Film

Recensione | Baby Driver – il genio della fuga

Ci sono quelle volte in cui vuoi semplicemente vederti una trashata americana d’azione, con corse in macchina ed esplosioni.
Era quello che ero convinta sarei andata a vedere, era anche ciò che avevo recepito dal trailer, ma mi sbagliavo.
Baby Driver non è una trashata, è un bel film.
Non ha un titolone (eufemismo), ha le corse in macchina e le esplosioni (cioè quello che volevo), ma non è solo questo e di certo non è un film recitato male o realizzato peggio.
Facciamo un passo indietro.

Baby Driver ha un trama piuttosto semplice: Baby guida le auto per la fuga dopo una rapina per ripagare il debito che ha contratto con un boss. Pensa ormai di star per chiudere con questa vita, ma non è così semplice come sembra. Nel mentre conosce una ragazza.
Prima di tutto, Baby Driver è la dimostrazione che non serve per forza una trama elaborata o super originale per fare un buon film.
A volte basta avere la buona volontà di fare bene il proprio lavoro, che si tratti di una sceneggiatura semplice ma ben realizzata, oppure di recitare, dirigere o montare le scene. Niente di questo film ti fa pensare che sia stato fatto tanto per, si vede l’impegno dietro ogni scena. Certo, è un film commerciale, ma è un film commerciale fatto bene (e sappiamo bene che a nessuno fanno schifo i soldi facili, quindi non ci vedo nulla di male nel fare un film fatto per vendere, in particolare se è bello).

Baby Driver penso sia uno dei film con meno dialoghi che sia andata a vedere, eppure racconta e dice lo stesso molto, con le sue inquadrature, con le sue scene adrenaliniche e, soprattutto, la colonna sonora.
Ben trenta canzoni di vario genere e un’importanza che va al di là dell’accompagnare le scene, ma che in realtà è quasi come se la musica fosse un personaggio della storia. La musica è tutto in questo film e sicuramente la colonna sonora è qualcosa che sarà amata dai fan del genere. Per quanto mi riguarda, penso sia la prima volta che ho visto tanta importanza data alla colonna sonora (tranquilli, non è un musical) e l’ho amato.
La musica è tutto in questo film ed è meravigliosa.

Ottima anche la sceneggiatura. Parte da una base semplice, ma esce dal cliché.
Due cose mi hanno colpito in modo particolare.
Una è senz’altro che Baby Driver parla di persone, tutte diverse ed eterogenee, che escono dai classici stereotipi. Ognuna di loro ha la sua storia, piccola o grande che sia in base al loro tempo sullo schermo. I dialoghi, come ho detto, sono pochi, ma buoni, quasi mai banali.
L’altra che il protagonista buono alla fine deve comunque sporcarsi le mani. Non è quel tipo di film in cui il personaggio principale resta pulito fino alla fine, senza oltrepassare un certo limite. Baby ne passa di tutti i colori, si mette ne guai, ne esce e alla fine ne paga le conseguenze. Ho pensato che fosse giusto così, anche se un paio di colpi di scena mi hanno sorpresa più di una volta.
Ecco, una cosa che ho trovato un po’ forzata e affrettata è la storia d’amore tra Baby e Debora. Passano da zero a cento in davvero troppo poco tempo, sebbene comunque il loro rapporto sia solo uno dei tanti punti del film e comunque mi rendo conto che al contrario questo avrebbe potuto rallentare troppo alcune parti. Si poteva fare meglio, ma ce lo facciamo andare bene ugualmente.

Non so se avete notato, ma… il cast. Ansel Elgort, Lily James, Kevin Spacey (!), Jamie Foxx… insomma, non proprio i primi che capitano. Sono stati tutti molti bravi.

Le scene d’azione erano fantastiche, avevo l’adrenalina a mille, e sono state anche montate in modo superbo. Questo è quello che succede quando si ha un budget e si sa come usarlo.

Andatelo a vedere, Baby Driver è senz’altro un film che merita di essere visto con lo schermo gigante.

Varie ed eventuali: 

L’ironia. Il vero nome di Baby che si scopre solo alla fine (o leggendo su Wikipedia) è Miles (cioè miglia).

– C’è qualche piccolo indizio che Baby possa essere autistico (o comunque avere qualche disturbo comportamentale che vada al di là del suo problema di udito), ma non sono un’esperta in merito. C’è molta attenzione al dettaglio, che sia il fermare i suoi compagni prima della rapina perché hanno perso tempo e deve pertanto rimettere da capo la canzone dell’ipod, mascherandola da scena divertente, oppure Baby al locale che anziché da un calice beve il vino da un bicchiere a cilindro (a differenza di Debora).

– Anche i colori sono molto importanti in questo film, e ciò che rappresentano. Quelli che ho notato io sono il giallo/oro (che rappresentavano la madre e Debora), il viola (qualcosa di calmo, come l’ipod colorato o l’auto della vecchietta) e il rosso (per esempio la frase sulla rabbia di Buddy).

Il trailer:

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Ringraziamento: Citazioni film e libri | I Love Film and Telefilm | And. Yes, I love telefilms and films ∞ | Because i love films and Tv series

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