Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 7×16 “The first day of the rest of your life”

Mamma mia quanto sono gasata.

Mamma mia quanto sono gasata.

Mamma mia quanto sono gasata.

MAMMA MIA QUANTO SONO GASATA.

M A M M A  M I A  Q U A N T O  S O N O  G A S A T A.

Andrei avanti così per tutta la recensione ma dopo il capslock, il corsivo, il grassetto e il rosso non saprei come altro rimarcare il concetto che sono gasata a bomba.

Se il finale della scorsa stagione mi ha fatto capire cosa si prova ad essere sull’orlo di un attacco di cuore (e in alcuni momenti nemmeno questo episodio ci è andato tanto per il sottile), questo 7×16 mi ha invece fatto capire cosa si prova ad avere quelle scariche di adrenalina che fanno sollevare le auto alle madri che si accorgono che la loro progenie è rimasta intrappolata.

Gli ultimi dodici minuti mi hanno lasciato così esaltata che potrei scalare l’Everest seduta stante (cosa che non faccio solo perché mi sono già messa il pigiama).

Ora, io lo so che blatero e blatero, ma davvero tutto questo blaterare non rende nemmeno in parte quanto io mi senta euforica in questo momento, quindi adesso mi concentro e faccio un commento serio e appropriato.

(ho già detto quanto sono gasata?)

È stato un finale di stagione col botto, seppure non in senso letterale in quanto gli esplosivi approntati da Rosita e Aaron hanno fatto cilecca, ma è stato esplosivo tutto il resto.

Un episodio in continuo crescendo, che mi ha sorpresa e stupita in più di un’occasione, perché ha creato un divario notevole tra quello che immaginavo che sarebbe accaduto, e quello che invece è accaduto. Insomma, ha tradito le mie aspettative e, come ci è stato spiegato al corso di scrittura creativa, è esattamente così che si costruiscono le storie.

Quello che mi aspettavo, infatti, erano i piani di guerra, e non certo lo svolgersi della prima battaglia contro Negan, e con tutti gli schieramenti in campo: Alexandria, Hilltop, il Regno, i Salvatori, quelle merde umane di Junkyard.

Chiariamoci, non che non mi aspettassi di vedere gente che si sparava addosso, si tratta pur sempre di un season finale che non poteva certo risolversi in chiacchiere ma mai, nemmeno nei miei sogni più selvaggi quando non digerisco la peperonata, avrei immaginato uno scontro COSÌ GLORIOSO.

Perché sì, secondo me gli ultimi dodici minuti sono stati gloriosi: dal balzo di Shiva in poi è stato un crescendo di epicità.

L’arrivo della cavalleria (e questa sì, anche in senso letterale) guidata da Re Ezekiel e da Maggie è stato forse una delle cose più belle che abbia visto in questa stagione televisiva.

E non so nemmeno se abbia amato di più il vedere tutta questa gente arrivare in soccorso di quel povero Rick e di quell’altrettanto povero Carl, o il tempismo con cui l’abbiano fatto: un secondo più tardi e sarebbe successo l’irreparabile e non tanto (o non solo) per Carl, spappolato a colpi di mazza, ma proprio per Rick. Dubito che – per quanto abbia fatto il duro fino all’ultimo secondo, rinnovando la promessa di uccidere Negan – non esca completamente distrutto dalla morte del figlio (considerando anche quanto Rick tenda a “distruggersi” quando si tratta della sua famiglia – di sangue o acquisita che sia).

E non c’è che dire, anche Sasha se ne è andata in modo glorioso. Io lo sapevo che il suo discorso a Rosita, sul morire in modo che abbia un senso, non era fine a se stesso ma un vero e proprio foreshadowing: Sasha ci stava svelando il suo destino. Immagino che non capiti tutti i giorni essere in grado di cogliere Negan di sorpresa, e soprattutto di farlo cagare addosso. Sasha c’è riuscita. Mi dispiacerà non vederla più in giro, ma mi è piaciuto il modo in cui hanno concluso il suo arco narrativo, anzi, quasi che forse non sarebbe potuto andare altrimenti. Doveva essere così, in quel momento, in quel modo e basta. Trovo che abbia senso.

Sì, ha tutto molto senso.

E già che parliamo di morte, qualcuno per favore trucidi senza pietà la gente spazzatura. Devono morire malissimo, più che malissimo, impiccati ad un lampione con i propri intestini. Ma cosa vuol dire che avete stretto un accordo migliore? Ma cosa? Avevate dato la vostra parola a Rick e ve la siete rimangiata, avete tradito la fiducia di quel pover’uomo, sapete come si chiama a casa mia questa cosa? Lesa maestà. Tradire la fiducia di Rick configura il reato di lesa maestà e per ciò stesso devono morire male. Malissimo.

E Eugene? Prendetemi per ingenua ma io voglio credere che abbia un piano. Un grande e diabolico piano per far fuori Negan dall’interno, perché no, non posso né voglio accettare il fatto che abbia cambiato schieramento con così tanta nonchalance. Io in genere difendo l’indifendibile senza problemi, ma con lui tra poco riesce difficile persino a me fare l’avvocato del diavolo.

Ora, tornando a parlare di cose belle: il discorso di Maggie e il suo tributo a Glenn. Ma quanto è stato meraviglioso? Quanto è stato bella sentirla parlare di come quel ragazzo abbia dato inizio a tutto, salvando Rick ad Atlanta? Di come quel gesto abbia creato una connessione tra tutti loro, un filo che li lega e che li legherà sempre. Glenn li ha resi una famiglia. E la decisione di andare in soccorso di Alexandria – che Jesus attribuisce a Maggie – è di Glenn e Maggie glielo riconosce. Questo suo discorso è l’esempio perfetto di come le parole siano più potenti della spada (dove la spada è in realtà il pugno che ha sferrato a Gregory riferendogli poi che il suo nome fosse Rhee), perché è esattamente questo discorso che ci ha dimostrato in che termini Maggie è una Rhee.

E ora che ci è stato confermato che Gregory se ne è andato (a tramare chissà cosa), Maggie è – e dopo questo episodio come lo si può negare – il leader supremo e indiscusso di Hilltop. E io (come evidentemente anche Jesus) non posso che esclamare un entusiasta yes, please, perché il percorso di crescita e maturazione che ha fatto questo personaggio è davvero meraviglioso.

A proposito di leader. Ad arringare la folla di Alexandria troviamo i tre capi delle comunità: Ezekiel, Rick, Maggie. Ecco, quanto sarebbe stato bello se invece, al posto di Ezekiel, ci fosse stata Carol? Che per carità, a Ezekiel si vuole bene, eh. A lui, al suo modo totalmente anacronistico di parlare, al suo tigrotto. Ma provate a immaginare Carol in quella posizione, al fianco di Rick e Maggie. Figuratevi la potenza simbolica di un’immagine del genere. Sarebbe Rick uno e trino. Perché se è vero che Glenn ha dato il via, è Rick che ha reso il gruppo un gruppo, e l’ha guidato e l’ha spronato e l’ha addestrato e l’ha fatto anche andare per la sua strada quando ne ha riconosciuto le potenzialità. Ecco perché ora Maggie è a capo di Hilltop, ed ecco perché sarebbe bello se a capo del Regno vi fosse Carol, che Rick tiene in enorme considerazione. In parole povere sarebbe semplicemente e ontologicamente giusto così, ecco.


The Walking Dead torna il prossimo ottobre, e io vi ringrazio per aver seguito questa stagione insieme a me. E se vi va, fatevi un giro sulla pagina Facebook Parole Pelate, per restare aggiornati su ogni novità telefilmica.

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9 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 7×16 “The first day of the rest of your life”

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    https://goo.gl/images/AzC52V

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    e con shiva ci sta tutta. con the walking dead ci sta tutta.

    non strillavo cosi’ durante la puntata-tifo da stadio intendo,la 7×01 sono morta dentro con gli strilli inclusi- dalla puntata del governatore che affetta hershel,daryl con lo zombie dietro a due mm, e rick vs governatore che fanno a botte. qui con ezekiel e shiva e maggie sembravo alla finale italia-francia dopo la capocciata di zidane,dopo i rigori. chiamo il manicomio?
    -quote: lo conosci questo sapore,simon?è il sapore della merda; la fottuta tigre; alexandria non cadrà;

    ma gregory in tutto questo dov’era? poi un’altra domanda: ma accordo migliore dove??? rick le avrebbe lasciato metà se non di piu’della roba del santuario,negan le ha offerto le briciole a confronto…basita. l’attrice è una grande attrice perchè si fa odiare benissimo,la voglio squartata.
    -in tutto questo,io fino a che non ho visto shiva salva ,stavo infartando.la cercavo ovunque.
    sasha alla fine è morta davvero. le lacrime quando si è rivisto abe,i momenti prima della maledetta 6×16,era una profezia quel sogno. kirkman come shonda rimes: distrugge i cuori i polmoni i reni,tutto.

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    • Io ho urlato, applaudito, prodotto suoni che nemmeno le scimmie urlatrici, ero completamene fuori di me dall’euforia. Ti capisco benissimo, era davvero materiale da tifo dei mondiali di calcio! Cioè, ma che spettacolo è stato? Ho amato tutto, da Shiva che se magna la gente a Rick che nonostante tutto tiene testa a Negan, a Sasha che porcamiseria è stata quella che più si è avvicinata a farlo fuori, a Maggie che guida la cavalleria, al flashback con Abraham… è stato tutto troppo bello.

      Un season finale che mi ha dato un sacco di soddisfazioni, e pensare che solo l’anno scorso di questi tempi affrontavamo la pausa fino ad ottobre con bel altro spirito!

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      • pensa se quella mazzata fosse avvenuta,su carl…io stiravo le zampe,a sto giro. in tutto questo-si,mi è venuto l’intercalare- voglio dedicare quel vaffanculo di amormio-negan alla moige,ai moralisti,alle collegiali sensibili che si scioccano pure per il sapone negli occhi.di cuore,glielo dedico. (agli annoiati regalo “10 modi per cambiare canale col telecomando universale”.)
        pretendo una lucillata,la prossima stagione,a dimostrazione che non censurano a comando. perchè è l’unica cosa che mi farebbe girare i cojones,di questa immensa serie.
        ps:ma quanti cavolo sono i saviors,un’armata. la guerra ha inizio. gasamento totale.

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  2. Pingback: News | Tre personaggi promossi a regular per The Walking Dead | parolepelate

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