Pretty Little Liars/Telefilm

Recensione | Pretty Little Liars 7×17 “Driving Miss Crazy”

Settimana scorsa iniziavo la recensione dicendo che PLL ha messo il turbo in direzione del series finale. Ecco, no, non è vero. Mi rimangio tutto quello che ho detto perché la 7×17 mi ha riportato alla realtà, ricordandomi che  anche a pochi episodi dalla fine, 40 minuti di filler non possono mancare.

Invece, a quanto pare, può mancare Alison. Di nuovo. Questa volta è andata a trovare Jason. Giustamente deve pur dirgli che fra un po’ diventerà zio e che sta (finalmente) con Emily e raccontargli che la sua ragazza rischia di sciogliersi mentre le augura la buonanotte al telefono, no? NO. Poteva mandargli un sms, una nota vocale, una lettera o anche un piccione viaggiatore ma è inammissibile che una delle protagoniste manchi a questo punto dello show.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per il resto, l’episodio è una grande perdita di tempo che aggiunge confusione (caso mai ce ne fosse bisogno) e rimette in discussione quelle due risposte in croce che abbiamo avuto fino ad ora.

La parte più interessante riguarda sicuramente Spencer e Mary Drake che danno vita a delle scene di altissimo livello, soprattutto dal punto di vista emotivo. Il confronto fra le due è molto toccante e fa emergere il lato più sensibile di Mary che considera l’aver abbandonato Spencer il suo più grande rimpianto. Si percepisce la sua sofferenza quando Spencer si riferisce a Veronica chiamandola “mamma” e quando la ragazza decide di non restare con lei perché la sua famiglia ha bisogno della sua presenza. Gli Hastings, infatti, stanno colando a picco e come sempre la colpa è di Peter che non dice mai la verità. Non c’erano molti dubbi sul fatto che fosse implicato nell’omicidio di Jessica più di quanto avesse detto ma, se per noi spettatori è abbastanza normale venirlo a sapere, per Spencer è l’ennesima mazzata, soprattutto perché ha scoperto che suo padre aveva progettato di uccidere la sua madre biologica. Ormai lei brancola sempre di più nel buio e Furey che, giustamente, le sta addosso, non aiuta tutta la situazione. La (s)fortuna di trovare un poliziotto competente dopo anni di fantocci inutili e corrotti, è arrivata proprio nel momento sbagliato. Paradossalmente sembra che in questo momento Mary sia l’unica su cui Spencer può davvero contare, l’unica che sembra dirle la verità su tutto. Escludo le Liars da questo discorso perché Emily e Alison oscillano tra l’incubo e la luna di miele, Aria ha da fare con A.D. e Hanna…niente, Hanna è Hanna quindi non serve aggiungere altro.

Aria, intanto, continua il suo lavoro sotto copertura e non si capisce bene perché nessuno si renda conto del suo doppio gioco. Tra Spencer che non associa il cellulare che diffonde la conversazione tra Peter e Mary allo stesso volume di un concerto degli AC/DC in tutta casa Hastings, ed Ezra che riconduce il  distacco della sua fidanzata ancora al famoso libro che stava scrivendo e che ha dato inizio alla loro relazione (alla faccia del “meant to be”), non so chi sia peggio. Ora, passi Spencer che è in crisi con il mondo ma è mai possibile che ad Ezra venga in mente solo quella come spiegazione. È una cosa successa nella quarta stagione. Non se la ricorda nemmeno Marlene, figuriamoci se può farlo Aria.  Sembra comunque che la nostra mini Liar abbia esaurito il suo compito e che abbia ottenuto il premio. Mi sento di complimentarmi con gli autori comunque. Se c’è una critica che viene fatta agli Ezria è proprio la questione dell’età legata ai ruoli che avevano, lui professore e lei studentessa, all’inizio della loro relazione e loro hanno pensato bene di usarla e di far vedere che Aria, in un momento di rabbia, aveva pensato di denunciarlo, avvallando di fatto queste critiche. Bisogna essere geniali per fare mezza stagione sull’organizzazione del matrimonio Ezria e intanto ricordarci tutti i motivi per cui loro due non dovrebbero stare insieme.

Apro e chiudo parentesi sul momento musical: era proprio necessario aggiungere trash al trash? Il bianco e nero, poi, immagino che dovesse dare un tocco di classe e invece è servito solo a far sembrare ancora tutto più assurdo e fuori posto.

Hanna e Caleb si ritrovano, invece, a fare i conti con ciò che hanno fatto nello scorso episodio per rimediare all’errore di Spencer con la carta di credito di Dunhill. Già la situazione è complicata di per sé, Hanna ci mette anche del suo informando Furey che Caleb ha creato il sistema di sicurezza del Radley. Fossi in lei, io gli avrei dato anche i vestiti che si sono bagnati rompendo il tubo, così, giusto per rendere le cose a Marco un po’ più facili. È un’informazione che avrebbe scoperto comunque ma magari ci avrebbe messo un giorno in più e per le Liars il gioco contro A.D. è anche e soprattutto una questione di tempo quindi sarebbe il caso di guadagnarlo e non di perderlo. Tutta questa vicenda ci permette anche di rivedere Ashley Marin, la quale non fa in tempo nemmeno ad arrivare a Rosewood, che già spinge Caleb a fare la proposta ad Hanna.

Ashley Marin: “Perché sei tornato nella vita di mia figlia?”
Neurone di Caleb numero 1: “Perché sono povero”
Neurone di Caleb numero 2:“Perché non ho una casa”
Neurone di Caleb numero 3:“Perché Spencer non mi voleva più”
Neurone di Caleb numero 4 “Perché la amo tantissimo, è ovvio”

Per come la vedo io, nella testa di Caleb è andata così ma, ironia a parte, devo dire che la scena non mi ha trasmesso niente. L’ho trovata forzatissima e campata totalmente per aria e anche Hanna sembra dello stesso avviso tanto più che va nella tenda di Caleb, momentaneamente sfrattato dal Radley, a chiedergli conferma. Ora, non per criticarli sempre, ma se tu fai la proposta alla tua ragazza e lei ore dopo torna a chiederti se fossi serio, vuol dire che non sei risultato poi tanto convincente. Il fidanzamento ufficiale con gli anelli di carta dei sigari non lo commento neanche perché c’è un limite a tutto e il mio è il sogno musical di Aria, oltre mi rifiuto di andare. E qui siamo molto oltre.

 

Last but not least Emily che si mette ad indagare con Mona, mentre la sua ragazza è a New York (no, non penso che smetterò mai di scrivere che Emily e Alison stanno insieme). Le due si fingono una coppia e cercano di scoprire chi sia il padre del bambino di Alison ma ovviamente non scoprono nulla perché tanto c’è ancora un sacco di tempo per dare risposte. La cosa più interessante è di sicuro il finale in cui scopriamo che Mona ha di nuovo un covo e che, forse, non ha mai svestito i panni di A. O meglio, si è tolta il cappuccio nero ma non ha dimenticato le vecchie abitudini. A me sembra evidente che questo sia solo un ulteriore tentativo di sviare i sospetti dalla vera identità di A.D. ma trovo assurdo che a questo punto si debba ancora sospettare di Mona. Basta, è una cosa trita e ritrita, senza contare che, se Mona fosse A.D., vorrebbe dire prendere un percorso di redenzione veramente ben fatto e buttarlo dalla finestra. Un po’ come se lo fosse Alison, per intenderci.

Bene, direi che anche per questa settimana è tutto. Prima di lasciarvi vi invito a mettere un like alla nostra pagina Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre affiliate.

VOTO 5/10

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