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News | Broadchurch, la terza stagione in arrivo su Giallo. Habemus data.

Nuntio vobis, gaudium magnum…o se preferite, lasciando stare il latino,preparate i pop-corn e la dose di angoscia da portare con voi e si magna lo stesso.

Tenetevi forte e telecomando alla mano.

Il 29 Maggio Broadchurch torna su Giallo. La terza stagione, infatti, verrà trasmessa in chiaro sul canale 38 del Digitale Terrestre.

Cosa aspettarsi quindi dall’ultima stagione in assoluto (sigh), per chi non ha avuto modo di vederla in Inglese?
(no spoilers)

Si riparte dalle ceneri della precedente, nella quale quel percorso devastante iniziato nella prima, ed esploso come una piaga da epurare nel peggiore dei modi nella seconda, trova apparentemente – e per il momento – una stasi temporanea.

La vita va avanti, e così quelle dei nostri personaggi.

Il nostro D.I. Hardy (David Tennant), coi suoi acciacchi esterni ed interni, affronta la separazione e una figlia da gestire come ‘padre single’ non proprio dei migliori, scortato da Miller (Olivia Colman), esempio lampante di maiunagioia vivente. Del resto, se la povera Miller avesse avuto una storia con Don Matteo forse le sarebbe andata in maniera più fortunata – invece il destino sembra accanirsi su di lei. E su Broadchurch.

Se c’è una cosa che ho imparato è che, se da noi un prete in bici décima la popolazioni di città d’arte di Umbria e Marche, ed in America una vecchia scrittrice di gialli ne uccide più con la sfiga che con la spada, la provincia inglese ha tutto un altro metro di paragone. Del resto, se non muori, puoi venire aggredito in disparati modi o essere sequestrata in altre millemila maniere. Così, in questo sentiero di provincia, battuto da quelle dinamiche che serpeggiano sotto i volti sorridenti e la cortesia palese, s’insinua questa terza stagione di Broadchurch.

Abbiamo una nuova schiera di personaggi, ed ovviamente la prima ‘vittima’. Una donna.

Le prove, le prime raccolte durante le indagini, del resto non aiutano. Tutti sembrano coinvolti, e tutti sembrano sapere qualcosa della quale non vogliono rivelare particolari. La stessa vittima, come di consueto, sembra nascondere qualcosa. Tripudio di silenzi e di ‘non detto’.

L’ago della colpevolezza sembra sempre oscillare tra un viso non proprio rassicurante e l’altro, e la sensazione che ne perviene è quella di soffocamento, fino e oltre lo scioglimento finale, che seppur ci aiuta, da un lato non riempie il vuoto che rimarrà nei nostri palinsesti…fisici e mentali.

Se dunque, seguirete o ri-seguirete la serie, fatecelo sapere nei commenti o sulla nostra pagina social ufficiale.

 

-Notforyourears

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