iChange/Telefilm/The Catch

iChange | #5 – The Catch

Oggi ritorniamo con la nostra singolare rubrica: iChange. Dove ci soffermiamo ad analizzare serie che avrebbero sinceramente avuto bisogno di cambiamenti. Insomma, se fossimo stati noi gli scrittori come sarebbe andata?

The Catch è una serie televisiva statunitense ideata da Kate Atkinson, Helen Gregory e Jennifer Schuur e prodotta da Shonda Rhimes, il cui tocco magico qua è assente. Trasmessa dal 24 marzo 2016 su ABC, la serie è stata rinnovata per una seconda stagione nel 2017 e poi cancellata dati i bassi ascolti.

La cavia di questo nuovo appuntamento è una serie che si è recentemente conclusa. La scelta è ricaduta su di lei in quanto, a mio parere, aveva un grande potenziale, un cast professionale e una crew di tutto rispetto, come il supporto, anche economico, di Shonda Rhimes. Infatti The Catch come Grey’s anatomy, Scandal e HTGWAM e altre sono tutte marchiate dal simbolo della sua casa di produzione televisiva, un cuore pulsante circondato dalle montagne russe. Qua però o era presente solo il cuore oppure solo le giostre, la metafora completa non è stata colta.

L’idea di base forse non era delle più nuove: l’ennesima agenzia investigativa guidata da Alice Vaughan (Mireille Enos – The Killing), rossa, tosta e doppiata da Giuppy Izzo (cavallo vincente non si cambia) deve occuparsi non solo dei suoi casi giornalieri, ma anche di rintracciare un famoso truffatore chiamato Mister X che guarda caso è proprio il fidanzato per bene di Alice, Christopher-Benjamin-Michael (Peter Krause – Six Feet Under). Però c’era un gran bell’entusiamo all’inizio, un tocco di giallo e thriller in toni anche da commedy come Prova a prendermi, che si è perso in un cast troppo folto e idee da soap opera buttate alla rinfusa.

The Catch ha due grossi errori di fondo che avrei voluto risolvere: l’aspetto da procedural drama che proprio non decolla e anzi annoia a morte il telespettatore e grossi problemi di tempistiche, stupisce troppo in fretta, lasciando che il resto degli episodi siano solo dei riempitivi.

Nel primo caso, il problema è stato riconosciuto ed ovviato nella seconda stagione, riducendo all’osso i casi dell’agenzia e vincolandoli principalmente alle vicende di tutti i protagonisti, cadendo però nel suo stesso tranello: continuare a mettere nuova carne sul fuoco quotidianamente, ovvero trattare casi a se stanti e non ricollegabili alla trama orizzontale. Le vecchie abitudini non muoiono mai. Ritornando alla prima stagione invece quelli precedenti sono stati minuti preziosi sottratti alla storyline principale: Christopher-Ben è innamorato di Alice e vorrebbe uscire da questo giro di tuffatori per amore. Sicuramente l’aspetto procedural doveva occupare spazio affinché la trama principale non venisse subito spiattellata ed esser anche teatro in cui avremmo visto interagire il team di Alice e Valerie, sua collega e fondatrice dell’azienda. La squadra composta da Danny e Sophie risulta inutile e anche fastidiosa, non si conosce nulla del rapporto con Valerie, ma soprattutto non si comprende appieno il lavoro di questa agenzia che dovrebbe brulicare di persone e invece appare sempre deserta.

Cosa avrei cambiato? Avrei approfondito il rapporto tra Alice e Valerie, mettendo fin dalla prima stagione flashback che ci facessero conoscere la nascita della loro amicizia, senza magari già accennare ad Ethan, l’ex ragazzo di Alice, ma facendo capire che anche la stessa Alice ha avuto un passato tormentato e ricollegare il tutto a Christopher e il perché sia così scossa dalla verità. Valerie ha avuto un ruolo meglio definito nella prima stagione, dove però era troppo presa dalla propria storyline non-sense con l’agente dell’FBI Dao. Valerie doveva essere il mezzo per presentarci il passato di Alice, mentre lei era impegnata a vivere i suoi drammi d’amore col truffatore-ladro. Dall’altra parte forse si poteva fare a meno del Team formato da Sophie e Danny, ma credo principalmente che l’errore base sia stato quello di puntare su Sophie come anima positiva e ingenua della squadra e su Danny come personaggio imbranato. Si sono intestarditi a far capitolare Sophie ai piedi di Danny, quando per tutte e due le stagioni non fa altro, la petulante ragazza dal carattere non ben identificato, che denigrarlo per un motivo X e farlo passare per sfigato. Onestamente avrei ridotto all’osso la presenza di Sophie come iniziale mero interesse amoroso di Danny, e affidato a quest’ultimo magari una sua personalissima sottotrama però da metà prima stagione. Più spazio a Alice e Ben prima. Danny è il supporto logicamente comico del team e così doveva restare, ma magari avrebbe potuto per puro caso già cominciare ad avere rapporti con Margot per poi sfociare in una relazione e collaborazione nella seconda, con calma e senso logico. Costituire non l’elemento marcio della squadra, ma quello di congiunzione tra bene e male, tra giusto, l’agenzia, e sbagliato, la mala vita di Margot e la sua famiglia. E quindi alleggerire il peso portato dalla stessa Alice.

Passiamo al secondo punto. La season 1 si apre con il team di Alice che cerca di scovare questo famoso Mister X mentre, parallelamente alle difficoltà dell’investigatrice rossa, assistiamo a momenti dolci e passionali della sua vita privata col fidanzato Christopher. Ora, l’idea che Mister x fosse Chris o meglio Ben, era accattivante (un po’ alla Mister e Mrs Smith), ma subito sprecata nei primi 40 minuti. Avrei giocato ancora per 3-4 episodi sull’identità di Mister X, dando sempre l’idea che potesse essere Christopher, poi smentendola, grazie alle abilità del truffatore, a fine episodio. Si sono giocati la carta migliore se non l’unica subito. Anche perché già da metà stagione il tormento dei due innamorati, che vivono esistenze opposte, svanisce poiché Alice lo perdona al primo Ti amo. Se invece si fosse fatto un cenno al passato burrascoso della rossa, magari accennando che fosse stata già tradita nella medesima maniera, si sarebbe potuta prendere una piega differente. Mostrate una donna più che arrabbiata, infranta che passava al lato successivo della vendetta con le giuste tempistiche. Naturalmente la fretta si denota anche nell’introduzione della famiglia di ladri. Se Margot ha avuto tutto il suo tempo di avere un rapporto con Ben, anche con Alice (fingendosi psicologa), Rhys-il Benefattore ci viene buttato così. Anche Ben ha un passato molto ricco alle spalle, e anche qui avrei inserito fiumi di flashback; se quello con Margot ci è chiaro, quello con Rhys sembra una novità scesa dal cielo. Quello che è sempre mancato in questa serie sono gli indizi da spargere precedentemente e poi ricongiungerli al momento opportuno. Avrei dato per metà della prima stagione completamente spazio alle vicende amorose di Alice e Ben, con la scoperta dell’identità di lui, la separazione, il ricongiungimento, spargendo qua è là scene, fotogrammi dell’arrivo di una minaccia non poi così sconosciuta: Rhys. Dalla sesta puntata puntare tutto sulla famiglia Griffiths e sul lato thriller della serie, dopo aver assestato la coppia protagonista. Così la seconda stagione non sarebbe stata troppo ricca di personaggi che si sarebbero poi potuti sfoltire più facilmente. Il finale sarebbe stato assolutamente da cambiare proprio in previsione di una cancellazione. Dare un dialogo finale ad Alice e Ben (latitanti come coppia nella season 2), un minimo di chiarimento insomma, vedere anche partire Ben stesso con la propria famiglia per proteggerla, ma magari aspettarci Alice che in un secondo momento molla tutto e lo raggiunge a mo di sorpresa. Alice è sempre stata un passo più verso il lato oscuro, tanto valeva farla vivere felice e contenta con l’uomo che ama in fuga.

Alice e Ben trasudavano passione e amore da tutti i pori eppure questo è stato un elemento di contorno anziché punta di diamante. È una serie che si è persa nella fretta di mostrarci tutto e niente, che ha giocato tutte le sue carte nei tempi sbagliati e non ha mai approfondito davvero il background dei protagonisti dando per scontato che si amano e questo (non) bastava per andare avanti.

Come avete potuto leggere, i miei sono cambiamenti più di tempistiche, alla fine le varie scelte e storyline mi sono piaciute, potevano funzionare, ma è mancato proprio un lavoro di strategia e da una serie che punta su questo è proprio una grande scivolata.

E voi cosa avreste cambiato di questa serie?

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