Film

Recensione | Guardiani della Galassia Vol. 2

I Guardiani della galassia, con Gamora (Zoe Saldana), Drax (Dave Bautista), Rocket (Bradley Cooper) e Baby Groot (Vin Diesel), capitanati da Peter Quill / Star-Lord (Chris Pratt) ritornano con un’altra avventura, forse più fiacca della precedente, ma ugualmente divertente e dinamica.

In Italia è già al cinema dal 25 Aprile, negli Stati Uniti invece solo dal 5 maggio.

Stanca dei film sfornati dalla Marvel come biscotti al pare si una tipica mamma americana sotto le feste di natale, Guardiani della galassia primo capitolo l’ho visto con anni di ritardo e con aspettative peri a zero. Ora capisco perfettamente il successo avuto. Credevo fosse un film da “bambini” con tutti questi personaggi realizzati al computer e anche il 3D, e  invece è una storia di accettazione, razzismo, amicizia, e famiglia tutto condito con fantascienza e azione.

(le priorità: l’educazione, sempre)

Il sequel si concentra sulle origini di Quill e l’incontro col suo vero padre Ego, un celestiale che vuole distruggere l’universo che conoscono per ricrearlo a suo piacimento. Onestamente questa trama è molto scontata. Che Ego sia il villain è chiaro fin da subito, e non vi nego che tutta la parte sull’accoglimento del figlio mi ha ricordato l’episodio 2×09 (A Bicyclops Built for Two) di Futurama in cui Leela viene ingannata da un alieno mutaforma con l’intento di accoppiarsi con aliene di differenti razze. Però ciò che si apprezza di questo film è che i rapporti non sono lasciati al caso o solo alla risata del momento, vengono approfonditi e chiariti. Rocket è paragonato a Yondu, leader dei Ravagers, entrambi fanno gli “stronzi” allontanando tutti, ma in realtà hanno paura di perdere chi amano. La loro momentanea collaborazione, porta al rispetto reciproco di chi in qualche modo vuole proteggere Quill. Forse la spiegazione che Yondu fosse a conoscenza dei piani di Ego e per questo non ha mai riportato Peter al padre “megalomane“, è un po’ frettolosa, ma c’è un momentaneo riavvicinamento tra loro, fatto sempre di battute e prese in giro (“Sono Mary Poppins“), ma in fin dei conti quell’unico flashback di Quill su Yondu, che gli insegna a sparare, è pregno di un significato e di una gratitudine di cui è priva la tipica scena di padre e figlio che si lanciano una palla da football, qui di energia, tra Peter e Ego. Come a dimostrare chi sia davvero stato il vero padre, o qualcosa di almeno abbastanza vicino.

Sono invece delusa della storyline di Gamora, piatta e ripetitiva. Sicuramente mi aspettavo un bacio con Quill, ma a prescindere dai miei desideri, questa volta il suo personaggio non ha portato nulla della vecchia Gomora, e neppure qualcosa di nuovo. Nebula è continuamente in conflitto con lei perché avrebbe voluto una sorella, e anche questo era scontato, ma poi le loro scene si sono ridotte solo ad un cumulo di pugni e calci e ad una sbrigativa dichiarazione d’affetto della sorella robotica. L’abbraccio finale tra le due, porta poi ad una presa di coscienza dei sentimenti di Gamora verso Quill. Ma anche qui potenziale sprecato.

Le vere ventate di freschezza sono portate da Drax e Baby Groot. Il distruttore ha sempre avuto un’ironia nuda e cruda, anche perchè lui non sa di farla, ma questa volta si è superato sia con la povera Mantis, anche questo personaggio ha un ruolo troppo approssimativo (passa dalla parte di Ego a quella dei guardiani senza una vera motivazione), e sia coi propri compagni.

Ma io vorrei un film sono con Baby Root, è troppo carino, troppo tenero! Lui non è stato solo la mascotte dei guardiani, e poi dei Ravager, ma nostra! Dedicargli più di una scena è stata un’ottima idea, anche perché… I am Groot, vale l’intero movie!

Sulle capacità del cast non si discute, Chris Patt è perfettamente sul pezzo con il suo atteggiamento che non si prende mai troppo sul serio (come quando cerca lo scotch nei momenti critici), o si trasforma in un convincente Patch man; una nota dolente per me è Kurt Russell. Non sono entusiasta del suo ruolo, anche perché Russell mi è sembrata una scelta nota, ma scontata. Nulla da discutere sulla sua bravura, ma il suo Ego non ha mostrato nessuna sfumatura di carattere, un po’ piatto.

È un film spassoso, più di una volta vi ritroverete a ridere a voce troppo alta, per nulla infantile e con una morale solida e diretta, per non parlare dell’azione ben costruita. Tra i tanti film Marvel lo ritengo uno dei più completi, forse perché i personaggi si prestano a un’ideale di eroe più umano (colori strani della pelle a parte). Gunn ci mette una grande cura come anche l’inserimento del fratello Sean come primo ufficiale di Yondou, oltre che a prestare il volto per Rocket e scenette comiche esilaranti: la Grande Sacerdotessa dorata regina del popolo dei Sovereign che cammina solo su un tappeto blu srotolato ad ogni suo passo, Groot e i problemi di comprensione, sempre Groot che balla a ritmo di grandi successi anni 80,  David Hasselhoff che appare in un cameo come una delle forme umane assunte da Ego e Stan Lee e le sue innumerevoli apparizioni (se fossi il creatore di una mia opera, vorrei apparirvi volentieri).

Lo consiglio? Sì, a tutti, grandi e piccini. Risate assicurate.

Voto: 7 –

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Ringraziamento: Citazioni film e libri | I Love Film and Telefilm | And. Yes, I love telefilms and films ∞ | Because i love films and Tv series

 

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