Prison Break/Telefilm

Recensione | Prison Break 5×02 “Kaniel Outis”

Salve ex detenuti di Fox River, e ben ritrovati nel polveroso e tumultuoso Yemen dove i ribelli distruggono sempre più la loro città in nome di un Dio che a quanto pare non è di tutti.

Sarà il cambio di set, ma trovo che questa quinta stagione abbia un fascino tutto suo; sicuramente  riprende tutte le strutture narrative tipiche di Prison: una prigione, uno dei due fratelli Scofield che fugge e l’altro che lo aiuta con la complicità di amici-nemici, e tutto ciò ci  riporta a casa; ma sicuramente c’è un’aggiunta interessante: se la trama dell’equivoco ritorna, questa volta il protagonista incriminato è Michael e non Lincoln, per non parlare che la sua cattura legata all’Isis ci trascina in tematiche a noi più note, rendendo così questa serie attualissima.

Michael sta progettando una nuova fuga, ma qualcosa va storto da giorni, in quanto il così detto Sceicco della luce è sparito. Nel frattempo i suoi nuovi compagni di fuga, gli mettono pressione perché il Ramadam è alle porte e i prigionieri isolati verranno liberati creando non poco scompiglio. Contemporaneamente Lincoln con C-note cerca di venire a capo della nuova identità di Michael come anche Sara che riceverà informazioni e prove dal buon vecchio Kellerman. E così, mentre Lincoln, C-note e Sheba si recano nei sobborghi in aiuto di Michael, l’episodio si chiude con un altro messaggio rivolto a Sara e con l’abbraccio amichevole tra Kaniel e Abu Ramal, capo dell’Isil.

Conclusioni:

Come è iniziato l’episodio così si conclude: con la presentazione a tutto tondo di chi è a capo dell’Isil che sta letteralmente mettendo a fuoco e fiamme il paese, riducendolo in polvere e schiavitù le persone. Tutti temono Abu Ramal, ma Michael non ha mai mostrato il suo reale pensiero sino all’abbraccio finale. Il suo rapporto con questo losco personaggio credo che sia riconducibile al discorso fatto da Jacob, nuovo marito di Sara. Mi duole ammetterlo, ma in fondo ha ragione. Michael ha fatto uscire Sara di prigione, ma era solo questo o c’era dell’altro dietro? Lui voleva che lei aprisse quella porta, ma perché? In cuor mio spero sempre che la verità mi riveli che Michael solo in seguito a questa fuga sia stato costretto a fare ciò che ha fatto, ma la mia teoria è improbabile perché la sua morte è stata progettata (e il video che lasciò a Sara e Lincoln ne è la prova). Al momento, del passato non ci è stato rivelato nulla, e questo mi turba perché Jacob con la sua lucidità è riuscito ad insinuare in noi il seme del dubbio. A farci riflettere come Michael alle volte sia troppo poco spontaneo e come abbia sempre un tornaconto personale, un’altra causa dietro l’altra. Questo non fa di lui un uomo egoista, è sempre spinto dal voler aiutare chi ama, ma alle volte pecca di onnipotenza. Però è dannatamente attraente con quel suo sguardo corrucciato, penetrante e ipnotico e noi lo perdoniamo sempre. Alla luce di ciò, non mi ha stupita che anche Ramal facesse parte del piano, anzi mi ha ricordato un lontano patto con Abruzzi nella primissima stagione.

La trama in questo episodio si dirama su tre fronti: ci vengono, in parte svelati i piani di Michael, l’ambiente in cui vive e interagisce ora; le scoperte di Sara, e le avventure di Lincoln con la sua Scooby-gang formata da C-Note e Sheba. Nel primo caso sappiamo che Michael ha progettato un’altra fuga, niente accenni ai tatuaggi, niente sul suo passato ancora (e che ansia). Al suo fianco ha un secondo Sucre: Whip, di personalità simile; chiacchierone, curioso, buono, il giovane Sid, figlio dello Sceicco della luce e rinchiuso per omosessualità, e il coreano fanatico dei Queen (We are the champsions in prigione vince!). Nuova combriccola, nuovi piani e sempre i vecchi, ingegniosi stratagemmi di Michael per ottenere contortamente ciò che vuole. Ora per carità, forse noi siamo arretrati e per mostrarci alla mamma accaldati ci strofiniamo solo la mano sulla fronte o ci avviciniamo al termosifone, ma non è un tantinello esagerato usare una gomma, del fuoco, un calzino e Dio solo sa cosa per andare in infermeria? Certo nelle prime stagioni la scusa di Scofield era una banalissima dose di insulina, si è evoluto negli anni! Lui è così, dal più grande e complesso degli esperimenti ne ricava due piccolissime pillole da vendere all’offrente che gli garantirà ciò che vuole. A quanto pare niente cambia. Ma se ci riflettiamo su, dalle scene con Michael, oltre ad ammirare Wentworth che con l’età si è fatto più bello, non abbiamo ricavato nulla di nulla. Qual è la verità?

Stessa cosa con Lincoln. Le sue scene si aprono con lui intento a cercarci di capirci qualcosa, per poi fare tutt’altro, ovvero seguire le richieste di aiuto di Michael. Sicuramente con lui abbiamo assistito ad uno spaccato di vita nudo e crudo dello Yemen, ma sulla questione Kaniel Outis chi ci ha dato più informazioni è stata solo Sara.

Ho sempre sentito una certa empatia col suo personaggio, forse perché anche io sono stata attratta dal fascino di Scofield, che si è insinuato in maniera sottile e persistente sotto pelle. E così alla vista del video in prigione, ho sentito sinceramente un groppo in gola (nonostante il passato episodio). Considero la gestione di questo personaggio uno delle migliori. Sara è felice ora, ha con sé un uomo concreto, semplice e per nulla sciocco, logico che sapere che Michael sia vivo la turba e la metta in agitazione come l’arrivo di una tempesta. Il suo confronto, con l’uomo che è la sua roccia ora, ha un senso. E apprezzo anche che sia stato mostrato Jacob solo come un uomo estraneo alla vita precedente di Sara, non come uno sciocco o inferiore a Michael, solo diverso. Però più che confusa, Sara mi sembra indecisa sul da farsi. Lei crede in Michael e anche se i video di Kellerman parlano, sente che qualcosa non va e quando Michael le invia un messaggio, lei sicuramente lo coglierà, come sempre.

Una puntata apparentemente ricca che in realtà ci ha fornito solo le briciole della questione più grossa; siamo punto e a capo, non sappiamo nulla. Quello che possiamo dire è che: Sheba mi dà soddisfazioni, perché sta per far nascere una ship che avevo adocchiato fin dal primo episodio: lei e Lincoln (la mia missione è accasarli tutti!). Lei bella e intelligente, lui testa dura e coraggioso. Entrambi farebbero di tutto per i propri cari. Vorrei concludere con un mio grande dubbio che mi attanaglia dalle prime stagioni: come fa Michael a procurarsi della carta per fare degli origami; lo so, ci sarebbero cose più  importanti, ma non mi capacito di come l’origami esca intatto dalle prigioni! Che poi, io a Natale ho provato a fare i tovaglioli ad albero di natale e ne è uscita una specie di pianta grassa, e Scofield fa fiori di carta, ok.

Ci rivediamo la prossima settimana con i miei scleri… e voi nel frattempo cosa mi dite di questo episodio?

“Prima di lasciarvi vi invito a mettere mi piace a Parole Pelate, se non lo avete fatto, e poi a passare dalle nostre pagine affiliate.”

Ringraziamo:  Prison Break Italia: Prigionieri della propria identità |  Wentworth Miller Italia | Wentworth Miller- Michael Scofield Italia | Serial Lovers – Telefilm Page | Serie Tv Mania | Film & Serie TV | Diario di una tv series addicted | Serie Tv News | I Love Film and Telefilm | And. Yes, I love telefilms and films ∞

 

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