ruolo di protagonista non convince, eppure chi meglio di lui avrebbe potuto dar voce e corpo al capitano di questa assortita nave. Non c’è un elemento sbagliato, tra volti notissimi della televisione e di altre serie, e tra gli ulteriori e successivi cameo che sono certa continueremo a vedere.

Non posso garantire per ora, ne mettere la mano sul fuoco che ci sia in seguito una seconda stagione, ma per quel che basta e quel che conta, è sicuramente una serie godibilissima e che – se accettiamo Stranger Things che strizza l’occhio agli 80s con furbissime citazioni alla filmografia e all’immaginario mondo 80s – non vedo perché non possa avere senso di esistere.

Voi, l’avete vista o la vedrete? In ogni caso, fateci sapere passando sulla nostra pagina social o lasciando un commento.

Live long and prosper!

-Notforyouears

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