Pretty Little Liars/Telefilm

Recensione | Pretty Little Liars 7×16 “The Glove That Rocks the Cradle”

 

Si vede che siamo vicini al series finale, PLL ha messo il turbo e gli episodi sono notevolmente migliorati rispetto all’inizio della stagione. Nonostante non piovano risposte ogni due scene, comunque si inizia a delineare meglio il ruolo di alcuni personaggi all’interno di tutta la vicenda di A.D.

Aria continua il suo doppio gioco per proteggere Ezra e se stessa dal segreto con cui A.D. la ricatta e fa una delle cose più brutte che si possano fare, distruggendo la camera che Emily aveva preparato per il bambino. Sinceramente io non riesco a giustificarla per questo gesto. Ha distrutto il tentativo di Emily di portare un po’ di serenità nella vita di Ali e nella propria. Sarà che sono di parte, sarà che penso che Emily e Alison abbiano subito già tanti traumi e che non ne meritano altri, soprattutto non da parte di una persona di cui si fidano, sarà che non lo so, ma io davvero non riesco nemmeno per un secondo a comprenderla. Ha un segreto terribile ma chi non ne ha a Rosewood? Tutte hanno fatto qualcosa di brutto eppure sono rimaste unite, confidandosi e cercando il reciproco supporto, ma Aria no. Aria ha sempre vissuto una vita parallela, una vita che non includeva le sue amiche e questa evoluzione del suo personaggio è più che naturale. Se nella prima stagione aveva mentito sulla sua storia con Ezra, ora mente per proteggerlo. Il gioco e la posta in palio sono diversi, ma il concetto è lo stesso. Aria è sempre stata l’anello debole del gruppo, quella che più è rimasta in disparte e A.D. sta sfruttando alla perfezione questo suo lato. Non riesco giustificare ciò che ha fatto perché lei c’era. C’era quando Alison ha scoperto la macabra origine della sua gravidanza e ha visto quanto era sconvolta. C’era quando Emily si disperava perché A.D. ha deciso di sostituirsi a Dio. C’era, ha visto tutto ma la sofferenza di due delle persone che teoricamente dovrebbero starle più a cuore, non basta. Non è abbastanza per fermarla e spingerla ad essere sincera con le altre Liars. E allora, se a lei questo non basta, per me non è sufficiente vederla crollare in lacrime sul divano per provare compassione nei suoi confronti. Non reputo le motivazioni che la spingono a fare questo gesto, abbastanza valide per riuscire a giustificare il male che lei stessa sta generando. Spero che le altre siano abbastanza intelligenti da non sorvolare sul dettaglio dell’orecchino perso da Aria e ritrovato da Spencer e che capiscano al più presto che la lealtà di una di loro verso il gruppo è venuta meno da qualche tempo a questa parte.

 

Passiamo all’altra mia Liars preferita (prego, inserire sarcasmo qui) e apriamo l’angolo settimanale de “l’insostenibile leggerezza di Hanna”. A volte guardando la Marin penso che abbia toccato il fondo e invece no, lei inizi a scavare con determinazione per dimostrarmi che può scendere sempre più in basso. Non so se sia più fastidioso il comportamento nei confronti di Spencer o in quelli di Lucas. Già parte malissimo arrabbiandosi con la sua amica che si è ubriacata la notte della morte di Rollins, quando qualcuno dovrebbe ricordarle che stanno tutte rischiando per proteggere lei che guidava e che lei è stata la prima a mandare all’aria una missione facendosi rapire perché troppo presa a baciare il ragazzo di un’altra, ma prosegue ancora peggio dicendo che, in fondo, lei e Caleb non possono prendersela con Spencer perché è colpa loro se lei annegava i dispiaceri nell’alcol, visto che lei le aveva dato il permesso di innamorarsi di lui ma poi se l’è ripreso. Il permesso? Ma stiamo scherzando? Al massimo dovrebbe dire che Spencer è stata così corretta da andare a chiederle il benestare per frequentare un suo ex mentre Hanna era prossima alle nozze con un altro. Correttezza che, fra parentesi, non è stata usata dagli Haleb nei suoi confronti. É ancora più patetico Caleb che cerca di abbozzare un mezzo discorso con Spencer quando dovrebbe solo andarsi a nascondere per la vergogna. La situazione con Lucas, invece, è ancora più complessa perché, sebbene creda nella sua buona fede, dimostra assoluta mancanza di tatto quando lui, tra le righe, confessa di amarla da sempre e che per lei vale la pena fare qualsiasi cosa. Io capisco che lei ami Caleb, ma Lucas un po’ di considerazione la meritava. Avrebbe meritato una parola anche solo un abbraccio ed è tremendo guardarlo mentre il suo “tu ne vali la pena” scivola addosso ad Hanna come se nulla fosse. La leggerezza e la superficialità con cui lo tratta sono raggelanti.

Se non altro, questo dramma di Lucas è servito a darci qualche risposta, a cui tenderei a credere visto che siamo alla fine e dovremo pur cominciare ad aver fiducia nelle rivelazioni che ci vengono fatte, e a chiarire il suo rapporto con Charlotte. il ragazzo, infatti, ci rivela di essere stato penfriend 2.0 di Cece, ovvero di aver mantenuto i contatti con lei per mail, pur non sapendo che fosse lei a tormentare le ragazze. Inoltre abbiamo anche scoperto un’ulteriore motivazione che spinse Charlotte a diventare A, ovvero la voglia di vendicarlo. Di per sé la spiegazione mi sembra un po’ scricchiolante ma non so se sia perché Lucas nasconde ancora qualcosa, e in questo senso lo scambio di sguardi con Aria mentre si parla della culla è piuttosto sospetta, o perché per gli sceneggiatori è un po’ complicato riprendere i fili di quella rivelazione e farla quadrare con la storyline di A.D. É come se si fosse cercato un collegamento forzato fra le due trame che coinvolgesse uno dei tanti personaggi, Lucas, ancora parzialmente avvolti nel mistero. Un collegamento molto più diretto, invece, si ha nel fumetto di Lucas e Charles, diventato realtà grazie ad A.D. Questo dimostra che A.D., probabilmente, tira le fila del gioco fin dall’inizio e che alla fine scopriremo che lui/lei è da sempre la mente geniale dietro alle torture inflitte alle Liars, mentre Mona e Charlotte sono state sue semplici esecutrici.  Inoltre, nonostante io creda a ciò che ha detto Lucas, non penso

Spencer, invece, ormai ha iniziato la sua personalissima partita a guardie e ladri con Furey e nessuno dei due sembra intenzionato a fermarsi. Apprezzo l’integrità di Marco perché si vede quanto tenga a lei ma, allo stesso tempo, non mette da parte il suo lavoro per correre dietro ad una che gli mente spudoratamente e che lo prende in giro. Mi piace questa evoluzione del loro rapporto perché Spencer sta tornando in sella, scrollandosi di dosso quell’aura di apatia che la circonda dalla 7×11. So che la reazione di Mary l’ha sconvolta ma comunque non mi piace vederla così immobile, così persa. Lei è sempre stata quella intelligente, la mente del gruppo, ora si limita a cercare di mettere pezze qua e là per sistemare i danni che lei stessa ha fatto. Penso che questa “sfida” con Marco possa tirare fuori di nuovo quel suo lato e non credo di sbagliarmi. La vecchia Spencer, infatti, si è intravista già quando ha saputo girare a suo favore la situazione della chiavetta usb contenente i video di Lucas. É inutile negarlo, Spencer tira fuori il meglio di sé quando è in competizione e quale gara può essere più importante di quella per la sua libertà?

Concludiamo con la mia piccola enorme gioia personale, il mio angolo di paradiso: le Emison. Vorrei trovare un aggettivo diverso da “perfette” per loro due, ma non credo esista. Sono quasi irriconoscibili rispetto a quelle della 7A. Sono cresciute e sono maturate tantissimo. Hanno imparato a rapportarsi fra di loro nonostante tutto. Non ci sono più conversazioni che terminano con una delle due che se ne va a metà discorso solo perché è troppo difficile restare. Ora si parlano, tanto. Litigano anche, perché a volte sono meglio le urla piuttosto che il silenzio delle parole che non si ha il coraggio di pronunciare, ma poi tornano sui propri passi e si confrontano. Ecco, quindi, che da una stupida discussione sulle vitamine Emily ha il coraggio di dire che non sa se sarà in grado di fare la mamma, mentre Ali riesce a far trasparire la sua paura di deludere Emily. É questo che, più di tutto, mi piace di loro adesso. É questo che è sempre mancato e che è stato costruito piano piano, con una lentezza quasi estenuante che adesso, però, sta dando i suoi frutti. Questa nuova capacità di dialogare è la stessa da cui scaturisce quella che, per me, è e resterà una delle scene più belle di sempre. La dichiarazione di Alison nasce spontanea, in un momento in cui lei ed Emily scherzano. Le basta quel semplice momento di distensione per far uscire tutto quello che si è tenuta dentro per anni e che Paige ha riportato in superficie. Non c’è la foga, ma calma, serenità. Non c’è tensione nell’aria tra loro ma solo la voglia e la necessità di essere sincere. Emily non ha paura di chiedere e finalmente Alison riesce a rispondere con la verità, senza più nessun filtro. Alison vuole costruire una famiglia con Emily. Lei che una famiglia non l’ha mai avuta, la vuole con Emily. È come se le stesse dicendo che lei rappresenta tutto ciò che le è sempre mancato e questo penso valga molto più del “ti amo”. Di amare sono capaci un po’ tutti, bene o male, ma voler costruire una famiglia è diverso. Partire con quell’idea, aprirsi così vuol dire affidarsi totalmente all’altra persona ed è questo che Alison fa con Emily. Non è solo innamorata di lei, non vuole vedere come va, non ci vuole provare. Vuole una vita, una famiglia…tutto, vuole tutto con lei e si percepisce in quel sorriso che si scambiano tra un bacio e l’altro. Si sono trovate dopo essersi rincorse per anni e ora sono esattamente dove devono essere, l’una tra le braccia dell’altra. Finalmente insieme.

 

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VOTO 8/10

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4 thoughts on “Recensione | Pretty Little Liars 7×16 “The Glove That Rocks the Cradle”

  1. Scusa ma devo dissentire sulla prima parte e ti spiego anche il motivo (così possiamo confrontarci civilmente). Se tu fossi al posto di Aria, in tutta sincerità, cosa faresti? Manderesti in carcere il tuo futuro sposo per un tuo errore del passato o faresti il minimo senza danneggiare realmente nessuno se non te stessa psicologicamente? Perché sono sicura che Aria ne stia soffrendo. Lei è la buona del gruppo, ricordiamocelo… E se A.D. dovesse spingersi oltre, troverà un modo per fermarlo. Non capisco tutto questo darle contro. Lei ha una vita parallela? Abbiamo visto lo stesso telefilm? Ahaha quante volte Hanna ha fatto di testa sua facendo andare di mezzo gli ALTRI? Quante volte Spencer sembrava vivesse in un mondo tutto suo per via della sua famiglia? E quando Emily si estranea con le sue ragazze?… Per non parlare di Ali e la sua doppia, tripla vita… Amo tutte le Liars e cerco di mettermi nei loro panni, spesso le giustifico (tranne quando tradiscono o non chiamano la polizia ahaha) quindi con questi ultimi episodi mi trovo infastidita dal modo di dare contro ad Aria… Spero sia tutto chiaro nel mio commento ahaha ciao!

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    • Se io fossi al posto di Aria non tradirei le mie amiche per uno che continua a prendermi e mollarmi per stare dietro alla sua ex con cui non ha il coraggio di chiudere definitivamente. Tutte le belle parole di Ezra, la dichiarazione e tutto il resto, a mio avviso, perdono completamente di significato di fronte al suo comportamento nei confronti di Nicole e di Aria. In più quando Aria ha iniziato la sua storia con Ezra, aveva superato l’età del consenso e quello di cui lei lo accusa non può essere verificato quindi è molto probabile che lui non finirebbe in prigione in ogni caso, né per pedofilia né per altro. Ma, a parte questo, dico che Aria ha sempre avuto una vita parallela perché ha sempre tenuto per sé le sue cose, stando relativamente in disparte. Penso, ad esempio, alla prima stagione in cui ha parlato alle altre di Ezra solo perché è stata costretta. Per quanto Spencer abbia avuto i suoi problemi e Emily fosse impegnata con la ragazza di turno, sono sempre state disponibili per il gruppo. Aria invece ha sempre messo se stessa al primo posto. Hanna lo stesso, è sempre stata ed è tutt’ora egoista, oltre che vittimista, e io critico apertamente anche lei. Alison è un discorso a sé. Il suo personaggio è quello da cui sono iniziati tutti i segreti quindi è ovvio che avesse delle vite parallele ma, negli anni, ci ha mostrato come, nel bene o nel male, abbia sempre messo le altre al primo posto (ricordiamoci tutte le volte in cui le ha slavate rischiando in prima persona). Infine io non considero Aria la buona del gruppo quindi, forse, è per questo che tendiamo a giudicarla in modo diverso. Non dico che non abbia scusanti per ciò che fa, dico che, personalmente, non mi bastano per giustificare il suo tradimento.

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