Riverdale/Telefilm

Recensione | Riverdale 1×01 – 1×02 “The River’s Edge – A Touch Of Evil”

Sembravano estinti, eppure eccoci di nuovo qui a parlare di teen drama. E che teen drama! La The CW, poiché deve aver notato come il genere ormai scarseggi in tv, ha deciso di propinarcene uno che ne riassuma praticamente tutti i cliché. Non posso criticarli, perché creare un teen drama originale corrisponde a voler inventare un nuovo colore: impossibile.

Vediamo prima cosa mi ha colpito, in breve, del pilot: sostanzialmente nulla, solo due personaggi, ovvero Jughead – sì, quello che si vede in tutto tre minuti -, e Cheryl. La buona impressione di entrambi è stata confermata anche nel secondo episodio.
Per quanto riguarda la trama, piazzarci tutto quello che ci hanno piazzato in quasi cinquanta minuti non è stata una mossa vincente, perché io mi sono persa tra amori non ricambiati, spalla gay, giocatore di football gay non dichiarato, baci tra ragazze, ragazzo che ha una tresca con una prof… davvero, c’era troppo da metabolizzare per un solo episodio. E non voglio nemmeno ammettere di essere un po’ troppo grande per i teen drama, perché il secondo episodio mi è piaciuto abbastanza. Il triangolo Veronica-Archie-Betty ricorda molto quello Jen-Dawson-Joey, vero? Ma non sono riuscita a tifare per nessuno. Sì, a momenti Veronica e Betty avevano più chimica, ma a me Veronica non fa impazzire mentre Betty mi piace, quindi sorry, non riesco a shipparle.

Dicevo prima che mi è piaciuta molto Cheryl. Sono rimasta colpita dal modo in cui suo fratello, il gemello, scompaia, e lei riesca a superare tutto con un bel discorso davanti a tutti a scuola, un ballo (le canzoni che ascoltavano i loro genitori quando li hanno concepiti è un colpo di genio), e restando comunque la solita stronza. Insomma, non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile non vedere nemmeno un briciolo di…dolore. Probabilmente perché suo fratello era presumibilmente morto, certo, ma non era stato ancora trovato un cadavere?
Ed eccoci accontentati, a fine episodio Jason torna a riva… morto, non per annegamento ma con una pallottola in testa. Quindi o i pesci hanno preso il porto d’armi, o qualcuno lo ha ucciso. Da quel che abbiamo potuto vedere, Jason era anche molto amato – la mamma di Betty gli ha dolcemente augurato di essere morto tra atroci sofferenze – quindi presumo che i sospetti non mancheranno di certo.

In questo secondo episodio le acque si sono, paradossalmente, calmate. A scuola tutti affrontano la morte del loro compagno, ma non troppo, non si può annullare il football solo perché a Jason Blossom hanno sparato in testa.

Jughead mi aveva già colpita ma non capivo perché, ma adesso lo so: perché lui, in una serie praticamente tenuta insieme da cliché e stereotipi, è un outsider. Si distingue. È un’ombra che vaga per la scuola inosservata, il narratore perfetto. Forse è per questo che si veste sempre di nero. Persino oggi, che è stato sullo schermo molto di più, non sembra mai il protagonista eppure è sempre lì, come una macchietta sull’occhio. Inoltre, se Archie la scorsa settimana non mi aveva particolarmente colpito, in compagnia del ragazzo è scattato qualcosa. Sembra quasi che Jughead sia la sua coscienza, che sia capace di portarlo sulla retta via come solo un amico sa fare, e mi è piaciuto. Soprattutto se riesce a fargli mollare la prof.

Tra le ragazze continuo a preferire Betty, soprattutto ora che ho scoperto che sotto il viso angelico e i capelli biondi nasconde un po’ di fuoco anche lei. Magari al suo posto, però, eviterei di minacciare la sua nemesi quando in città si è alla ricerca di un assassino. Non credo sia nemmeno necessario darle un ragazzo al momento, perché ha già abbastanza roba in pentola se pensiamo soltanto alla sorella e alla madre. Polly mi incuriosisce sempre di più, lei e la sua storia con Jason, e spero che prima o poi ce la mostrino… anche se, conoscendo il genere, possiamo aspettarci tranquillamente il suo ritorno più avanti o magari nel season finale.

Veronica non mi sembra una cattiva ragazza, ma non riesco proprio a mandarla giù. Capisco perché lo fa, ma questo suo continuo sforzarsi di essere buona la rende falsa, costruita, ai miei occhi, senza contare che ogni due frasi mette tre citazioni alla pop culture e sì, lo abbiamo capito, guardi la televisione. Brava. Siamo anche nel 2017, lo sappiamo, non c’è bisogno.
Apprezzo comunque il buon proposito di non litigare mai più per un ragazzo. Sarebbe una bella novità, due ragazze che non si azzuffano sopra un paio di addominali? Wow.

In tutto questo c’è anche Archie, che per me resta una grande incognita. Tralasciando la storia con la prof che NO, mi sono chiesta soltanto una cosa: ma non poteva dire alla polizia di aver sentito lo sparo da solo? Che so, era lì a pescare e ha avuto paura? Non doveva coinvolgere per forza la Grundy. Che giustamente, per proteggere la sua carriera, è disposta a ostacolare delle indagini per omicidio… priorità. Pensarci prima di dare un passaggio ad Archie e limonarselo in macchina no, vero?

Infine, Cheryl è stata ancora una volta una sorpresa. Stronza fino al midollo ancora oggi, mi ha lasciata di stucco quando è scoppiata in lacrime ed è scappata dal campo da football. Ha dimostrato di essere fragile sotto quella corazza che si è costruita, spiazzandomi, ma ancora più sorprendente è quello che sono riusciti a farci capire con questa stessa scena: Cheryl è una ragazza popolare e le amiche non le mancano, indubbiamente, eppure quando fugge via le uniche a seguirla sono Veronica e Betty. Questo la dice lunga sulla veridicità dei rapporti che ha stretto con le altre cheerleaders. Forse è vero, forse l’unico vero amico, l’unica persona che realmente l’amava era suo fratello, e si preannunciano tempi difficili.

Il finale con l’arresto. È stato triste vedere Cheryl portata via dalla polizia, ma non ci credo nemmeno per un secondo che sia stata lei. Io credo piuttosto che la storia dell’annegamento fosse una copertura per… chissà, una fuga? D’amore? Non lo so. Ma Cheryl, durante il suo momento di debolezza, dice che Jason “sarebbe dovuto tornare”, e a questo punto è strano. Quindi qualcuno ha approfittato di questo per farlo fuori davvero.

O non proprio, visto che la morte del ragazzo risale a una settimana dopo del previsto. BOOM.

Per ora, dopo soltanto due episodi, l’impressione generale è: sarà piena di cliché (piacevoli da guardare, dopo aver metabolizzato il pilot), ma l’omicidio di Jason Blossom è riuscito sicuramente a conquistare la mia attenzione. Sono proprio curiosa di scoprire che cosa ci riveleranno nel prossimo episodio.

Promo e ringraziamenti

Ringraziamo: Riverdale – Italia | Serial Lovers – Telefilm Page

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4 thoughts on “Recensione | Riverdale 1×01 – 1×02 “The River’s Edge – A Touch Of Evil”

  1. Ma quanto avevo bisogno di trash?? Un po’ un PLL meno trash, no? Dopo aver visto il primo episodio ero letteralmente in attesa del secondo, mi è piaciuto abbastanza, ecco.
    Poi, tutti questi cliché sono l’ammmmore. Mi danno piccole gioie, come l’angst di Betty e quel cretino bel musino di Archie. VOGLIO IL TERZO EPISODIO NOW.

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  2. dopo scene come lui in boxer che si mette i calzoncini e va dalla prof di notte…e la prof che lo abborda in macchina con la cannuccia in slow motion….non posso non vederlo xD. comunque trash calibrato,c’è di peggio…e dove c’è whodunit mi ci ficco. piu’ i bonus luke perry e …zia wendy *_*(peccato è una BIP qui). ps: avevo letto che avrebbe fatto una comparsata sabrina,la strega,non si sa piu’nulla?(essendo degli stessi fumetti)

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