Poldark/Telefilm

Recensione | Poldark 3×03 “To Each His Own Battle”

La battaglia, che sia oltre il confine, tra le mura domestiche, per amore o per fede, è uno scontro tra fazioni opposte, laddove spesso e volentieri un vero vincitore non c’è.

Eravamo stati preparati alle battaglie a venire, ma probabilmente attendevamo di vedere e sapere ancor di più, mentre in questo episodio, per quanto carico di emozioni e di lirismo, siamo ancora in una fase di ansia pre-preparatoria alla battaglia.

Si inizia in maniera quasi idilliaca, con canti al signore e sguardi rubati, con promesse che si intrecciano nei silenzi adolescenziali. Ci sono però anche partenze che destano preoccupazioni, non-ritorni e non-notizie, che lasciano l’amaro in bocca, in attesa di una risoluzione ancora lontana.

C’è però chi, da entrambe le parti, combatte ed è deciso a battersi, fino alla fine e in nome ciascuno di un suo ideale.

C’è Sam Carne e la sua incrollabile fede. Il nuovo Battista lo chiamano, e con una pala e una trave di legno, sempre con la bibbia in tasca, va cantando alle masse perché vuole la sua chiesa. Non sappiamo ancora di preciso da cosa dipenda questo suo fanatismo e da cosa sia stato ‘salvato’ per cui debba rendere conto al Signore. A lui ho invidiato l’entusiasmo ingenuo e anche la sua faccia tosta, all’alzare il mento di fronte alla smorfia di George fuori dalla chiesa – una smorfia che sembrava la mia faccia quando qualcuno mi dice che Giacobbo è un divulgatore migliore di Alberto Angela. Tsk.

La perseveranza e la faccia tosta, del resto, sono doti geneticamente comuni ai fratelli Carne, proprie di Demelza e Sam, e sia di Drake che grazie al piccolo Geoffrey Charles (il secondo Poldark che ci rende orgogliose di tale nome) riesce a vedere Morwenna sulla ‘loro’ spiaggia. Con lei va a scambiare promesse d’amore legate ancor a quel battesimo avvenuto in una grotta e a un braccialetto di conchiglie che è il pegno di un amore sognatore e puro.

cucciolotto amorino patatoso

Un plauso va ai due attori che nelle loro movenze sembrano riuscire a far cogliere quella purezza e quella delicatezza propria di un sentimento che, intuiamo, verrà messo alla prova. Si sfiorano ma non si toccano mai a fondo, e probabilmente, avranno anche loro di che penare.

Anche George però, da buon Putrido Warleggan, mostra di contro tra le linee nemiche la sua determinazione. La strategia di ingraziarsi il popolo dura ben poco, poiché nell’ottenere potere (e parrucca) alla corte, e favori dalla nobiltà, riesce ad innalzarsi sopra a tutti in un delirio di onnipotenza. Con lui anche Elizabeth – ancora ferita nell’orgoglio – trova nel marito un partner in crime perfetto e indispettito, e forse un po’ di passione malefica i intravede tra i due per la prima volta. Peccato che venga stordita dai vizi e piaceri (e soprattutto sostanze) che la città di Truro offre. Del resto, è l’alta società, caVa.

Ross torna invece con determinazione alle origini, per quel che concerne la sua battaglia. E’ il Ross dell’avventura, ombroso soldato – avveduto, certo, si se si parla di sua moglie e probabilmente cambiato, ma fa anche i conti col suo passato. Il vecchio Thully lo porta a ragionare in terra di Francia di quel che è stato il suo passato, chiedendogli di Elizabeth e lui risponde ‘ sono sopravvissuto’ perché lo è, un sopravvissuto della vita. Inoltre compara Elizabeth come ‘bella ma senza arte ne parte’ con Demelza e le sue mille qualità –  quelle qualità che però ha scoperto e apprezzato molto dopo averla presa con se. Del resto, Demelza entrò in casa sua come cameriera, e nella logica aristocratica di un Poldark-vecchia generazione la cameriera sarebbe stato uno svago, non una moglie. Ross in questo è diverso dal padre, seppure forse una parte del suo retaggio in lui sia sempre presente, forse sotto il peso del nome stesso. Ciò non vuol dire non abbia imparato ad amare Demelza – anzi, ora più che mai ha capito quanto valore abbia. Indubbiamente, il sentimento è forte, come la vita stessa e il sopravvivere che li ha legati, è innegabile e lo si percepisce dagli abbracci possessivi, dai gesti, da quelle mani che non vogliono lasciarsi. E’ il sangue, il dolore e la carne che li ha legati e difficilmente la distanza o chi che sia spezzerà tale legame – anche se, sappiamo bene che verranno messi ulteriormente a dura prova.


Sono uniti anche quando sono lontani, ed il fatto che rifiuti l’amore lascivo di una prostituta, rischiando la vita, per tornare da lei, ci conferma che il loro rapporto ora è più solido. Le crepe del resto di un vaso rotto, se unite e cementate, possono rendere l’oggetto ancor più bello e prezioso. Il tutto sta a non farlo rompere di nuovo…

Le parole di Caroline, ad ogni modo, in questo episodio si offrono come massima centrale e ci suonano come una costatazione sulla vita per le donne di Poldark:

How frustrating is a woman’s lot? We’re left idling at home while men often fight battles

E’ vero, le donne oziano e non sono sul campo, ma le loro battaglie sono combattute in altro modo. E subito dopo sia lei sia Demelza vanno a combattere, l’una per ricevere informazioni, l’altra per spronare i fratelli contro l’ennesima pretesa (seppur di cavillo legale) di George ai danni della sua famiglia. E’ pur vero che Demelza ha il dente avvelenato e non sopporta di essere solo inchini e merletti, ma non si può darle torto nemmeno nel voler poter alzare la testa e dimostrare il suo valore, cosa che forse in molti non hanno ancora capito.

Demelza in assenza di Ross reagisce alla realtà delle cose, all’appropriatezza della sua posizione, di moglie di un Poldark. Dispensa consigli, regge pesi sulle sue spalle nonostante abbia bisogno lei stessa di aiuto. E’ una bestia da traino senza sosta, ma non vuole arrendersi. Perché la fatica e la tenacia poi la ripagano, tra le braccia del suo Ross, suo ora e più di prima, nel far capire anche lui quale preziosa alleata e confidente sia.

Ed è lei stessa a spornarlo alla notizia della ‘buona salute’ (diciamo) di Enys di andare da Caroline. Sono l’emblema di una coppia moderna, in autoaffermazione in un mondo ancora legato a troppi canoni stantii e vecchi.

Purtroppo, per i Dwaroline, poiché i sentimenti puri da queste parti nascono sotto una cattiva stella, non sembra esserci al momento un buon epilogo. Soffriamo veramente le pene dell’inferno al vedere Enys (seppur vivo) imprigionato e sofferente ma ancor combattente. Lui vuole vivere, vuole combattere e tornare dalla sua amata, e noi speriamo che vi riesca. Soprattutto perché Caroline, dopo tutto ciò che è stato, merita il suo attimo di felicità.

Certo il trailer ci lascia confusi, con nuovi nefasti arrivi e ulteriori complicazioni all’orizzonte. Mi chiedo allora, smetteremo di soffrire? La risposta è quasi sicuramente NO…

Quello che però ci ha fatto sorridere, e chi ci fa sorridere sempre, è Aunt Agatha. Non solo le sue falutulenze senili, quanto il suo ‘immenso dispiacere’ all’abbandono dei coniugi del male della loro casa.

Un altra cosa ho apprezzato molto, oltre alla fotografia  e agli scenari sempre scelti in maniera impeccabile. Non è la prima volta che in Poldark Aidan Turner ri-accosta il suo Ross a Mitchell di Being Human.

Non è stato casuale neppure questa volta la scelta del berretto, di quel colore e proprio per le scene di battaglia e di lotta. Non è più un vampiro, certo, ma lotta come appunto un ritorno al passato, come se il tornare al Ross pre-Demelza fosse anche un pre-Ross e quindi ritrova nella sua dimensione di combattente qualcosa di Mitchell, di tenebroso e tormentato uomo a spasso tra le varie epoche. Da sfogo alla sua incertezza di vita attraverso la battaglia perché è ciò che lo tiene ‘vivo’…e che non smette di calpestare i nostri cuori parplitanti e di consquistarci ad ogni alzata di sopracciglia.

Voi cosa ne pensate? Attendo come al solito di sapere da 0 a OMG quanto avete apprezzato l’episodio, e se volete, passate anche sulla nostra pagina social per lasciare un commento.

-Notforyourears

 

Ringraziamo: Crazy Stupid SeriesSerie Tv Mania | Aidan Turner Italia | Poldark ItaliaGli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Blends of Scotland, Ireland, UK: Ladies’ perfect Tea |Roba da Vittoriani | Eleanor Tomlinson daily | Ross e Demelza Poldark Italia | Aidan Turner Source. | Heida Reed Source.

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One thought on “Recensione | Poldark 3×03 “To Each His Own Battle”

  1. Ho adorato davvero tanto questa vostra recensione e mi ci sono trovata d’accordo in ogni parola e interpretazione.
    Ho apprezzato tanto pure io questo Ross finalmente battagliero, finalmente tornato alle origini, un po’ cupo ma determinato a combattere per le persone che ama, un Ross pronto a rischiare la vita per la sua causa, un Ross che finalmente torna ad agire con cuore e cervello e ha smesso per sempre di correre dietro ai battiti di ciglia e alle gonne svolazzanti di Bettyna, cosa che lo aveva davvero fatto regredire e che tante parolacce mi aveva fatto cacciare, nella scorsa stagione. E’ questo il Ross che amo, quello fiero, vero e sincero, che ama l’avventura ma che ora è col cuore a casa, al pensiero costante della donna che ama, del loro bambino e della piccolina in arrivo.
    In un primo momento mi aveva urtato ciò che aveva detto a Tholly riguardo al matrimonio con Demelza ma poi, ad una seconda visione, ho capito che in fondo Ross (senza entrare troppo nel dettaglio), ha espresso a parole un po’ fredde quanto abbia compreso il valore di Demelza rispetto alla bambolina-mai-un-sorriso-che-se-no-mi-vengono-le-rughe. E comunque Ross non è incline a parlare mai dei suoi sentimenti, men che meno a uno come Tholly che di ogni osteria ne conosce le prostitute. Non avrebbe capito, l’amico di suo padre. E del resto Ross ha espresso a Demelza i suoi sentimenti e di fatto, è l’unica a cui abbia interesse a farli sapere.
    Demelza dal canto suo è cambiata, cresciuta, ha compreso il suo valore e ora è davvero una relazione alla pari con Ross. Amore, dolcezza, tenerezza, certo… Ma anche determinazione a pretendere che le sia riconosciuto il suo ruolo di signora di Nampara e moglie di un Poldark. Finiti i tempi del ‘Si Ross, certo Ross’. Ora agisce, va pure contro il marito e non ne teme le conseguenze. In certi frangenti forse è ancora in fase di leccamento delle ferite e purtroppo quel suo ditino che sulla lista di prigionieri sfiora il nome di Hugh Armitage, mi ha fatto rivoltare lo stomaco perché chiaramente il destino per lei è già segnato. E mi piange il cuore a pensarlo, nel vederli tanto affiatati, appassionati e teneri nel finale. Lei che lo seduce col pancione è una scena impagabile, soprattutto la faccia di Ross che la guardava e pareva dirle: Fa di me quel che vuoi, sono tuo! E Ross che le accarezza il pancione mentre la bacia? Ero con gli occhi a forma di cuore.
    Per il resto, la Betty finalmente s’è data una botta de vita e alle droge! Peace and love, sorella, almeno dai un po’ di adrenalina a questa tua piatta vita. Fra una dose e l’altra, porta il figlio dal barbiere comunque, che quei ricciolini neri lì…
    Va beh, scusa per il papiro, c’era ancora molto da dire ma credo sia meglio che mi fermi qui, eccetto che ho trovato un Aidan figherrimo all’ennesima potenza in questo episodio! E con questo, ti saluto alla prossima settimana!

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