Film

Recensione | Oltre le nuvole, il luogo promessoci

Mesi fa andai a vedere Your Name, e il giorno dopo criticai la trama traballante e piena di buchi. Al momento mi pento immensamente di averlo fatto perché, al confronto di Oltre le nuvole, il recente campione d’incassi Your Name è… beh, oro.
Naturalmente sono a conoscenza del fatto che Oltre le nuvole sia un lavoro molto più vecchio di Your Name, una distanza di ben dodici anni, ma questo non scusa i suo tremendi difetti.
Un’opera prima può essere un po’ più debole, ingenua e semplicistica, ma assolutamente non deve far pena in ogni suo aspetto (a parte gli sfondi e il sonoro, ma ci arriviamo dopo).

Oltre le nuvole parla di due ragazzi e una ragazza, i primi due con il sogno di volare su un aereo verso una torre, la terza di poter rivivere l’estate dei suoi quindici anni, prima che qualcosa la facesse cadere in un sonno senza risveglio.
Sarebbe stato meglio fermarsi qui. Molto, molto meglio.
L’unione, una guerra imminente, i mondi paralleli, le famiglie separate, una torre che non si capisce a che serva… tutto questo sarebbe stato meglio non buttarlo nel minestrone di trame mai spiegate che è questo film.
Se si fossero fermati prima, se si fosse premuto di più sui tre ragazzi, il loro rapporto, i loro sogni, forse sarebbe venuto un film decente, invece che un’accozzaglia di roba senza senso che fa perdere il filo ogni due minuti di visione.
Non c’è logica, non c’è spiegazione.
Informazioni abbozzate vengono gettate addosso al telespettatore senza un minimo di background necessario a renderle chiare. Per me che seguivo il film in sala, è stato come venir costantemente presa a ceffoni da immagini, informazioni a caso e flashback, tutto senza né capo né coda.
Non puoi creare un mondo “nuovo”, inserirci personaggi principali, una possibile guerra, un torre misteriosa, i mondi paralleli, i sogni, tecnologia evoluta in appena novanta minuti.
Per tutte le basi che avevano inserito, c’era materiale per almeno una serie anime di tredici puntate. I film richiedono una trama più semplice, o gestita meglio, altrimenti ci si annoia, si perde il filo e si lascia la sala con la voglia di strillare in un parcheggio deserto quanto accidenti faccia schifo questo film.
…non che io abbia strepitato o cose simili, eh….
Ma se per Your Name le critiche si fermavano ad una trama un po’ debole (che perlomeno però era interessante ed emozionante, aveva solo qualche problema di logica), in Oltre le nuvole i problemi non si fermano qui.
Eh, magari!

Non è solo la storia piena di sottotrame inutili il problema, però è sicuramente la responsabile del fatto che non ci sia un personaggio di questo film che abbia lasciato il segno.
A partire dai tre protagonisti per finire con i secondari e/o comparse che se erano presenti o meno non faceva alcuna differenza.

Hiroki o il Depresso è questo ragazzo di cui sostanzialmente so soltanto che ha un migliore amico con cui fa pace subito e pure off-screen, che vuole volare con il suo aereo sbilenco e che ha trascorso tre anni della sua vita ad aggirarsi per Tokyo facendo finta che gli interessasse qualcosa dei suoi compagni di classe (e se non importa a lui, figurati a me! È dura la vita della comparsa…). Basta, tutto qua. Non ha personalità e pensa o sogna Sayuri per metà film, ragazza di cui si è perdutamente innamorato, la qualcosa è l’ennesima situazione non molto chiara. È più una relazione che ti viene presentata come un fatto e sostenuta da pochi flashback non molto rappresentativi.

Takuya o l’Occhialuto è sostanzialmente la copia carbone di Depresso, leggermente più intelligente e con più voglia di vivere. Ha gli stessi desideri dell’amico, ad esclusione di Sayuri, visto che ha un interesse amoroso per sé – una sua collega di lavoro – che ha lo spessore di una particella di sodio (fra parentesi c’è pure una scena strana tra questi due in cui prima le soffia il cartellino di autorizzazione per andare a rapire/salvare Sayuri e nel mentre la lascia chiusa in una stanza. Le promette un’infinità di cose, ma noi non ne vediamo manco una!).
Però devo ammetterlo, la scena che ho preferito tra le poche in cui non volevo scuotere la testa o ridere, coinvolge Occhialuto e Depresso, vale a dire la litigata quando si rivedono dopo tre anni. C’era finalmente un po’ di azione, emozione e anche se non ha condotto da nessuna parte – ricordate? Pace off-screen! L’autore ha preferito mostrare un flashback per dirmi che i due fanno pace facilmente piuttosto che mostrarmelo –, almeno mi ha lasciato un buon ricordo.

La terza protagonista è Sayuri o l’Addormentata. È questo il suo scopo nel film: dormire, sognare mondi paralleli che non verranno esplorati e farsi salvare dai due ragazzi. È rimasta tre anni ad aspettare che quei due si dessero un mossa… Ma complimenti!
Ancora non mi spiego, dopo essere rimasta in coma per tre anni, come lei possa svegliarsi e muoversi senza problemi visto che dovrebbe avere i muscoli atrofizzati.
E la rivelazione del fatto che era collegata alla torre perché costruita dal nonno è stata pressoché inutile pure quella, visto che non è stata più ripresa e approfondita.

Altro elemento da dimenticare è il disegno e l’animazione.
Se qualcuno ha visto Your Name, saprà che il disegno e l’animazione sono tra le cose migliori del film, sono proprio belli da vedere e lasciano affascinati. Io stessa li ho amati. Qui decisamente no.
Gli sfondi sono decisamente all’altezza anche dei loro successori, infatti c’erano parecchie scene piene di paesaggi mozzafiato oppure ingrandimenti su particolari che rendevano il film qualcosa di quasi vero. Questo però si ferma solo agli sfondi, infatti i personaggi erano disegnati e si muovevano in modo tanto terribile che pareva quasi che fossero stati appiccicati su uno sfondo perfetto.
Il problema penso sia questo, lo sfondo era fatto talmente bene, che al confronto il resto ne è uscito peggio di quello che non fosse… forse. Perché sinceramente penso mi rimarrà, per esempio, sempre impressa la scena di Addormentata che sale le scale muovendo le gambe in modo storto, oppure i corpi che si allungano o stringono a seconda, oppure i volti tratteggiati malamente.
Capisco che sia un lavoro di anni e anni fa, ma la differenza tra sfondi e personaggi era troppo calcata.

Infine, capisco che il creatore sia lo stesso, Makoto Shinkai, ma auto-scoppiazzarsi poi in Your Name è triste. In un certo senso Your Name, con qualche modifica all’ambientazione, è l’evoluzione di Oltre le nuvole. I personaggi si assomigliano, dove si vuole arrivare pure e ci sono anche alcune scene dialoghi che sono prese quasi pari pari. Your Name, però, ha il privilegio di essere la versione migliorata di Oltre le Nuvole, infatti almeno non annoia per tutta la prima ora e fa affezionare ai personaggi, compresi quelli secondari, che hanno una ragione di esistere.

Varie ed eventuali: 

– L’amica con cui sono andata a vedere il film alla fine ha commentato dicendo che anziché essere un ramoscello che prende fuoco, il film era sabbia arida. Io sono più semplice e dirò solo che era tutto fumo e niente arrosto.

– Nella locandina compaiono i due ragazzi che suonano, ma l’elemento musicale non è poi così presente. Lui se non sbaglio viene visto suonare un paio di volte, mentre lei non più di una (e non è nemmeno una cosa molto importante, più un riempitivo), quindi alla fine dei conti quell’immagine (che è anche la copertina di questa recensione), ci azzecca poco. Però ammetto che la scena in cui Depresso suona ad Occhialuto era carina. E forse uno dei problemi è proprio questo, ti gettano giù per la gola il grande ammmmmore di Depresso e Addormentata, però intanto il rapporto più carino e genuino del film è quello tra i due amici (rapporto in cui ci sono di mezzo delle scazzottate e una pistola puntata, quindi fatevi due conti…).

Concludo lasciandovi il trailer del film e con il monito di non aspettarvi molto se andate a vederlo. Per quanto mi riguarda, è un brutto ricordo e basta.

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Ringraziamento: Citazioni film e libri | I Love Film and Telefilm | And. Yes, I love telefilms and films ∞

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