Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 13×18 “Be Still, My Soul”

Questa settimana abbiamo imparato un’altra lezione importante: quando Ellen Pompeo dice “non vedo l’ora di farvi piangere tutti”, lo farà davvero. Il debutto alla regia della nostra Ellen avviene con un episodio intenso, emotivamente molto toccante nonché uno dei migliori della stagione. Gli americani spesso dicono “go big or go home” e possiamo dire che Ellen abbia abbracciato in pieno questa filosofia, facendo un ottimo lavoro alla sua prima esperienza dietro la telecamera (davanti sappiamo che è già bravissima).

L’episodio è tutto concentrato sulla mamma di Maggie ed è il classico Grey’s Anatomy: quello che fa ridere anche delle cose più brutte, quello che fa emozionare, quello che fa piangere e quello che, a modo suo, insegna qualcosa a chi ha voglia di andare un po’ oltre. E’ il Grey’s Anatomy quello bello, quello che è mancato tante, troppe volte durante tutta la stagione.

Il tema di base è sempre il confine sottilissimo tra l’ambito personale e professionale, quel confine che non è mai stato così difficile da definire come ora. Eppure viene affrontato in un modo totalmente diverso, in un modo che lo maschera e lo rende quasi impossibile da riconoscere. La posizione in cui si trova Maggie è difficile e lo ancora di più perché lei è un chirurgo. In questo caso la sua professione non è un vantaggio, è un limite. E’ un limite che, paradossalmente, le impedisce di fermarsi. E’ un chirurgo e ha una fede incrollabile nella medicina. Deve averla per fare quello che fa. Per aprire un cuore, tagliarlo e ricucirlo si deve necessariamente avere fiducia cieca nella chirurgia. Questa fiducia, però, è la stessa che non le permette di arrendersi, anche quando dovrebbe farlo. E’ la stessa fede che, unita alla disperazione, le porta ad andare contro tutto e tutti e ad inserire sua madre in un trial clinico. Ha sbagliato, è evidente e se ne è resa conto anche lei quando era troppo tardi. Ha sbagliato ma non è colpevole. Ha sbagliato ma non può essere condannata perché era comprensibile che ci provasse. Lo ha detto anche Daiane, Maggie aveva bisogno di sapere di aver fatto tutto il possibile e anche di più. Non si sarebbe mai perdonata di non aver tentato fino all’ultimo secondo. Sua madre lo sapeva, sapeva benissimo che non avrebbe mai funzionato ma l’ha lasciata fare e questo è l’atto d’amore più grande che potesse fare. Più delle parole, più dei consigli e più di tutto il resto, questa è stata la cosa più importante. Maggie si è fermata per sua scelta e, anche se probabilmente ora si sentirà in colpa per aver accelerato ciò che era inevitabile, alla lunga questo sarà comunque più sopportabile del non averci provato fino alla fine.

Sembra strano dirlo, me ne rendo conto, ma Maggie, nella sfortuna, è stata fortunata. Ha avuto la possibilità di salutare sua madre. Ha avuto la possibilità di parlare con lei, di ridere con lei, di stare con lei fino alla fine in una situazione di relativa tranquillità e ha potuto sentire sua madre dirle di cambiare, di lasciarsi andare e vivere di più. Sarà stato un discorso banale ma credo che per Maggie fosse importante sentirselo dire, credo che ne avesse proprio bisogno. Inoltre vedere una donna sul punto di morte, elogiare la vita in quel modo, colpisce tanto. Non è solo quello che dice ad essere importante, ma lo sono anche la situazione e il modo in cui lo fa. Per questo penso che, nonostante tutto, Maggie sia stata fortunata. Sua madre le ha dato tanto, anzi le ha dato tutto fino al secondo prima di morire. Questo, ancora una volta, è un divario molto netto tra lei e Meredith. Era inevitabile che venisse tirata in ballo Ellis in questa storia e ancora una volta possiamo renderci conto di quanto Meredith ancora non abbia superato la morte della madre, non del tutto almeno. La Grey non sa nemmeno cosa volesse dirle prima di morire mentre Maggie ha addirittura potuto scegliere insieme a lei il colore dello smalto. Meredith non ha visto il sole entrare nella stanza, ha dovuto crearselo quel sole e questo la rende in assoluto la persona più qualificata per stare di fianco alla Pierce. Daiane aveva visto giusto nel pensare che per Maggie sia stata una fortuna averla incontrata. Meredith e Maggie sono come il giorno e la notte, sono diametralmente opposte eppure complementari e Amelia completa alla perfezione il trio. Prese singolarmente sono tre persone davvero molto diverse ma insieme funzionano perché riescono ad essere una famiglia. Si sono trovate per caso ma continuano a scegliersi ogni giorno e questo le rende ancora più unite. Maggie non è più sola, ha delle sorelle su cui poter contare e questo sarà fondamentale per superare il periodo difficile che l’aspetta. Credo che anche Richard giocherà un ruolo importante per lei. L’ho trovato fantastico in questa situazione e finalmente si è rivisto il vecchio Webber, quello che meritava tutto il rispetto e l’ammirazione possibili. Questo è il Richard Webber di cui il GSMH ha bisogno.

Proprio a proposito di Richard, possiamo dire che, in qualche modo, il fantasma di Ellis sia tornato a far visita anche a lui. Per fortuna, aggiungerei. Il riavvicinamento tra loro era più che necessario dopo la tensione degli ultimi tempi. Loro sono il fulcro di questa guerra e se riuscissero a trovare un accordo, forse si eviterebbe di portare questa situazione al limite. Richard perdona Miranda perché non vale la pena rovinare quello che c’è tra loro solo per la questione della Minnick. Il fatto che se ne sia reso conto proprio lui, è l’ennesima dimostrazione che stia tornando il Richard di sempre. Forse anche la Bailey avrebbe dovuto scusarsi e non penso che sia finita qui, ma per ora va bene così. Va bene che Webber abbia fatto un passo, dimostrando di tenere a Miranda e all’ospedale molto più di quanto non tenga ad un incarico e va bene che abbia dato il buon esempio. Il legame fra loro è quello su cui si fonda l’intero ospedale. E’ come un muro portante: senza di esso il crollo è inevitabile. E’ stato orrendo vederli l’uno contro l’altra e si spera che questa tregua porti alla pace definitiva.

Anche questa settimana niente Ariliza e niente Japril ma va bene così. Sarebbero stati assolutamente fuori luogo e avrebbero rovinato del tutto l’atmosfera. Allo stesso modo ho apprezzato molto la presenza assente di Riggs. C’è stato ma è come se non fosse stato davvero presente ed è giusto così. Un suo coinvolgimento maggiore nella faccenda, sarebbe stato assolutamente privo di senso. Il suo legame con Maggie e con Meredith non è sufficientemente forte da giustificare una sua vicinanza a loro in questo momento così difficile.

Vorrei chiudere facendo i complimenti a Kelly McCreary per la fantastica performance. Il personaggio di Maggie potrà anche non piacere, ma lei questa settimana è stata fenomenale.

VOTO: 8.5/10

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