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Sapevatelo | My Only Love Song, l’Outlander della Corea del Sud

No, cari pelati. Non si tratta dell’ultimo libro di Nicolas Sparks, ma di una serie originale Netflix.

È approdata il 9 giugno la prima stagione, che conta 20 episodi di mezz’ora l’uno circa, di My only love song. Drama coreano del 2017 della FNC Add Culture che ha concluso un accordo con Netflix permettendogli di rilasciare la serie sulla sua piattaforma streaming mondiale. E chissà se questo primo passo non porterà il mondo occidentale a conoscer meglio le serie tv orientali.

Perché il paragone con Outlander, serie tv britannico-statunitense della Starz?

Se siete in astinenza da serie time travel allora ve la stra-consiglio, come ha fatto con me una delle somme bosse di parolepelate: novalee90. Oltre l’anima storica e romantica, farcita dalla magia dei viaggi nel tempo, non ha molto altro in comune con la serie dall’ambientazioni scozzesi, ma My only love song è anche auto-ironica, divertente e regale.

Auto-ironica perché all’inizio, soprattutto la protagonista, Gong Seung-yeon, non riesce ad accettare la realtà degli eventi che la stanno travolgendo e come degna figlia di Daenerys, quale sarebbe, ripete come un mantra tutti i suoi titoli acquisiti nel tempo come star pop della televisione coreana, cercando di impressionare chi non sa neppure cosa sia la Corea. Per le prime puntate ha dei toni quasi demenziali e Song Soo-jung (che si riunisce col suo co-protagonista dopo We get married) è spesso sopra le righe trascinando con sè anche On Dal, Lee Jong-hyun, che mostrerà il suo lato più burlone e arrivista con sguardi affamati su ogni oggetto che potrebbe dargli un guadagno. Questo quasi fare il verso agli historical drama, in realtà rispecchia il punto di vista di chi non può capire la situazione essendo vissuta nell’epoca moderna ovvero Song Soo-jung, che crede solo all’apparenza e al potere dei soldi. E allora tutto e tutti all’inizio prendono e si prendono in giro fino a quando non si scontriamo con la “serietà” dell’epoca, che comunque viene stemperata dal divertimento che ne scaturisce da ogni scena.

Divertente perché tutta la storia è trainata dal povero Boong-Boong, pulmino dello staff televisivo che non vuole perdere la sua famiglia! Contrariamente a quanto si possa credere, che il viaggio nel tempo avvenga grazie a questo mezzo è un’idea geniale, poiché ha vita propria, salva e scarica a proprio piacimento i protagonisti, ci regala risate e momenti esilaranti come quando la principessa Pyeong-gang decide di vestirsi da scolaretta o il povero Byun Sam-yong, il manager dell’attrice, si nasconde al suo interno in lacrime per evitare di essere catturato e se la farà letteralmente nelle mutande. Il divertimento riesce ad equilibrare l’andamento della storia, che mano a mano si fà più seria e concreta, perdendo gli iniziali toni trash.

Regale proprio perché si basa sulla folkloristica storia della principessa Pyeong-gang che contro il volere del padre sposerà lo stolto e povero On dal. L’arrivo di Soo-jung stravolgerà quanto conosciamo portandola a riflettere su cosa voglia lei e cosa sia giusto fare, placando così anche il suo caratteraccio per amore. Da brava attrice che piange a comando, finalmente riuscirà a “sentire” e a non recitare più solamente. Contrariamente all’apparenza leggera dell’inizio, la trama è molto più profonda e articolata, in quanto dietro la leggenda c’è molto di più. Un fedele guerriero muto che riesce a farsi capire solo dall’amata. Una principessa prigioniera nelle proprie stanze. Un farabutto di bell’aspetto avido solo per salvare la vita di una donna a lui cara. Un generale che si crede bello come un fiore, e non fatevi ingannare, non è affatto un idiota come appare. Un re che a mio parere è il vero ostacolo di tutta la storia. Un’attrice apparentemente arida di sentimenti e dalla lingua biforcuta, e tantissimi altri nella Corea del sud dei secoli passati.

Probabilmente non ci avrete capito nulla, ma non voglio spoilerarvi niente. Sappiate che la trama non è affatto come appare, che la ripetizione ad ogni episodio dei minuti finali del precedente ha il suo perché, in quanto si scoprirà sempre un dettaglio o un punto di vista non rivelato in precedenza e che non c’è solo una ship, ma ben tre!

Storia, amore e risate per un drama storico, romantico e fantasy, perfetto per l’estate.

Io l’ho vista senza grandi aspettative, pensando fosse la solita serie degli eccessi e invece mi ha conquistata non solo con questo grande amore che va oltre i portali spazio temporali, ma per la recitazione e per una trama che ti illude che stia dando tante cose per scontato, ma se avete un attimo di pazienza non solo vi spiegherà tutto, ma vi stupirà.

Due pollici in su per My Only Love Song!

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5 thoughts on “Sapevatelo | My Only Love Song, l’Outlander della Corea del Sud

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