Poldark/Telefilm

Recensione | Poldark 3×02 “Live for the moment and be damned of the consequence”

Nulla più saggio del carpe diem come consiglio fondante dell’esistenza, di quel cogliere ciò che la sorte ci presenta un istante prima che il nostro cervello ci dica che è un errore, e che ciò che stiamo facendo sia completamente sbagliato. Del resto, è stato un errore chiedere più torso nudo ad inizio puntata? Apparentemente no, perché fin dai primi minuti ci vengono consegnate visioni di Cornovaglia e uomini al lavoro, ognuno col proprio corpo e con nelle mani il loro destino.

C’è infatti tutto un sistema di equilibri, mentre gli ormoni vanno a farsi benedire, che qui in questa seconda puntata di Poldark vanno sistemandosi ed assestandosi. E’ la puntata dei contrapposti, come spesso e volentieri avviene nel secondo capitolo di ciascuna delle stagioni precedenti, dove sui piatti della bilancia troviamo diverse situazioni, e dove si innalzano barricate e si schierano gli assetti di battaglia.

C’è chi è gelosa della nuova giovane tutrice, e chi per quella stessa tutrice morirebbe, dall’altra parte della strada. C’è il piede clandestino che attraversa il territorio nemico, e chi al nemico consegna suo malgrado parrucca e martelletto e potere per inseguire l’istinto di ribellione e la propria giustizia morale, mentre le lacrime di una donna e delle sue certezze accompagnano una partenza per mare col grembo gonfio, quel mare così salato, forse per le lacrime che ad esso si abbandonano e le speranze altrettanto amare che raccoglie.

Demelza è lì, su quella scogliera, ago della bilancia e intersezione di diversi territori – i giovani Carnes contro Trenwith, e Trenwith contro Nampara. E’ lei a sostenere Ross nel suo ‘teniamo le distanze dai Warleggans’ ma non sembra crederci appieno, o per lo meno, sa che Ross è altrove.

Più allontani il tarlo, più quello torna a roderti e non è importante quanto Ross percuota la terra. Anche se il rapporto con Demelza si rinnova giorno per giorno, dopo sguardi complici e sospiri che tacciono parole, per certi versi va facendosi solido di fiducia, passione e rispetto. Ross tuttavia sembra , a mio avviso, quasi concepirlo come qualcosa di parallelo, una seconda realtà quella con sua moglie.

Convivono due Ross insieme in un unico corpo, quello innamorato di Demelza (e che probabilmente alla lunga avrà la meglio), ma anche il vecchio Ross, colui che prima di tutto questo era Ross Poldark nobile e soldato, e che ancora al suono della campana posa la zappa e pensa al battesimo, a quel figlio che –  per lecito dubbio – potrebbe pensare come suo. L’inquietudine di Ross del resto la profetizza il vecchio Tholly-Uncino e non troppo tardi quella stessa molla interna di ribellione, unita al tarlo figlio dell’ inutilità, di vita stantìa che non fa per lui, lo porterà ancora a voler andare incontro alla sorte – come fu nella notte di fuoco e di tumulti da Elizabeth, così stavolta verso la Francia? Resisterà, ma alla fine cederà anche di fronte alle battaglie in casa. Ognuno ha del resto il suo fardello da portare.

Il peso della croce (in questo caso una trave), d’altra parte è il fardello simbolico che portano i due fratelli Carne, di cui uno  si fa carico senza lamentarsi e convinto dal proprio fanatismo, mentre l’altro, così come lo lascia per avvicinarsi a Morwenna, fa capire come sia meno intransigente e più aperto sia alla trasgressione sia a quel corteggiamento fatto di sguardi, di galanteria che anche per un ‘lowborn’ fanno breccia nel giovane cuore dell’apparentemente (e solo esternamente) algida ma eterea Morwenna.

Simbolismo fortissimo è legato a ciò che gravita attorno ai due innamorati, nella chiesa ad esempio legato alla religione e che si concretizza anche nella scena stessa della messa, che diventa suolo di battaglia e contrapposizione tra le due fazioni.
La spiaggia diventa poi altra ‘invasione nemica’ con Morwenna e Geoffrey Charles (ultimo orgoglioso Poldark) stavolta al passeggio su suolo straniero, e sacro e profano col ‘sacro pozzo’ si uniscono di nuovo, come lo sguardo dei due giovani impacciati e dalle guance arrossate che vengono ‘battezzati’ attingendo alla stessa fonte, con Geoffrey ad officiare ed un pegno finale (come quello di George ad Elizabeth, ma al reverso e meno ricco). Un battesimo ad inizio episodio ed ora un’altra consacrazione, ma dagli esiti che saranno certamente diversi, ed è con le parole del piccolo Geoffrey Charles che si concretizza il ‘vivi il momento e vadano al diavolo le conseguenze’. Drake e Morwenna sono forse più concreti e puri di quanto questa parte di Cornovaglia possa offrirci al momento.

Elizabeth, dal canto suo, ci insegna che vivere il momento e fregarsene delle conseguenze può essere fonte di stress e assai controproducente, perché c’è da tenere in piedi un insieme di menzogne che solo per buona sorte non le si sono ancora rigirate contro. E’ infatti sempre nervosa, sul chi va là, e la metafora dello schierarsi dalla parte di chi le è accanto contro tutti fatta a Verity in ansia per Blamey, si è giusta, ma stride con ciò che in realtà sappiamo essere successo quella maledetta notte. Come cantava, del resto, una ‘poetessa pop’ degli anni 90 ‘my body says let’s go, but my heart’s saying no’. Ed è per assurdo quel che succede a Ross quando all’offerta di un ruolo così importante come essere un ‘magistrate’ rifiuta per principio, ma il fatto che finirà nelle mani di Warleggan lo fa titubare. Lui non ha colto il momento, però non ha pensato nemmeno alle conseguenze, o per lo meno, lo ha fatto ma seguendo sempre il suo principio morale. Non mi avrete mai come mi volete voi, così ha gridato a tutti col suo rifiuto.

Le disgrazie, infondo, già in Cornovaglia sono frequentissime (pur senza Don Matteo), in più non arrivano mai sole. Ecco così come la notizia di un possibile naufragio ai danni non solo di Enys ma anche di Blamey si affaccia a complicare le dinamiche già ingarbugliate. Two is megl che one, anche a sciagure. Del resto Verity aveva fatto di sofferenza baluardo, e lo spiraglio di felicità al quale ci si aggrappa, sappiamo bene potrebbe essere effimero nel momento stesso in cui ci accingiamo a prenderlo in pugno. Lei stessa ne prende coscienza e si prepara alla dura realtà, ammettendo di aver avuto anche più di quanto sperava e temendo più per Caroline che non ha neppure potuto assaporare ciò che tanto ha bramato.

Fortunatamente, pare che Blamey stia bene…pare. Per quel che riguarda Enys, solo Ross potrà scoprirlo e dunque Demelza dovrà lasciarlo partire, mentre  a noi spettatori è lasciato qualche flash che ci porta tra le truppe francesi. Fucilazione. Corpi. Sangue. Prigione. Enys. Caroline in pena.

 MAPPORCAZZOZZA!

 

Ma possibile questa povera anima di Caroline non possa avere una gioia mai, ma proprio mai?

Il nostro sconforto nel volto del fu Francis. We miss you!

Ross…to the rescue…now, corri!

E dunque, su una ghigliottina che scende e tumulti all’orizzonte, rimaniamo ancora una volta sbigottiti, col nostro carico di piccolissimissimisse gioie, poche soddisfazioni e una semina che aspettiamo dia i suoi frutti, non ancora del tutto confidenti delle nostre capacità di contadini.

Io, dal canto mio, zappa alla mano non posso non darvi appuntamento con spasmodica angoscia e in trepidante attesa alla prossima settimana.

E se volete, passate anche sulla nostra pagina social per aggiungere la vostra reazione all’episodio.

                                                                                                                                                                   -Notforyourears

 

Ringraziamo: Crazy Stupid SeriesSerie Tv Mania | Aidan Turner Italia | Poldark ItaliaGli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Blends of Scotland, Ireland, UK: Ladies’ perfect Tea |Roba da Vittoriani | Eleanor Tomlinson daily | Ross e Demelza Poldark Italia | Aidan Turner Source. | Heida Reed Source.

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4 thoughts on “Recensione | Poldark 3×02 “Live for the moment and be damned of the consequence”

  1. Appena vedo la tua recensione corro a vedere la puntata; di questa terza stagione, vuoi per il caldo, la smemoratezza e i sentimenti contrastanti che mi porto dallo scorso finale di stagione, proprio non ricordo il giorno di messa in onda. Mi hai tolto i pensieri dalla testa con l’analisi su Ross. In lui ci sono due Ross, e spesso è prevalso quello nobile, quello legato ad Elizabeth e non solo al suo ricordo, o illusione, ma al suo mondo e ai suoi principi da uomo zuccone che agisce senza pensare alle conseguenze. Però sul finale, quando ha cercato Demelza con lo sguardo ho davvero visto uno spiraglio di cambiamento. Ross non si rende conto di che moglie abbia, e non per l’eccezionalità della persona, ma proprio per quello che lei gli dà. Però sul volto di Demelza vedo ancora tanta sofferenza, come se avesse bisogno di sfogare le sue frustrazioni e onestamente lo spero per il rapporto futuro col marito, sono complici, ma ancora tanto tesi. Comunque ad inizio episodio ho anche pensato alle tue precedenti parole sulla penuria di petti villosi e non, qua tutti si sono scoperti, ci mancava solo George XD Per il resto i giovani Romeo e Giulietta della Cornovaglia beach sono tanto carini, quanto pericolosi, tanto si sa che faranno scoppiare una guerra, che ansia! E non parliamo di caroline e il dottorino, possibile che in questa serie non possiamo avere gioie amorose da nessuno? E’ la maledizione dei Poldark!

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  2. Ross è così maturato e cresciuto dalla scorsa stagione dove agiva prima di petto e poi col cuore. Ora invece proprio da quelle valigie pronte che Demelza gli aveva mostrato lo scorso finale di stagione, si è accorto e ha capito l’enormità dei suoi errori e quello che stava per perdere. Demelza è colei che gli ha ridato felicità, calore, affetto, è sua moglie, la sua amante e la madre dei suoi figli. E’ il suo tesoro, la cosa più preziosa che possieda, anche se forse per tanto non se n’è reso conto. Gli ha ridato la gioia di vivere che Elizabeth gli aveva tolto e ora Ross sembra finalmente attento, pondera le sue decisioni e sì, resta lo spericolato che si lancia in missioni difficili per aiutare chi ama, ma lo fa senza la leggerezza di un tempo. Nello sguardo finale che lancia a Demelza sulla scogliera, si scorgono la sua tempesta interiore, il suo tormento e le sue preoccupazioni, Parte perché sente che deve farlo, ma è con lei che vorrebbe rimanere, soprattutto in un frangente tanto delicato come la gravidanza arrivata dopo una crisi terribile. Ora Ross pensa a lei, prima di fare qualsiasi cosa. E pian piano li si è rivisti di nuovo complici, teneri amanti, appassionati e anche pienamente consapevoli di chi sia l’altro, accettandone pregi e difetti.
    Elizabeth sta mostrando il suo vero animo arido. E’ tutto lì da vedere, in quel povero bimbo lasciato urlare nella culla da solo, senza il minimo rimorso, da una madre che si vendica su di lui per la situazione che essa stessa si è creata. Pessima! Non avrebbe MAI potuto essere la compagna di Ross, troppo arida, troppo cinica, troppo algida e intenta a fare la bella statuina da venerare.
    Grazie come sempre per le tue bellissime recensioni. Ci sarebbe stato altro da dire sulla puntata, ma per ora mi fermo qui perché quando in una puntata ti fan vedere bello ignudo il petto di Ross e ti sparano due scene romanticissime sui Romelza, non puoi che gongolarti su Youtube a rivedere quelle scene 😛

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    • Arida e cinica all’ennesima potenza Elizabeth, hai proprio ragione. Non avrebbe mai potuto essere con Ross…ma sembra esserci sempre quel maledetto tarlo lì! Almeno si fa perdonare con un po’ di sacro pelo e pettorali in bella vista, questo si, glielo passiamo volentieri! ❤

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