Game of Thrones/Telefilm

Recensione | Game Of Thrones 7×01 “Dragonstone”

Dopo un’attesa che sembrava destinata a non finire mai, finalmente Game Of Thrones è tornato sui nostri schermi con la settima stagione che, vi ricordo, oltre a essere la penultima dello show è composta da soltanto sette episodi e non i canonici dieci, perché dopo anni passati a lamentarci che dieci episodi sono pochi per una stagione HBO ha pensato bene di accontentarci dandocene tredici… divisi in DUE stagioni.
Grazie.

Ma veniamo a noi.

Questa premiere è stata… un po’ moscia. Non nel senso che non mi sia piaciuta – dopo più di un anno di attesa, avrei accettato anche cinquanta minuti di Daenerys che ripete il suo nome completo – ma dopo averci lasciati con la Battaglia dei Bastardi, Walder Frey sgozzato e il Tempio di Baelor che esplode insieme a mezza Approdo del Re, non mi aspettavo di vedere tutti i personaggi passare 58 minuti a parlare. Perché sostanzialmente hanno fatto questo: hanno parlato. Tranne Arya.

Leave one wolf alive, and the sheep are never safe.
Winter came for House Frey.

Ammetto di essere rimasta basita vedendo Walder Frey vivo e vegeto mentre dà una festicciola. Ho impiegato una decina di secondi per capire quale fosse la verità e intuire quello che sarebbe poi accaduto. Vi dirò, a quello che restava dei Frey è pure andata bene: vedendoli lì, riuniti proprio come durante le Nozze Rosse, pensavo che di lì a poco frecce e coltelli sarebbero volati massacrandoli tutti. Ma era impossibile: Arya sta mandando avanti questa sua campagna vendicativa da sola, quindi ha dovuto usare qualcosa che le permettesse di fare fuori tutti in un colpo solo, ovvero il veleno.
Ora, vorrei spendere due paroline su di lei: quando ho iniziato a leggere i libri, Arya è diventata subito una delle mie preferite. Col tempo, però, il mio affetto per lei è andato scemando perché non mi piaceva molto questa sua svolta omicida, questo suo essere ossessionata dalla vendetta che l’aveva resa così diversa dalla ragazzina conosciuta nei primi capitoli. Col senno di poi, però, ho capito che è inevitabile: Arya deve vendicare la sua famiglia. Non si è trasformata in un mostro crudele assetato di sangue, semplicemente in questo momento la vendetta è l’unica cosa sulla quale riesce a concentrarsi, proprio come Sansa che desiderava farla pagare a Ramsay.
E sono curiosa di sapere cosa accadrà alla giovane Stark una volta portato a termine questo compito.
La scenetta nei boschi con Ed Sheeran serve a mostrarci come Arya sia ancora una ragazzina che non vuole rubare il cibo a degli estranei che si dimostrano gentili con lei, e a rivelarci il suo prossimo obiettivo: Cersei. I soldati hanno riso quando lei ha rivelato di avere intenzione di uccidere la regina – piccola parentesi, però, capisco che avrà strappato un sorriso a molti di noi, ma farle dire una battuta del genere è un po’ stupido – ma sappiamo tutti che c’era ben poca ironia nelle sue parole. Quindi, la vera domanda è: ci riuscirà, o sarà costretta a deviare da qualche altra parte, magari Grande Inverno? Personalmente dubito che Cersei morirà per mano sua, ma staremo a vedere.

You’ve seen the Night King. He’s coming for us. For all of us.

Bran e Meera sono arrivati sani e salvi – e miracolosamente – alla Barriera. Ammetto di essere rimasta delusa: Bran è diventato un personaggio importantissimo e loro me lo piazzano in scena per due secondi. Ma tutto sommato forse è meglio così: quei pochi minuti sono bastati per metterci ansia, con quella terribile e silenziosa scena degli Estranei (ci pensate quanti personaggi che magari conoscevamo da vivi adesso sono morti e vagano tra le file di quello stesso esercito?) che avanzano, e le parole del ragazzo che suonano tanto come una profezia oscura, sta venendo per noi, per tutti noi. Per anni Game Of Thrones ci ha insegnato a temere l’inverno, e adesso che è arrivato ci fa temere ciò che l’inverno porta con sé. E probabilmente gli Estranei non potevano scegliere un momento migliore per attaccare, con i Sette Regni spezzati dalle loro lotte interne, dall’odio e dalla sete di vendetta.
Insomma, per oggi passi, speriamo di sapere qualcosa di più nei prossimi episodi. Chissà come reagirà Bran alla notizia della morte di Rickon…

There’s no punishment for treason and no reward for loyalty.

Questi attriti tra Jon e Sansa sono comprensibili e preoccupanti allo stesso tempo. Non credo che Sansa possa ribellarsi contro il fratello, ma bisogna tenere conto della presenza di Lord Baelish che, per quanto lei lo scacci, continua a cinguettarle all’orecchio parole oscure. Finché lui rimarrà al suo fianco, proverò sempre una strana inquietudine.
In un altro momento, probabilmente darei ragione a Sansa. Lei ha vendicato se stessa uccidendo Ramsay, ma rimane da vendicare ancora Rickon che, se non fosse stato consegnato a Lord Bolton dagli Umber che dovevano proteggerlo, forse oggi sarebbe ancora vivo. Le altre casate li hanno abbandonati nel momento più difficile e, se da una parte possiamo comprendere il loro istinto di sopravvivenza – suvvia, chi avrebbe scommesso due centesimi su Jon e Sansa che guidano il Nord? – dall’altra non possiamo dimenticare che la gente del Nord è tutta d’un pezzo, non ammettono tradimenti e non ti abbandonano mai, nemmeno quando tutto sembra perduto. Pensate a Lyanna Mormont, che giurava lealtà al Re del Nord persino quando sembrava che gli Stark fossero estinti. Quindi la reazione di Sansa, vista in quest’ottica, ha senso. Si sente tradita da quelle persone che l’hanno abbandonata, e chiede che questo venga punito, perché il mondo nel quale è nata e quello nel quale è cresciuta l’hanno portata a questo. Per il motivo opposto, tiene ancora al suo fianco Petyr: sebbene lui l’abbia “venduta” ai Bolton, ha compensato a questo torto aiutandola a vincere la Battaglia dei Bastardi e a riprendersi il Nord. Per quanto lei conosca i suoi piani e quello che desidera davvero, lo tiene accanto a sé per riconoscenza.
Ma la situazione attuale richiede azioni estreme, e quindi devo dare ragione a Jon: le lotte interne, la vendetta e tutto il resto vanno messe da parte, perché la minaccia degli Estranei è troppo grande e potente e non va sottovalutata. Hanno bisogno di ogni singolo uomo – e donna – in grado di combattere, perché quando i nemici arriveranno, non si risparmieranno di certo.
Possiamo solo augurarci che Alys e Ned abbiano imparato dagli errori commessi dalle loro famiglie. E che Jon, al contrario di Ned e Robb, impari a distinguere quando è il caso di essere misericordiosi e quando bisogna mettere da parte l’onore.

We look like the losing side.

Jon quasi accusa Sansa di provare ammirazione per Cersei, ma io non lo avrei fatto. Non è possibile negare che lei si sia macchiata delle azioni più terribili, ma è sempre stata abbastanza brava da non subirne le conseguenze, a parte la Walk of Shame. E diciamo che si è pure vendicata bene. Lei è il tipo di personaggio che, se non mettesse se stessa davanti a tutti, potrebbe fare cose grandiose grazie alla sua furbizia e intelligenza. Ma ahimé non è questo il caso.
In teoria Cersei è seduta sul trono, ma i Lannister non hanno che un briciolo del potere, della forza e incutono a stento una pallida ombra della paura che i loro nemici sentivano all’udir pronunciare il loro nome. Di fatto, i Lannister sono soli. Quando Cersei annuncia di aver trovato un aiuto, non avevo idea di chi potesse aver rintracciato: è evidente che sono odiati da tutti. Persino Jaime presto si renderà conto, secondo me, di essere solo un manichino nelle mani della sorella, e tutto l’amore del mondo non basterà a lasciarlo al suo fianco.
L’arrivo di Euron Greyjoy è probabilmente il suo ultimo tentativo di salvarsi, eppure… lei rifiuta. Forse non vuole farsi vedere disperata, tanto non ha più nulla da perdere se non se stessa e si permette di fare anche la schizzinosa, ma per fortuna il nuovo Re delle Isole di Ferro vuole sposare la donna più bella dei Sette Regni ed è disposto a portarle un dono pur di ottenere la sua mano. Mi chiedo, cosa riuscirà mai a trovare? Alla regina manca solo un tassello per sentirsi al sicuro, perché nonostante lei sappia di essere circondata dai nemici probabilmente la cosa che teme di più al mondo è il Valonqar, quindi l’unico regalo degno di interesse che Euron potrebbe donarle è proprio Tyrion. Cosa riuscirà a portarle? Ho quasi paura.
Una collaborazione tra i due potrebbe essere interessante. Di certo non se le mandano a dire: sono molto schietti, entrambi hanno solo da guadagnare perché entrambi hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile. Possiamo solo aspettare e vedere. E sperare che Jaime non strozzi Euron con la mano buona, nel frattempo.

We are this world’s memory, Samwell Tarly.

Anche Sam ha trovato spazio in questa premiere, e per qualcosa di molto importante.
I Maestri rappresentano la parte colta del popolo, quelli che studiano e per questo credono di essere superiori alle varie leggende. A Westeros però non esistono leggende che sono soltanto storie, in tutto c’è una parte di verità, e i Maestri dovrebbero essere i primi a imparare questa lezione: hanno dalla loro una quantità inestimabile di informazioni che però preferiscono mantenere segrete, e per quanto Sam faccia loro presente che gli Estranei sono una minaccia più che tangibile, persino il più saggio di loro crede che non siano un pericolo perché in passato le loro difese sono riuscite a tenerli oltre la Barriera. E sarà anche vero, ma è pur vero che la Barriera terrà gli Estranei fuori dai Sette Regni… fino a quando non lo farà più. E allora rimarranno tutti con un paio di mosche, incapaci di difendersi perché nessuno ha pensato di prepararsi a tale evenienza. Per fortuna la curiosità rende l’uomo ladro, e Sam ha deciso di frugare comunque nell’area proibita, trovando qualcosa che potrebbe anche averli salvati tutti – e dato un motivo a Jon e Daenerys per incontrarsi: una montagna di vetro di drago alla Roccia del Drago.
Come si suol dire: acchiappare due draghi con una fava.

P.s. sbaglio, o anche Jorah Mormont si trova alla Cittadella? E si sta lentamente pietrificando?

If there was, you’d be dead… and that girl would be alive.

Come al solito, il Mastino prima fa le cose e poi se ne pente. Sandor ama uccidere, ma forse rispetto al passato possiamo dire che non ama uccidere senza un motivo. L’anno scorso ha vendicato i suoi compagni in maniera cruenta e siamo sicuri che quando rivedrà suo fratello non lo accoglierà con un abbraccio, ma oggi potevamo quasi toccare con mano il suo rimorso di fronte ai cadaveri di padre e figlia, che si sono uccisi probabilmente dopo che lui li ha derubati e lasciati senza nulla. Mi chiedo quando sia effettivamente cambiato, o se sia stato sempre così come credo io.
Nei libri il suo personaggio mi piaceva perché, nonostante avesse ucciso il figlio del macellaio senza mostrare rimorso né pietà, dimostrava di essere diverso in presenza di Sansa. Dimostrava di essere qualcosa in più del semplice soldato più fedele di Joffrey,  che godeva nel togliere la vita. C’erano dei momenti che ti facevano sospettare che in un altro mondo, se fosse cresciuto in un altro modo e magari con un fratello più amorevole, Sandor Clegane non sarebbe diventato l’assassino che è stato. E quando lo vediamo seppellire i due cadaveri, non possiamo dubitarne.
Ovviamente con questo non voglio dire che sia un personaggio “buono”, perché non lo è. Ma sicuramente è un personaggio più complesso di quanto ci aspettavamo all’inizio.

Shall we begin?

Sì! Finalmente! Chi mi legge sa che io non sono una grandissima fan di Daenerys, sebbene io la ritenga la legittima erede al trono. Ma devo ammettere che a vederla camminare sulla sabbia, posare la mano e lasciare la sua impronta, vagare per le stanze di Roccia del Drago, ho provato una sorta di euforia. Dopo aver passato anni a prometterci di farlo, dopo aver passato anni a costituire una minaccia per i regnanti dei Sette Regni che tuttavia non poteva dirsi concreta perché si trovava dall’altra parte del mare, finalmente anche la pedina Targaryen entra in gioco. Trovo una giusta decisione quella di lasciare il suo arrivo – forse ciò che attendevamo di più – alla fine. Per cinque interi minuti nessuno dice nulla, lasciano che siano le immagini più che eloquenti del suo arrivo a parlare, lasciando che quell’ultima frase – Iniziamo? – sia il nostro saluto. La promessa che il suo arrivo non è la fine, ma l’inizio, lasciandoci a immaginare cosa accadrà adesso, soprattutto quando sappiamo che il nipotino Jon presto dovrà raggiungerla.

Ed è così che finisce il primo episodio di questa attesissima settima stagione. Forse molti resteranno un po’ delusi perché si aspettavano fin da subito tanta azione e tanto sangue, e in parte anche io lo sono perché ho passato l’episodio ad aspettarmi… non so neanche io esattamente cosa… avevo sempre il cuore in gola, credendo che stesse per accadere qualcosa, e invece è filato tutto liscio come l’olio. Ma non posso neanche lamentarmi: è la premiere e le pedine sono state messe in campo. Vedremo come si comporteranno in futuro.

Per farci un’idea, vi lascio ovviamente il promo del prossimo episodio. Poi vi invito a passare a mettere mi piace alla nostra pagina, Parole Pelate, se non lo avete fatto, e a ingannare questa nuova settimana d’attesa passando dalle nostre affiliate. Alla prossima!

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