Animazione/Film/Movienight/Rubriche

Movienight #17

Bentornati con la nostra rubrica filmica! Per il diciasettesimo numero, vi propongo qualcosa tutto a tema animazione.

Sing

Regia: Garth Jennings

Anno: 2016

Genere: Animazione, Musicale, Commedia

Voci italiane: Francesco Prando (Buster Moon), Federica De Bortoli (Rosita), David Chevalier (Mike), Domitilla D’Amico (Meena), Massimiliano Alto (Eddie Noodleman), Alessandro Campaiola (Johnny), Chiara Gioncardi (Ash)

Trama: Buster Moon è un elegante koala proprietario di un teatro un tempo grandioso e ormai caduto in disgrazia. Buster ama il suo teatro più di qualsiasi altra cosa e vuole fare il possibile per salvaguardarlo. Ha un’ultima occasione di ripristinare il suo gioiello in declino al suo antico splendore, producendo la più grande competizione canora al mondo. Saranno cinque i concorrenti ad emergere: un topo tanto bravo a canticchiare quanto ad imbrogliare; una timida elefantina adolescente; una madre sovraccarica che si fa in quattro per occuparsi di una cucciolata di venticinque maialini; un giovane gorilla che sta cercando di allontanarsi dai reati della sua famiglia di delinquenti; ed una porcospina punk-rock che ha difficoltà a liberarsi di un fidanzato arrogante e a diventare solista. Ogni animale si presenta all’ingresso del teatro di Buster convinto che questa sarà l’occasione per cambiare il corso della propria vita.

Il perché pelato: Ho amato Zootropolis, quindi perché non andare a vedere un altro film in cui gli animali sono altrettanto civilizzati? Premettiamo, Sing non è Zootropolis, è più semplice, sembra un misto tra Glee (senza tutto quel trash) e tutti quei film in cui qualche ballerino cerca di sfondare (tipo Step Up o Honey), però fa molto più ridere di quello che pensavo. Se da una parte temevo una lagna, dall’altra mi sono fatta coinvolgere dai personaggi e le loro storie, finendo con affezionarmi a tutti loro, in particolare Rosita. Le esibizioni sono belle e la musica scelta orecchiabile (sebbene, secondo me, avrebbero dovuto osare di più in questo campo).

LEGO Batman – il film

Regia: Chris McKay

Anno: 2017

Genere: Animazione, Azione, Commedia

Voci italiane: Claudio Santamaria (Batman/Bruce Wayne), Alessandro Sperduti (Richard/Robin), Geppi Cucciari (Barbara Gordon), Roberto Pedicini (Alfred), Marco Guadagno (Joker)

Trama: Gotham City. Dopo l’ennesimo successo di Batman contro Joker, il commissario di polizia Jim Gordon lascia l’incarico alla figlia Barbara, che ha intenzione di voltare pagina con la dipendenza di Gotham dal vigilante mascherato. Per dimostrare a tutti di essere insostituibile, Batman imprigiona Joker nella Zona Fantasma, la prigione spaziale in cui Superman relega i peggiori criminali dell’Universo. Peccato che…

Il perché pelato: Tanto per cominciare, fa esattamente quello che un film del genere dovrebbe fare: ridere. Morire dal ridere, al punto che verso la fine cominciava a mancarmi il fiato. Esattamente come nel film precedente, anche questo nuovo film Lego è pieno di inserimenti preziosi, meta-battute (Batman che introduce i titoli di testa vince già da solo il film), personaggi presi da talmente tanti universi famosi e conosciuti che faranno stringere il cuore agli appassionati (gli critico solo Voldemort, perché non lo si può vedere ridotto a lanciare Wingardium Leviosa in battaglia, cosa che mi fa piangere, non ridere). Non mancano nemmeno i momenti di cuore, visto che sostanzialmente sono quelli a muovere l’intero film, con una trama sostanzialmente semplice, ma che ti fa uscire soddisfatta dalla sala alla fine.
Credo che l’avrei amato al 100% se non fosse per una cosa… Barbara Gordon. Non il personaggio, eh, perché era simpatica, aveva il suo perché e non è stata ridotta ad interesse amoroso del protagonista, ma la sua doppiatrice italiana. Mi dispiace, ma sebbene il doppiaggio di tutti i personaggi mi sia piaciuto tantissimo (e detto da me!), il suo è stata una cosa oscena. Ogni volta che apriva bocca volevo infilarci un calzino, legarla con lo scotch e gettarla nel lago (e quello di Como è profondo…). Purtroppo si sentiva tantissimo che si sforzava per non far trapelare l’accento e questo rendeva ogni cosa che diceva insopportabile. Penso che prima o poi me lo rivedrò in originale, visto che la doppiatrice americana di Barbara è Rosario Dawson, la Claire di Daredevil, per sentire come suona, sebbene sia un peccato, perché la lingua italiana ha giocato tantissimo con il “bat” di Batman per fare delle bat-tute.

Ballerina

Regia: Eric Summer, Éric Warin

Anno: 2016

Genere: Animazione, Musicale

Voci italiane: Emanuela Ionica (Félicie Milliner), Alex Polidori (Victor), Eleonora Abbagnato (Odette), Sabrina Ferilli (Régine Le Haut), Francesco Prando (Louis Mérante), Federico Russo (Rudolph)

Trama: Francia, 1880. Félicie è una piccola orfana di 11 anni con la passione per la danza e il sogno di diventare un’étoile dell’Opera. Con l’aiuto del suo migliore amico Victor, un orfano, riesce a scappare dall’orfanotrofio e a viaggiare fino a Parigi, dove la attendono molte sfide e incontri intriganti.

Il perché pelato: In realtà devo ammettere di non aver amato molto questo film, ma per questa volta voglio parlare solo di cos’ha di buono. Anche se molto, molto romanzato, mi è piaciuto come la danza classica sia l’elemento più importante del film. Félicie, benché abbia un paio di interessi amorosi, non è alla ricerca di un fidanzato – anche perché ha solo undici anni -, ma dedica tutta se stessa alla sua passione più grande, facendo di tutto, comprese cose che non dovrebbe, per raggiungere il suo obiettivo.

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