Film/Movienight

Movienight # 16 | Aspettando gli Oscar…

Arrival

arrival_notiziaRegia: Denis Villeneuve

Anno: 2016

Genere: Fantascienza, drammatico

Cast: Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker

Trama: Quando strane navi spaziali si avvicinano alla Terra, la dottoressa Louise Banks (Amy Adams) è chiamata come esperta linguista a cercare di comunicare con gli alieni. A causa della possibile minaccia, il mondo è in guerra e solo Louise Banks può cercare di scongiurare una catastrofe. Ma capire il messaggio degli alieni la porterà di fronte ad una scelta, dono o maledizione il nuovo linguaggio la cambierà per sempre.

Il perché pelato: Il film di Villeneuve è un film sofisticato, diverso dalle altre pellicole del suo genere. Non siamo di fronte all’irruenza e spettacolarità della Guerra dei Mondi o dello Ultimatum alla Terra, ma ad un qualcosa di più filosofico. Il tema centrale non sono gli alieni, ma il connubio tra linguaggio e scienza, tra tempo e coscienza, facendo riflettere lo spettatore e costringendolo a prendere posizione sul film stesso. Forse è per questo che  le discussioni attorno ad Arrival sono tante e diverse, piace e non piace, ma comunque ci presenta un argomento complesso con semplicità e permette a tutti di scontrarcisi. L’interpretazione della Adams è un altro punto a favore del film, la dottoressa risulta vulnerabile ma ferma ed è l’indiscussa protagonista oscurando pesantemente lo scienziato interpretato da Jeremy Renner, che risulta solo un personaggio passivo della squadra.

La La Land

la_la_landRegia: Damien Chazelle

Anno: 2016

Genere: Musical, romantico

Cast: Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend, JK Simmons, Rosemarie DeWitt

Trama: Sebastian (Ryan Gosling) è un pianista jazz, che vive della sua passione senza compromessi, mentre Mia (Emma Stone) è un attrice che di provini ne ha fatti tanti e vede il suo futuro da star svanire poco a poco. Entrambi in cerca di qualcosa, finiranno per incontrarsi diverse volte nella splendente cornice di Los Angeles, sarà destino?

Il perché pelato: E’ la prima scena del film a rendere la misura della maestria della regia (Damien Chazelle, già apprezzato in Whiplash) e del montaggio (Tom Cross), che insieme creano una lunghissima scena senza interruzioni di ripresa, perfetta per immergerci nell’aria romanticamente vintage del film. Come hanno fatto a girarla??? Mistero e bravura suppongo. Ma se non fosse abbastanza, la pellicola supera se stessa durate le scene tra i protagonisti, dove le interpretazioni di Stone e Gosling scintillano tra le note di “City Of Stars” (canzone che non si dimentica usciti dalla sala). Da alcune interviste al regista Damien Chazelle (lo scriverò altre 300 volte se necessario, perché da tenere d’occhio!) abbiamo scoperto che Emma Stone e Ryan Gosling non erano le prime scelte del regista, ma sinceramente non riesco ad immaginare una coppia più perfetta. Ballano, cantano ed incantano portandoci in un mondo di passioni, di immagini e sensazioni che ad Hollywood si è fin troppo trascurato. Sfido ad uscire dalla sala senza un sorriso malinconico e accennando un passo di danza, perché la passione di Sebastian e Mia fa eco alla nostra, forse sepolta da altri pensieri.

Per una recensione più approfondita rimando ad un altro link di parolepelate qui.

Lion: La strada verso casa

lionRegia: Garth Davis

Anno: 2016

Genere: Drammatico

Cast:  Dev Patel, Nicole Kidman, Rooney Mara, David Wenham, Sunny Pawar

Trama: A 5 anni Saroo (Dev Patel) si perde per le strade di Calcutta, dopo aver preso un treno sbagliato. L’unico ricordo che lo lega alla sua infanzia è la stazione ferroviaria da cui è partito. Viene poi adottato da una coppia australiana e una volta cresciuto decide di ritrovare le sue radici.

Il perché pelato: Al centro delle vicende (VERE) di Saroo c’è la ricerca delle proprie origini, un vuoto che si nutre dei suoni, colori, odori e sensazioni immagazzinate da piccolo e pronto a riemergere ad ogni minimo stimolo. Non importa quanto Saroo sia cresciuto, costruendo grazie ai genitori adottivi una vita perfetta, comunque i ricordi lo confondono come scariche elettriche costringendolo a confrontarsi col suo passato. L’interrogativo principale è: quanto è importante conoscere da dove veniamo? Le nostre origini influenzano quello che siamo? La pellicola sembra dire di sì, portando il protagonista ad una ricerca quasi ossessiva. Il film emoziona grazie anche all’interpretazione tutt’altro che marginale di Nicole Kidman e del Saroo bambino, attraverso i cui occhi limpidi percepiamo l’importanza della memoria sensoriale.

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