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Parliamone | Il Fascino delle Serie NON Americane

Che l’America sia la patria del maggior numero di serie tv famose, questa è una certezza. Negli ultimi anni però si sono affacciati numerosi telefilm made in U.K., French, Scandinavia, ecc., ma se prestiamo attenzione ai nostri ricordi potremmo rintracciarli anche nel nostro passato. Quando lo streaming non esisteva e attendevamo che le serie tv venissero doppiate e trasmesse in Italia anni dopo la messa in onda americana, sui nostri schermi sono apparse tante serie no made in U.S.A. Paso Adelante vi dice qualcosa? Rex, il cane poliziotto? Le sorelle Mcleod?

Regno Unito

Partiamo dalla patria della regina Elisabetta, che di recente ha compiuto gli anni, di Dickens, Joyce e Oscar Wilde, giusto per citarne qualcuno. Se penso ad alcune delle più belle, ridefinite, inedite e celebri serie tv, mi viene in mente questo splendido Paese. Tra le più ingegnose e dai toni gialli non possiamo che citare Sherlock, con gli inglesissimi Cumberbatch e Freeman, dal genio di Moffat e Gatiss, e il poliziesco Luther con Ruth Wilson e Idris Elba; infatti si rifà per le doti intuitive dell’ispettore al personaggio di Sir Arthur Conan Doyle e per l’idea del poliziotto alla rovescia, con l’identità dell’assassino già svelata all’inizio, al detective Colombo. Tra le più controverse e innovative abbiamo Skins, Misfits, Doctor Who, Black Mirror, ecc. Skins sicuramente ha rivoluzionato il genere del teen drama, dove i drammi adolescenziali erano presenti, ma le atmosfere spesso indoravano la pillola. Qui, grazie ad un gruppo di sceneggiatori la cui età media si aggirava intorno ai 21 anni, le trame sono state rese realistiche per avvicinarle al pubblico e non lasciarlo solo. Misfits sicuramente è l’anti eroe e, ora, fa il verso a tutte quelle “americanate” di gente in calzamaglia verde, rossa, blu. Sciocca, divertente e oscura. E poi c’è Doctor Who, una serie di fantascienza dove il Dottore viaggia nell’universo attraverso il Tardis, una macchina senziente che attraversa il tempo e lo spazio. In voga dal 1963, non ha nessuna intenzione di chiudere i battenti, anche perché il pubblico non glielo permette. E poi ci sono le serie in costume come Merlin, Victoria, ecc., solo di produzione britannica, ma non possiamo non citare altri titoli dove vediamo la collaborazione con altri paesi come Dowton Abbey, Penny Dreadful, The Crown, i Tudors. Il tocco inglese è percepibile e non solo nella location, ma nella cura dei dettagli storici, scenografici, fotografici (The Crown), nelle citazioni letterarie e nel sofisticato tocco gotico (Penny Dreadful), nei costumi (i Tudors), nel creare quella veridicità storica e le ambientazioni dell’epoca senza strafare (Dowton Abbey). Naturalmente dal Regno Unito provengono anche serie meno spettacolari, come quella che tratta il tema dell’omosessualità, già affrontato ampiamente in Queer as Folk, ma non per questo meno entusiasmanti e dal sapore universale come Cucumber e/o Banana entrambe ideate da Russell T Davies.

Spagna

Le serie spagnole sono forse quelle più calorose, ricordano qualche nostra sit-com, ma sono anche i prodotti più raffazzonati. Basti pensare a Paso Adelante. Gli anni in cui fu girato e trasmesso non aiutarono (2002-2005) a renderla più originale, eravamo ancora reduci dagli anni 90, eppure fu un successo mondiale, trasmessa persino in Iraq. La “mediocre” copia di Fame, è arrivata dritta dritta, a ritmo di sigla, ai nostri piedi e al nostro cuore. Nonostante un livello recitativo basso e delle trovate di trama viste e riviste e anche mal realizzate, abbiamo tutti amato Pedro e Rober e tifato Silvia con quest’ultimo, odiato-amato Lola e trovato Cristobal un patatone. Purtroppo ciò che inizia soap opera finirà come tale, anzi con un non finale, data la cancellazione della serie dopo la sesta stagione. Un successo più recente sicuramente è Velvet, che tranquillamente fa il verso alle telenovelas.

Germania

In Germania e in generale nel Nord si sono sempre create serie amabili, che entravano facilmente nelle case di tutti come L’ispettore Derrick, Squadra speciale cobra 11 e Il commissario Rex, e non il Rex degli anni 2000, ma quello con Tobias Moretti e i casi affascinanti che risolveva con il suo compagno a quattro zampe. E poi i tedeschi si sono scontrati con Lizzie McGuire e ne è nata Lolle (Berlin, Berlin). L’intermezzo animato è quasi superfluo date le continue gaffe e facce di Lolle che esprimono chiaramente i suoi pensieri, ma la sit-com è gradevole e nuova data la location di Berlino. Sulla stessa scia comica c’è Kebab for Breakfast (grazie Mtv). I tedeschi hanno un senso dell’umorismo che arriva subito al telespettatore, risultando le scene a volte sopra le righe, ma coinvolgenti e attuali. Ma anche loro non sono esenti dalle mode del momento, con trame più ricercate come Deutushland 83, la spy story di un giovane che viene costretto dalla Stasi a fare la spia nella Germania dell’Ovest.

Italia

Con Gomorra, Romanzo Criminale e Montalbano anche noi ci siamo non solo distinti dagli “sceneggiati” nostrani, ma siamo arrivati anche oltreoceano facendoci accettare con uno spaccato di vita che per quanto diverso dagli altri in qualche modo tocca e avvicina. Mi dicono dalla regia, che un nomina in questa lunga lista di serie tv che si “sono fatte un nome” debba averla Don Matteo, per noi italiani potrà sembrare la copia di tante fiction di genere giallo che si rifanno all’impiccione che si immischia nelle indagini della polizia come la Signora in giallo, eppure i polacchi hanno sentito il bisogno di creare un loro Don Matteo (Ojciec Mateusz). Soprattutto negli ultimi anni ci siamo dati una svegliata e abbiamo co-prodotto serie di successo come The Young Pope grazie al genio di Paolo Sorrentino e all’interpretazione irriverente di Jude Law, e i Medici. Quest’ultimi risentono di più delle tempistiche della fiction italiana, ma a quanto pare siamo riusciti a far impazzire il pubblico straniero nella ricerca dello streaming.

Scandinavia

Chi davvero sta spopolando ultimamente sono i paesi del Nord Europa. Skam, The killing (la versione danese), Borgen- il potere, The bridge (la versione dano-svedese) sono solo alcuni dei titoli recenti, eppure ce ne siamo dimenticati uno che ha fatto parte della nostra infanzia: Pippi calzelunghe! La simpatica bambina dai capelli pel di carota, i vestiti stravaganti e le scarpe troppo grandi è comparsa in tv nel 1969 e veniva direttamente dalla Svezia come la scrittrice dell’omonimo soggetto. Invece Skam è proprio grazie al successo avuto all’estero che ha aumentato i suoi spettatori, tanto da chiedere al network NRK di provvedere ai sottotitoli inglesi, d’altronde un teen drama farà sempre breccia nei cuori degli adolescenti. Le serie scandinave puntano molto al presente e risultano sempre attuali come Borgen, storia del primo ministro di Danimarca, o lo stesso Skam dove puoi seguire i personaggi anche sui social come Instagram o FB.

Francia

Tra i commissari più amati dalla televisione c’è Maigret, tratto dal  personaggio letterario di Georges Simenon ed interpretato da Bruno Crémer. Non è una novità che soprattutto in Italia questo genere riscuota successo, la novità sta invece nelle nuove serie come Les revenants, Profiling, Versaille. Nella prima i francesi si cimentano nel genere fantascientifico, forse prendendo spunto dai più grandi successi americani come Twin Peaks, per arrivare ad una serie drammatica come Versaille dove sfruttare al meglio il proprio potenziale storico (d’altronde in Italia i Medici, nel Regno Unito i Tudors, mancavano solo loro). Affacciandosi così ad un mondo telefilmico più ampio e cosmopolita, uscendo dalla propria nicchia di serie e film ermetici, ma raffinati.

Australia e Canada

Quando si pensa all’Australia, basti ricordare tutte quelle serie che hanno tormentato i nostri pomeriggi e ci hanno fatto sognare da adolescenti: H2O, Blue water high, The sleepover club, ecc. Ma anche gli australiani si stanno mettendo alla prova con serie più complesse come Glitch, un po’ sulla scia di Les revenants e Please like me, una commedia a tratti drammatica dove un giovane, resosi conto di essere gay, cerca di portare avanti la sua vita. Ma come a noi, popolo italiano, piacciono tanto le serie investigative, impazziamo anche per quelle di genere familiare come Le sorelle Mcleod.

La scelta di inserire nello stesso paragrafo questi due paesi abbastanza lontani è dovuta al fatto che entrambi hanno realizzato teen drama, spensierati, leggeri, divertenti, anche un po’ sciocchi come Degrassi e le sue innumerevoli stagioni, o 15/Love e la sua grande ship tra Cody e Squib. C’è stata un estate dove siamo passati dai campi da tennis canadesi alle onde australiane di Blue water high nell’arco di mezz’ora. Ma i canadesi hanno imparato presto a lasciarsi alle spalle questo genere un po’ soap opera e così sono nate: Orphan Black, Vikings (in collaborazione con l’Irlanda), i Borgia (con Ungheria ed Irlanda), ecc. Popolari quanto produzioni completamente statunitensi.

Turchia e Sud America

Recentemente ci sono arrivate tante serie turche, soprattutto sui canali Fox come Love of my life, Happiness, Cherry season. Mi dispiace ammetterlo, ma sono la copia più moderna delle telenovelas sud americane che hanno sbancato dagli anni 70-80 in poi. Tra queste deve essere assolutamente citata Betty la Fea, dalla quale è stata tratta la serie americana Ugly Betty con America Ferrara (e aggiungerei sulla stessa scia la serie argentina: Il mondo di Patty). Le puntate erano infinite, accadeva qualcosa ogni quindici episodi, la recitazione era sopra le righe eppure la versione colombiana di Betty è la più divertente e copiata in assoluto. Grazie a Netflix ora però possiamo anche godere di serie brasiliane come 3%, lontane da quel genere sopra citato fatto di gaffe, romance e comedy e addentrarci in trame thriller e fantascientifiche, come va di moda negli ultimi anni.

Per quanto riguarda l’oriente, come sapete si parla di drama o dorama, nonostante ciò in occidente sono conosciuti solo da una cerchia ristretta causa sicuramente una cultura di vita troppo lontana dalla nostra. E per la Russia la questione è la stessa, forse riescono ad uscire dal paese più le soap e i cartoni animati come Masha e Orso.

Riflettendoci su, come ho appena fatto, sono davvero molte le serie NON americane che abbiamo visto e continuiamo a vedere senza saperlo. Non che questa rivelazione ci cambi la vita, ma è sempre bello sapere che non tutto ciò che luccica è americano, possiamo essere orgogliosi anche di nostre produzioni italiane e/o entusiasti di serie di altri paesi davvero valide. Ne eravate al corrente? Avete mai notato le differenze?

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8 thoughts on “Parliamone | Il Fascino delle Serie NON Americane

  1. Molto tempo fa avevo letto che la fiction Carabinieri di Mediaset era molto apprezzata in Cina…
    Ultimamente mi piacciono molto le serie TV inglesi, soprattutto quelle di genere giallo.
    Una serie spagnola che a me è piaciuta molto era Fisica o Quimica. Purtroppo è stata bistrattata dalla programmazione e dalle lamentele del Moige poiché trattava di temi adolescenziali ma senza filtri. Proprio per questo motivo mi piaceva molto, era molto realistica anche se naturalmente accadeva di tutto sempre ad una cerchia ristretta di persone.
    Purtroppo molte serie spagnole sono state acquistate da noi per riadattamento e non per doppiare, tipo Un medico in famiglia e i Cesaroni.
    La cultura orientale è ancora troppo distante da noi.
    Mi hai fatto sentire vecchia a ricordare quando Mtv trasmetteva anche dei buoni prodotti come le serie TV tedesche da te citate e non solo reality trash.
    Mchan
    Ps: ma allora non ero l’unica a non sopportare Lola di Paso Adelante 😜
    Comunque sempre team Silvia&Robert (anche nella vita reale) 😜

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    • Lola era la classica acqua cheta che poi ne combinava di tutti i colori, come tradire Pedro! Purtroppo le serie spagnole avendo spesso le movenze di soap preferiamo farci dei riadattamento, al momento credo ci sia andata anche bene. Per quanto riguarda le serie inglesi, onestamente, qualitativamente parlando, le trovo superiori a tutte.

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  2. Sai che Elisa di Rivombrosa è arrivata fino in Canada, doppiata? Me lo disse mia zia, lei di Montrèal. Comunque sia, togliendo la roba della Mediaset, le miniserie della Rai stanno davvero acquistando spessore. La prima serie rai che forse mi ha fatto battere il cuore è stata Guerra & Pace.

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