Film/Movienight

Movienight | #24

Qualche giorno fa guardavo la parete sopra la mia scrivania. L’ho sempre arricchita con disegni, locandine dei film e più recentemente foto e stickers. Hanno un loro spazio Moulin Rouge e Orgoglio e pregiudizio del 2015 oltre alla Bella e la Bestia, ma credo che manchi tanto altro. Sfruttando questa rubrica, voglio consigliarvi tre pellicole che rappresentino bene questo membro dello staff pelato, che a volte si dedica a recensioni di temi molto trash, ma che oggi farà la seria e mostrerà il suo lato estremamente più profondo.

Lezioni di piano

Regia: Jane Campion

Anno: 1993

Genere: sentimentale, drammatico

Cast: Holly Hunter, Anna Paquin, Sam Neil, Hervey Keitel

Citazione: C’è un grande silenzio dove non c’è mai stato suono, c’è un grande silenzio dove suono non può esserci, nella fredda tomba, del profondo mare.

Trama: Ada McGrath, una giovane scozzese muta, approda in Nuova Zelanda per sposare Alistair Stewart e con lei ci sono la  figlia Flora e il suo amato pianoforte.
George Baines, inglese amico e socio di Stewart gli chiede di poter prendere il pianoforte e portarlo nella sua capanna vicino alla spiaggia, sperando così di poter rivedere la donna.
Baines poi propone ad Ada un contratto segreto grazie al quale lei potrà tornare in possesso del suo piano, ma si rende conto che si stanno comportando male nei confronti del marito di lei  e le cede il piano; questo gesto la farà capitolare. La figlia di Ada, in un momento di rabbia, rivelerà tutto ad Alistar punendo la moglie fisicamente. In seguito a questo e alla salute peggiorata della donna, Alistair capirà l’amore che la lega a Baines e la lascerà libera.

Il perché pelato: Contrariamente alla trama sopra brevemente raccontata, che spero sia chiara, ad una prima visione questo film vi lascerà perplessi. Ada è muta per un motivo non ben precisato, e anzi le favole della figlia (non si sa chi sia il padre) contribuiranno ad accrescere l’alone di mistero intorno a questa donna muta di voce, ma a volte proprio priva di pensieri che vanno oltre/verso il suo pianoforte. Comunica con la musica e da qui si comprende il suo legame con lo strumento, ma sembra disinteressata a tutto il mondo che la circonda non venendo compresa da nessuno, e non solo per l’incapacità degli altri di comunicare a gesti, se non dalla figlia con la quale, forse, vivono insieme su un pianeta tutto loro. Questo film oltre la Palma d’oro ha vinto tre oscar nelle più importanti categorie (miglior attrice protagonista e non protagonista, e miglior sceneggiatura originale), il successo è da rintracciare nelle splendide musiche del compositore inglese Michael Nyman e nel silenzio che le intervalla. È il mio film preferito in maniera indiscussa, podio. Il tema sonoro: The heart asks the pleasure first è come una corsa frenetica, o una danza senza fine (come quella della piccola Flora sulla spiaggia), è il flusso dei pensieri di Agata che non ci è concesso conoscere mai una volta. Forse l’espressione severa o a volte vuota (ma talmente intensa da perforarvi il petto) della Hunter ci hanno fatto conoscere la profondità di questa donna. Il pianoforte era la sua coperta di Linous, che doveva proteggerla da un mondo da cui forse voleva difendersi, ma una volta trovato l’amore vero di un uomo, può abbandonarlo sul fondo del mare, per iniziare una nuova vita, dove viene capita e amata senza pianoforte e senza parole da George oltre che dalla figlia. È un film esotico, non solo per i paesaggi selvaggi che si combinano con l’apparente civiltà dei coloni, i piaceri (carnali e non) e i buoni costumi, ma anche per questa storia sul bisogno inconsapevole di amore e di comunicare questo senza le parole. Rappresentazione di tutto questo è la scena sulla spiaggia dove ognuno è libero di fare ciò che vuole, Agata di suonare, Flora di ballare e George (Keitel in uno dei suoi rari ruoli da buono) di ammirarle.

Anna and the King

Regia: Andy Tennant

Anno: 1999

Genere: drammatico

Cast: Jodie Foster, Chow Yun-Fat, Tom Felton

Citazione: Ero solo un ragazzo, ma l’immagine di mio padre che teneva tra le sue braccia per l’ultima volta la donna che amava mi ha accompagnato per tutti questi anni …. È sorprendente come una piccola parte della vita sia costellata da momenti significativi; spesso finiscono ancora prima che inizino ma gettano uno spiraglio di luce sul futuro e rendono indimenticabile la persona che ha dato vita a questi momenti. Anna aveva donato la sua luce al Siam.

Trama: Anna Leonowens, giovane vedova, arriva in Siam con il figlio Louis per insegnare la lingua e la cultura inglese ai figli del re Rama IV Mongkut, al quale si avvicinerà grazie alla figlia più piccola di questo. Per ottenere la benevolenza degli Inglesi, il Re decide di tenere un ricevimento al termine del quale danzerà con Anna. Il loro rapporto si incrinerà momentaneamente quando la favorita del re, scappata dal suo innamorato, verrà rintracciata e fatta decapitare con questo. Nel frattempo il Siam è minacciato da un colpo di stato. Con l’aiuto di Anna, il re riesce a nascondere i suoi bambini e le sue mogli in un luogo sicuro e poi va con i pochi soldati rimasti ad affrontare Alak e infine sarà salvato dall’inganno escogitato da Anna e il figlio Louis. Ritornata la pace, il Re balla un’ultima volta con Anna, capendo di amarla, ma che non sono destinati a restare insieme.

Il perché pelato: Ho una predilezione per i film in costume, come anche per le serie, ma soprattutto per le storie d’amore. Sono molto romantica e nel mio universo fanno parte anche storie che non hanno un lieto fine, perché l’amore nasce a prescindere dal restare, l’amore è trovarsi. Questo è un remake di un film del 1946, dal quale in parte si discosta, e anche dal musical. La parte storica del colpo di stato è palesemente inventata, ma che tragedia d’amore sarebbe se non ci fossero un po’ di lotte politiche? Anna and the King rappresenta la favola di due persone, di due mondi opposti che si incontrano e si apprezzano fino ad amarsi. Ma lei è una donna emancipata inglese, lui il re del Siam che crede nella poligamia e nelle esecuzioni pubbliche per affermare la propria autorità. Lui comprenderà lei, e lei, riluttante, capirà lui. Chow Yun-Fat è davvero il sole del Siam in questo film, amabile, colto, ironico e aperto verso il suo popolo. Non lo odi neppure quando condanna a morte Tuptin. La trama ha più di un momento di grande picco emotivo. La morte della piccola Principessa Fa-ying, anello di congiunzione tra Anna e il Re e la loro cultura tramite la spensieratezza di una bambina; la morte di Tuptin e Khun Phra Balat, prova dell’arretratezza di un paese e di un re che cerca di farsi avanti, ma le tradizioni sono parte di chi è ormai; lo scontro con Alak e il complotto politico, che ci fanno dire momentaneamente addio al Re e mostrare che gran cuore ha Anna per lui e la sua famiglia: il Siam. Nonostante tutto le due scene del ballo sono indimenticabili. La prima al ricevimento è l’illusione che qualcosa di più, che un futuro possa esserci e vivono la loro bolla; la seconda è l’accettazione che l’amore c’è, anche per una sola donna, ma si faranno bastare il presente. E lacrime furono.

Il Fantasma dell’Opera

Regia: Joel Schumacher

Anno: 2004

Genere: musicale, drammatico

Cast: Gerard Butler, Emmy Rossum, Patrick Wilson

Citazione: Chiudi gli occhi ed arrenditi, adesso puoi!

Trama: Con l’arrivo di due nuovi proprietari al teatro dell’opera, la giovane ballerina Christine, diventerà la principale interprete della loro produzione. La ragazza ha imparato a cantare grazie ad un misterioso angelo della musica che altri non era il Fantasma del teatro, innamorato di lei. Christine presto si fidanzerà con l’amico di infanzia Raoul, scatenando l’ira del Fantasma che verrà poi smascherato sul palco durante la sua opera. Difronte però al primo vero gesto d’affetto, lascerà andare i due innamorati amando la donna per il resto della sua vita, ma in disparte.

Il perchè pelato: Nonostante non sia il mio musical preferito, il capolavoro di Andrew Lloyd Webber ha un grande pregio: è ammaliante e misterioso. Bene o male tutti conosciamo la storia tratta dall’omonimo romanzo di Gaston Leroux, una differente versione della Bella e la bestia, dove la donna però va sì oltre l’apparenza, ma non troverà un uomo buono e pieno di amore, ma una bestia anche dentro, che vive un amore malato e un’esistenza fatta di violenza come unico mezzo per comunicare. Il film è passato un po’ in silenzio, ma una volta nella vita va visto, le musiche cantate improvvisandoci tenori o soprani e tifare team Fantasma o team Raoul. Naturalmente vince a mani basse il fantasma più bello della storia, Gerard Butler. Scelgo questo film perché viene dato a noi e al Fantasma un grande insegnamento sull’amore. L’amore è qualcosa di puro e genuino come la bella Christine, non oscuro come le vicende all’interno del teatro stesso. La malvagità dell’uomo, il pregiudizio possono essere combattuti con un semplice gesto d’affetto. Questo film mostra l’altro lato dell’amore, quello certamente non da favola, ma intrigante incubo.

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Ringraziamo: Citazioni film e libri | I Love Film and Telefilm | And. Yes, I love telefilms and films ∞

 

 

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2 thoughts on “Movienight | #24

  1. Sono cattivissima, non ho visto nessuno di questi, ma probabilmente se ne dovessi scegliere uno sarebbe “Anna and the King” queste storie ambientate lontano mi attirano sempre tantissimo. Il fantasma dell’opera non so perché lo guardo sempre con sospetto, non so mi sa “male” non ti so dire perchè xD.

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    • Per entrare nel mio magico mondo, ti consiglio anche io Anna and the King, per iniziare. È una bellissima favola romantica e drammatica, ma più leggera degli altri due film, che favole non lo sono affatto. Per Il fantasma dell’opera invece bisogna essere amanti del musical, per il resto almeno una volta nella vita va visto, ma bisogna essere nel mood giusto.

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