Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 7×11 “Hostiles and calamities”

Di fronte a Eugene, il Conte Mascetti potrebbe solo inchinarsi.

Il Conte Mascetti, avete presente, quello della supercazzola brematurata con scappellamento a destra. Una roba come vicesindaco, mi seguite? Bene.

Per Eugene, la supercazzola ha un nome specifico: “Progetto Genoma Umano”. Quanto tempo è trascorso dallo scoppio dell’apocalisse? Facciamo una stima… dunque, non tantissimo, ma ormai qualche annetto è passato tranquillamente (oddio, tranquillamente), per lo meno a giudicare da Judith che boh, quanti cazzo di anni ha Judith? Vabbè, comunque non è più un infante nel senso tecnico del termine, quindi sì, un po’ di tempo è passato.

Ho perso il filo.

Ah sì. Dunque.

In tutto questo tempo, quelle tre parole, “Progetto Genoma Umano”, hanno tenuto Eugene in vita. Uno che non sa combattere (non sapeva, dai, arrivati a questo punto concediamoglielo) è riuscito a sopravvivere più di tanti altri, che invece sapevano stare al mondo, grazie ad una supercazzola. Questa cosa è meravigliosa.

In effetti, Eugene non aveva altre risorse se non la sua intelligenza, e per lungo tempo si è nascosto dietro a quella bugia, uno scudo contro gli zombie. Chi aveva le armi per protezione, chi solo tre parole.

È del tutto naturale, quindi, che di fronte ad una situazione di pericolo imminente, Eugene ritiri fuori il Progetto Genoma Umano, due stagioni dopo averlo usato per l’ultima volta (dopo che Abraham, pace all’anima sua, l’ha quasi fatto secco una volta scoperto che in realtà era una cazzata).

Mi piace pensare che si tratti di un meccanismo di difesa di default, come l’opossum che appena avverte il pericolo si finge morto o il pangolino che diventa una palla. Lo stesso per Eugene, che senza nemmeno pensarci zac! Progetto Genoma Umano!

Che poi, oh, ma volete mettere quanta faccia tosta e quanta abilità ci voglia a infinocchiare Negan in questo modo? Negan, eh! Mica il primo pentastellato che passa, che appena gli dici “schiechimicheka$sta” lo neutralizzi per tutto il tempo che gli serve per andare a leggere cosa dice il blog di Beppe al riguardo, e solo dopo aver letto ti viene a rispondere.

Tra l’altro, nel giro di un episodio è passato dall’essere un balbettante concentrato di terrore, ad un cazzutissimo truffatore, perfettamente inquadrato nella gerarchia dei Salvatori.

È proprio questo il punto cruciale: il fatto di essere stato inquadrato nella gerarchia dei Salvatori. Apparentemente, di sua spontanea volontà.

A differenza di Daryl, ribelle fino al momento della fuga, mai spezzato e mani nemmeno piegato, Eugene apparentemente è stato sia spezzato che piegato. In un nanosecondo.

Alla domanda “Chi sei?” non solo risponde “Sono Negan”, ma conferma la sua affermazione in modo assolutamente inequivocabile.

La domanda ora è: è una bandieruola? Giura fedeltà a seconda di come tira il vento? È, insomma, un voltafaccia, un traditore?

La risposta secondo me è negativa. Il tradimento implica una volontà, un animus (che non è quella roba di Assassin’s Creed, ma è, nel gergo “legalese” l’intenzione, l’atteggiamento consapevole del soggetto di volere una certa cosa) di far del male a chiunque si stia tradendo. Che motivi avrebbe Eugene di farlo? Di tradire Rick e Alexandria, che altro non hanno fatto se non accettarlo e trattarlo come uno di loro, nonostante tutte le bugie?

Va da sé che è una domanda retorica. In effetti, credo che la soluzione al comportamento di Eugene ce la fornisca Manzoni.

Il nostro Abbondio non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s’era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d’essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro. – I Promessi Sposi, cap. 1

Lo stesso Don Abbondio, nel capitolo 25, afferma che “Il coraggio, uno non se lo può dare”. Anche Eugene non ha problemi ad ammettere di essere un codardo, non ha mai fatto mistero su questo. Eugene ha paura, punto. Ha sempre avuto paura, è sempre stato il vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro.

Non solo, ma ha appena assistito alla morte orribile di un uomo – e anche uno importante, un medico! – che aveva apparentemente fatto l’errore di fare un torto a Negan.

Ora, siate sinceri: voi, alla domanda “Chi sei?”, cosa avreste risposto? Se rispondete che come Daryl non avreste risposto affatto o, che ne so, avreste risposto con il vostro nome in un moto di cazzutaggine beh, sono contenta per voi, ma se permettete non ci credo più di tanto. Credo infatti che, in una situazione del genere, si pensi solo a salvare la pelle e sì, chissenefrega, sono Negan. Sono Negan al 100%. Che poi, voglio dire, mica dovete pensarlo sul serio? In cuor vostro sarete ancora Team Rick o Team Chi Per Lui, ma almeno avrete vissuto un altro giorno. E potete essere l’infiltrato, l’uomo all’interno che potrebbe aiutare a rovesciare la tirannia. Un vero e proprio agente segreto.

Oppure magari siete genuinamente convinti di essere Negan perché Jeffrey Dean Morgan è un #figo, è una motivazione del tutto legittima, chi sono io per giudicare?

In ogni caso, ci vuole comunque una certa dose di coraggio (o di incoscienza), nel fare quello che ha fatto Eugene, cioè prendere Negan per i fondelli. Questo perché se Negan lo dovesse scoprire, ti sfilerebbe personalmente la spina dorsale dal culo (perdonate il francese, ogni tanto mi scappa, ma Negan apprezzerebbe, hail Negan).

Poi oh, magari poi si scopre che Eugene ha davvero cambiato bandiera e quindi ho scomodato Manzoni per niente, ma io ho fiducia in lui.

Altro personaggio che ha mostrato delle interessanti sfumature e Dwight. Già conoscevamo i suoi modi a tratti ambigui, a tratti dubbiosi del suo essere lì con i Salvatori, del suo “essere Negan”. Ha perso mezza faccia e una moglie per questi suoi “dubbi”. Ora che la moglie è scappata, e quindi l’ha persa in senso più letterale che metaforico, ha fatto quello che riteneva giusto: le ha coperto la fuga, mentendo a Negan. E anche qui, se dovesse scoprirlo, spina dorsale eccetera. Non solo, ma ha anche addossato tutta la colpa della fuga di Daryl al dottore, che Negan quindi ha personalmente ucciso in un modo che definire orribile è un eufemismo. Ecco, tutto questo è stato Dwight: non c’è dubbio, è un personaggio estremamente interesante, molto sfaccettato, e sono sicura che ci riserverà delle altre sorprese.


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5 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 7×11 “Hostiles and calamities”

  1. eugene sicuramente si sente apprezzato,e sedotto,da negan potrebbe cambiare sponda…in parallelo con dwight che invece si è stancato.
    nessuno ha gridato”alla viuuuulenza”,con l’infornata del doctor? straaaaano….

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  2. Mah, che cambi sponda non ce lo vedo, non è che ad Alexandria venga proprio trattato come l’ultimo tra gli ultimi, anzi! Ovviamente qua sta al gioco di Negan, tutti ci staremmo, ma un tradimento? Oddio, potrebbe comunque succedere, per carità!

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  3. Beh, quel finale sibillino da molto su cui pensare..
    “Mi spiace per quel mors..:”
    “Ci stai?”
    “Ci sto!”
    “Noi siamo Negan”.

    Potrebbe sembrare che Dwight stia solo verificando la sua lealtà, ma la situazione ed il modo in cui è stato impostata la breve conversazione mi lascia pensare a qualcosa di più… Mi lascia pensare che Dwight e Eugene stiano complottando un profondo tradimento nei confronti di Negan.
    Quel senso di appartenenza apparente (scusate il gioco di parole) potrebbe essere la chiave di volta. Come ripetuto alla nausea Eugene è intelligente. Sa benissimo che per poter colpire dall’interno deve prima farsi accettare. E ben venga qualche comfort nel frattempo.
    “Noi siamo Negan” e questo ci da il free-pass del suo backstage e di agire indisturbati.
    Daryl è stato leale fino alla fine, ma la sua lealtà non è servita a nulla per il “bene comune”.

    Vedremo…(o meglio.. voi avete già visto, io devo ancora recuperare le puntate successive)

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    • Mi trovi d’accordo, rispondevo giusto giusto ad un altro commento dell’ultimo episodio che Dwight potrebbe tranquillamente passare dalla parte dei buoni. Ho anche fiducia in Eugene, dubito lui cambi bandiera, e anzi proprio per aiutare Rick a sconfiggere Negan fa l’infiltrato tra i Salvatori.

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