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Recensione | Grey’s Anatomy 13×22 “Leave It Inside”

É tornato Alex Karev! Non se n’era mai andato davvero ma questa settimana è tornato protagonista con uno dei suoi classici casi. Quelli in cui mette tutto se stesso e che diventano delle battaglie personali per lui perché è giusto così. Quei casi in cui ci mette tutto il cuore che ha e in cui davvero si può vedere un medico votato alla propria missione, anche se tutti sono contro di lui, anche se i genitori di un bambino in pericolo di vita gli impediscono di salvarlo, anche se rischia la prigione. E’ tornato Alex e con lui è tornata quella parte di Grey’s che solo lui riesce a portare sullo schermo. Alex ha qualcosa di diverso, sempre. Ha la capacità di rendere tutto più magico, più bello e più intenso. Il caso di questa settimana è stata l’ennesima dimostrazione di quanto sia un uomo meraviglioso, disposto a tutto per salvare i propri pazienti. Forse è vero, come dice Eliza, che ha esagerato, che non avrebbe dovuto oltrepassare le regole, che farsi spalleggiare dalla Edwards è stato scorretto e che è andato ben oltre il limite consentito, ma ha salvato una vita. Ha salvato un bambino destinato a morire per l’ottusità del padre e la viltà della madre. Ha salvato una vita e questo varrà sempre più di una manciata di regole che, per quanto importanti, non possono e non devono essere messe sullo stesso piano. A me Eliza piace, anche molto, ma questa volta non riesco ad essere dalla sua parte. Da un punto di vista meramente razionale è vero che, se tutti si comportassero come ha fatto Alex, in ospedale regnerebbe la più totale anarchia, ma la medicina non è solo razionalità. La chirurgia è anche istinto, passione, dedizione e soprattutto è il votarsi completamente alla missione di salvare vite, a qualunque costo. Se però il giudizio di Eliza su Karev è molto opinabile, direi propio che non lo è sulla Edwards. Stephanie è ormai alla deriva e deve essere fermata. Quella di oggi è stata solo la manifestazione lampante di una crisi che si porta dietro ormai da diverso tempo. Tutto è iniziato con Kyle, è proseguito con l’intervento da primo operatore, conclusosi con il peggior epilogo possibile, e ora è arrivato al culmine con l’aggressione verbale al familiare di un paziente. Giustamente siamo vicinissimi al season finale e sappiamo da tempo che Jerika Hinton, l’attrice che interpreta Stephanie, non potrà essere presente nella prossima stagione, almeno non a tempo pieno.

Continuando sulla scia degli specializzandi, Eliza, Richard e Miranda si ritrovano ad analizzare tutti insieme il percorso dei loro studenti e io mi chiedo quale passaggio mi sono persa. Va bene il clima di distensione, ma non pensavo fossero già a questo punto. Siamo passati dalla guerra civile ad una fluida collaborazione nell’arco di pochissimo tempo. Questa constatazione mi fa rendere conto che, in realtà, tutta la stagione è andata un po’ così. Si sono creati conflitti e tensioni, durati mesi e mesi, che poi si sono risolti  in breve tempo e senza neanche vere e proprie discussioni. Basti pensare al triangolo Meredith-Nathan-Maggie, alla guerra con tanto di schieramenti e piani segreti tra la Minnick e Webber, ai Japril, ad Alex e DeLuca etc.. Gli unici ancora davvero in crisi sono gli Omelia ma è normale che almeno un dramma debba restare in sospeso. Francamente fatico a capire questo modo di procedere e non comprendo a pieno le scelte degli sceneggiatori. E’ come se avessero voluto lanciare tanti piccoli spunti senza mai approfondirli realmente oppure come se avessero voluto gettare le basi per le nuove tensioni che andranno ad animare la prossima stagione. In generale possiamo dire che questa sia stata una stagione di passaggio, una sorta di pausa per riassestare il tutto e dare il via a qualcosa di nuovo. Comunque, tornando agli specializzandi, viene fuori che tutti sono apparentemente coinvolti in brillanti interventi (io li immaginavo a gironzolare per i corridoi con un bicchiere di caffè in mano ma non importa), che Ben è troppo cauto (lo stesso Ben che ha aperto un paziente con la pinza di un bloc-notes e che ha fatto un cesareo ad alto rischio fuori da una sala operatoria? Si, lui) e che la Edwards è sull’orlo dell’esaurimento. Mi viene difficile conciliare questo quadro degli specializzandi con quello che abbiamo visto fino ad ora, eccezion fatta per Stephanie, ma se lor0 tre dicono che le cose stanno così, evidentemente sarà vero.

Tra un mezzo miracolo riuscito ad Alex ed uno purtroppo non riuscito a Maggie, hanno trovato spazio anche le questioni di cuore che piano piano si stanno definendo.

Prima fra tutte c’è la storia fra Meredith e Nathan che si sta piano piano stabilizzando. Lei deve ancora fare tanti passi ma sta riuscendo a lasciarsi andare. Di lui apprezzo tanto il fatto che rispetti i suoi tempi e che le lasci tutto lo spazio che vuole. Forse riesce a farlo così bene perché anche lui ha perso la persona che amava e quindi sa quanto tempo ci voglia per riuscire ad andare avanti dopo un simile lutto. Mer, dal canto suo, ci sta riuscendo bene e sta cercando di accantonare Derek, anche dal punto di vista materiale. Non posso negare che vederla staccare il tumore dal muro e mettere via il post-it del matrimonio mi abbia fatto male, non avrebbe potuto essere altrimenti, ma capisco perché lo abbia fatto. Non sarebbe giusto far entrare Nathan in una stanza piena di ricordi e allo stesso tempo lei non riuscirebbe mai a viversi il momento in piena tranquillità. Meredith sta andando avanti e ci sta che il post-it finisca in un cassetto, nascosto ma comunque vicino e in qualche modo presente, proprio come il ricordo di Derek.

Anche Arizona ed Eliza hanno fatto progressi. Molti progressi direi. Loro sono la coppia che non mi aspettavo. Sono state una sorpresa e continuano ad esserlo. Non credevo che sarebbero state così coinvolgenti e ora sono diventate una delle cose che attendo di vedere con maggior ansia. Sono belle, e non solo dal punto di vista estetico, sono proprio belle insieme e funzionano. Funzionano alla grande. Hanno una chimica pazzesca e lo dimostrano in ogni scena. Il loro modo di parlarsi, di guardarsi, di toccarsi…è tutto perfetto. Guardandole non si può non restare affascinati, al di là della ship che può piacere o meno. Ne è un esempio la scena in ascensore di questa settimana. Si, lo so che quella in camera è stata molto più hot e intensa ma quella in ascensore…quella era chimica allo stato puro. La tensione fra loro usciva dallo schermo. Quello che Arizona dice, il modo in cui lo fa, il tono di voce, le pause, Eliza che non si muove fino a che lei non ha finito…è stato tutto semplicemente perfetto. Anche il non bacio alla fine ha contribuito alla riuscita della scena, anzi, se ci fosse stato, avrebbe rovinato tutta l’atmosfera. Grey’s Anatomy e gli ascensori sono sempre una garanzia, è vero, ma tutti i miei complimenti vanno a Marika e Jessica per l’interpretazione da pelle d’oca. E poi quello che Arizona dice è giusto per il punto in cui si trova la sua storia con Eliza. Non è né troppo né troppo poco. Non è una dichiarazione sdolcinata e fuori luogo ma allo stesso modo trasmette tutto il sincero interesse che la Robbins nutre nei confronti di Eliza. Descrive perfettamente quello che si prova all’inizio di una storia, quella frenesia e quell’attesa che logorano ma, allo stesso tempo, sono piacevoli perché in alcuni casi è vero che l’attesa del piacere è essa stessa il piacere.

Concludiamo con il povero DeLuca a cui non ne va bene una. Prende solo batoste dall’inizio di questa stagione, metaforicamente e non, e anche questa volta non gli è andata meglio. Andrew ha provato ad aprire il suo cuore a Jo ma lei non ha voluto nemmeno ascoltarlo. Ora, io capisco che per lei sarebbe stato complicato gestire la situazione e rifiutarlo senza ferirlo, ma comunque avrebbe dovuto almeno farlo finire di parlare. Con tutto quello che ha fatto per lei, almeno questo se la meritava. Le è stato vicino, ha mantenuto il suo segreto, si è fatto picchiare, ha ritirato la denuncia e non ha mai chiesto nulla in cambio; almeno la possibilità di esprimere ciò che prova per lei, avrebbe dovuto lasciargliela. Scappare non è il modo giusto per affrontare i problemi ma sembra che questo Jo non lo abbia ancora capito. Per quanto riguarda lui, invece, non so cosa aspettarmi. Lo abbiamo sempre visto molto remissivo ma spero che con la Wilson cambi atteggiamento. É ovvio che non possa costringerla ad amarlo, ma lei deve ascoltarlo. Almeno una volta. Jo deve lasciargli dire ciò che sente e che reprime da mesi. Il fatto che lei lo sappia, tra l’altro, non aggiunge alcuna dignità al suo comportamento. Si è approfitta dei sentimenti di Andrew perché non aveva nessuno a cui aggrapparsi quindi, a maggior ragione, ora non può allontanarlo come se fosse il primo che passa.

Bene, direi che anche per questo episodio è tutto. Prima di lasciarvi vi invito a mettere un like alla nostra pagina Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre affiliate.

Voto 7/10

Promo e ringraziamenti

Ringraziamo: Camilla Luddington e Justin Chambers. ღ | Un’Unica Passione: Grey’s Anatomy | Jessica Capshaw fan | Jessica Capshaw Italia | I’m addicted to Grey’s | We love Alex e Jo | Jessica Capshaw e Sara Ramirez | Calzona Fan | Grey’s Anatomy is a lifestyle | Grey+Sloan Memorial Hospital | Viviamo a Seattle | Grey’s for Life | Grey’s Anatomy is our McDreamy | Il nostro Mondo si chiama Grey’s Anatomy | Kate Walsh & Caterina Scorsone | Giacomo Gianniotti Italia |  Grey’s My Only love | Noi, Greysanatomizzati | Serial Lovers – Telefilm Page | Serie Tv Mania | Serie Tv, che passione  | Film & Serie TV | Diario di una tv series addicted | Serie Tv News | Crazy Stupid Series | ❤ Telefilm / Fiction ❤ | – Telefilm obsession: the planet of happiness –  |

 

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3 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 13×22 “Leave It Inside”

    • Purtroppo si. Francamente mi aspettavo che Grey’s Anatomy avesse un fandom più maturo ma, a quanto pare, le mele marce sono un po’ ovunque. Mi spiace per lei, a prescindere dal fatto che a me le Ariliza piacciano. Suppongo che già sentisse la pressione nel ricoprire il ruolo dell’antipatica che si mette contro un’istituzione come Webber, almeno gli attacchi degli invasati che non distinguono la finzione dalla realtà, potevano risparmiarglieli. Come se poi le Calzona fossero finite per colpa di Eliza e non perché Sara ha deciso di andarsene.

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