Film

Recensione | Captain Fantastic

Io credo che al mondo ne esistano pochi di film come questo: controversi, dall’aria alternativa ma che allo stesso tempo vantano di un cast d’eccellenza, una storia che costringe alla riflessione e a rivedere il nostro modo di vivere. Captain fantastic è tutto questo e credo sia stato uno dei film più sottovalutati della notte degli Oscar 2017. Tifavo in maniera in credibile per questo pellicola, augurandomi che vincesse l’unica statuetta per cui era stata candidata, “Miglior Attore Protagonista” per Viggo Mortensen. Purtroppo così non è stato, ma sono contenta che sia entrato a far parte della mia personalissima lista d’oro. Vi spiego perchè “Captain Fantastic” è un film che dovremmo vedere tutti.

Il film innanzitutto inizia con una scena che non lascia spiegazioni in un primo luogo, vediamo una specie di rito di passaggio, dal feeling tribale. É un padre che da il benvenuto al figlio nel mondo negli adulti, dopo che il giovane ha ucciso un importante preda

Però no non siamo nel neolitico, dopo poco capiamo subito che i protagonisti sono nostri contemporanei e che, di certo, conducono uno stile di vita “alieno” rispetto a ciò a cui siamo abituati. Cacciano e scuoiano animali, coltivano il loro cibo, filtrano l’acqua e dimorano in una foresta incontaminata. Ma c’è di più, sono persino ben istruiti e con un fisico da atleta. Un padre che ha insegnato ai suoi figli il contatto con la natura, il rispetto per la stessa eppure ha saputo trasmettergli anche il sapere della civiltà umana. Tutto questo contornato da corsa, meditazione e canzoni attorno al fuoco. Sembra il paradiso, ed in effetti possiamo ben dire che è così. Il solo vedere quei paesaggi incontaminati con il sottofondo della colonna sonora di Alex Somers, mi ha trasmesso un enorme pace, una cosa che mi capita di rado sia con film e telefilm. Questo stato ideale del vivere viene però interrotto da una tragedia che metterà in discussione lo stile di vita creato dal capofamiglia.

(Attenzione da quì in poi spoilers in agguato)

Il suicidio della moglie di Ben, il personaggio interpretato da Viggo, lascia orfani di madre i sei figli avuti dalla coppia. I ragazzi cercano di convincere il padre a presenziare al funerale ma la cosa per lui apparentemente impossibile, visti gli enormi screzi tra lui e il suocero: difatti la moglie, da tempo malata, era stata ricoverata in ospedale e secondo il suocero lo scatenarsi di tutta la situazione sarebbe imputarsi proprio a Ben, che avrebbe quindi rovinato la vita di sua figlia. Dopo le sue minaccie infatti Ben è restio ad andarci ma i figli, proprio grazie all’educazione da lui ricevuta sanno tenergli testa, non riuscendo però a smuoverlo dalle sue posizioni.

Non ci vorrà troppo tempo però affinché le cose cambino, dopo un viaggio inizialmente destinato a tutt’altra destinazione l’allegra famiglia si mette in viaggio, alla volta della possibilità di dare un ultimo saluto alla donna importante che hanno perso. E’ qui che iniziano i problemi, è quì che il paradiso inizia a frantumarsi rivelandone gli aspetti positivi e gli aspetti negativi. I pregi dell’educazione impartita da Ben risuonano allo stesso modo dei difetti che un educazione del genere può aver avuto sui ragazzi. Non fraintendetemi non odio gli “Hippie”, non truciderei tutti i vegani, né adoro lo smog delle città. Anzi credo sia  un ottima istruzione quella che hanno avuto i figli di Ben, e fosse per me anche io mi farei adottare dal bel Viggo, tuttavia come è ovvio che sia gli uomini sbagliano, anche quelli con le migliori intenzioni possono commettere errori: se da un lato i ragazzi sono cresciuti acculturati, fisicamente sani e in grado di sopravvivere osservando le stelle, da un lato sono stati quasi educati al furto, non sanno vivere tra gli altri esseri umani con tutto quello che comporta. Vivono di fatto un vero e proprio dramma se vogliamo.

Possiamo essere felici quando sentiamo nominare la Coca Cola come “acqua avvelenata”, possiamo riflettere quando i ragazzi credono che le persone grasse siano vittime di qualche malattia (dato che non hanno mai visto persone in sovrappeso in vita loro) ma quando il maggiore dei fratelli, Bodegan, chiede in sposa la prima ragazza da cui è attratto poichè non sa nulla sui rapporti umani capiamo in realtà quale dramma possa generare un isolamento dalla società, seppur malata e lontana da quelle che sono le leggi della natura. Il tutto non farà che peggiorare quando Ben e i suoi figli saranno ospiti dai loro parenti. Da quì in poi sarà sempre più evidente che i sei fratelli, nel bene e nel male, siano dei freaks, gente bizzarra e fuoriposto rispetto a come li vorrebbe la società. Realtà che avrà la sua massima espressione nel momento in cui la famiglia varcherà le porte della chiesa per presenziare al funerale della madre. Con i loro colori sgargianti, in contrasto coi vestiti scuri dei presenti, sono gli autori di una vera e propria rottura all’interno della infelice atmosfera di un funerale.


E se potessimo riassumere il film con un immagine direi che sarebbe proprio questa, Captain Fantastic è un inno alla diversità, all’apertura mentale ma anche un monito sulle conseguenze di non voler abbandonare le proprie posizioni, di non voler cedere ad un compromesso. Ben insisterà davanti a tutti i presenti, gettandosi di fatto nel ridicolo, affermando che sua moglie era buddista e che avrebbe meritato un funerale secondo le sue credenze, non quelle imposte dalla sua famiglia di origine. La donna infatti aveva espresso il desiderio di essere cremata, e succesivamente, di far si che le sue ceneri fossero gettate in una toilette pubblica. Questa scenata non farà che peggiorare di più la situazione, uno dei suoi figli di fatto lo abbandona per stare con i nonni materni e quest’ultimi colgono l’occasione per chiedere l’affidamento dei figli. Ben e suo suocero rimangono di fatto due rocce, non rinuncerebbero mai ai proprio principi e farebbero di tutto pur di affermare la propria, personale verità. Tutto questo avrà termine quando Ben, per colpa di un incidente quasi mortale subito da una delle sue figlie, si renderà conto di essere stato lui il motivo per cui la sua bambina ha rischiato quasi di morire e che forse il suo stile di vita non è dei migliori. Chiede così ai figli di rimanere a vivere coi nonni. Tuttavia, per una volta, i figli ignorano la sua volontà e decidono di seguirlo per riaffermare la propria identità di famiglia, il primo passo è stato quindi ritornare dal loro padre, il secondo sarà dare un degno funerale alla madre. E credetemi, è qualcosa di dolce e caloroso, sembra quasi inverosimile ma è questa l’atmosfera che si respira. Mentre i suoi figli cantano e ballano Ben da un ultimo, romantico, saluto alla moglie

Sarà rispettata poi anche l’ultima volontà della madre, ovvero quella di gettarne le ceneri in una toilette pubblica. Successivamente la famiglia adotterà un nuovo stile di vita che sarà un compromesso vero e proprio tra la visione ancestrale di Ben e quella consumistica del suocero. Iscriverà i suoi figli a scuola, vivranno in una casetta in periferia, ma circondati da un orto, dal verde, insomma immersi nella natura ma decisamente in un ambiente più antropico. E quì volevo fare un ultimo commento finale a quello che, secondo me, è il messaggio del film.

Probabilmente sarò una freak anche io,  ma lo stile di vita di quel capofamiglia per me costituisce, idealmente, la cosa migliore (furti a parte si intende). Per come è fatta la società umana oggi credo che ci sia qualcosa da rivedere, abbiamo perso il contatto con la natura, non viviamo secondo i suoi equilibri, consumiamo in maniere indicibili e qualsiasi cosa ci sembri diverso dal nostro modo di vivere viene etichettato come “strano”, “selvaggio” e “arretrato”. Tuttavia seppur la società abbia queste caratteristiche, non possiamo far finta che non esista. Certo potrei anche isolarmi su una montagna o vivere in una comunità che la pensi come me, ma non sarebbe l’approccio migliore, perlomeno non sarebbe un sistema adatto a cambiare le cose. Coesistere con la società, adattandomi secondo necessità, non avrebbe solo come risultato una mia esistenza più “conforme” (che non è ne un bene ne un male di per se) ma mostrebbe a chi mi sta intorno, una nuova maniera di guardare le cose, mostrerebbe a chi mi sta attorno che è possibile vivere in più di un modo, se ciascuna delle parti è disposta a mettersi in discussione. A volte diamo per scontato che il mondo abbia delle leggi immutabili, che il petrolio sia infinito e che mangiare al McDonald a pranzo e a cena non sia poi la fine del mondo, quindi ecco sono contenta che vengano fatti film del genere, mi fanno credere di non essere una voce fuori da coro, e nutrono in me la speranza in un futuro migliore.

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Ringraziamo: Citazioni film e libri | I Love Film and Telefilm | And. Yes, I love telefilms and films ∞

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