Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 13×19 “What’s Inside”

Anche questa settimana Grey’s ci conferma di essere uscito da quella situazione di stallo in cui è rimasto per decisamente troppi episodi durante la parte centrale della stagione. Sembra di guardare una cosa completamente diversa. I personaggi sono gli stessi ma è come se avessero una nuova linfa che li rende finalmente interessanti e piacevoli da seguire. Spesso, durante gli scorsi episodi, mi capitava di guardare l’ora e di ritrovarmi a chiedermi quanto mancasse alla fine, mentre ora questi quaranta minuti sono tornati a volare e ad essere belli come sono sempre stati. L’avvicinarsi del series finale sta facendo davvero ben allo show.

Dopo la perdita della madre, Maggie è tornata in ospedale e, contro le aspettative di tutti, è riuscita a compiere egregiamente il proprio dovere. Non avevo molti dubbi su questo, in realtà. Maggie non è il tipo che si lascia influenzare sul lavoro dalle proprie vicissitudini, anzi, la chirurgia è il suo modo di mantenere il contatto con la realtà e di non lasciarsi andare. E’ quello che le permette di non far vincere il dolore. Non va in pezzi perché può operare, perché sa operare e perché sa di fare il suo lavoro come deve.  E’ lei stessa a dirlo a Jackson. Non vuole i complimenti e non le servono perché per lei è scontato che l’intervento riesca, a prescindere da quanto possa essere complicato. Come dicevo settimana scorsa, Maggie ha una fede incrollabile nella medicina, forse anche più di tutti gli altri, e ora si sta attaccando a quella per andare avanti. Allo stesso tempo, però, questa fiducia cieca nella scienza non la sta aiutando ad accettare la morte della madre. Perché, dal suo punto di vista, se loro hanno fatto tutto correttamente, come mai sua madre non è sopravvissuta? Come mai non è lì con lei? Da questo nasce lo sfogo contro Jackson che non è giusto  ma è giustificabile. Fortunatamente anche Avery sembra essere tornato in sé, dismettendo i panni del ragazzino viziato e arrogante, e riesce ad andare oltre le parole della Pierce. Si rivela essere il sostegno migliore per lei e, anche in questo caso, Daiane ci aveva visto lungo, come con Meredith. Jackson può davvero aiutarla in questa situazione e o fa mostrandole quanto sua madre sia stata felice prima di morire, quanto abbia vissuto e quanto il non curarsi fino alla fine sia stata una scelta. Questo, in qualche modo, rimette ordine nella testa di Maggie. La può aiutare ad accettare la cosa, la può aiutare a capire che quello che è successo non è stata una loro mancanza ma una decisione di sua madre e può permetterle di non perdere fiducia nella medicina. Quelle foto unite alle parole di Jackson, sono la prova che Maggie non deve sentirsi in colpa e che ha fatto davvero tutto ciò che era in suo potere per salvare la madre. Mi incuriosisce molto vedere come verrà sviluppato questo nuovo legame fra Jackson e la Pierce e vedere se si limiterà solo a questo momento difficile, legato alla morte di Daiane, o se sia l’inizio di una nuova amicizia (o di qualcosa di più). Come sappiamo, le vie di Shonda sono infinite.

Parallelamente a Maggie, vediamo Meredith, il suo angelo custode ufficiale, continuare questo estenuante tira e molla con Riggs. Io già non sono molto a favore di questa coppia, così non fanno altro che farmela detestare. Sono mesi che vanno avanti in questo modo e sinceramente mi viene da pensare che Meredith stia, consciamente ed inconsciamente, cercando ogni possibile scusa per non dare una vera possibilità a Riggs. Fa un passo avanti e poi si ritrae immediatamente. Prima perchè Maggie era interessata a lui, poi perchè doveva stare vicina ad Alex ed ora perchè la sorella ha bisogno di aiuto. Aspetto che anche Amelia entri ufficialmente tra le scuse addotte dalla Grey. Per carità, credo alla sua buona fede e credo che voglia davvero mettere il bene della sorella davanti a tutto, ma, allo stesso tempo, penso che, almeno in parte, questi continui ostacoli alla relazione con Nathan le facciano molto comodo. Finché ci sarà qualcosa di più importante e finché ci sarà qualcuno a lei caro che avrà bisogno di ballare (letteralmente) sul dolore, Meredith potrà nascondersi e non affrontare le conseguenze derivanti da una possibile storia con Nathan. Vorrei tanto che quello sguardo d’intesa con Jackson significasse “la lascio a te”, in modo da vederla finalmente concentrarsi un po’ su stessa. Non può continuare a mettersi da parte per gli altri, anche se questi “altri” sono sua sorella e il suo migliore amico. Il fatto che poi lasciarsi andare significhi aprire le porte a Riggs e che io non li voglia insieme, è un altro discorso. Voglio vedere Meredith mettersi al primo posto come donna. E’ un chirurgo, una mamma, un’amica e una sorella da troppo tempo, è ora che torni ad essere lei stessa il centro del proprio mondo. In tutto ciò, comunque, devo riconoscere a Riggs una determinazione ammirevole. Questo, molto più di quella patetica dichiarazione dello scorso episodio, fa capire quanto lui tenga a lei. Ci tiene così tanto da tornare da lei ogni volta, nonostante venga costantemente relegato al secondo posto. Se si fosse stufato, nessuno avrebbe potuto biasimarlo. E invece lui continua a tornare, le lascia spazio ma non se ne va, si allontana quando lei non lo vuole intorno e si avvicina, ogni volta di più, quando Meredith gli lascia spazio. E’ sicuramente un comportamento apprezzabile, al di là del fatto che la coppia piaccia o meno. Per lo meno si può concludere che Meredith abbia trovato una persona realmente interessata a lei.

A quanto pare questo era l’episodio in cui si gettavano le basi per nuovi rapporti e, oltre a Jackson e Maggie, abbiamo visto anche la nascita di una sorta di sodalizio tra Nathan e Arizona. C’è da dire che i due non sono affatto male come amici. Arizona, più di tutti, può capire cosa voglia dire essere quella nuova e allo stesso tempo potrebbe capire il desiderio di Meredith di andare avanti. Certo, magari l’elogio a Derek davanti a Nathan avrebbe potuto evitarlo, ma è evidente che lo abbia fatto in buona fede. Le è scappato perchè si è sorpresa nel sapere che Meredith si sia interessata a qualcuno dopo la loro storia epica ma, in fondo, è anche diventato un modo per rassicurare Riggs, E’ un po’ contorto ma se Meredith, che ha amato un uomo meraviglioso come Derek Shepherd, ora è interessata a lui, significa che davvero ne vale la pena. Indubbiamente c’erano modi migliori per spiegare il concetto, ma Arizona è fatta così e va benissimo. Allo stesso tempo, Riggs potrebbe essere un buon sostegno per la Robbins in questa nuova storia con Eliza. Nathan è arrivato da poco, non è legato in modo personale a Richard e questo gli permette di non schierarsi a priori contro la Minnick. Lui non ha motivi di restare deluso nel vedere Arizona insieme al “nemico”. Non ha un pregiudizio derivante dalla devozione assoluta a Webber. Inoltre, se anche decidesse di schierarsi con Richard dal punto di vista professionale, non sarebbe frenato nell’appoggiare la storia tra Arizona ed Eliza perchè è oggettivamente meno coinvolto in quei rapporti personali che stanno creando tanti problemi al GSMH.

Piccola nota a margine: mi fa tanto, ma proprio tanto piacere che Arizona ed Eliza stiano insieme. Mi fa ancora più piacere che condividano l’auto per non inquinare e per rispettare l’ambiente, ma io vorrei vederle condividere altro: una cena, un divano, un letto, la colazione…insomma le voglio vedere insieme!

Per fortuna la Bailey e Webber stanno continuando nella loro rappacificazione ed ovviamente ne sta beneficiando anche l’ospedale che non sembra più un asilo. C’è ancora molto da fare ma almeno la strada è quella giusta. Miranda è riuscita finalmente a dire a Richard che non può trattarla come se fosse ancora una sua allieva che ha tanto da imparare e lui, allo stesso tempo, le ha fatto capire che, nonostante lei sia il capo, ha comunque ancora molto da imparare perchè il suo nuovo ruolo non comporta automaticamente la conoscenza di ogni risposta o della soluzione ad ogni singolo problema. Lo stesso Webber sta ancora imparando pur avendo un’esperienza più che decennale. Miranda e Richard devono riequilibrare il loro rapporto e capire come gestore le cose ora che i ruoli si sono inverti perchè, anche se l’affetto che li lega è rimasto intonso, questi cambiamenti professionali hanno necessariamente un effetto sul loro modo di interagire.

In questo clima di distensione generale, persino Owen ed Amelia riescono a parlarsi in modo civile. Non hanno nemmeno iniziato a chiarirsi o a parlare seriamente, ma almeno non si sono urlati in mezzo alle scale, aprendo vecchie e nuove feriti, In fondo è un miglioramento, no? Tra l’altro la storia degli amici di Owen che stanno vivendo esattamente ciò che lui vorrebbe avere con Amelia, teratoma escluso, è un dettaglio sottile ma fondamentale. Potenzialmente questa situazione avrebbe potuto logorare ulteriormente il rapporto tra Hunt e sua moglie ma lo hanno gestito molto bene

Se gli strutturati sono in una situazione di relativa calma, la carriera di Stephanie sta velocemente colando a picco, infatti, la vediamo fare l’ennesimo errore. Dopo l’intervento da primo operatore conclusosi con l’esito peggiore possibile, ora ha anche sbagliato una diagnosi per la troppa superficialità. Insomma, la Edwards è passata da specializzanda modello a “007 in erba” in un lampo. C’è nuovamente Richard a consolarla e a spiegarle che quello che le è successo può capitare ed è capitato a tutti. Il punto è che non è la prima volta che capita e temo che non sarà nemmeno l’ultima. L’eccessiva sicurezza di Stephanie la sta portando a fare un errore dietro l’altro e, prima o poi, qualcuno dovrà prendere dei provvedimenti nei suoi confronti. Non può continuare a passarla liscia solo perchè c’è sempre qualche strutturato a guardarle le spalle.

E anche per questo episodio è tutto. Ci si legge settimana prossimo con una puntata che si preannuncia tutt’altro che tranquilla. Vi ricordo di lasciare un like alla nostra pagina Parole Pelate e di passare dalle nostre affiliate.

Voto 7.5(10

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One thought on “Recensione | Grey’s Anatomy 13×19 “What’s Inside”

  1. Certo che gli autori sono fenomenali… Fanno dei casini impossibili con le trame e il passaggio del tempo, ma si ricordano di mettere la targa da disabile sulla macchina di Arizona.

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