Shadowhunters/Telefilm

Recensione | Shadowhunters 2×03 “Parabatai Lost”

Mondani, e siamo a quota tre… di 20 episodi.

Credo che questa serie della Freeform abbia proprio un problema di fondo. Dovrebbero distribuire tutte insieme le puntate (e poi darle naturalmente a Netflix), perché non è proprio una serie da godersi di settimana in settimana data la scarsa suspance che sono capaci di (non) creare.

Avevamo lasciato Alex agonizzante per lo sforzo di rintracciare Jace. Il punto è che Alec non è né agonizzante e neppure addormentato, non è né carne e né pesce. Sta lì disteso su un letto in cui neppure ci entra (e qualcuno gli ha pure rimesso la maglietta addosso!), con un velo di sudore sul volto, ma niente più. Livello di preoccupazione verso Alec: 4. Si salvano solo i flashback, punto di forza di questa serie, dove incontriamo stranamente giovani attori più nella parte dei loro personaggi che lo stesso cast ufficiale. Riviviamo i ricordi di Alec e conosciamo il vero Jace sfacciato e arrogante dei primi libri, e poi crescendo ha perso il collo e l’atteggiamento da bullo. A parte questo i flashback hanno sortito l’effetto sperato: il ricongiungimento dei due parabatai a casa di Magnus è dolce e toccante, anche se questo sentimento l’ho letto solo sul volto di Clary e Magnus che per il sollievo si prendono per mano. Izzy invece è rigida nella sua posizione a braccia conserte, non sembra paralizzata dal breve momento in cui Alec pare aver tirato le cuoia, nemmeno troppo sofferente, semplicemente impassibile, o forse, come dice Victor, il nostro nuovo simpaticissimo capo dell’Istituto, è troppo sicura di sé? Certo, non abbiamo dubitato neppure per un attimo che Alec “schiattasse “, ma un minimo di dubbio, almeno gli attori dovrebbero averlo o per lo meno recitarlo.

(cuccioli)

Ciò che mi aveva più interessata nella puntata precedente, la fuga in mare di Jace e Clary, si è rivelata anch’essa un buco nell’acqua (come sono simpa). Pare che la corrente fosse troppo forte e i due si siano separati; Clary, essendo campionessa di nuoto a quanto pare, ha nuotato fino a riva e poi è ritornata all’Istituto bagnata come un pulcino, senza beccarsi neppure una broncopolmonite (dato che presuppongo si sia girata mezza città in quelle condizioni), (io sarei annegata sicuro); Jace approda a riva insieme al corpo ormai privo di vita della licantropa dalla chioma grigia alla moda. Sherwood è il protagonista degli ultimi episodi e porta avanti la sua storyline abbastanza bene, è perso e tormentato e negli scontri sembra davvero prenderle di santa ragione, oltre a muoversi con più convinzione e mostrare un sincerissimo affetto per il suo fratello-parabatai. Sembra un ragazzo distrutto dentro più che arrabbiato e lo scambio di parole con Jocelyn ne è la prova. A proposito di lei, sono davvero soddisfatta che Magnus l’abbia rimessa al suo posto, sono anni che combina danni, prima la figlia ora il suo presunto figlio, ha mostrato solo il suo egoismo, se solo avesse preparato tempo addietro Clary forse le cose ora sarebbero diverse.

(che disperazione…)

Magnus porta sempre una boccata d’aria fresca nella serie. Dove c’è Harry c’è un livello di recitazione più alto oltre che del Malec. Un po’ ridicolo il bacio al bell’addormentato, sono scoppiata a ridere poiché in quella scena ho avuto un flashback di Once upon a time e le innumerevoli scene sul bacio del vero amore che risveglia da potenti incantesimi…

Nonostante tutto in questo terzo episodio abbiamo riassaporato ancor di più le atmosfere iniziali di Città di cenere: la rissa nel bar, Maia, il branco e Jace portato a Città di ossa. Però tutto resta abbastanza freddo, poco coinvolgente. Cosa pensa davvero Clary di avere un fratello, e Jace nei confronti della ragazzina pel di carota? Avevamo davvero bisogno di scoprire che la madre di Simon fosse una ex alcolizzata? Probabilmente per vedere un avvicinamento tra Clary e Simon, ma perchè coinvolgere quest’ultimo in storyline sempre ridicole e poco produttive per il suo personaggio?

(il momento migliore)

Dopo le buone premesse, la serie mi convince si e no, la qualità recitativa è migliorata notevolmente, i toni dark rendono la serie più adatta alla trama da cui prendono spunto, ma gli espedienti, le trovate, le motivazioni alle volte sono così deboli che rendono l’intero montaggio di scene sconnesso e noioso. Tanto bella la parte con Jace all’ospedale e i lupi, quanto superfluo il colloquio tra Clary e Victor, coinvolgente la scazzottata al bar quanto facile da dimenticare la presenza di Raphael manager della band di Simon, toccante il parallelismo tra il giuramento dei parabatai adolescenti e al giorno d’oggi, quanto poco convincenti gli interventi di Luke e Jocelyn, e così via…

Commento breve, ma in fin dei conti è accaduto quanto ci aspettavamo e nulla di più…

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3 thoughts on “Recensione | Shadowhunters 2×03 “Parabatai Lost”

  1. Se il bacio di Magnus avesse funzionato avrei fatto di tutto per boicottare la serie. La scena del giuramento Parabatai è stata tanto tanto bella, mi sono emozionata (strano a dirsi con questo show!) e pensavo troppissimo a William e James che mi mancano, e niente. Almeno il legame qui viene sottolineato, non come in quella sottospecie di film che fecero!
    Per il resto d’accordo con te, vediamo un po’ cosa ci combineranno!

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