Throwback

Throwback | Orgoglio e Pregiudizio (BBC)

Grazie al canale del digitale laeffe e a Sky On Demand, ho appena concluso una bella maratona in 48 ore di questa deliziosa miniserie britannica della BBC (con la collaborazione della Arts & Entertainment Network). Adattamento in sei puntate di Andrew Davies dell’omonimo romanzo di Jane Austen, fu prodotto  da Sue Birtwistle e diretto da Simon Langton, ed ha poi ispirato la scrittrice Helen Fielding per il suo romanzo Il diario di Bridget Jones (dove guarda caso Firth è di nuovo presente col nome di Darcy).

Questa fedele, ma spiritosa serie (come poi lo era Jane Austen) ha ottenuto un buon successo in patria come oltre oceano, lanciando la carriera di Colin Firtth (Darcy) e Jannifer Ehle (Elizabeth Bennet), ricevendo quest’ultima il premio BAFTA TV e un Emmy i costumi.

Fra le varie trasposizioni, sicuramente questo è l’adattamento più fedele al romanzo, non lasciando spazio a nessuna aggiunta personale, ma il progetto forse non lo prevedeva. Le puntate di circa 55 minuti ciascuna, trascorrono velocemente. Il linguaggio non influisce sulla comprensione delle scene così simili a quelle odierne, d’altronde la Austen è stata una delle prime scrittrici ad addentrarsi in tematiche anche nuove ai suoi contemporanei. La sua era l’epoca delle buone maniere, e lei ha concentrato le sue opere sull’universo femminile e la virtù delle donne, allontanandosi dalle guerre (napoleoniche), e trattando temi apparentemente frivoli: il matrimonio, le relazioni familiari, gli eventi di provincia, la quotidianità della campagna inglese.

In queste sei puntate tutto è perfettamente raccontato con lo stesso occhio arguto dell’autrice, mostrando attraverso eventi frivoli come i balli, le abitudini, le classi sociali, le nuovi classi emergenti, l’avidità dei nobili, i paesaggi di campagna contrapposti a quelli più corrotti della città.

Il cast è molto affiatato, ma a mio parere, esteticamente presenta delle pecche. La bellezza è oggettiva, e su questo non si discute e Jennifer Ehle sarà stata scelta per il suo viso da Madonna e i suoi occhi scuri luminosi tanto apprezzati da Darcy, ma non aveva la freschezza fisica di una ventenne, se non nel sorriso. Purtroppo sembrava una coetanea di Colin Firth e alle volte, per me, la cosa strideva. Anche la scelta di Susanna Harker alias Jane, mi ha lasciata interdetta. Forse la sua è l’interpretazione più corretta di Jane, meno svampita e stralunata, ma la cotanta bellezza cantata in tutta la contea? Sicuramente le donne dell’età della Austen sembravano più mature delle ragazze di oggi, ma comunque bisognava sempre tener conto che Bingley come Darcy andavano verso la trentina, la differenza di età, nella miniserie, non era visibile. Naturalmente non sono problemi così gravi, ma ad una prima visione si può restare delusi da ciò, anche perché nella lettura ci si immerge facilmente nei pensieri di una giovanissima Lizzy, d’altronde, l’orgoglio, il pregiudizio, non sono tutti sentimenti che viviamo ancor oggi principalmente nelle relazioni?

Su Colin Firth non c’è nulla da obiettare. Mai conosciuto un uomo che indossa così bene la calzamaglia e le basette. Il suo è il Darcy più classico, austero, rigido che parla con gli occhi e che è difficile da decifrare. Non timido come quello di Matthew Macfadyen (nel film del 2005), ma riservato e diffidente. Su alcuni personaggi si è accentuato notevolmente il carattere buffo, sciocco forse anche nei costumi come le sorelle del Signor Bingley sempre con una smorfia disgustata e un pennacchio di troppo in testa, o il signor Collins con un’improbabile frangetta sudaticcia e dei modi alquanto affettati.

I costumi sono tipici dell’età georgiana, ma fu uno dei talloni d’Achille della BBC, in quanto pare che il loro stock fosse insufficiente. La costumista  Dinah Collin progettò così gran parte dei costumi traendo ispirazione dalla visita di vari musei. I vestiti furono meglio adattati al carattere del personaggio, molto più fluidi e semplici per Elisabeth, più sfiziosi, ma delicati per Jane. Per tutte le sorelle Bennet furono usati toni pastello e il bianco, per le sorelle Bingley e Lady Catherine de Bourgh colori scuri e pizzi eccessivi, per sottolineare anche le differenze di ceto sociale. Per quanto quei terribili boccoli siano stati una scelta infelice per incorniciare i volti delle varie attrici, purtroppo era l’ultima moda dell’epoca lo stile greco, come il taglio degli abiti sotto al seno. Forse, e ribadisco forse, l’eccessiva fedeltà a queste scelte anche troppo in linea con la storicità del romanzo, non ha sempre giovato esteticamente parlando.

Nonostante sia scontato il lieto fine, nella storia non mancano momenti di tensione o tristezza, come la fuga di Lydia e l’agitazione della sua famiglia, o il rammarico di Jane per la partenza di Bingley; le musiche però mantengono sempre toni leggeri, come la sigla di apertura. D’altronde anche nel testo originale, per come alcune scene si presentano, nella più completa quotidianità, la tensione è sempre controllata, ma non per questo proviamo emozioni più tiepide.

Forse la vera mancanza di questa miniserie è l’importanza che non si dà al ballo, contrariamente al romanzo. Tutto ruota intorno a questo, d’altronde l’astio di Lizzy per Darcy nasce da un invito mai ricevuto da lui al primo evento. Le danze ci sono, il realismo storico  è impeccabile, ma manca l’emozione che la danza suscitava nei protagonisti. Molto probabilmente il poco tempo avuto per preparare le coreografie e poi girarle nella sala di Brocket Hall, che costava una fortuna, ha inciso su questa scelta, oltre pare anche a problemi di montaggio.

Il finale ha un che di troppo romanzato, il doppio matrimonio, il bacio finale, forse sono un contentino per i fan che tra lunghe passeggiate, balli e dichiarazioni rimaste impresse nella mente a vita, non hanno ricevuto nemmeno una carezza, ma dopo ben sei puntate l’unico slancio di intraprendenza della sceneggiatura può anche andare.

In conclusione posso dire che questa è una delle più belle trasposizioni del romanzo più moderno, a mio parere, di Jane Austen, senza nulla togliere al film del 2005 (che ha un fascino tutto suo) e ad altri rifacimenti. È semplicemente il romanzo che prende vita.

Voto: 8 1/2 il mezzo va a Colin Firth che si lancia nel lago e ne esce tutto bagnato…ovviamente. Un momento di alta TV.

P.S.

Ho comprato anni fa il cofanetto in cui compaiono scene tagliate nell’adattamento italiano, alcune davvero interessanti, è un acquisto che consiglio a molti, ne vale la pena, anche col ri-doppiaggio del 2013 in cui è rimasta solo Francesca Fiorentini per Elizabeth tra le voci precedenti (che è poi la versione andata ora in onda).

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14 thoughts on “Throwback | Orgoglio e Pregiudizio (BBC)

  1. Adoro!!!
    Io ho comprato il cofanetto una decina di anni fa e me lo sono visto in un weekend, c’erano anche dei servizi speciali sul making of.
    Colin è delizioso 😍
    Anch’io ho trovato le attrici un po’ vecchiette rispetto all’ età dei loro personaggi ed esteticamente poco piacevoli, gusto personale. Ma devo ammettere che in generale le attrici inglesi non mi piacciono troppo esteticamente a parte alcune eccezioni (Kate Winslet la trovo stupenda per esempio). O probabilmente é la fotografia delle serie tv made in Uk a risultare troppo fredda e cruda per i miei gusti.
    Mchan

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  2. Comunque Darcy che fa il bagno nel lago della tenuta di famiglia è uno slancio di indipendenza dal romanzo, dopotutto. Storicamente non ha senso, anzi, sarebbe nonsense in qualunque epoca, ma noi ringraziamo!

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  3. Anche io l’ho visto grazie al canale, ma devo ancora guardare le ultime puntate che ho registrato. Concordo su tutto ciò che hai scritto, in particolar modo non mi ha fatto impazzire la scelta delle attrici di Elizabeth e Jane, che dovevano appunto essere più giovani e anche belle (perlomeno Jane). Beh nulla da dire su Colin Firth che è assolutamente perfetto!
    Orgoglio e Pregiudizio è uno dei miei romanzi preferiti, ma il mio addattamento preferito resta quello del 2005 con Matthew Mcfayden.

    Liked by 2 people

  4. Pingback: Dal libro al film: Jane Austen – Tutte le trasposizioni cinematografiche – Il Lettore Curioso

  5. Pingback: Parliamone | La Mania delle Serie in Costume | parolepelate

  6. io ho amato, e amo, immensamente il romanzo e per me la versione migliore rimane questa della BBC. Ascoltando i dialoghi mi sembra di rileggere, per l’ennesima volta, il libro, è una meraviglia! Mr Darcy è bellissimo e Colin Firth ha reso al meglio il personaggio della Austin. Concordo che effettivamente le attrici non sono proprio … belle, soprattutto Jane, che come dice la Austen dovrebbe essere un’autentica bellezza.
    Ho visto la prima volta questa versione, molti anni fa e rivista tante volte, perché l’ho registrata prima su VHS e poi riversata su DVD. Ho acquistato anche il cofanetto. Sono forse un po’ folle … ma che ci volete fare?
    Non mi è assolutamente piaciuto il ridoppiaggio, le voci nella prima versione mi sembravano più in “armonia” con i personaggi, così, come me li ero immaginati leggendo il libro. Infatti la prima volta che TV2000 ha trasmesso la miniserie ne ho guardato un pezzo … poi ho preso il mio DVD originale e ho guardato la vecchia versione con il vecchio doppiaggio. Non riesco ad abituarmi a sentire le nuove voci con i volti a cui, con il tempo mi sono affezionata.
    Il film del 2005, sono sicuramente controcorrente, ma non mi piace. Non mi è piaciuto che animali da cortile scorrazzassero in casa. La famiglia Bennet non era ricca ma sicuramente teneva a una certa forma, e la Austen non avrebbe mai descritto una scena di questo tipo. Non mi è piaciuto nemmeno la scena della dichiarazione di Mr Darcy ad Elizabeth. Fuori, sotto un portico … non è da Darcy!

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