Telefilm/The Originals

Recensione | The Originals 4×08 “Voodoo in My Blood”

Di nuovo bentornati nella terra dove mitologia e reale si incontrano, dove passato e presente si uniscono, dove… in pratica non si capisce più nulla. La nostra cara vecchia New Orleans anche questa settimana ha parecchie cose da raccontarci ma prima di tutto concediamoci un minuto per assaporare il trionfo nel aver, finalmente, portato a casa il rinnovo. Dopo aver scongiurato il pericolo di un finale senza un vera conclusione, il resto della stagione ha già tutto un altro sapore.

Ormai superata la metà era anche arrivato il momento di capire veramente contro chi si stava combattendo ma, prima di commentare l’identità del Vuoto e il ritorno di Davina, facciamo un salto a Mystic Falls. La verità è che ad Alaric, a differenza di come ci vuol far credere, la vita da cacciatore mancava parecchio, in fondo immagino che dopo aver sconfitto il diavolo non gli sia rimasto più molto da fare e, in quella chiamata da parte di Klaus che gli ravvivasse un po le giornate, il nostro professore di storia, ci sperava.

Una comparsa quella di Alaric certamente non indimenticabile ma estremamente funzionale alla trama; sono abbastanza convinta che nel finale di stagione vedremo Hope salutare New Orleans per potere frequentare la scuola di MF e sentimenti Klaroline a parte – si prova sempre un certo brivido quando il nome di lei viene fatto in presenza di Klaus – una vita normale quella bambina se la merita. Sette anni sono decisamente pochi per avere già l’intero peso della sua famiglia sulle spalle.

Non ho trovato poi particolarmente strano il fatto che Alaric non abbia rivelato a nessuno della morte di Stefan; sia perché Carina ha raccontato che prima del finale di stagione lo rivedremo di nuovo, sia perché è molto probabile che nel momento in cui la puntata è stata girata non avevano ancora svelato agli attori la parte più importante del finale di TVD, credo sia quindi solo una conseguenza dei tempi di ripresa e non una distorsione dei tempi della storia.

C’è un’altra cosa di cui sono abbastanza certa ed è che il sacrifico per potere rinchiudere il Vuoto sarà quello di Elijah. Non solo perché sarebbe l’unico modo che gli rimane per espiare i suoi peccati ma anche perché non c’è cosa che garantisce di più la tua morte che l’iniziare a progettare il futuro.

Nell’esatto istante in ci ha nominato il paese francese ho pensato che quello sarebbe stato un addio, perlomeno temporaneo. Temporaneo perché non si può permettere ad un guardaroba del genere – novemila dollari, la precisione è importante – di andare sprecato e poi perché, almeno che tu non ti chiama Jenna, niente resta morto per sempre nel meraviglioso mondo della Plec. Finalmente sono anche tornate le sue interazioni con Hayley e, in effetti, lei è stata l’unica a riuscire spingere Elijah nella direzione giusta, è tragicomico che proprio quell’unica azione corretta lo potrebbe però portare alla morte.

Parlando di morte e resurrezione Davina è tornata e quanto è stato bello che le sue prime parole o quasi siano state per Kol? Andiamo tutte in costa azzurra e riportiamolo a NOla, SUBITO! Non mi è per nulla chiaro come sia potuta tornare e legarsi alle porte della città con l’anima in frantumi, e neanche se oltre al parrucchiere di Bonnie nell’aldilà ci sia anche un negozio di vestiti ma, visto quanto amo Davina, mi godo il momento e non faccio troppe domande. Non posso neanche dire di essere arrabbiata con lei per aver cercato di far fuori Klaus, in fondo lei stessa è stata sacrificata per “un bene superiore” e ha senso che ora voglia fare altrettanto con una persona che ha sempre disprezzato.

 Ho apprezzato molto, invece, la spiegazione che invece a dato Marcell sul perché ha bisogno che Klaus venga risparmiato. Una scena quella del cimitero davvero toccante e che spinge il personaggio di Marcel a un nuovo livello di profondità. Nonostante fosse da sempre uno dei protagonisti, il suo personaggio non era mai stato caratterizzato così bene come in questa stagione: un mostro che non vuole riconoscersi come tale e che è ben attento a non superare un confine da lui stesso delineato.

E così il Vuoto non è altro che l’unione delle stirpi di sangue di New Orleans più potenti. Certo che NOla in quanto a passato sembra non aver niente da invidiare a Roma. Altro che gladiatori, imperatori e divinità, lupi, streghe e vampiri è la vera storia dietro la storia.

Mi è piaciuta molto la mitologia dei lupi mannari, la loro nascita mi ha ricordato un po quella dei vampiri, un motivo di bene che sfugge e diventa una causa di male. Mi chiedo però se invece quella destinata a sconfiggere il Vuoto sia Hope e non Hayley.  Ci deve essere un motivo se il Vuoto non è altro che una ragazzina e Hope ha dato prova di una potenza che neanche Freya può avere.

Ah giusto per la cronaca  Sofya posseduta dal vuoto non mi fa nessuna pena e spero proprio che non ci sia modo di salvarla.

Anche per questa settimana ci salutiamo ma vi ricordo di mettere mi piace alla nostra pagina Parole Pelate e a passare dalle nostre  affiliate:

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