Telefilm

Recensione | La Bella e La Bestia

Premessa: se non avete visto il film, potrebbero esserci piccoli spoiler all’inizio e più grossi in seguito (segnalati), quindi… attenzione!

Dire che avevo delle aspettative elevate per questo film è un eufemismo. Non mi vergogno ad ammettere che ho passato l’ultimo mese a guardare il trailer almeno una volta al giorno (anche perché sono completamente innamorata della versione di Tale as Old as Time del secondo trailer, la versione orchestrale) quindi capirete il mio stato d’animo quando finalmente mi sono seduta al cinema a vedere il film! Che poi, a dirla tutta, la Bella e la Bestia non è nemmeno il mio classico Disney preferito. Credo che si trovi in terza posizione, dietro il Re Leone, Mulan. Eppure non vedevo letteralmente l’ora di vedere questo film, probabilmente perché era quasi necessario.

In un’epoca dominata (no, tranquilli, non ho intenzione di fare una diatriba filosofica nonostante la premessa) dall’apparire, è sempre bello vedere un film che ci ricordi come la vera bellezza si trova dentro di noi. Secondo me i film sono un mezzo potente per trasmettere un messaggio, per questo spesso ci teniamo tanto a creare qualcosa che abbia uno spessore: per poter affermare che non abbiamo soltanto messo insieme dei fotogrammi, ma ci abbiano lasciato qualcosa. Per questo la Bella e la Bestia resta comunque uno dei classici più importanti: ci mostra questa ragazza indipendente, che crede nell’amore ma non lo cerca, non ha bisogno di un fidanzato ricco per cambiare la sua vita, a lei bastano i suoi libri e la sua immaginazione per viaggiare e trasformarsi. Lei non ha paura di non adattarsi, sebbene una parte di lei si domandi come mai venga additata come “strana” dal resto del villaggio. In questo Belle resta rivoluzionaria.
E tutto questo è stato trasportato direttamente nel live action in maniera fedele, se non addirittura ancora più approfondita. E questo era quello che chiedevo a gran voce e che mi aspettavo di vedere.

La Belle di Emma Watson ha mantenuto il carattere gentile ma distratto, l’irriverenza nei confronti di chi vuole costringerla in panni non suoi – quelli di moglie e madre di un uomo che secondo tutti dovrebbe desiderare, ma che proprio non si adatta a lei e non ha paura a dirlo – e si vede tutto l’amore che l’attrice prova per questo personaggio. In più, la sua Belle è addirittura più coraggiosa e ardita di quella del cartone, rendendola in qualche modo una versione più moderna dello stesso personaggio. Belle si sacrifica per salvare suo padre, proprio come nel film originale, ma promette di scappare. E non si limita a prometterlo, mette in atto un vero e proprio – seppur semplice – piano per farlo. Perché aveva fatto una promessa a suo padre, e soprattutto perché nessuno può tenerla prigioniera, che sia chiedendo ripetutamente la sua mano o rinchiudendola in una prigione.
La Bestia…che cosa dire? Io le critiche a Dan Stevens non riesco ad accettarle. Né a lui, né quelle mosse a Emma: se non vi piace come recitano bene, ma non potete dire che non sono abbastanza belli per interpretare questi personaggi, suvvia, ma la morale del film l’avete capita?!
In più, l’attore è riuscito a trasporre sulla pellicola il carattere prima aggressivo e in seguito timido della Bestia, con quelle battutine quasi buttate lì a caso e quello sguardo gentile che vi colpirà persino nei suoi momenti apparentemente peggiori. Gli ha dato spessore, un tocco di originalità, senza tuttavia snaturarlo. E poi, avete visto che occhi e che espressioni?

Un altro personaggio che è stato un vero successo? Gaston, interpretato da Luke Evans. Personificazione di odio e pregiudizi, di una mentalità antica che condivide con il resto del villaggio, Evans è riuscito a incarnare perfettamente l’anima di Gaston, la sua aria di superiorità mista a un elemento comico che ve lo farà amare nonostante tecnicamente lui sia il villain del film.

Altro punto di forza del film è l’importanza che viene data ai rapporti, che spero non mi darete della profana se dico che sono stati approfonditi in maniera più matura rispetto al cartone, soprattutto visti i quaranta minuti in più di film che hanno permesso di non affrettare i tempi. Belle e suo padre nel cartone non hanno un rapporto alla pari: la figlia sembra quasi doversi prendere cura del padre anziano. Nel film invece, cosa che mi è piaciuta molto, lui risulta appena meno “svampito” e più lucido, con un grosso segreto sulle spalle che verrà rivelato alla fine, e lo renderà il personaggio più coraggioso ai vostri occhi.
Vediamo Belle e la Bestia stringere una vera amicizia, pian piano, quasi senza volerlo. Mi è piaciuto che gli abbiano dato più dialoghi, che gli abbiano dato più elementi in comune, cose di cui parlare, e a un certo punto di dimentichiamo quasi che lei sia sua prigioniera e che lui sia ricoperto di pelo e che abbia le corna, perché quello che vediamo sono due personaggi che, a causa di circostanze diametralmente opposte, si ritrovano a essere entrambi due emarginati e questo permetterà a entrambi di aprirsi l’uno con l’altra. Ho apprezzato particolarmente questo aspetto perché da bambini accettiamo di vedere due personaggi animati innamorarsi nel giro di mezz’ora, ma da adulti probabilmente ci riesce più difficile credere che sia possibile, no? E loro invece sono riusciti a superare il problema.
E non dimentichiamoci di loro, gli abitanti del castello, che mostrano di provare vero e proprio affetto nei confronti del principe. A prima vista potrebbe sembrare che vogliano che lui e Belle si innamorino solo per spezzare il maleficio, e invece sono rimasta piacevolmente colpita quando ho realizzato che tutti, da Lumière a Tockins e persino personaggi secondari come Spolverina, desiderano anche che il loro principe ritrovi la felicità che gli è stata strappata ben prima che la maga li maledicesse.

Un punto spinoso? Le canzoni, in particolare l’adattamento italiano. Questo è probabilmente un punto sul quale non ci troveremo mai d’accordo, perché ho letto un po’ ovunque critiche che a me sembrano infondate: non avrebbero mai potuto prendere le parole delle canzoni del cartone e usarle per il film, accettiamolo e andiamo avanti. Ci sono milioni di cose da tenere in conto quando si traducono delle canzoni (ecco, io magari le avrei lasciate in lingua originale, questo sì, ma non tutti capiscono l’inglese e non conosco nessun amante dei sottotitoli fastidiosi che ti distraggono durante la visione) e credo che abbiano fatto un buon lavoro nella trasposizione. Hanno cambiato alcune frasi mantenendone per quanto possibile il senso, cosa potevamo pretendere di più? Io penso che la colonna sonora sia perfetta, emozionante in ogni sua nota.

In genere non ci faccio molto caso, ma stavolta era inevitabile: anche gli effetti speciali sono stati all’altezza del film. Diciamo che il 90% di tutto era fatto al computer, eppure non possiamo dire che i personaggi fossero per questo meno reali, a partire da Lumière e Tockins che sicuramente sono stati due dei personaggi più importanti della storia, con le loro battute e il loro impegno verso la causa del vero amore. Probabilmente se non fosse per loro, non saremmo qui a parlare di come Belle si innamorò di una Bestia.
Miglior storia d’amore secondaria: quella tra Maestro Cadenza e Madame Guardaroba. Da pianoforte e armadio ci hanno strappato tanti sorrisi (lui che suona nonostante il mal di denti e lei che crea abiti improponibili) e da umani… lascio giudicare voi.
Mrs Bric e Chicco li ho trovati, tuttavia, molto più inquietanti rispetto al cartone, e per nulla al mondo io avrei bevuto da quella tazzina. Ma vogliamo lo stesso bene a entrambi. E quanto è tenero l’attore che interpreta Chicco?

Attenzione, se non avete visto il film, da qui in poi potrebbero seguire spoiler più importanti!

Ho amato come siano riusciti a legare Belle e la Bestia raccontando di come entrambi abbiano perso la madre, e come questo sia stato il vero elemento ad avvicinarli. Hanno subito entrambi una perdita, ma Belle ha avuto accanto a sé un padre amorevole mentre la Bestia è stato cresciuto da un padre crudele, e questo li ha resi diversi.
All’inizio ho creduto che la scena in cui lui la porta a Parigi fosse un po’ fuori luogo, ma mi sbagliavo: non solo serve a fornirci un dettagli sul passato della famiglia di Belle, ma dimostra ancora di più come egli sia perfetto per lei. Lui non ha paura del fatto che sia una ragazza amante dei viaggi e della libertà, e anzi la incoraggia.
Mi è piaciuto molto come abbiano aggiunto dettagli dalla fiaba originale alla trama, per esempio la storia della rosa “rubata” dal padre di Belle che nel cartone del 1991 mancava, e come questa si colleghi direttamente alla rosa della maledizione.
Ci sono tanti piccoli dettagli che mi hanno colpita: Mr Bric, che all’inizio del film sente di aver dimenticato qualcosa e alla fine scopriamo che si trattava della sua famiglia, ovvero Mrs Bric e Chicco? O Agatha, che aleggia per il villaggio come un fantasma e in realtà si rivela essere la maga?

Per quanto riguarda le scene in sé, credo che la mia esibizione preferita sia quella di “Gaston”. Ma anche “Stia con Noi”, sebbene a tratti quasi psichedelica. Forse quest’ultima ha perso un po’ della magia del cartone e ha cercato soprattutto di stupire, ma è una decisione comprensibile.
La famosa scena gay. Mi vien da ridere a pensare a tutti quei bigotti che hanno censurato il film nel loro paese per una scena così deliziosa e innocente. Tutto è così sottile che, per citare ili91, basta un battito di ciglia per perderselo. Ma come potete privare i vostri spettatori della vista di LeTont, che ha addirittura una parte migliore nel film che nel cartone? Tanti applausi a Josh Gad, che è riuscito a esprimere esattamente la confusione del suo personaggio, che un minuto prima vorrebbe essere Gaston e quello dopo farsi Gaston, e a dargli un pizzico di simpatia senza mai cadere nel ridicolo.
Sono riusciti a farmi venire il magone nel finale, quando sembra che la Bestia sia morta e che tutti si siano trasformati in oggetti inanimati. Sono stati crudeli, sembrava quasi impossibile che quel candelabro così umano o quell’armadio cantante improvvisamente fossero destinati a tacere per sempre, ma ovviamente era solo un pretesto per tenerci col fiato sospeso un secondo di più e alla fine tutto si è risolto per il meglio. La trasformazione è stata più breve rispetto all’originale, ma per il resto è quasi identica, e ho sospirato quando Belle riconosce il Principe dai suoi occhi. E non sto neanche a dirvi come stavo quando Belle, durante il ballo finale, gli propone di farsi crescere la barba e lui per tutta risposta ruggisce. Non bene, dico solo questo.

Insomma, riassumendo, io ho amato il film e non voglio nemmeno sforzarmi di trovare un difetto. Intrattiene, diverte, emoziona e ti fa sognare, mantenendo e rafforzando lo spirito del cartone originale e dandogli nuova vita degnamente. Non fate gli scettici e correte al cinema, su.

Voto: 8/10.

Ringraziamo: Citazioni film e libri

Annunci

5 thoughts on “Recensione | La Bella e La Bestia

  1. Devo assolutamente commentare anche qua! Allora credo di essermi innamorata, non so bene di chi o cosa, se di Dan Stevens o del castello incantato…ma questo film è come fare una sorpresa ad un adulto ancora sognatore e portarlo a Disneyland per il suo compleanno. Stessa emozione.
    Mi è piaciuta la fedeltà al classico del 1991, anche nella gestualità di Emma, ma anche le aggiunte della fiaba originale perché hanno dato spazio al percorso dall’amicizia all’amore che nasce tra Belle e la Bestia. Ed ho anche apprezzato come abbiano reso quasi più sciocco questo Gaston; in un cartone a volte è più facile mostrare un cattivo crudele, bastano alcuni tratti ben distintivi, uno sguardo maligno e una risata alla Crudelia De Mon, ma nella realtà è un tantino più difficile. Certo questo Gaston non è un santo, ma una testa vuota sì, oltre che bono da morire…ma questa è un’altra storia 😄
    Se proprio devo trovare delle pecche, è vero a volte nella trasposizione italiana, i testi musicali erano adattati in maniera quasi forzata direi, ma questo non mi ha arrecato fastidio, ma logicamente resterò col dubbio se si sarebbe potuto fare di meglio…e non perché affezionata alle canzoni originali, ma perché in italiano a volte erano fastidiose. Poi riguardo le inutili critiche all’avvenenza degli attori mi dissocio…Emma era molto più bella e soprattutto dolce e viva nel film che in foto e Dan ha proprio la faccia da principe azzurro.

    Liked by 1 persona

    • Clap clap. Hai ragionissima.
      Per le canzoni, io le avrei mantenute in inglese e via. Per gli attori, secondo me ti sei innamorata di Dan ACCETTALO e basta che tanto pure Emma lo guarda con gli occhi a cuore durante le interviste xD ❤

      Mi piace

  2. Ora che l’ho visto vorrei vedere il cartone perché mi viene il dubbio che non abbia le pecche del film: tirato troppo in lungo, canzoni malamente doppiate, effetti speciali esagerati e artificiosi, morale insistita,stucchevoli gli oggetti animati nelle loro intrusioni.Insomma,a mio parere,manca al film la leggerezza di cui avrebbe bisogno una favola così impegnativa.

    Mi piace

    • Il cartone è più breve, credo ci sia solo una canzone in meno, la morale è uguale, gli oggetti inanimati si intromettono giusto un pizzico in meno…
      Insomma, lo hai stroncato xD peccato però. Se guardi il cartone fammi sapere che ne pensi 🙂

      Mi piace

  3. Recensione “La bella e la bestia 2017”
    Già dal primo momento di sospirato inizio l’atmosfera risulta familiare per coloro i quali son cresciuti con l’incanto Disney, ed estremamente confortante per i più giovani che s’affacciano a tale novità.
    Il logo del castello, stavolta personalizzato, c’introduce immediatamente nella trama grazie ad una femminea mano che ghermisce una qualunque rosa dai lussuosi giardini e s’accinge a far la sua comparsa nello sfarzoso regno del principe il quale è circondato dall’arte barocca in un festoso tripudio di colori.
    Le danze ivi rappresentate han il compito d’evocare e rimandare al periodo storico della Francia di Luigi XIV, Re sole, del quale il principe innominato, sembra prendere in prestito il trucco.
    Inconfondibili le voci di Audra McDonald nella versione inglese e di Fiamma Izzo in quella italiana che immetton la chiave lirica molto in voga nell’epoca.
    Sia i costumi che le musiche sono curate nei minimi dettagli e ciò non solo fa da ottima cornice all’immagini ma le veicola in eccelsa maniera.
    Elemento di novità è l’aver finalmente spiegato perché gl’abitanti del villaggio di Villeneuve non han più rimembranze della lor vita a palazzo lasciando in alcuni una lacuna più o meno accentuata.
    L’apertura di Emma Watson nei panni di Belle è fedele all’animazione sebbene sono state introdotte delle varianti nel testo ch’accentuano l’incomprensione del villaggio nei confronti di una bella ragazza colta ed intelligente.
    Osservando un frammento di questa quotidianità dalla cima d’un colle fan la loro comparsa Gaston, interpretato da Luke Evans, col fedelissimo Le Tont interpretato da Josh Gad; ambedue gli attori con la sola presenza riescono a caratterizzare pienamente i personaggi.
    Le loro voci incarnano e calzano alla perfezione il loro ruolo e sono esattamente quelle ch’ognun s’attende di udire.
    Interessante l’approfondimento del personaggio di Maurice, vedovo padre di Belle il quale da goffo e stravagante inventore nel cartone diviene sobrio e premuroso artista, apparentemente esperto orologiaio ed egregio pittore.
    Personalmente ho apprezzato molto tale cambiamento poiché credo sarebbe stata una forzatura cartoonizzare così tanto un personaggio in carne ed ossa ma, non preoccupatevi, pur in tale nuova veste a Maurice, interpretato magistralmente da Kevin Kline, rimane molto simpatico ed ironico.
    Una menzione speciale per Philippe il destriero della famiglia il quale vien trattato come un membro effettivo della stessa tanto Belle e Maurice interagiscono con lui, ciò induce a pensare che il grigio ronzino sia con loro da molto tempo.
    Proprio grazie a lui Maurice, perduto nella foresta mentre tornava dal mercato, riesce a sfuggire all’inconsueto gelo di giungo ed un branco di lupi cotanto feroci da non latrare ma ruggire.
    I due trovan rifugio nel castello ove fan la loro comparsa Tokins, interpretato/doppiato da Ian McKellen e Lumiere interpretato/doppiato da Ewan McGregor; la loro realizzazione visiva è molto elegante ed estremamente realistica.
    Nel frattempo Belle rimasta al villaggio s’organizza nelle faccende domestiche e, malgrado l’idea di una lavatrice ante litteram per fare il bucato, ho trovato l’interpretazione di Emma Watson ben poco espressiva.
    Non ostante ciò la pellicola mostra un frammento storico alquanto gravoso, mentre Belle attende che i propri vestiti siano lavati aiuta una bambina a leggere, nel far ciò viene scoperta dal preside della scuola (rigorosamente frequentata da maschi) il quale è assai irritato per l’affronto subito.
    Una riflessione dovrebbe scaturire in ognuno, quando viene impedita l’istruzione a qualcuno per il proprio sesso non può esistere un futuro differente dall’oppressione.
    Lo scorrimento della pellicola è gradevole, lascia lo spazio per riflettere su quanto si sta osservando e nel contempo risulta accattivante ed incalzante; la fedeltà all’originale è sempre presente sebbene ci siano dei riferimenti nuovi, spiegazioni quanto mai utili ad approfondite per comprendere meglio i personaggi e le dinamiche che tra essi intercorrono, s’intrecciano ed evolvono per tutta la durata del film.
    L’aver reso il personaggio di Mrs. Brich molto materno nei confronti di Belle e della Bestia stessa non solo risolve il proprio carattere ma accentua quello degl’altri due.
    I servitori del castello, pur essendo oggetti, sono animati in eccelsa maniera e Madame Guardaroba è molto più espressiva di Emma Watson.
    Un altro ben noto scenario è quello della Taverna di Gaston che diviene vero e proprio teatro della celebrazione delle sue gesta tramite la canzone più coinvolgente del film, a mio avviso.
    Ero talmente preso dalle voci di Josh Gad e Luke Evans, le danze, gl’inseguimenti tra la folla da non riuscir a staccar gl’occhi dallo schermo per prender qualche appunto: è quanto mai evidente che per realizzare scene simili ci sia stato un gran lavoro e ancora una volta una pertinenza storica ai balli popolari francesi da lasciar senza parole per la gioia.
    Anche durante la realizzazione grafica dell’iconica “Stia con Noi” ”Be our guest” in inglese sono presenti enormi citazioni alle danze di svariate etnie, al Burlesque che in Francia stava nascendo; la cena è vista come un momento di festa, una celebrazione gioiosa e briosa alla quale è impossibile non prender parte anche come spettatore per rimaner incantati dal tripudio di colori squillanti ed effetti speciali davvero strabilianti.
    A mio avviso, tuttavia, alcuna creazione computerizzata potrà mai superare la presenza effettiva di un attore in carne ed ossa per quanto bella e colorata possa essere.
    Come ormai è chiaro l’intera pellicola fa leva sul periodo storico, perfettamente centrato senza superficalità o esasperazione alcuna riuscendo ad inserire dettagli di grande importanza per la buona comprensione della pellicola: per esempio durante la convalescenza della Bestia, Belle viene a sapere chel suo carattere è dovuto all’assenza materna e l’educazione malsana da parte del padre (che sia un riferimento a le bizzarre avventure di JoJo?)
    Un’altra differenza davvero gradevole risiede nell’accettare le banalità del principe come i suoi modi a tavola: nella versione animata il personaggio di Belle l’avea clamorosamente rifiutati mentre con il Live Action s’assiste e s’insegna la tolleranza, condita con scherzosa ironia.
    Come il passato della bestia viene spiegato la stessa sorte avviene per quello di Belle la quale, tramite un libro incantato, ha la possibilità di conoscere la triste sorte della propria madre.
    Ritengo importante menzionare l’evoluzione del personaggio di LeTont che da amico ed innamorato, ovviamente non dichiarato, di Gaston lo aiuta in ogni sua impresa cercando di convincerlo a desistere quando i rischi aumentano ed iniziare a ragionare sulle azioni che non riesce a controllare: per esempio egli viene mostrato chiaramente turbato quando il padre di Belle, tornato al villaggio intenzionato a cercare aiuto per la figlia, viene lasciato da Gaston da solo nella foresta privo di sensi a far da spuntino ai famelici lupi.
    Malgrado ciò la sua lealtà è famosa tanto da arrivare a negare quanto accaduto quando è palese una minaccia a Gaston: quest’ultimo subisce un climax ascendente di follia nelle ultime battute del film quando convince l’intero Villeneuve ad assaltare il castello incantato ed uccidere la bestia, che ai suoi occhi viene visto come un altro trofeo di caccia non che ostacolo per sposare Belle.
    Malgrado la storia sia quanto mai famosa e conosciuta, prima del lieto fine è rintracciabile del Pathos, un velo d’attesa prima che la magia si compia ed il castello torni ad esser popolato dal principe e tutta la servitù nuovamente in forma umana.
    Il finale risulta accattivante e, così come s’era iniziato, è gradevole concluder la pellicola con un ballo in cui ogni personaggio ha ottenuto il proprio lieto fine, le famiglie si sono ricomposte, gl’amici ritrovati e anche per il buon LeTont c’è qualcuno con cui danzare.

    Intervista agli spettatori
    C= Chiara, ragazza di 20 anni
    D= Daniel, ragazzo di 33 anni
    A= Angelo, redattore dell’intervista e della recinzione di 21 anni
    A: Hai gradito le differenze tral cartone ed il Live Action?
    Sì molto, perché sono stati chiariti dei dubbi lasciate in sospeso e ha permesso un maggior approfondimento dei personaggi.
    D: Moltissimo, sono state essenziali per il nuovo approfondimento e la buona comprensione del film
    A: Quale canzone ti è piaciuta di più?
    C: Stia con noi, era coinvolgente, piena di colori e davvero emozionante!
    D: Gaston, è stata meravigliosa, la bravura di questi due attori è insuperabile a mio avviso: le voci e le danze mi hanno entusiasmato davvero moltissimo!
    A: Quale personaggio animato ti è piaciuto di più, quale di meno e perché?
    C: Mi è piaciuto molto Lumiere poiché ha creduto subito che Belle potesse essere colei che romperà l’incantesimo.
    Tra tutti mi ha ispirato meno Madame Guardaroba anche se ho adorato la sua voce, forse il desing era un po’ povero.
    D: Madame Guardaroba, adoro l’arte barocca e questo poderoso armadio ne rappresenta la pura essenza.
    Non mi ha entusiasmato molto chicco, o meglio non mi è piaciuto il fatto che poggiasse su di un piattino.
    A: Quale attore hai trovato più nel ruolo, qual meno e perché?
    C: Luke Evans è stato assolutamente perfetto, sembra che il ruolo di Gaston sia fatto apposta per questo poliedrico attore.
    Invece Kevin Kline non mi ha entusiasmato granché perché troppo distante dal personaggio originale.
    Luke Evans e Josh Gad sono stati meravigliosi, incredibilmente dentro i personaggi in ogni minima sfaccettatura, a partire dalle voci deliziose fino ai loro costumi.
    Ho trovato invece l’interpretazione di Emma Watson davvero piatta e poco espressiva, non mi sembrava molto simile all’originale ma molto superficale.
    A: Quale costume ti è piaciuto di più, quale meno e perché?
    C: Il noto vestito dorato di Belle quando al ballo, mi ha davvero fatto tornare bambina anche solo per un istante.
    Il costume del principe all’inizio del film, forse era troppo eccessivo per i miei gusti.
    Il vestito di Spolverina era bellissimo, pieno di piume e molto elegante: è stata una scena emozionante vederla emergere dal quel soffice manto candido.
    Non mi han entusiasmato particolarmente i costimi di Maurice, non spiccavano molto.
    A: Quale scenografia ti ha catturato maggiormente?
    C: Il castello durante il solitario ballo della bestia e Belle.
    D: La Taverna di Gaston era perfetta, accogliente eppure piena di brio: trovo che abbiano utilizzato benissimo lo spazio che avevano a disposizione per un set del genere.
    A: Qual è il tuo film Disney preferito escluso la Bella e la Bestia?
    C: Alice nel paese delle meraviglie, l’ho sempre amato tant’è vero che ci ho ricamato la mia tesina.
    D: Lilo e Stich, l’ho trovato molto profondo e comico nello stesso tempo: inoltre ho amato i riferimenti musicali che vi hanno inserito.
    A: Cosa ne pensi del primo personaggio apertamente omosessuale in un film Disney?
    C: Indica la realtà di oggi e di ieri, non ci vedo assolutamente nulla di male anzi sono molto contenta.
    D: Trovo che sia un grande traguardo, c’è ancora molto timore nei confronti di quanto non si comprende e conoscere e iniziare a mostrare la realtà per quella che è.
    A: Ti è piaciuto è piaciuto il ballo finale e ciò che rappresenta?
    C: Sì molto perché incarna il classico lieto fine Disney.
    D: L’ho trovato davvero cosmopolita e comunica un messaggio di reciproca accettazione di ognuno. Insomma tutti hanno trovato il loro personale lieto fine.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...