Film

Recensione | Ballerina

Il trailer di Ballerina è uno dei tanti che ho visto al cinema negli scorsi mesi.
Mi ha subito conquistata, quindi ieri, il giorno dell’uscita, mi sono precipitata a vederlo. Avevo abbastanza aspettative, soprattutto perché ultimamente ho visto parecchi film di animazione (Oceania, Sing, Your Name e infine Lego Batman giusto lunedì)… ma tanto per cambiare quando ho troppe aspettative sbatto la testa contro la dura realtà.
Non dirò che il film fa schifo, perché non è vero, ma è deludente e con una sceneggiatura debole o assurda in più punti.

L’idea era molto carina. Come parecchi film di animazione e non, Ballerina parla di sogni e dell’affrontare migliaia di peripezie per poterli realizzare. Nel caso in questione, la storia tratta di un’orfana di undici anni di nome Félicie, la quale scappa dall’orfanotrofio insieme all’amico Victor, aspirante inventore, per realizzare il sogno di diventare ballerina.
Il tema dei sogni non passa mai di moda e poi trovavo interessante che si fosse scelta la danza come sogno, che come sport richiede molti sacrifici e che è bello da vedere, quindi sarebbero state interessanti le animazioni.
Solo che… si è perso in più di un punto.

Fin dai primi minuti ho sentito un campanello d’allarme, a partire dal momento in cui Félicie e Victor scappano dall’orfanotrofio e la scena (battute comprese) rimarca fin troppo la fuga di Anastasia e sua nonna nell’omonimo film di Anastasia. In più, guarda caso, il treno che prendono sta andando proprio a Parigi e Félicie possiede un carrilon molto simile a quello dell’altro film. Già a quel punto mi sono girate un po’ le scatole, perché come ti permetti tu, nuovo arrivato, di scopiazzare in chiave comica una scena drammatica di un tale capolavoro?
[Bonus: Victor inventa pure un paio di ali meccaniche per volare similari a quelle di Hiccup in Dragon Trainer. Copioni.]

Tornando al carrilon… ho parlato di sceneggiatura debole e questo oggetto ne fa parte. Secondo me, in Ballerina hanno buttato troppi elementi nel minestrone, al punto che alla fine molti non sono riusciti a svilupparli bene.
Il carrilon compare un sacco di volte, addirittura si rompe e viene riparato in due occasioni da Victor (e rischia una terza volta), però alla fine si è ridotto tutto ad una semplice battuta di Félicie che rammenta di sua madre che balla con lei in braccio e che è quello il motivo per cui danza? Ero lì che osservavo la scena e mi chiedevo se fosse tutto qui. E lo era.
È vero, ammetto che se avessero usato il carrilon per, tipo, far spuntare i genitori di Fèlicie o qualche altro parente mi sarei arrabbiata uguale (Anastasia, remember?), quindi immagino non ci fosse scampo.
Un’altra cosa che mi ha lasciato di stucco in senso negativo, che anzi mi ha proprio lasciata agghiacciata sulla poltrona, è sul finale, quando Régine Le Haut, madre di Camille, insegue Fèlicie con un martello che non riesce nemmeno a sollevare per ammazzarla. Passino i dispetti, in effetti mi aspettavo che cercasse di stroncarle la carriera rompendole una gamba in qualche modo, ma questa donna cerca prima di ucciderla con un grosso martello e poi di buttarla di sotto dalla testa della statua della libertà (probabilmente la matrigna cattiva avrebbe dovuto imparare da lei su come liberarsi di Cenerentola, altro che chiuderla nella sua stanza).
Mi chiedo chi sia stata la mente geniale che abbia voluto inserire una scena tanto cruda quanto buttata totalmente a caso.
La storyline di Victor aspirante inventore è stata sviluppata poco, con lui che poverino alla fine era ancora all’inizio del suo sogno (ma pollice in su per il suo racconto con i ferma-immagine. Molto divertente); l’hint amoroso tra Odette e il coreografo era una bella idea, ma dato che si sono parlati poco e appena gettati qualche sguardo, il bacio tenero alla fine sembra sbucato dal nulla (e bastava un minuto per inserire un qualche flashback, magari dell’incendio in cui Odette si rovina la gamba e la carriera). Difatti, il rapporto più bello del film rimane quello tra Fèlicie e Odette, che ha avuto un’intera pellicola per svilupparsi.
Magari, se mancava il tempo, si poteva direttamente tagliare Rudolph, che come personaggio è servito pochissimo, giusto per distrarre la protagonista e creare tensione tra lei e Victor.
[Bonus: trattandosi di un film di animazione, non starò tanto a rigirare il coltello nella piaga sulla velocità con cui Fèlicie fa progressi enormi in pochi giorni, oppure su salti che parevano più voli. Ops, l’ho appena fatto.]

A proposito dei personaggi, ce ne sono almeno un paio che sono cambiati di colpo da un secondo all’altro.
Se il tizio dell’orfanotrofio che, alla prima fuga, fa il possibile per acchiappare Fèlicie e Victor, ma poi la seconda volta accompagna la ragazza fino a Parigi, era una cosa anche carina, come svelare un lato insospettabile, vorrei che mi venisse spiegato il cambiamento repentino di Camille.
Camille all’inizio ci viene mostrata altezzosa e insopportabile, arriva pure a rompere un importante oggetto di Fèlicie senza alcun motivo, però di colpo, senza che prima venisse mostrato qualche segnale di quello che nascondeva dentro di sé, diventa un’altra persona. Cambia totalmente espressione, diventa di colpo amica di Fèlicie, le cede il ruolo e in generale si comporta in modo totalmente diverso.
[Bonus: Camille cara, se tua madre cerca di ammazzare un’altra persona, chiama qualcuno o fa qualcosa tu, non aspettare che il povero Victor debba svegliarsi dalla botta in testa che si è preso qualche minuto prima.]  

Vogliamo parlare dei doppiatori? Facciamolo! Qualcuno mi deve spiegare perché ogni volta bisogna scegliere uno o due nomi di gente che non ha mai fatto doppiaggio/non ha mai studiato doppiaggio o che ha pure pochi ruoli all’attivo per voci che hanno un certo spazio nel film. Così come Barbara Gordon in Lego Batman mi faceva venire voglia di infilarle un calzino in bocca (ma, con il senno di poi, almeno lei era quasi sopportabile dopo un po’), Odette di Ballerina è uno dei doppiaggi peggiori che abbia mai sentito in tutta la mia vita. In particolare nella prima parte del film, le sue battute risultano per niente naturali, come se stesse leggendo il copione per la prima volta e senza la minima emozione. Non mi frega se Eleonora Abbagnato abbia fatto la ballerina e che questo strizzi molto l’occhio al film, se non sei capace a doppiare NON sei capace a doppiare e con un ruolo con così tante battute, rovini il film. Meno male che almeno non le hanno dato il ruolo di Félicie o avrei lasciato la sala.
Nota di demerito anche per Rudolph-Tanti-Nomi-Terzo, aka Federico Russo, che sicuramente qualcuno ricorderà almeno per il ruolo del piccolo Mimmo nei Cesaroni, il quale però si salva almeno per il fatto che abbia poche battute e per aver acquistato una leggera naturalezza nel corso del film.
Invece, secondo me, Sabrina Ferilli ha fatto un buon lavoro, al punto che se non avessi saputo che era lei, probabilmente non l’avrei riconosciuta.
[Bonus: Però la canzone italiana “Tu sei una favola” di Francesca Michielin mi è piaciuta molto.]

Parliamo ora del finale. Uno aspetta un intero film per vedere questa rappresentazione all’Opera con le due ballerine e la fanno durare un minuto (tra l’altro spostandosi spesso a mostrare altri personaggi durante lo spettacolo)? Sul serio?
[Bonus: Molto bella la scena in cui Fèlicie balla nel locale, così allegra e piena di vita, scarpe a parte. È almeno possibile sollevarsi sulle punte con degli scarponcini?]

Concludendo, il film, in generale, mi è pure piaciuto, però secondo me si poteva fare un po’ meglio, l’ho trovato superficiale. Il target di base di Ballerina sarà pure per bambini, ma questo non significa che bisogna proporre qualcosa di basso livello, solo perché magari loro non faranno caso ad alcuni particolari.
[Bonus: Piccolo aneddoto. In sala eravamo in quattro (il giorno dell’uscita… già), io, la mia amica e un bambina di quattro-cinque anni accompagnata dal papà. Questi due stavano nella fila davanti la mia e la bambina ha passato metà film a ballare (il cinema dove vado, per le file in alto, ha i corridoi molto larghi), con il padre che ogni tanto le chiedeva di sedersi, con pochi risultati. Era tenera.]

E voi? Avete visto il film? Ma quanto è bello Lego Batman? Andate a vederlo!

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