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Recensione | Grey’s Anatomy 13×13 “It Only Gets Much Worse”

Basta! Seriamente, basta! Io credevo di guardare un medical drama non una serie tv ambientata all’asilo. Cosa sta succedendo in quell’ospedale che dovrebbe essere popolato da medici competenti e soprattutto da adulti? Più li osservo e meno li capisco. Non se ne salva uno, forse giusto Arizona ma per il resto siamo arrivati veramente all’assurdo. E’ una guerra tutti contro tutti. Non ci sono più nemmeno le fazioni. Non sanno neanche loro cosa vogliano ottenere. La Bailey continua imperterrita con il suo piano e lascia che la Minnick attui la seconda fase del progetto. Già, ma la prima qual era? Quando si è conclusa? Si presume che per iniziare una seconda fase, la prima debba essere andata a buon fine e a me non pare proprio che sia così. L’ospedale è ancora nel caos più totale, sono saltati i ruoli e, bene che vada, gli strutturati decidono di essere la Svizzera, come fa saggiamente Owen Credo che l’atteggiamento di Hunt, in fondo, sia il migliore. Si limita ad osservare e aspetta prima di ostacolare il nuovo progetto per partito preso. Mi sembra un comportamento quanto meno sensato e soprattutto migliore di quello che stanno avendo Jackson e tutti gli altri.

Questa settimana abbiamo assistito al cambio di fronte di April con tutte le conseguenza che questa decisione della Kepner ha portato con sé. Ora lei è vista come la traditrice arrivista che ha venduto la nobile causa della difesa di Webber per una carica prestigiosa. Vorrei dire che non è così, vorrei dire che Jackson e tutti gli altri stiano sbagliando a pensarla in questo modo, ma non è possibile. Non è possibile perché, se nel confronto fra Maggie ed April, sono totalmente d’accordo con la Kpner quando fa notare alla Pierce che almeno lei sta facendo il proprio lavoro e sta cercando di mandare avanti l’ospedale, cosa di cui tutti gli altri sembrano essersi dimenticati, il finale dell’episodio dimostra che le sue motivazioni sono tutt’altro che nobili. Il comportamento di April, la sua reazione alle parole di Catherine e la sua soddisfazione nel sentirsi dire di essere il capo, mostrano chiaramente come la sua decisione di accettare l’incarico, abbia ben poco a che fare con la tutela del GSMH e molto a che vedere con la gratificazione personale. Non che ci sia qualcosa di male in questo, anzi, però c’è qualcosa di male nel farlo passare per ciò che non è. E’ qui che April diventa criticabile. Il fatto che abbia accettato l’incarico e la voglia di veder riconosciuto il proprio percorso, vanno bene; non va bene, però, che si arrabbi quando Jackson non la difende con gli altri perchè quello che viene detto su di lei, è la verità. Certo, c’è da chiedersi quanti al suo posto e con il suo vissuto, avrebbero rinunciato all’opportunità offerta dalla Bailey. Quello che non mi è assolutamente piaciuto è stato il continuo paragone con Meredith e il sottolineare che non sia la Grey. Ovvio che non lo sia. Sono due persone diverse. April e Meredith sono lontane anni luci anche solo dall’assomigliarsi. Sono come il giorno e la notte, ma questo si sa e non capisco la necessità di marcarlo in modo così evidente. Meredith non è migliore della Kepner. Diversa si, ma non migliore. In fondo non mi risulta che abbia lasciato il suo incarico una volta scoperte le intenzioni di Miranda. Si è limitata all’ennesimo ed inutile “no” che ha solo portato alla sua sospensione.

Passando a Webber, invece, sono molto combattuta nell’esprimere un giudizio su di lui. E’ un’istituzione in quell’ospedale, ne è la colonna portante da anni e questo nessuno lo ha messo in dubbio, ma, a volte, anche le opere più solide hanno bisogno di manutenzione ed è questo che l’ingresso di Eliza avrebbe dovuto rappresentare. Richard è un ottimo insegnate, è praticamente un mentore ma in questo episodio possiamo vedere che non sempre le cose stanno così. E’ semplicemente fantastico con Stephanie. La rassicura, la tranquillizza, le spiega qual è stato l’errore, cerca di non far gravare su di lei l’accaduto e di farle imparare il più possibile da quest’esperienza. E con Ben, invece? Dov’è tutto questo mentre Ben sta operando per la prima volta da solo? Dov’è quell’insegnate che tutti tanto decantano? Non c’è. Non c’è perchè è troppo impegnato a discutere con Miranda E’ troppo concentrato a difendere se stesso e la propria reputazione o a ricordare alla Bailey che è stato lui ad insegnarle tutto. Quindi no, Richard Webber non è perfetto e anche lui, in questa situazione, continua a sbagliare. Si è opposto ad un cambiamento solo perchè questo comportava il metterlo in discussione e io lo trovo inaccettabile. Se chiedete a qualsiasi buon professore, vi dirà che non spiega allo stesso modo di come faceva vent’anni fa e che non dà da leggere ai propri studenti gli stessi libri che assegnava all’inizio della sua carriera di insegnate perchè le cose cambiano, le generazioni cambiano. Questo vale anche per Richard. Non è detto che il suo metodo, così efficace con la Bailey, sia altrettanto valido con Jo, Andrew e Stephanie. C’è bisogno di un cambiamento e di un’innovazione perchè, oggettivamente, gli errori, sia da parte degli specializzandi che degli strutturati, esistono e non possono essere ignorati. Il problema è come questo cambiamento è stato introdotto. La Bailey e la Minnick hanno completamente sbagliato approccio. Miranda avrebbe dovuto affiancare Eliza a Richard e non sostituirlo. Il programma di specializzazione non è fallimentare, non era necessaria una rivoluzione così profonda. Sarebbe bastato un approccio un po’ più soft per evitare questa statuine così disastrosa.

Anche Eliza, che fino ad ora non mi era dispiaciuta, almeno dal punto di vista professionale, questa settimana ha toppato alla grande. Va bene la fase due, va bene il sostegno alla Edwards, magari evitando di gioire con lei se un bambino di nove anni ha bisogno di un intervento, ma ha esagerato. Ha scelto un caso fuori dal suo territorio e sicuramente non adatto come prima “esperienza in solitaria” per Stephanie. Durante ogni intervento, anche il più semplice, le cose possono andare storte quindi scegliere un paziente così piccolo è stata davvero una decisione stupida. Perdere un paziente è già difficile, perderlo la prima volta che si opera da soli è drammatico, se in più è anche un bambino…no, decisamente non è stata una scelta furba. A maggior ragione perchè la Edwards ha lavorato principalmente in neurochirurgia e perchè Eliza non è un chirurgo pediatrico. Spero che quanto successo rappresenti il punto di svolta e che da qui in poi si cambi registro. Il che non significa cacciare Eliza e tornare alle origini, ma solo sfruttare meglio le risorse che lei ha da offrire. In tutto questo, come dicevo all’inizio, si salva solo Arizona. Lei è l’unica ad avere un comportamento realmente corretto. Resta schierata con Richard ma non chiude le porte in faccia ad Eliza, non del tutto almeno. La segue in sala operatoria, non interviene finche non è necessario ma soprattutto mostra compassione e comprensione per lei. Sarebbe stato facile addossarle le responsabilità della morte del bambino, infierire su di lei eppure non lo fa. La rimprovera di non essere stata una buona insegnate, perchè effettivamente non lo è stata, ma quando ne comprende il motivo, le lascia tempo e spazio, restandole accanto. Le lascia elaborare da sola l’accaduto perchè è così che deve essere, almeno lì in ospedale. Questo distacco così professionale, però, si annulla totalmente quando si ritrovano nel parcheggio da sole. Arizona si avvicina realmente per la prima volta ad Eliza e non intendo solo per l’abbraccio. Si avvicina umanamente a lei, la rassicura e cerca di dirle che, volendo, può avere degli amici in quell’ospedale. E’ il primo vero momento di apertura fra le due, molto diverso da quando Arizona ha accettato di prendere un drink con lei e molto più efficace dell’incontro-scontro di settimana scorsa. Hanno due caratteri molto forti e si scontreranno ancora ma, per la prima volta, ho visto un vero inizio fra loro. Un inizio in cui valga la pena provare a credere, con buona pace della mie speranze da fan delle Calzona che iniziano seriamente a vacillare.

Last but not least: possiamo finirla di fare interi episodi senza Alex e soprattutto senza Meredith? Capisco il dare importanza a tutti, ma la loro mancanza inizia a farsi sentire. Parecchio anche.

VOTO 7/10

Promo e ringraziamenti

 

 

 

 

 

Ringraziamo: Camilla Luddington e Justin Chambers. ღ | Un’Unica Passione: Grey’s Anatomy | Jessica Capshaw fan | Jessica Capshaw Italia | I’m addicted to Grey’s | We love Alex e Jo | Jessica Capshaw e Sara Ramirez | Calzona Fan | Grey’s Anatomy is a lifestyle | Grey+Sloan Memorial Hospital | Grey’s Anatomy. | Viviamo a Seattle | Grey’s for Life | Grey’s Anatomy is our McDreamy | Il nostro Mondo si chiama Grey’s Anatomy | Kate Walsh & Caterina Scorsone | Giacomo Gianniotti Italia |  Grey’s My Only love | Noi, Greysanatomizzati | Serial Lovers – Telefilm Page | Serie Tv Mania | Serie Tv, che passione  | Film & Serie TV | Diario di una tv series addicted | Serie Tv News | Crazy Stupid Series | ❤ Telefilm / Fiction❤ | – Telefilm obsession: the planet of happiness –  | Lost in Series

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