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The Top | I Cinque Migliori Casi di Sherlock

Ad una settimana e più dall’assenza di Sherlock, noi di parolepelate ci siamo riuniti nella nostra stanza pelata…al nostro tavolo pelato…e abbiamo deciso di non smettere, al momento, di parlare ancora della serie britannica più cervellotica e trascinante degli ultimi anni.

Alla luce dei recenti eventi, ovvero la chiusura della quarta stagione, ripercorrendo i casi di cui si è occupato l’investigatore dal cappotto lungo e l’amico basso, abbiamo deciso di stilare per voi una lista dei : 5 Migliori Casi risolti da Sherlock.

La serie tratta liberamente dai racconti di Arhtur Conan Doyle, sicuramente ha segnato una nuova era nel lontano 2010 grazie al genio dei creatori Gatiss e Moffat (che insieme avevano già lavorato ad un’altra famosissima serie cult Doctor Who), e al cast composto in primis da Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. L’innovazione di questa nuova trasposizione contemporanea sta nel desiderio di svecchiare il personaggio dal cappello buffo di Doyle, portandogli rispetto, ma soprattutto mostrandoci come uno Sherlock sarebbe perfettamente a proprio agio nell’era della tecnologia e come si giostrerebbe nelle nostre vicende moderne. La caratterizzazione di questo nuovo-vecchio personaggio, che non perde mai il suo amplob inglese, è arricchita da una serie di espedienti che rendono il ritmo della serie incalzante, a tratti intimo, con trovate visive che ci permettono più facilmente di apprezzare le doti deduttive del consulente investigativo e di accedere più facilmente al suo palazzo mentale. Bastano a volte delle scritte in sovrainpressione, delle inquadrature che si spostano veloci da uno scenario all’altro e naturalmente una sceneggiatura ricca di riferimenti all’opera originale e indizi da captare per i prossimi episodi, e una qualità recitativa elevata.

1. Le Cascate di Reinchenbach (2×03) – The Reichenbach Fall

I finali di stagione di Sherlock sono sempre dei gioiellini, ricchi d’azione, pathos, che naturalmente uniscono e risolvono tutti gli indizi sparsi precedentemente, sciogliendo la matassa di dubbi che ci avevano assalito durante l’ennesimo rompicapo. Questo rompicapo ha un nome: Moriarty, che si era precedentemente affacciato nella 1×03, per poi lasciarci insoddisfatti sulle note di Stayin’ Alive (uno dei tanti indizi da raccogliere o semplicemente un messaggio implicito data la situazione pericolosa). Moriarty aveva già giocato con Sherlock, tanto quasi da fargli perdere l’umanità ritrovata principalmente grazie a John. Qui ora sembra quasi che Jim M. punti proprio sui sentimenti, sul far crollare Sherlock, in un gioco di parti dove Andrew Scott da poliziotto cattivo, passerà automaticamente a poliziotto buono. L’episodio è liberamente tratto dal racconto The Final problem (a cui gli autori faranno riferimento nelle 4×03 come preannunciato dallo stesso Moriarty a casa di Sherlock nella seconda stagione) e vede la notorietà di Sherlock adombrarsi in seguito al processo fatto a Moriarty che farà credere al mondo di essere non solo innocente, ma anche un attore ingaggiato dallo stesso giovane Holmes per ingannare tutti. Il gioco è di far credere a noi pubblico che ci sia una falla nell’immagine che ci siamo fatti del bel riccioluto consulente investigativo. L’episodio rilascia una tensione tagliente come una lama, costringendoci a dubitare di Sherlock e quasi a rendercelo insopportabile per le sue ossessioni, anziché adorabile. La puntata si apre e si chiude epicamente con la salita al trono di Moriarty (credo una delle più belle scene mai realizzate con la rapina simultanea alla Torre di Londra, la Banca d’Inghilterra e l’apertura del carcere di Pentonville) fino alla scontro con Sherlock e la sua morte sul tetto dell’ospedale. Esattamente l’inizio e la fine dei giochi. L’epicità di questo caso sta nella  capacità di farci davvero dubitare di quello che abbiamo sempre saputo fino a quel momento.

2. Scandalo a Belgravia (2×01) – A Scandal in Belgravia

Perché questo inizio di stagione ci ha così colpiti tanto da entrare nella top 3 dei migliori casi? Credo che sia dovuto a due fattori determinanti: Irene Adler, la Donna, e il caso dell’aereo fantasma. Se la prima si palesa dai primissimi minuti di puntata, del secondo ne verremo a conoscenza solo nell’ultima mezz’ora. Troppo concentrati sulla Dominatrice ci lasciamo sfuggire, insieme a Sherlock, gli indizi presenti in tutto l’episodio, che ci sembravano apparentemente insignificanti, i soliti piccoli casi che portano Sherlock e Watson a quello più grande. Come dirà Mycroft ci siamo fatto incartare dal caso della fanciulla in pericolo, non afferrando che fosse lei il vero pericolo. Liberamente tratto dal racconto Uno scandalo in Boemia, ci viene presentato un personaggio tanto fisicamente latitante, quanto presente con la sua essenza nei racconti di Doyle: la Donna, o l’unica donna (da accertarci ancora se sia l’unica donna che abbia mai stimolato intellettualmente Sherlock, o che sotto questa frase ci sia qualcosa di più sentimentale). L’episodio apparentemente tranquillo, è in realtà ammaliante come la bella Lara Pulver (Irene); siamo tanto distratti che nell’esatto momento in cui Sherlock decifra il codice della e-mail di un cliente della dominatrice facente parte della Difesa britannica e Irene manda il risultato a Moriarty, ci svegliamo dal sogno e veniamo catapultati nella dura realtà. Di fronte al fallimento, Sherlock però non si arrende e smaschera la Donna, per poi salvarla successivamente dai terroristi che l’avrebbero ammazzata (e qui il nostro lato romance è salito alle stelle). È l’episodio dei doppi sensi, delle gang forse tra le più divertenti (Sherlock che resta basito di fronte alla nudità di Irene, ma che aveva capito perfettamente quale fosse il codice della sua cassaforte, la suoneria dai suoni inopportuni, John sarcastico che consiglia il nome da dare al loro bambino), dell’alta tensione sessuale, dal tema musicale tra i più coinvolgenti, col caso meno scontato e dal finale più inaspettato. Ci siamo tutti cascati, o meglio siamo stati tutti soggiogati da un colpo di frusta.

 3. Il grande gioco (1×03) – The Great Game

Ecco un altro finale di stagione, questo tratto, per quanto concerne il caso West, un agente dei servizi segreti britannici, dal racconto L’Avventura dei piani Bruce-Partington. In seguito ad un’esplosione difronte a Baker street, inizierà il grande gioco di un criminale identificato inizialmente come un bomber seriale: Moriarty. Prendendo in ostaggio diverse persone e rivestendole con dell’esplosivo, indurrà Sherlock a risolvere quattro grandi casi per salvarle: la morte di un bambino di cui lo stesso Sherlock fu testimone, un uomo che ha finto la sua morte,  la morte di un personaggio televisivo, e il falso di Vermeer. Nonostante l’adrenalina in circolo per questo gioco a tempo, è forse uno dei casi più crudeli mai risolti. Non per questo Moriarty è la sua nemesi. A volte lo stesso Sherlock però si perde nel puro divertimento di fare deduzioni, ritornando alla sua chiusura prima di John, senza considerare delle vite umane, ma a questo ci pensa il suo amico, protagonista sua malgrado dello scontro finale in piscina (acque profonde in tutti i tuoi sogni, Sherlock…) che lo vede indossare grandi quantità di esplosivo. Anche qui abbiamo due caratteristiche che rendono questo un episodio da ricordare, uno dei più grandi rompicapo risolti da Sherlock e mai realizzati da Moriarty al pari di una bomba da disinnescare, e guai a tagliare il filo sbagliato, ma soprattutto la micidiale ironia del bad ass pop della prima, seconda, e poi terza, quarta stagione e così via (perché lui resterà per sempre il vero “cattivo”). Impossibile dimenticare il cambio repentino di pensiero di Moriarty che decide di uccidere John e Sherlock, per poi avere un impegno più urgente da risolvere. Tipico di Moriarty.

4. Il problema finale (4×03) – The Final Problem

La quarta stagione è partita in sordina, per poi regalarci uno dei finali di stagione (o serie?) più intimi ed emozionanti. I riferimenti a L’ultima avventura (o Il problema finale) e Il cerimoniale di Musgrave sono tutti presenti. Il problema finale è Eurus, la sorella mai conosciuta di Sherlock. È il primo vero caso familiare dove Holmes è contro Holmes che è contro Holmes. Non è un caso che il gioco di Eurus ricalchi quello di Moriarty nella 1×03, e non per i racconti da cui Moffat e Gatiss hanno preso ispirazione. Eurus è proprio il problema finale lasciato da Moriarty. Anche qui abbiamo dei piccoli casi che Sherlock e co. devono risolvere per il caso più grande, la bambina sull’aereo che non si rivelerà altro che un alter ego di Eurus. Ma qual è la notizia più scioccante? Che Barbarossa non è un cane, ma un bambino, il miglior amico di Sherlock ucciso da una dolce, piccola e pericolosa Euros bambina. È la conclusione più imprevedibile, d’altronde nella 1×03 conosciamo Moriarty e sappiamo che da questo momento in poi dobbiamo stare in guardia, oltre al fatto di avere la conferma che il rapporto tra Sherlock e John è più saldo che mai tanto da morire quasi insieme in quella piscina; nella 2×03 non ci caschiamo neppure per un secondo alla morte di Sherlock dalla terrazza dell’ospedale, ma qualche dubbio sul suicidio di Moriarty ci resta; e nella 3×03 non ci pensiamo neppure un attimo che Sherlock possa finire in carcere e non deliziarci più con le sue indagini; perciò cosa ha di diverso questo finale? Tutto. Vengono messo in discussione e prima in gioco i sentimenti di uno Sherlock ben differente dalle prime stagioni, uno Sherlock che non reprime più le sue emozioni, uno Sherlock che vince anche coi soli sentimenti, perché sono questi che Eurus non può calcolare come quando decide di sparare a se stesso piuttosto che scegliere tra Mycroft e Watson. È il caso della vita, dell’amore perso e ritrovato.

5. Il detective morente (4×02) – The Lying Detective

Sono anche io stupita che alla quinta e ultima posizione ci sia il caso dell’imprenditore e filantropo Culverton Smith, ma possiamo fare delle deduzioni molto semplici per spiegare ciò. Apparentemente un caso semplice, tratto appunto dal racconto Il Detective Morente, palesemente ispirato a quelli dell’assassino seriale Henry Howard Holmes. Sembra tutto chiaro, pure uno stupido come John ci arriverebbe, eppure Moffat ci insinua nuovamente il dubbio che Sherlock non sia nelle sue piene facoltà date le pressioni emotive nate dai suoi sensi di colpa per la morte di Mary. Perciò si sovrappongono le informazioni reali su quelle invece che derivano solo (?) dalla fantasia di Sherlock, come la conversazione avvenuta con Faith Smith, la figlia di Smith che avrebbe chiesto aiuto ad Holmes junior. Ma l’originalità del caso in questione non sta nel catturare l’ennesimo assassino, ma nel risolverne due più grandi: riunire John a Sherlock e scagionare quest’ultimo dalle sue colpe oltre a liberare il primo dalle proprie, e risolvere il problema dell’incontro con Faith: Sherlock ha una sorella. Come il finale di questa quarta stagione, anche l’episodio antecedente, ovvero il 4×02, ha una carica emotiva di grande impatto. Rendendo la season 4 sicuramente la più umana e introspettiva; il ricongiungimento e l’abbraccio finale tra John e Sherlock è il nostro meritato sollievo. Oltre la ritrovata ironia grazie a Mrs Hudson. Perché la quinta postazione? È un ritorno alle origini da vari punti di vista, principalmente per la risoluzione del rompicapo di Smith, mero espediente per la questione finale.

Naturalmente questa è solo la nostra personale classifica dei 5 migliori casi di Sherlock, e saremmo curiosi di sapere quali invece sono i vostri.

Un grande assente nel nostro sondaggio è stata la terza stagione, probabilmente il carattere più leggero, che lascia spazio più alle relazioni personali che alle indagini e alle deduzioni, ha penalizzato la scelta (senza mai dimenticare il caso dell’uomo effimero e il passato sconcertante di Mary). Sicuramente la season 3 ha dai toni più scanzonati, scene indimenticabili come il ritorno dopo anni di assenza di Sherlock e la “reazione” di John, ma effettivamente è questo che resta più impresso che il carattere giallo dell’intera serie. Da ricordare anche lo speciale L’abominevole sposa, che per poco non è entrato nella nostra Top Five, dove passato e presente si scontrano e si fondano dando origine ad un caso che non farà altro che portarci all’ultima stagione.

Ora tocca solo a voi, Sherlokians…

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