Film

Recensione | ‘Death Note – il quaderno della morte’

Avvertenze: il proseguimento della lettura della presente recensione può nuocere all’animo sensibile di chi ha apprezzato il film prodotto da Netflix… come, non ce ne sono? ah allora buon proseguimento.

Buongiorno a tutti, sono la vostra cara Nora190 che risorge tra le migliaia di alpha test per sfogare tutta la sua rabbia contro Netflix e in particolare il suddetto film.

Prima un concetto generale importante: ringrazio Netflix per avermi tenuto compagnia per i mesi scorsi e per aver creato delle serie veramente uniche, come Sense8, ma per favore, e ve lo dice una che apprezza l’impegno e gli sforzi che fate per rendere il catalogo italiano idoneo a quello estero, per favore, non e dico NON fate dei film. Che siano orginali Netflix o live action, proprio lasciate stare. Un esempio, ho visto ‘Fino all’osso? con Lily Collins, un film sul tema dell’anoressia mancava, e siamo tutti d’accordo, ma è solo carino, perchè per il resto è prevedibile e a tratti strano.

Poi è giunto il tanto atteso 25 agosto, data d’uscita del Live Action di ‘Death Note’ e cavolo, aspettavo con ansia questa uscita: il mio cervello si immaginava già tutte le possibili combinazioni per rendere il film eccezionale, ma tutto il lavoro delle mie povere rotelline è stato letteralmente spazzato via quando Netflix ha presentato il cast.

Light Yagami

Nat Wolff

Ok, scorrete su e giù e osservate le due foto. Vi sembrano minimamente simili, no perchè io nella prima vedo un bel ragazzo, affascinante, sexy quanto basta, con quella nota di malinconia negli occhi, che ti fa desiderare di essere dalla sua parte in qualsiasi fazione, mentre nella seconda vedo ...gne. Non ho niente contro Nat Wolff, che è anche bravino per essere stato lanciato da poco, ma cavolo, non potevate scegliere uno che fosse anche solo minimamente simile a Light?! Che ne so, il mondo è pieno di attori che vogliono fare carriera, fate un casting scrivendo: cercasi ragazzo BELLO e ADATTO per interpretare Light Yagami di ‘Death Note’. Ti arrivano tanti di quei sosia che non ne hai nemmeno idea, caro Netflix, potevi almeno pescare un cosplayer?! No, va beh, ci tocca questo e allora che sia talmente bravo da riuscire a diventare la perfetta incarnazione di Light? NO, la risposta è NO, ma ne parleremo in seguito.

L

Lakeith Stanfield

Ok, adesso fate lo stesso procedimento di prima: scorrete le due immagini in successione, vi sembrano simili? No? E perchè no, perchè uno è bianco e uno è nero? No no no, non è il suo colore della pelle il problema è tutto il resto. Quando ho visto che per L avevano scelto un attore di colore, ho pensato ‘che forza vedremo l’esatto opposto di Light, anche fisicamente oltre che mentalmente’ perchè il signor Wolff, diciamocelo, è un po’ troppo pallidino. E quindi avevo grandi aspettative per lui, che devo dire non mi hanno deluso affatto. Ho amato i piccoli gesti che lo rendevano un tantino sclerotico e pazzo compulsivo. Molti hanno criticato il fatto che non fosse il ragazzo pallido e con le occhiaie che vive in un bunker, però possiamo arrivare a capire che un L nero è il minore dei problemi?

Ryuk

Academy, ti ringrazio per l’esistenza di Willem Dafoe. Cosa sarebbe stato questo film senza di lui? Uno schifo come è in effetti… ma no, sarebbe stato ancora di più uno schifo! Quindi tutti gli shinigami salvino Willem. Era il vero Ryuk? Era fedele al manga? Certo che no! Ma almeno era subdolo e cattivo e giocherellone quanto lo è nell’anime.

Tutto inizia con la classica scena della caduta del quaderno. Il suddetto ‘quaderno della morte’ cade vicino a questo pervertito, che sta a guardare l’allenamento delle cheerleader e che poco prima aveva scambiato dei compiti in cambio di denaro. Il quaderno cade ed è proprio il nostro pervertito a raccoglierlo e pensi ‘beh, adesso arriva Light e il pervertito glielo consegna’ e invece no!! Perchè è lui Light, Light Turner. Beh, almeno hanno avuto la decenza di cambiargli cognome. Vi elenco in due semplici mosse perchè il pervertito non può essere il nostro Light:

  • punto numero 1! Light le donne non le deve cercare, perchè sono loro che lo cercano. Ha la fila sotto casa e non può nemmeno recitare in pace un brano in classe che questa si allaga per la bava che esce da queste studentesse con gli ormoni a tremila. e poi lui le donne non le vuole, le usa. Ricordiamo Misa (che a quanto pare hanno voluto omaggiare chiamando la sua fidanzatina Mia).
  • punto numero 2! Light non vende i compiti, lui è un genio, un maledettissimo genio. E non ha bisogno di soldi perchè lui ci naviga, tra le borse di studio e i premi per miglior studente dell’anno. Lui è superiore a tutti. Bisogna capire che lui è in cima alla scala per il paradiso e non ha più niente da fare, perchè ha tutto, ed è proprio questo il motivo per cui raccoglie il quaderno e decide di diventare un Dio… perchè si annoia, non perchè lo picchiano a scuola o la sua ragazza non lo vuole, no! perchè si annoia!

Va beh, andiamo avanti. Turner (lo chiamo per cognome, perchè lui non è Light) raccoglie il quaderno e subito dopo si fa pestare da dei tizi, mentre cerca di difendere una ragazza. Ahahaha aspetta, Light che si mette in mezzo in una rissa?! Questa è veramente bella! Light non si sporcherebbe mai le mani per una ragazza, anzi per qualunque creatura al mondo. Comunque comunque, finisce in presidenza e in punizione non perchè è stato malmenato da dei bulletti, ma perchè vende i compiti. Va beh.

In aula di punizione, Turner decide di usare il ‘quaderno della morte’ e qui avviene il mitico incontro con Ryuk, o per lo meno, dovrebbe avvenire. Si, perchè invece della reazione fredda e calcolatoria della serie, abbiamo le urla di una ragazzina impaurita. Avete sentito bene, Light che urla e chiede aiuto. Light che chiede aiuto, nemmeno in punto di morte ha chiesto aiuto, e qui urla e si dispera?! Ridatemi il mio bel Light che prendeva ogni cosa come una sfida, che mostrava a tutti cosa voleva dire ‘pazzia’. Uhm… che amarezza…

Ryuk spinge Turner a provare il quaderno sul primo che capita… scusa scusa scusa?! RYUK FA CHE COSA?! Il vero e unico motivo per cui Ryuk ha lasciato che il suo quaderno cadesse sulla Terra è perchè si annoiava e voleva divertirsi un po’… perchè i produttori non hanno capito che i protagonisti fanno quello che fanno, solo perchè si annoiano?! E allora via con le scene splatter: perchè non faccio decapitare il bulletto che mi ha fatto un occhio nero… mi sembra una buona idea staccare la testa a una persona solo perchè ti ha dato una spinta, ma effettivamente gli ha rovinato il suo bel faccino… ecco, questa sarebbe stata una motivazione da vero Light Yagami.

Poi cambiamo scenario e Turner si ritrova in palestra a leggere le quasi 100 regole del quaderno. QUASI CENTO REGOLE?! Sorvoliamo, aspetta Turner è dove a fare cosa?! MA TI SI E’ CHIUSA QUALCHE VENA CHE PORTA IL SANGUE AL CERVELLO, SARA’ MAI LEGGERE UN QUADERNO CHE UCCIDE LE PERSONE IN UN LUOGO PUBBLICO?!  Light lo protegge a costo della vita e tu non solo lo leggi in palestra ma ne parli a una ragazza, NE PARLI A UNA RAGAZZA?! Ma scherziamo, il quaderno è la tua vita, devi tenere il segreto per te e non sbatterlo in faccia alla prima che capita dicendole ‘mi prometti che non lo dici a nessuno’. Ma dove siamo finiti!!!!!!

Ok, mi sto dilungando decisamente troppo. I due si innamorano (si avete letto bene) e iniziano ad ammazzare gente a caso, tra cui criminali e piccoli bulletti di strada e poi la polizia, anzi scusate l’FBI, decide di intervenire perchè questo Kira, nome che la coppia più brutta del mondo si è dato da sola perchè viene dal celtico, e non perchè in giapponese è la storpiatura di killer (che idea scema) no no. Comunque dicevo la polizia viene chiamata da un investigatore di fama mondiale che si presenta spontaneamente in centrale. Ok, aspetta cosa?! L che si sposta dal bunker super segreto dove puoi entrare soloJ se hai fatto una doccia nel disinfettante?! E si reca alla polizia?! Almeno ha la decenza di tenere il volto coperto e l’ho apprezzato (anche se ha fatto troppo ‘Daredevil’). Inizia così la battaglia tra cervel… no no stavo scherzando, inizia la battaglia tra un famoso investigatore e una piccola persona insignificante che vuole divertirsi con la sua ragazza affinchè lei si conceda totalmente a lui.

Ascoltate, non me la sento proprio di continuare con la trama per filo e per segno anche perchè ormai sono 2000 parole quindi dirò solo altre due cosette che mi sono rimaste sul cuore:

  • Watari non si chiama Watari: vi ho sconvolto la vita e non lo sapevate? Mi dispiace ma sappiate che non è possibile anche nel mondo reale che una persona si chiami solo Watari. L è un po’ paranoico e nessuno attorno a lui ha il suo vero nome e, piccola rivelazione, neanche L si chiama L. Ha un nome. Un nome vero.
  • L’istituto in cui Watari si reca per trovare il vero nome di L non è abbandonato: chi ha visto l’anime o letto il manga saprà che prima o poi Kira vincerà su L e ne causerà la morte e che, al suo posto, arriveranno due nuovi investigatori, entrambi provenienti dall’istituto: Mello e Near. Questi bambini non erano lì perchè abbandonati o sfruttati ma perchè erano estremamente intelligenti e con qualche mania: Mello ha il cioccolato, Near gli scacchi e L i dolci. E Watari è il loro grande babbo adottivo che si è sempre preso cura di loro.
  • Regola 89: se bruci una pagina del quaderno il nome scritto sopra si cancella e la persona non muore. FALSO! NO! NEIN! NIET! se scrivi un nome sul quaderno sei fregato, non puoi tornare indietro. E’ questo il motivo per cui è un oggetto estremamente potente perchè è irreversibile, come di fatto è la morte stessa. Quindi non puoi scrivere il nome del tuo fidanzatino e poi strappare casualmente la pagina per far si che cada nel fuoco, mia cara e antipatica Mia.
  • La mamma di Light è viva. Niente volevo solo dirlo, ma non è importante per la trama.

Il finale non ve lo sto a descrivere anche se è l’unica cosa che effettivamente salva minimamente l’intera opera. Ma no, per me è assolutamente da buttare perchè anche chi non sa cos’è la saga originale non si ritroverebbe in un film classicamente americano senza il benchè minimo spunto o riflessione sulle idee di grandezza delle persone. E su quanto anche la persona che ha tutto nella vita, possa sentirsi vuota e senza uno scopo.

Chiudo qui che altrimenti mi sale l’odio.

Vorrei solo fare un appello: a breve uscirà il live action di Full Metal Alchemist che in parte è già stato rovinato dalla creazione della prima serie anime, quindi, mi rivolgo a voi direttori della regia, leggete a fondo le critiche fatte a questo film e per favore, vi prego, non rovinate Ed e compagnia. Potete ancora salvarvi nonostante alcuni attori lascino desiderare (Roy Mustang perdonami), non abbandonate ok? Fate un bel lavoro.

In attesa se volte vedere un live action di death note, non proprio bellissimo ma almeno fedele vi consiglio ‘Death Note’ (2006), vi lascio anche il trailer perchè sono buona. Prima però vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto.

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One thought on “Recensione | ‘Death Note – il quaderno della morte’

  1. Non capisco perchè gli americani debbano “americanizzare” sempre tutto. La cosa più sconvolgente secondo me è il fatto che il messaggio, semplice e diretto, più volte espresso nel manga e nell’anime, cioè la noia, che muove tutta la storia, non sia stato riportato!!!!
    Sui personaggi mi astengo in quanto assolutamente in accordo con te!
    ( come si fa a trasformare dei geni in personaggi così privi di ogni stima… bah)

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