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San Diego Comic Con | La reunion di Battlestar Galactica

Il cast della storica serie fantascientifica firmata SyFy si è riunita al Comic Con di San Diego lo scorso giovedì, per la prima volta dalla fine del telefilm.

Sono passati infatti ben otto anni da quando Battlestar Galactica si è chiuso in grande stile dopo quattro stagioni trionfanti, segnando la storia della fantascienza televisiva e della produzione seriale in generale.

Al panel erano presenti i produttori esecutivi Ronald Moore e David Eick, i quali hanno raccontato del loro primo incontro per definire la serie nel 2001, poco dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre. Chi ha visto la serie ricorderà che la storia di Galactica inizia proprio con un devastante attentato alieno che decima la popolazione mondiale. Eick ha dichiarato «All’improvviso tutto ha assunto un significato completamente diverso, perché ci siamo resi conto che stavano parlando dell’olocausto di un intero popolo».

Una persona del pubblico ha chiesto ai produttori come sarebbe lo show se venisse prodotto oggi. Moore ha affermato che sarebbe fondamentalmente diverso. «Abbiamo scritto lo show in un momento molto specifico della storia della nazione e del mondo. Abbiamo riflettuto su argomenti che all’epoca erano molto diffusi, ma guardando le cose attraverso il prisma della fantascienza».

Al panel erano presenti anche Tricia Helfer, ovvero Number SixTahmoh Penikett, ovvero Halo, Michael Trucco, che interpretava Samuel, e ancora Grace Park, con il ruolo di Athena, e Mary McDonnell, ossia l’intramontabile Laura Roslin.

Access Holywood ha intervistato gli attori dopo il panel. Si è parlato del fatto che, pur essendo passati ormai 13 anni dalla prima stagione, BG è una serie che fa ancora parlare di sé, appassionando fan in tutto il mondo forse proprio per la portata universale e attuale dei temi che tocca. BG è infatti una serie basa totalmente sull’uso della fantascienza come riflessione critica della realtà attuale.

Michael Trucco ha commentato dicendo che anche secondo lui, se lo show venisse scritto oggi, sarebbe fondamentalmente diverso perché Moore, Eick e gli altri creatori avevano ben presente com’era il mondo in quel momento, un mondo post-09/11, che hanno avuto l’abilità di veicolare, sotto forma di tematiche e storie, nella serie. Quindi, se dovessero scriverlo oggi, farebbero la stessa cosa: trasformerebbero in narrativa quella che è la condizione in cui viviamo oggi. Secondo la Helfer, invece, non ci sarebbe una differenza così “fondamentale”, perché il concetto di riflettere nella finzione il mondo attuale sarebbe la stessa e i parallelismi fra ieri e oggi sono ancora molto forti. Penikett ha invece affermato che di certo lo show avrebbe la stessa risonanza dato l’impatto delle tematiche che ha portato sul piccolo schermo.

Fonte: Variety.

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