Pretty Little Liars/Telefilm

Recensione | Pretty Little Liars 7×19 “Farewell, My Lovely”

 

Siamo arrivati al penultimo episodio e, per i miei gusti, sa già tutto troppo di finale. Sto cercando da settimane di non pensare al fatto che questo viaggio sia quasi finito ma poi è arrivata questa puntata e ora è difficile negare davanti all’evidenza. PLL sta per terminare e questa settimana abbiamo avuto un piccolo assaggio di questo finale. Tutti i pezzi sono andati al loro posto e ora manca solo da capire chi abbia costruito il puzzle. Letteralmente.

 

Iniziamo dalla questione che sta al centro dell’episodio: la morte di Charlotte. Mona era in cima alla lista dei sospettati di molti, me compresa, e alla fine le cose sono andate esattamente come pensavo. Lei ha tentato di riprendersi ciò che era suo, non tanto per giocare, quanto per difendere le sue amiche ma qualcosa è andato storto e Charlotte è morta. È il secondo personaggio che muore in questo modo anche se almeno questo incidente risulta un po’ meno ridicolo di quello che ha fatto perdere la testa a Noel. Eppure, per quanto le motivazioni di Mona fossero nobili, non le ho trovate del tutto soddisfacenti. È bello vedere che lei sia cambiata così tanto da voler proteggere le Liars ma avrei preferito che dietro ci fosse qualcosa di diverso. Avrei preferito vedere Mona vendicarsi di Charlotte perché le ha rubato il gioco. Mona è ed è sempre stata affascinata dal potere che le permette di giocare con la vita delle persone e mi sarebbe piaciuto che questa fosse la vera motivazione dietro la morte di Cece. Apprezzo i percorsi di redenzione ma apprezzo anche quei cattivi che non cambiano mai e che, alla fine, tornano sempre sui propri passi perché la strada del bene proprio non fa per loro. Ma Marlene King non ha questo coraggio purtroppo. Non ha avuto il coraggio di ucciderla due stagioni fa e non ha avuto ora quello di renderla cattiva fino in fondo. Colpevole sì, ma non cattiva. Oggettivamente penso che nessuno la consideri una persona spregevole dopo aver scoperto che ha fatto tutto questo solo per proteggere Hanna e le altre. Di tutta questa storia, però, una cosa mi è davvero piaciuta: il non cambiamento di Charlotte. Quando ho visto per la prima volta la 6×11, ho odiato che Charlotte fosse diventata così buona e anche il continuo volerci mostrare il suo cambiamento mi ha davvero infastidito. Charlotte era sicuramente una vittima e aveva delle forti motivazioni per essere diventata in un certo modo e aver fatto ciò che ha fatto, ma questo non la giustifica. Charlotte, in fondo, era pazza e cattiva. Amava giocare con le persone come fossero bambole e mostrarla come una povera ragazza sperduta è una cosa che non ho mai tollerato. Questa conclusione della sua storia, ammesso e non concesso che sia davvero questa, invece, le ha restituito la sua dignità di A. Charlotte non è mai diventata buona, non è mai cambiata ed è uscita dal Radley pronta a ricominciare il suo gioco, semplicemente perché quello è il suo ruolo. Lei è sempre stata così e così doveva rimanere. Per quanto riguarda Mona, invece, era più che ovvio che la storia sarebbe andata così. Lei aveva detto ad Hanna che stare vicino al gioco le avrebbe fatto male e le cose sono andate esattamente come aveva previsto. Quindi da questo possiamo dedurre, prima di tutto, che se una chiede di essere lasciata in pace per poter preservare un minimo di salute mentale, forse è il caso di darle retta, a prescindere da quanto bisogno si abbia del suo aiuto, e secondo che gli ospedali psichiatrici di Rosewood fanno pena. Di due malate non ne hanno guarita una, qualcosa che non va dev’esserci per forza.

 

L’altra grande protagonista dell’episodio è assolutamente Mary Drake che, dopo aver regalato il Lost Wood Resort ad Ali e Spencer, salva le Liars dalla galera, assumendosi la colpa dell’omicidio di Jessica, di cui è effettivamente responsabile, e di quello di Archer. È un gesto di sacrificio estremo, uno che solo una madre può fare. Mary non è di sicuro una brava persona e un omicidio non può essere giustificato, ma c’è anche da dire che lei è il risultato di ciò che ha vissuto e che gli altri le hanno inflitto. È stata la gemella rifiutata, ha dovuto uccidere per non essere uccisa, le sono state tolte due (per ora, magari ne salterà fuori una terza) figlie e una è morta. Non c’è da stupirsi che sia diventata ciò che è e che il suo lato oscuro abbia preso il sopravvento. Però questo estremo atto di generosità, dimostra che del buono in lei c’è e che, forse, con il tempo, potrà prevalere di nuovo sul male. Mi spiace per Spencer che ha perso una madre senza neanche fare in tempo a ritrovarla e mi spiace per Alison che ha dovuto scoprire in modo così brutale cosa sia successo alla sua di madre. Ho trovato la scena veramente forte e la recitazione di Sasha come sempre incredibile. Alison aveva appena trovato un equilibrio e ora è stato spazzato via di nuovo dall’ennesima rivelazione sul suo passato e sulla sua famiglia. C’è di buono che ora non è sola e che le basta voltarsi per trovare Emily accanto a sé, pronta a sostenerla sempre e comunque. Non ci sono abbracci fra loro perché Ali non è il tipo che crolla davanti a tutti ma le bastano qualche sguardo e una mano poggiata delicatamente sulla spalla per sapere che Emily c’è ed è lì per lei. Ora, più che mai, Emily è davvero la sua famiglia e Alison lo sa. Non  si è mai fidata così di nessuno e con nessuno è mai stata così vulnerabile come lo è con lei. Emily ha tirato fuori un lato umano di Alison totalmente inedito. Ha fatto uscire la persona che lei ha sempre visto in Ali.

 

 

Proprio da questo stremo bisogno di protezione di Alison, arriva una delle tante risposte alle domande lasciate in sospeso. Abbiamo scoperto, infatti, che la famosa scena al termine della 6×10 non è altro che un sogno di Emily, probabilmente originatosi dalla paura di non riuscire a proteggere Alison come vorrebbe. Ci ha messo anni ad arrivare a questo punto, ci ha messo una vita per riuscire a trovarla e ora ha comprensibilmente paura di perderla. Se Emily è riuscita a tirare fuori la parte più vulnerabile di Ali, Alison ha fatto l’esatto contrario con lei. Il modo in cui Emily continua a difendere Ali, a rassicurarla e a dimostrarle che può contare su di lei, è qualcosa di totalmente inedito ma allo stesso spontaneo. Emily e Alison, da quando stanno insieme, sono veramente se stesse perché si migliorano e si spronano ad essere migliori a vicenda. La loro relazione non è il punto d’arrivo, è l’inizio del percorso. Hanno ancora molto da imparare e possono crescere soltanto insieme. Emily era ciò che mancava nella vita di Ali e viceversa, è questo che rende così perfetto il loro rapporto. Detto questo, se la mia parte da shipper Emison è più che contenta di aver visto tutto ciò, mi rendo anche conto che questa soluzione adottata per spiegare quella scena sia palesemente una scappatoia utilizzata per dare una spiegazione che altrimenti sarebbe stata troppo complessa. È evidente dal fatto che la scena sia stata rigirata durante le riprese della 7B e non ai tempi della 6B anche perché la scritta sulla lavagna è diversa. Però dai, c’è scritto “Alison DiLaurentis-Fields” quindi non tutti i cambiamenti sono un male. Insomma cerchiamo di prenderla con filosofia altrimenti sarebbe l’ennesimo buco nella trama assolutamente inspiegabile e in più la stessa Marlene King ha detto che quando hanno inserito quella scena nella 6×10 non sapevano cosa fosse esattamente, quindi, davanti ad una dichiarazione del genere, direi che non c’è più molto da aggiungere.

 

Dicevo che questo episodio sa già di finale perché il gioco di A.D. è finito con la rivelazione dell’assassina di Charlotte ma anche perché tutti i vari rapporti tra i personaggi si sono sistemati. Ezra ha alzato al cresta, senza averne nessun diritto, e ha puntato i piedi per far sì che le Liars perdonassero Aria. Peccato che fosse del tutto inutile visto che loro avevano già intrapreso questa strada nello scorso episodio. Caleb e Spencer si sono chiariti e la loro storia è stata finalmente archiviata senza nessun rancore, Alison si è scusata con Aria dimostrando per l’ennesima volta di non essere più la bitch del liceo, ma soprattutto tutte le ragazze si sono riunite. Non le vedevamo così vicine da molto tempo, forse proprio dal finale di metà sesta stagione e, proprio come quella scena, anche questa porta con sé serenità mista a malinconia. Le ragazze capiscono che la loro unica vera certezza è il poter contare le une sulle altre e il tutto suona molto dolce ma anche un po’ triste perché dà l’idea che sia davvero (quasi) tutto finito. Ci sarebbe tanto da dire su questa affermazione, sulla solidità del loro legame e su tutto quello che è successo ma la verità è che, sentendo parlare Spencer, ho chiuso un attimo gli occhi e per un attimo mi è sembrato di tornare indietro alla prima scena del pilot in cui erano tutte insieme in quello stesso capanno. E quindi, se riesco ancora a sentire quella magia e a percepire il legame fra loro, vuol dire che in fin dei conti ha davvero ragione Spencer: l’unica sicurezza è il legame che le unisce.

Bene, direi che anche per questa settimana è tutto. Prima di lasciarvi vi invito a mettere un like alla nostra pagina Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre affiliate.

VOTO 9/10

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