Poldark/Telefilm

Recensione | Poldark 3×08-09 “Sometimes, in order to affect change, hands must be dirtied”

A volte, per ottenere  un cambiamento, bisogna sporcarsi le mani.

Il cambiamento ormai in Poldark è una costante, soprattutto perché – come abbiamo ben imparato – c’è quel momento inevitabile, quel pilastro attorno al quale girare e decidere se svoltare, se seguire il vento o la direzione che i cartelli ci impongono.

In Poldark, nelle diverse stagioni, l’evento spartiacque è quasi sempre una morte o un avvenimento inaspettato (o quasi), come se la sorte inevitabile o il capire che la vita è un soffio ridefinisse gli equilibri. Soprattutto perché da una morte spesso arrivano rivelazioni o si perdono pezzi di qualcosa, di realtà concreta. E’ stato così per la morte di Francis che si era rinnovato come individuo e aveva accantonato ogni rancore, ora anche per Aunt Agatha, che di rancore invece si arma contro George, e la rivelazione su Valentine mette di fatto in crisi il più algido dei Warleggan.

Demelza, dalla sua, si trova invece ad un altro ‘turning point’: combatte con il ridefinire il suo rapporto coniugale e la tentazione leggera di un corteggiatore. Anche perché, diciamocelo, Ross all’inizio fra battutine e quant’altro sembra non rendersi conto di quel che sta accadendo, e forse proprio perché troppo sicuro di se e della sua visione limitata ai sui tre o quattro obiettivi. E forse ci sembra anche un po’ aspro nell’approcciarsi a Demelza a volte, come nel compararla a Garrick, ruspante ma fedele.

E’ vero una volta era una pietra rozza ora più definita, ma tutti siamo esseri in divenire e se la pietra ora levigata per lui non ha più il valore di un tempo, o è diventa quel qualcosa che ci abituiamo a guardare e quindi perde nel fascino della novità, dovremmo ricordare a Ross che agli occhi di un attento compratore di rarità potrebbe sembrare un ben più splendente gioiello. Ross ci sembra forse fin troppo sicuro, e fare appello al buon senso affinché Demelza stia attenta mentre lui si è lasciato andare alle sue intemperanze passionali a suo tempo (e ci è scappato anche un bambino, per dire) personalmente è una cosa che mi ha dato alquanto fastidio. E’ in riga con i canoni del tempo, per carità, ma è stato molto egoista da parte di Ross.

Ricordiamo anche che George Warleggan disse a Ross che la sua ‘overwhelming hubris’, io suo ego smisurato, sarebbe stato per lui un grande peso e condanna. Certo, chi scaglia la prima pietra ha più peccato di tutti, ma il senso è che Ross sta nettamente sbagliando, preso dalle sue battaglie e deliri di onnipotenza per contrastare quelli di George, perdendo di vista le vere cose importanti.Sappiamo che ognuno combatte i suoi demoni, ma Ross è ora più che mai in balìa di una confusione notevole.

L’orgoglio è quello che lo porta, infatti, a non prevedere la prevedibilissima vincita di George alle elezioni, o al solito battibecco da galletti al Red Lion. Ed è li che, testimone anche Demelza, non solo le questioni di possedimenti ma anche di chi è stato ‘posseduto’, di sangue e di figlianze che si tocca quasi il culmine, perché è una polveriera pronta ad esplodere e ormai non si può fare altro che affrontare il problema. Non solo in questo frangente Ross si sente superiore, ma stavolta gioca lui stesso sul sospetto del figlio, anche se ambiguamente, ed è un duro colpo per George e così per Demelza, e forse Ross vede nell’averla vinta nel battibecco una sua rivalsa, perché ricordiamo che sempre per eccesso di orgoglio non ha voluto accettare lui la candidatura.

E da una parte, perdonatemi, ma capisco George e i suoi dubbi, ed anzi, penso che il suo voler lasciare moglie e ‘figlio’ a Trenwith come prova di fedeltà sia umano, proprio per vedere se la ‘donna muschio’ sa vivere da sola e che cosa combinerà Ross sapendola sola con se stessa, visto che alla fine di tutto, va sempre a vorticare verso di lei per spirito pio di protezione e per chissà quale rimpianto del passato. E mi spiace, non riesco a provare pietà o compassione nemmeno nell’incontro in chiesa. Sebbene sia espediente narrativo e serva a diversi sviluppi successivi, non riesce a farmi provare compassione alcuna. Ci fanno credere di non sapere di Valentine, ed anzi, in questo caso Ross, ancora più egoista, dice ad Elizabeth cosa fare e cosa non dire, e per quanto sembri una cosa legata ad un evento passato, sembra come se Ross sia compiaciuto perché ha avuto a suo tempo lo sfizio, il premio e quindi l’ha tolta a George, ed ora si permette anche di dirgli come raggirare George. Fossi Elizabeth non mi sentirei tanto lusingata, anzi cercherei di svegliarmi e capire che un’altra volta le stanno scaricando addosso il peso di cose per le quali dovrebbe reagire invece di rimanere attaccata alla prima vela che passa. Sappiamo bene però che la stoira è già scritta, e quindi queste sono solo proteste senza seguito.

E poi appunto, la pietà, la mia coscienza soffre per averla trattata male, sono frasi che tornano in quello spaccato di pensieri che gli sceneggiatori ci fanno vedere e che, ancora una volta per orgoglio decide di tacere alla moglie. Ho apprezzato molto il fatto che abbiano fatto capire che il bel discorsetto se l’è fatto solo in testa e non l’abbia detto per nulla. Ah, gli uomini che non parlano per orgoglio! Ah, Ross, quanta rabbia mi fai e quanto cieco sembri a volte, sicuro nella tua fortezza.

Ross deve ringraziare il cielo che Armitage è fino all’ultimo fin troppo idealista e cortese. Ricordate il baffo soldato scozzese? Fu ben meno per il sottile con Demelza e anzi più propositivo e marpione. Armitage invece, vuoi per idealismi o per l’età, rispetta i limiti di Demelza, è  più accorto e in questo la rispetta e le da piu spazio. E anche se non ‘accultrata’, stupisce come Demelza risponda lui con una canzone, appunto dicendo lui di non chiederle ciò che non può dare, magari in un altro tempo e in un altro spazio sarebbe stato possibile, ed è strabiliante come Demelza si adatti straordinariamente ad ogni situazione, come fu in quella lontana cena di natale a casa Poldark – questo è il suo grande pregio. Anche in finale di episodio, nel confrontarsi di fronte al camino con Ross, lei addirittura chiede pazienza, come a scusarsi della sua defaiance, ma dice anche a lui che lei ne ha avuta a sufficienza. Un mutuo riconoscersi che Ross fa sempre finta di capire fino ad un certo punto, prima che arrivino a lambire le coste i venti di battaglia e di rivoluzione.

Il cambiamento e la crescita, accompagnati sempre da una sofferenza purgatoriale accompagnano anche Morwenna. Per quanto soffriamo nel vedere le angherie subite, devo dire che la sua parabola prima in discesa e poi in risalita sono attimi che ho apprezzato moltissimo in entrambe gli episodi. Morwenna prende coscienza di se stessa, del suo amore per Drake mai domo, ed anzi, si ribella anche a suo marito. E nonostante inizialmente sospetti della sorella, non riesco ad avercela con Rowella, perché da buona paragnosta con la sua truffa ai danni del reverendo non solo fa i suoi propri interessi monetari da brava arrivista, ma da anche a Morwenna la forza per poter reagire. Così diverse eppure l’una utile all’altra.

Il mio cuore però piange, specie quando quel ‘ti amo’ sussurrato al vento sulla porta di casa, raggiunge Drake nascosto e malconcio. Insomma, per loro non c’è ancora gioia, ma al di la di tutto, quello che dona speranza è quell’amore vero che li lega, e che ad esempio è quello che ha cementato i Dwaroline contro ogni avversità.

Le avversità, del resto, fioriscono quando c’è l’incomprensione e il non detto. E le cose non dette tornano a galla di sovente e spesso sono frutto di occhi indiscreti e male interpretazioni, proprio come succede quando Prudie vuota il sacco con Demelza e lei va a confrontare Ross sul suo ennesimo ritorno-non ritorno-contatto con Elizabeth. Ed anche se è ovvio che tutto è costruito per portare alla tensione massima, al bivio Ross vs Armitage, Demelza questa volta sembra fare la scelta ‘sbagliata’ agli occhi della massa, e sembra all’occhio inesperto essere lei egoista nel suo peccato. In realtà, in una logica di un tempo remoto in cui la donna (come spesso dice Prudie) deve abbozzare, sullo scacchiere della vita, lei alza la testa a suo modo nello scegliere per un istante di ‘paradiso’ Armitage.

“Shall we grant ourselves to each other? So that I may go into the darkness knowing that I- I once tasted heaven?”

Del resto Ross non ha fatto lo stesso, mosso sempre da egoismo? Ed Elizabeth non ha cercato di far leva per egoismo sulle pretese di Ross? Non giustifico il tradimento, ma chi ha visto pena nella scena della chiesa di Ross e Elizabeth, deve vedere anche nell’incontro ravvicinato Demelza Armitage quasi un velo di compassione, e perché no, una certa leggerezza che a Ross è sempre permessa e a Demelza mai. Demelza ben dichiara di essere moglie di Ross e madre dei suoi bambini, ma in quel momento è l’altra Demelza che lei stessa ha annunciato, così come il Ross copulante con Liz è il vecchio Ross rancoroso e tradito, tornato dalla guerra e con la donna che amava sposata a suo cugino, e non il marito di Demelza. Il momento non è dei migliori perché infuria la battaglia mentre Armitage e Demelza vivono il loro momento, ma tutto è portato e fatto ad hoc ovviamente.  E serve anche per far capire a Ross FINALMENTE che deve smuoversi, e risolvere i suoi demoni interiori, anche quando fronteggia i suoi amici schierati nellìopposta fazione. Tutto ovviamente ha un prezzo, e lo avrà per lui sicuramente come per la coppia.

Ed Elizabeth, che sembrava averci dato una speranza di intelligenza e sembrava aver alzato il capo, in realtà, spero vediate che sta facendo quello che Ross le ha detto, cioè convincere e circuire George, nella grande abilità delle donne che hanno di far credere ciò che vogliono tra inganni e merletti. Al giuramento sulla bibbia, lo dico, ho sperato calasse un fulmine, ma poi ho capito il gioco perverso e quindi ho visto da cosa ha preso coraggio Elizabeth, ossia dal comando di Ross perché di sua volontà poco ha combinato.

Ho avuto pena per George, che forse, schiavo del sentimento e per non perderla, ha ceduto per la prima volta alle emozioni, ed infondo, tolti i soldi e la smania di potere, ha mostrato forse un sentimento sincero.  Del resto Elizabeth per ottenere qualcosa sbatte i piedi e si batte sul petto i pugni piagnucolando, e solo quello sa fare – e Heida Reed sa dare vita a questo in maniera più che egregia.

Jack Farthing, però, è immenso nel dare sfogo sullo schermo alla parabola interiore del suo nuovo borghese arricchito Warleggan. Nella scena sulla spiaggia si percepisce il suo tentennare, il vacillare di un uomo apparentemente sempre solido, che invidia quella solidità al dark Poldark, che a suo modo comunque si troverà presto a vacillare di suo – soprattutto, quando è a letto, come Demelza fu quella lunga notte, e aspetta e spera che si apra la porta nel vederla tornare.

Il finale infatti, beh, che dire. Conferma a mio avviso quanto detto prima. Perché Demelza come Ross appare già pentita, o meglio sono consci di essere usciti dal loro essere, che quindi nel loro rapporto qualcosa si è intaccato e che per mutua comprensione dovranno lavorarci, con tutti i disagi a seguire. E forse è questo il vero amore, che si piega alle intemperie, che si danneggia, ma non si spezza e che sa che, se anche il reciproco farsi male è a volte fatto per ferire l’altro, una mano curerà sempre l’altra perché entrambe sono indispensabili per afferrare quel cuore che tanto ha sofferto.

E quindi, sullo sfondo di tumulti, civili e bellici, e su un carico di aspettative che ci lascia in ansia spasmodica fino alla prossima stagione, vi saluto e vi ringrazio per aver seguito con me e con noi questa stagione di Poldark. Certamente, spesso e volentieri, opinioni espresse possono non essere condivisibili, e una recensione esprime un punto di vista (un po’ come i giudizi su tripadvisor). Spero comunque vogliate continuare a discuterne e dibattere con noi. Torneremo presto allora nella nostra ventosa parte preferita di Cornovaglia! Se vorrete venirci a trovare, ricordatevi di passare dalla nostra pagina social…una tazza di buon English Tea non si nega a nessun viandante!

A presto!

-Notforyourears

 

Ringraziamo: Crazy Stupid Series | Serie Tv Mania | Aidan Turner Italia | Poldark Italia | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Blends of Scotland, Ireland, UK: Ladies’ perfect Tea |Roba da Vittoriani | Eleanor Tomlinson daily | Ross e Demelza Poldark Italia | Aidan Turner Source. | Heida Reed Source.

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One thought on “Recensione | Poldark 3×08-09 “Sometimes, in order to affect change, hands must be dirtied”

  1. Scusa il ritardo con cui recensisco ma ero al mare in un villaggio turistico con zero connessione =__=
    Ho adorato l’ultimo episodio di Poldark, mi ha regalato emozioni enormi attraverso le fragilità, gli errori e il dolore dei suoi protagonisti: Ross, così testardo, a volte sgarbato, indomito, ma alla fine schiacciato dal dolore lancinante di aver perso la donna che è la sua forza e il suo unico amore a causa dei suoi errori. Ross è un personaggio che ha sbagliato tanto, ma fondamentalmente buono, onesto, indomito. E vederlo cedere, vederlo tanto smarrito, vederlo soffrire anche quando Demelza torna ma gli dice che non era certa di farlo (credo che per lui sia stata una peggio di una pugnalata). Ross alla fine (sempre quasi troppo tardi), sa però diventare quel grande uomo che è e mi ha sciolto mentre guarda la sua Demelza smarrita, distrutta e in lacrime e la stringe a se come a volerle dire, in silenzio, che lui non la lascerà mai andare e che sarà sempre il suo rifugio.
    Poi c’è Demelza, lei che ha sempre tanto combattuto per la sua famiglia e il suo uomo. Demelza che si sente tradita per la seconda volta, in maniera ancora più infame della prima volta, non tanto per l’errore di Ross ma per la catena di disastri che i suoi silenzi hanno generato. Credevo di odiare la storia con Hugh, invece mi ha tanto intenerito, loro mi hanno intenerito, lui così innamorato e dolce, lei bisognosa solo di coccole e amore. Non riesco a farne una colpa a Demelza, cede in un momento di grandissima fragilità ma alla fine, dopo una lotta con se stessa che immagino estenuante, sceglie il suo uomo, i suoi bimbi, la sua casa. Lei appartiene a Ross e a Nampara, come disse tanto tempo fa nella prima serie, quando di Ross non era che la sguattera. E mi piace tanto, è struggente come, a letto, guarda Ross implorandolo in silenzio di non lasciarla andare.
    Elizabeth FINALMENTE se da ‘na mossa e prende in mano la sua vita e fa qualcosa di testa sua (su consiglio di Ross, vabbé) per tutelare i suoi bambini e se stessa. Son tre puntate che lei mi piace, sono ampiamente perplessa e felice che abbia smesso di ammuffire come soprammobile. E mi piace perché nel farlo, ha mostrato a tutti noi il lato più umano di George.
    Morwenna mi stringe il cuore. Sua sorella mi fa sganasciare, molto sveglia la ragazzina. Osborne deve morire malissimo.
    Caroline e Dwight sono l’unica isola felice, con l’unico problema del cane che è geloso!
    Beh, che dire? Voglio ADESSO la S4! Non ce la posso fare ad aspettare tanto!

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