Pretty Little Liars/Telefilm

Recensione | Pretty Little Liars 7×12 “These Boots Are Made for Stalking”

Prima di parlare di ciò che è successo in questo episodio è necessario fare una piccola precisazione. La 7×12 è stata pensata per essere un backdoor pilot, ossia un episodio trasmesso all’interno della serie madre che serva come partenza per uno spinoff (in sostanza quello che è stato fatto con The Vampire Dairies e The Originals). In particolare, era nei piani di Freeform di proseguire la serie con un nuovo gruppo di ragazzine liceali, capitanate da Addison, e con le Liars come figure di contorno. Quasi tutti i membri del cast originale, però, non hanno accettato la proposta quindi l’idea è stata cestinata, portando così all’annuncio che PLL sarebbe terminato con la settima stagione. Questo è il principale  motivo per cui l’episodio mostra così tanto di Addison e la rende quasi protagonista. Non è stata una scelta molto furba perché non si può sprecare così una puntata quando ci sono milioni di domande a cui rispondere e pochissimo tempo per farlo, ma sappiamo tutti che con questo show spesso e volentieri le cose vengono fatte alla carlona.

Visto che è la protagonista, direi di partire proprio da lei: Addison Derringer. Prendiamoci un momento per apprezzare la genialità degli sceneggiatori che scelgono le sue iniziali come “A” e “D”. Avete colto il sottile riferimento? Bene, andiamo avanti. La ragazza ci viene presentata come una versione 2.0 della Alison dei flashback. È strafottente, stronza, manipolatrice e vendicativa. È la stessa Alison a notare questa somiglianza mentre ne parla con Emily. Tra l’altro non mi aspettavo di vedere lei e Alison già così vicine dopo il confronto avuto nello scorso episodio. Si vede che Emily proprio non ce la fa a starle lontana e a lasciarla da sola in questo momento di difficoltà. Ci tiene troppo a lei per allontanarsi, nonostante il modo in cui Alison l’ha trattata. È sicuramente ferita in quanto persona coinvolta dal punto di vista sentimentale ma ha imparato a scindere quello che prova per Ali dal suo ruolo di amica. Emily e Alison hanno sicuramente un rapporto che va oltre l’amicizia ma, prima di questi sentimenti ancora da definire (vediamo di sbrigarci, grazie), sono soprattutto due persone che hanno sempre trovato rifugio l’una nell’altra. Alison ha sempre cercato Emily nei momenti di difficoltà e lei non si è mai tirata indietro. Se c’è una costante nel loro rapporto è proprio il reciproco sostegno, oltre alla naturale tendenza a farsi del male a turno ovviamente. Mentre per Emily le cose con Ali sembrano andare abbastanza bene, non possiamo dire lo stesso del suo lavoro da coach; Addison, infatti, ce la mette tutta per crearle dei problemi, addirittura arrivando ad accusarla di molestie e coinvolgendo anche Paige che, suo malgrado, continua a trovarsi invischiata in cose che la riguardano poco e niente. Tutta questa storyline di Addison è alquanto inutile ai fini della trama, ma ci mostra che, a ridosso del series finale, forse gli sceneggiatori hanno abbracciato la filosofia del “character development”, che teoricamente dovrebbe essere alla base di qualsiasi show, ma in pratica in PLL si è vista molto poco. Ora, invece, stiamo finalmente vedendo una crescita in alcuni personaggi. Ad esempio, io non ho mai amato Paige ma devo riconoscere che in questi due episodi ha avuto davvero un comportamento maturo e adulto, completamente diverso da quello del mid season finale in cui aveva sparato a zero su Alison senza sapere nulla. Certo, anche ora lo fa ma ne ha tutte le ragioni. Ha potuto assistere in prima persona a come il dramma di Alison continui a coinvolgere Emily e anche a quanto la DiLaurentis sia ancora immatura in alcune situazioni, basta vedere la scenata della scorsa settimana. Inoltre Paige ha gestito nel modo migliore la faccenda di Addison, non cadendo nella trappola della ragazza che cercava di metterla contro Emily (quello era lo scopo di mostrarle l’abbraccio con Alison, di certo non il farle credere che Emily sia inopportuna con altre insegnanti), e risolvendola nel modo più consono. Lo scontro con Addison, però, è servito soprattutto a mostrarci la crescita di Emily. C’è un parallelismo fortissimo tra la discussione che Em e la ragazza hanno nel finale dell’episodio e una scena della prima stagione (1×09) con protagoniste Emily e Alison. Persino il luogo in cui il tutto avviene, lo spogliatoio, è lo stesso. Em non è più la stessa liceale spaventata che si fa mettere i piedi in testa ma ha imparato a reagire e a farsi rispettare. Ora sa come gestire queste cose e sa che non è giusto subire senza ribellarsi. Il modo in cui parla ad Addison oggi, è lo stesso in cui avrebbe dovuto rivolgersi ad Alison anni fa, anche se lì la situazione era un po’ diversa per via dei sentimenti in ballo. La grinta e il carattere che ha dimostrato di avere adesso, avrebbe dovuto tirarli fuori molto prima. È una cosa molto sottile da cogliere e PLL non ci ha abituato a queste dinamiche così fini, eppure questa volto sono riusciti a trattare in un modo delicato una cosa così importante. Solitamente le questioni ci vengono sbattute in faccia in modo piuttosto grossolano, questa volta invece no. Questa volta sta tutto nei dettagli: la stesso posto, la stessa situazione (all’incirca) e soprattutto il modo in cui Emily si specchia rendendosi conto di essere davvero cresciuta e di essersi lasciata alle spalle l’insicurezza che tanto l’ha contraddistinta nelle prime stagioni.

Spencer intanto continua nelle sue ricerche di Mary Drake e nel tentativo di dare un senso a tutto ciò che ha scoperto. Continuano a crollarle tutte le certezze che ha sempre avuto e lei continua ad incassare colpi. Non solo ha scoperto di non essere figlia di Veronica, ma ora stanno anche vendendo la casa in cui ha sempre vissuto. Lei cerca di dimostrare che non le importi ma non è così. Tutto il discorso che Veronica fa sulla famiglia le fa male e la ferisce. La ferisce perché gli Hastings non sono mai stati la famiglia del mulino bianco ma Spencer sapeva di poter contare su di loro. Adesso, invece, ha perso qualsiasi rimasuglio di fiducia il loro. Come può fidarsi di due genitori che le hanno mentito per anni? Come può credere ad una madre che le ha sempre nascosto tutto e ad un uomo che ha tradito la moglie con due donne diverse mettendo al mondo non uno, ma ben due figli? Spencer non ha mai avuto una famiglia perfetta, ci sono sempre stati intrighi, bugie, sotterfugi e verità nascoste ma sentiva che tutto questo le apparteneva. Tutto ciò era parte di lei perché era una Hastings, sentiva di averlo nel DNA. Ora non ha più nemmeno questa certezza quindi si aggrappa disperatamente a qualsiasi cosa. Da qui nasce la ricerca ossessiva di Mary o l’avvicinamento al detective Furey che, dal canto suo, sembra tutt’altro che scontento di questa situazione. Mi auguro che fra i due le cose restino così perché, ora come ora, Spencer non ha bisogno di un altro ragazzo usa e getta nella sua vita. Ha bisogno di stabilità ma soprattutto ha bisogno di trovarla da sola. Spencer deve trovare un proprio equilibrio che prescinda dalla persona al suo fianco. Non riuscirà mai ad avere un rapporto sano con nessuno se prima non impara a volersi bene. Comunque c’è da sottolineare che lei sia l’unica davvero collegata alla trama e al mistero di A.D. mentre le altre ne sembrano totalmente fuori. Si limitano a giocare quando tocca a loro ma nessuna è davvero coinvolta nelle indagini. Almeno Spencer si preoccupa di Jenna e di smontare le sue false verità da vittima sacrificale di Noel Khan.

Infine ci sono Aria e Hanna che continuano a non avere una trama. Aria non fa nulla dall’inizio della 6B mentre Hanna più o meno da dopo il rapimento. Si lagnano e si lamentano tutto il tempo senza concludere nulla. La cosa più assurda è che Alison e Spencer, che hanno dei problemi veri, si sono rimboccate le maniche e cercano di tirare avanti mentre loro due no. Loro si piangono addosso supportate, in questo caso, da Caleb e Holden. Nello specifico Aria si rinchiude in cucina a mangiare banchetti nuziali (di altri) perché Ezra è da Nicole e un giornalista qualunque sembra saperne più di lei sulla vita dell’uomo che sta per sposare, mentre Hanna passa dal profondo dramma del non avere la cintura da abbinare al vestito, al farsi quasi trapanare il cervello mentre cerca il signor Tenerelli. Tenerelli seriously? Ma come si fa a prendere sul serio una storyline con questo nome? Meno male che almeno Mona movimenta la situazione perché le paturnie da fashion blogger della Marin proprio non si reggono, soprattutto se sono le 3 di notte e tu ti aspetti di vedere qualcosa che riguardi la trama. Mi rendo conto che sia una pretesa eccessiva visto che siamo solo ad otto esplodi dal series finale, ma io ci spero sempre.

Concludo dicendo che, fra tutte le cose possibili, quello che più mi manca delle prime stagioni dello show, è la dimensione corale. Ormai ogni ragazza ha la propria storia e la propria vita e non sono più davvero amiche, non nel vero senso della parola. Non sanno quasi nulla l’una dell’altra. Hanna si confida con Caleb, Aria con Holden, Emily e Alison hanno il loro piccolo mondo (ok, questo non mi dispiace per nulla) da cui le altre sono totalmente escluse e Spencer sta affrontando il proprio dramma praticamente da sola. Ormai le Liars si ritrovano tutte insieme solo per discutere della prossima mossa da fare ma si è del tutto perso quel senso di unione e vicinanza che le ha sempre contraddistinte. Mi mette una certa tristezza constatare tutto ciò e spero che, prima della fine, riusciremo a recuperare qualcosa di quel legame. In fondo, più di A, più di A.D. e più di tutti i misteri, il vero collante dello show è sempre stato il loro rapporto ed è un peccato vederlo così sbiadito e sciupato.

Bene, anche per questa settimana siamo arrivati alla fine. Prima di lasciarvi vi invito a mettere un like alla nostra pagina Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre affiliate.

Voto 6.5/10

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