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Parliamone | “Your Name” e la trama debole come un castello di carte

Premessa: Ieri sono andata a vedere Your Name al cinema. Sebbene con qualche perplessità, ho lasciato la sala soddisfatta, il film mi era piaciuto.
[Seguono pesanti spoiler, quindi procedere con prudenza.]

Film la cui struttura era come un bel castello di carte a più piani, che guardi con soddisfazione dopo aver posato l’ultimo piano con successo.
[Cosa che nel mondo reale non mi accadrà mai visto che ogni mio castello di carte è crollato al secondo piano, ma facciamo finta.]
Poi però… beh, ci ho riflettuto più a fondo e quelle piccole cose per cui avevo chiuso gli occhi, quel guardare un film o una serie senza essere troppo ossessionati dalla perfezione che porta a non apprezzare la visione, hanno cominciato a diventare qualcosa di molto più grande e grave.
Potevo tranquillamente ignorare cose come Taki che scrive “ti amo” sulla mano di lei anziché il proprio nome (per carità, romanticissimo, ma sei cretino?!), quel non essersi chiamati o spediti un messaggio un po’ prima o altre piccole cose che beneficiavano alla trama anche se mi facevano venire il nervoso.
Fino a che si tratta di questo, andava bene, d’altronde non ho ancora trovato un film/serie che tratti i salti/viaggi temporali e tenga conto di tutto.
Nonostante ciò, qualche carta del castello era caduta ed esso non era più bello come prima.
Pazienza, mi sono detta, ma poi ho realizzato un cosa più grave. [Alle tre di notte, ma questa è un’altra storia.]
Allora… Noi abbiamo questi due ragazzi, che per circa un mese di tempo si sono scambiati di corpo (un mese perché, se la memoria non mi inganna, era il tempo che mancava all’arrivo della cometa e quindi alla fine degli scambi di corpo). Considerando che lo scambio avveniva due-tre giorni alla settimana, l’avvenimento dev’essere successo dalle otto alle dodici volte, ma probabilmente anche qualcosina in più.
Comunque sia, escludendo la prima settimana, cioè il tempo necessario a realizzare che lo scambio non era frutto di un sogno molto vivido, hanno avuto circa tre settimane temporali e una decina di scambi in cui erano perfettamente consapevoli di essere nel corpo di un altro, di vivere la vita di un persona che abitava a qualche “ora” di distanza.

Bravi, ragazzi.
Però… spiegatemi come sia possibile che scemo e più scema non si siano accorti che l’altro/a viveva nell’anno sbagliato?
Usando un cellulare, andando a scuola, utilizzando un diario (digitale e non), guardando un calendario o la TV, mai, mai una volta si sono accorti che lei viveva nel 2013 e lui nel 2016? Mi prendete in giro? Anche se fossero due suonati, anche solo girando in rete qualche minuto finisci per accorgerti che stai vivendo tre anni dopo/prima.
Ora, se per lui è male, per lei è peggio. Perché un conto è il passato, un altro il futuro. Sapendo di star vivendo nel futuro, la maggioranza delle persone si sarebbe cercata online, lei sicuramente avrebbe voluto sapere se era riuscita a trasferirsi a Tokyo, e sapendo del disastro imminente… beh, abbiamo appena gettato nella spazzatura mezzo film.
Evvai!
Una cosa così importante come l’anno in cui vivi, non penso che sia una cosa così trascurabile, basta a mandare in malora la trama di Your Name.
I due ragazzi non possono non averci mai fatto caso in un intero mese, bastava che anche solo uno dei due se ne accorgesse e lasciasse un appunto all’altro, del tipo “ma com’è che vivi nell’anno 201x?”
Non è nemmeno possibile tenere conto del fatto che risvegliandosi nel proprio corpo dimenticavano tutto o quasi, perché c’erano mille e più modi per poter discutere il problema, così come sono riusciti a stabilire stupide regole di buona “convivenza”.
Però no, i due erano così con i piedi per terra che hanno tralasciato un dettaglio fondamentale. Quel genere di dettaglio che il castello me l’ha fatto crollare in mille pezzi.
Il tempo è la colonna portante del film, se togli quella… Cosa resta? Un po’ di emozioni, ottime animazioni, una bella serata e… il ricordo di due idioti con problemi di memoria.

Varie ed eventuali:

– Anche se può sembrare il contrario, non mi pento di aver visto il film, né lo trovo brutto, solo che lo devi guardare con il paraocchi/orecchie e tanta, tanta pazienza.

– Ho pensato che con qualche… aggiustamento di trama (escludendo la parte di cui ho già ampiamente parlato), sarebbe stato interessante fare come plot twist finale che Mitsuha era la capo cameriera. Non che come si sia risolta mi dispiaccia, ma non sarebbe stato male.

– Mi dispiace per chi l’ha amato nonostante i difetti, ma sono contenta che non sia stato nominato agli Oscar. E non mi sento “cattiva”, nel dirlo. Piegare una trama a tuo piacimento solo perché fa scena o rende più emozionante una determinato momento del film, non fa di te un buon autore.

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11 thoughts on “Parliamone | “Your Name” e la trama debole come un castello di carte

  1. Non penso proprio che lo vedrò al cinema, ma lo avevo adocchiato già da un po’ avendo visto che è stato primo nella classifica dei film più visti in Giappone per mesi. Conoscendo l’autore, per i suoi lavori precedenti (Il giardino delle parole e 5cm per secondo che consiglio), ti posso dire che è un suo difetto fare un bel lavoro e poi rovinarlo con un dettaglio.
    Secondo me dovrebbe ambientare i suoi lavori in un passato od un futuro indefinito per non cadere in errore.
    Comunque lo vedrò perché mi piacciono molto i disegni e soprattutto gli sfondi.
    Mchan

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    • Nonostante i difetti, sono contenta che questo film sia stato trasmesso al cinema (è bello che l’animazione giapponese sia più di rilievo anche in Italia), tra l’altro la sala era stracolma, quindi dev’essere andato decentemente.
      Quelle due opere le conosco di nome, ma non le ho viste. Ti credo sulla parola e magari un giorno le recupererò.
      Comunque, sotto vari punti di vista, il film merita.

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      • Purtroppo queste opere le tengono al cinema solamente per 3 giorni, per questo si riempie la sala. Anche se poi a guardare i numeri sono alti, tra le prime posizioni, per cui non capisco perché non tenerli una o più settimane come i film occidentali. Che poi ho sentito che alzano il prezzo del biglietto perché trattasi di “evento”, vabbè…
        Mchan

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        • Plot twist: hanno deciso di rimandarlo al cinema anche a febbraio. Sempre per pochi giorni, ma dev’essere andato proprio bene.

          Sì, alzano di molto il prezzo: 12 euro. Però ho pagato 9 perché avevo un buono sconto per quel film, quindi alla fine dei conti non ho visto la differenza.

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    • Ho visto quel film e l’ho amato. Infatti anche in sala ho pensato che la trama lo ricordasse, soprattutto per il plot twist sulla protagonista che è identico a quello del film.
      Per vedere Your Name hai un’altra possibilità, lo ridanno al cinema anche a febbraio.

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  2. Ciao! Penso di non essere d’accordo con tutti i lati negativi che hai trovato nel film… ok, non ci sta che nessuno dei due sappia in che anno sono, ma considera che ogni giorno dimenticano tutto quello che è successo nei gironi prima, e anche lasciando qualche appunto nel diario non penso sarebbe stato così semplice da ricostruire il percorso. Alla luce dei fatti però hai ragione, lei va anche alla stazione una data avrebbe dovuto vederla. Comunque mi ha sconvolto questa distanza impercettibile di tre anni! Hanno piegato la trama con forza ma ha avuto veramente successo: il modo surreale in cui i due finiscono nel tempo dell’altro è meraviglioso.
    Penso rientri almeno nella top three dei lungometraggi di questo tipo. Non è facile creare una storia basata sui viaggi nel tempo e allora hai due scelte: o segui ala lettera tutte le regole e le conseguenze che ne derivano (ma ammettilo che sarebbe noioso e non verrebbe fuori nulla di interessante) oppure stravolgi la linea temporale, ed è una tecnica che ha sempre funzionato, guarda Flash o Legends Of Tomorrow… non mi sembrano seguano tutte le leggi temporali eppure la storia non è mai stata criticata così pesantemente.
    Bene, detto ciò, lo sai che ti adoro!!!!! ❤

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    • Ciao! 😀
      Ci ho pensato alla cosa che ogni giorno dimenticano, ma non è che sia proprio così… infatti lei, nel suo corpo, si ricorda che lui sta andando ad un appuntamento con un’altra (la capocameriera) e cerca pure di andare a trovarlo, finendo per riconoscerlo, cosa impossibile se si fosse dimenticata di tutto. E’ vero che hanno ricordi vaghi, ma trovo improbabile che a causa di questo dettaglio non potessero scoprire la storia degli anni diversi.
      Anche se ho criticato la trama, che continuo a trovare deboluccia tutt’ora, ripeto che il film mi è piaciuto! Sul serio! Aveva delle animazioni fantastiche e scene emozionanti. Non mi hanno fatto piacere tutti quelli errori, ma non tanto perché ci sono, piuttosto perché sono troppo evidenti, in particolare visto che si tratta di un film di un paio d’ore mi fa un po’ arrabbiare che manco così poco tempo siano riusciti a rispettare qualche regoletta di base. E non si tratta nemmeno di regole dei viaggi nel tempo, ma regole di vita. Come si fa a vivere per tanto tempo in un mondo non tuo senza scoprire in che anno sei? E’ proprio perché è una cosa elementare che mi fa arrabbiare.
      Hai ragione a dire che non è facile creare una storia sui viaggi del tempo, infatti è quasi impossibile tenere conto di tutte le variabili (sebbene voglia aggiungere che mi piace come Frequency abbia trattato l’argomento). Più che altro, se si tratta di una serie televisiva, fai meno caso alla cosa, perché gli episodi sono tanti e ci sono più possibilità che scappi qualcosa.
      Vabbè, poi questa rimane la mia opinione, liberissima di ritenerla esageratamente dura. Ti voglio ancora bene! ❤

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