Sherlock/Telefilm

Recensione | Sherlock 4×03 “The Final Problem” – Finale di Stagione

Sherlockians…questo secondo me è un addio sicuro.

(io)

Chi mi troverà,

io sono perduta.

Camminerai e un faggio troverai.

Il vento dell’est aiuta e prende me,

sedici per sei,

fratello mio…

Il 15 sera è andato in onda l’ultimo episodio della quarta stagione “Il problema finale” (tratto liberamente da The Final Problem di Arthur Conan Doyle, dove Sherlock si scontra alle cascate con la sua nemesi Moriarty, esattamente come nell’episodio finale della 2×03 e un accenno anche Nell’abominevole sposa). A mezzanotte ed un minuto ero su Netflix, alle 12.02 avevo il battito del cuore accelerato dall’emozione. La puntata precedente mi aveva caricata di tantissime aspettative, che bene o male sono state ampiamente soddisfatte. Ma la mia vera sofferenza è rivolta alla speranza di una quinta stagione; più volte dai creatori al cast è stata lasciata una porta aperta, mostrando però le difficoltà di girarne una quinta per i continui impegni lavorativi di Benedict e Martin, però poi ieri sera è arrivato un tweet da Louise Brealey (Molly) che mi ha spezzato il cuore:

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(basta farci del male…)

Nessuna notizia è certa, anzi sul web circolano già congetture su una quinta serie e su quanto questa quarta sia stata solo un pretesto per la prossima. Ma si sa, lo scopriremo solo vivendo.

(un pacioccone Mycroft assaltato da un dolcissimo Sherlock)

Sherlock e John mettono alle strette Mycroft affinché racconti loro di Eurus in quanto Sherlock l’ha completamente rimossa dalla memoria. I tre, giunti a Sherrinford, tentano un approccio con Eurus e soprattutto provano a scoprire come sia uscita da lì, ma finiscono nella sua trappola e saranno costretti a giocare con lei, fino a quando Sherlock non risolverà anche quest’ultimo caso.

Conclusioni:

C’è talmente tanta carne sul fuoco che non so neppure da dove cominciare…

  • Play with me. Eurus è la terza figlia degli Holmes. Gli Holmes erano tre: Mycroft, Sherlock, Eurus. La madre aveva dei seri problemi con la scelta dei nomi. Eurus in giovanissima età uccide il migliore amico di Sherlock, Victor Trevor detto Barbarossa (perché il piccolo Sherlock era Barbagialla) in quanto gelosa del fatto che Sherlock non giocasse con lei (se gli sguardi potessero uccidere quella dolce bambina dell’episodio lo avrebbe fatto) – una volta i bambini nascondevano o rompevano i giocattoli dei fratelli dispettosi. Eurus ha capacità superiori agli altri Holmes (più intelligente di Newton), quasi di preveggenza (e prendete il termine con le pinze) oltre ad essere un’omicida pericolosa in quanto non sa cosa sia il dolore. Perciò dopo queste fantastiche premesse sappiamo che, dopo aver anche incendiato Musgrave Hall, verrà allontanata, fatta credere morta da Mycroft e rinchiusa in una Azkaban babbana chiamata Sherrinford.  Sian Brooke è inquietantemente brava, dalla sua voce suadente e calma anche quando uccide, al suo sguardo opprimente (e un applauso anche alla doppiatrice Ilaria Latini, difficile sembrare dolce e pericolosa al tempo stesso). La genialità di Eurus sconfina con la follia pura tanto da trovarsi a suo agio con Moriarty. Tutto parte dall’infanzia e da Sherlock, il fratello preferito, ma una volta adulta, decide di concludere il gioco che Sherlock non aveva mai terminato da bambino con lei. Il ricongiungimento finale, per me, non è una forma di perdono da parte del detective in cappotto. Sherlock comprende totalmente la gravità della solitudine di Eurus e l’ accoglie in famiglia, ma soprattutto nei suoi ricordi dove l’aveva completamente rimossa. Oltre ad essere un assassina Eurus è anche una persona sola, ed è la compagnia che offrirà il fratello alla sorella, non la redenzione, non il perdono. Lei è la bambina intelligente nel cielo che non sa come atterrare, Sherlock l’idiota a terra. E perciò, ricongiunti, comunicheranno con la musica, con il violino, strumento che è stata Eurus ad insegnare a Sherlock, strumento che lei donerà a lui incontrandolo in cella, violino che resta forse l’unico contatto positivo della loro infanzia. Le ha dato quello che cercava, un contesto emozionale, quello che entrambi avevano perso, lei essendo portata via da casa, lui con la riprogrammazione dei sui sentimenti e il distacco.

  • I love you. Nel labirinto degli orrori, Sherlock incappa nel gioco più difficile: esprimere i propri sentimenti, un percorso in atto sul personaggio di Doyle dalla fine della seconda stagione. Eurus in fin dei conti basa questo gioco sui sentimenti stessi, quelli di cui forse lei è priva o ne è stata privata. Sherlock tra i tre è il fratello più “sensibile” a detta di Mycroft, ma forse è per questo che viene ritenuto il più “adulto” dalla sua stessa madre. Sherlock è dotato di un’umanità che gli altri fratelli non hanno e che lo rende un essere umano completo (Watson docet). Il terzo enigma riguarda una bara, piccola, da donna, e chi sono le donne importanti nella vita di Sherlock? Irene (e che sia la donna con cui ha fatto sesso secondo l’intuizione di Eurus?) e Molly. Sherlock ha tre minuti per salvarla facendole dire ti amo. Un piano crudele perché riguarda i diretti interessati. Molly è innamorata di Sherlock fin dalla prima stagione, ha provato più volte a mettersi l’anima in pace (come me); nella quarta stagione la rivediamo più sfuggente e scontrosa, forse rassegnata ai suoi sentimenti non ricambiati. È stato doloroso chiedere a Sherlock di farsi dire I love you, senza poterle dare una spiegazione, ma vedere Molly ritrosa non mi ha stupito, e nemmeno rispondergli di farselo dire prima da lui. Forse il senso mi sfugge, sentirsi dire Ti amo da Sherlock, consapevole che stia recitando è da masochisti, ma chissà, Molly ci avrà visto qualcosa che a noi è sfuggito, o semplicemente lo ha sfidato. Naturalmente nel corso delle stagioni il giovane Holmes si è molto ammorbidito con lei, tanto da essere più volte complici. E Sherlock, alla fine, lo fa, le dice I love you con convinzione, soprattutto alla seconda ripetizione, ma che peso avrà? Non credo che Sherlock nutra sentimenti di quel genere verso Molly, ma un sincero affetto e rispetto per lei, sì. Anche perché quel genere d’amore non lo ha mai ricevuto (il più simile è quello, forse, di John, ma permettetemi di dire che è un’altra cosa). Con quel secondo I love you si è reso conto di voler davvero del bene all’imbranata Molly e la sua reazione successiva è stato uno sfogo di rabbia nato per un accumulo di pensieri e soprattutto sentimenti dai quali si è sempre ben tenuto alla larga. La sua umanità ha messo in pericolo la vita delle persone che gli sono vicino, tra queste Molly, così si rende conto di avere un cuore e che i sentimenti sono dannatamente pericolosi, oltre il fatto che Eurus stia giocando con questi.

(momento di massima tensione emotiva)

  • I’s not a game anymore. Episodio che entra insieme al 4×02 nei top di Sherlock. A prescindere dal finale un po’ frettoloso con rose e cuoricini, The Final Problem è un dei più bei casi risolti da Sherlock e co. Non è assolutamente Eurus il caso finale, ma Barbarossa. È dalla terza stagione, da quando nel suo palazzo mentale Sherlock trovava conforto nel suo cane d’infanzia, che viene nominato; anche Mycroft sa che ha una certa importanza per suo fratello. Barbarossa non è un cane, ma l’amico di infanzia di Sherlock ucciso in un pozzo da Eurus. Nell’esatto momento in cui Eurus e Watson fanno presente a Sherlock che non si tratta di un cane (la prima ricordando l’allergia del padre, il secondo le ossa di bambino ritrovate nel pozzo) arriva lo shock, l’inaspettato, il vero classico colpo di scena. Ma partiamo da Mycroft spaventato a morte da un clown nei primi episodi, per poi scoprire (oltre perché ha sempre con sé l’ombrello) che era una messa in scena di Sherlock per farlo cantare. In quella scena ci ho rivisto un po’ dei toni scanzonati e dei paradossi lanciati in passato senza la pretesa di trovarci un senso logico. Avevamo lasciato Watson di fronte ad una Eurus che spara, per poi sapere con estrema calma che si trattava di un tranquillante (What?!); ma dopo la morte apparente di Sherlock nella 2×03 e le discutibili teorie su come abbia inscenato la sua morte, non mi stupisco più. Successivamente ci spostiamo nell’unico posto dove si può dare una mano a chi ne ha bisogno: Baker Street e qui abbiamo la nostra dose d’azione, caratteristica che ben si adatta a questa quarta stagione, più dinamica e meno legata ai piccoli-grandi casi londinesi. Dopo le delucidazioni di Mycroft, e il suo essersi fatto carico per anni della sorella, monitorando Sherlock e rassicurando i propri genitori, Eurus li porta ad agire e qua: “Scansate Vin Diesel che stiamo per saltare per aria!” (e anche qua i paradossi su come siano sopravvissuti piovono copiosi, ma ‘chissene’, passatemi un defibrillatore!). Ma una volta a Sherrinford, la prigione nella prigione, la Shutter Island degli intrattenibili, inizia il vero caso. Io credo di aver smesso di respirare da questo momento in poi. Eurus schiavizza tutti quelli che incontra perciò anche il direttore della prigione. Come sia uscita da lì, lo abbiamo già risolto, ma il caso non è questo. Eurus prepara per Sherlock, Watson e Mycroft una sorta di labirinto in cui in ogni stanza ci sarà un piccolo quesito (dare la possibilità a Waston o Mycroft di uccidere il direttore, risolvere il caso di quattro fratelli, salvare Molly e scegliere il compagno di avventure) da risolvere per poter partecipare a quello più grande: salvare la bambina dell’aereo che precipita (naturalmente finzione di Eurus, naturalmente indagine nell’indagine). Eurus crea un caso, ci mette un contesto emotivo per vedere come suo fratello annulli le sue capacità a causa delle emozioni, non tenendo conto però che queste sono imprevedibili, e come tali nell’ultima stanza, lo porteranno a fare ciò che lei e Moriarty non avevano previsto: uccidersi piuttosto che scegliere tra suo fratello e John. Nell’ultima parte del gioco ho ritrovato le atmosfere cupe dell’Abominevole sposa, quando Eurus ci trascina a Musgrave Hall, la casa degli avi. Eurus ripete la scena di Barbarossa con Watson, Sherlock perciò è impegnato su tre fronti: salvare il suo migliore amico, aiutare la bambina dell’aereo e ascoltare Eurus e le sue rivelazioni. Finalmente arriva la deduzione, le date delle “buffe lapidi” accostate alla canzone di Eurus danno la risposta:”…io sono perduta senza il tuo amore, cerca la mia stanza…“.

  • Miss you. Siate sinceri, quando, appena John stramazza a terra, sulle note iniziali di I want to break free dei Queen vedete arrivare a Sherrinford Moriarty (Andrew Scott), la mandibola non vi è cascata a terra? Per qualche minuto Gatiss e Moffat ce l’hanno fatta ancora una volta, fino a quando non è arrivata la scritta: Christmas eve- Five years old. Quindi Moriarty è definitivamente morto, ma come è stato un regalo per Eurus, anche lui ne ha lasciato uno: la giovane Holmes. Eurus è la vendetta di Moriarty. Sapeva che nella morte ci avrebbe trovato più gusto nell’infastidire il consulente investigativo col cappello. Moriarty è stata la nemesi perfetta di Sherlock, tanto chiassoso e letale come Sherlock è iperattivo e geniale. La sua presenza è in tutta la puntata, dai video regalo a Eurus (Tic Tac), al gioco ideato dalla ragazza. Quasi simile al Grande gioco (1×03). Sapeva come tutto sarebbe finito:” …Holmes che uccide Holmes, io scendo qua“. Moriarty ha avuto un qualche strano rapporto con Mycroft stesso, tanto che alle sue prime comparse, pensammo che il maggiore degli Holmes avesse spifferato qualcosa. Mycroft per tutta la stagione ha avuto un comportamento ambiguo, oltre ad essere più presente. In fin dei conti lui sapeva quanto la sorella potesse essere pericolosa soprattutto per Sherlock, ed a modo suo l’ha protetto, fornendo persino la mappa dell’inferno (e qui ora sorge un altro dubbio, ma Mary era a conoscenza di qualcosa con quel suo “Go to the hell”?). Il punto è che Mycroft in fin dei conti è davvero senza cuore, e ci metterà un po’ ad entrare nella mentalità del gioco e del ruolo da soldato suggerito da John, fino a quando proverà a sacrificarsi. Nonostante la presa di coscienza, i dubbi su di lui mi restano, perché quando Eurus, presa in contro piede da Sherlock, spara un tranquillante a Sherlock e John non vediamo colpito anche Mycroft? Forse è solo un dettaglio insignificante che io ho notato, anche perchè ora a  Sherlock Mycroft sta molto più a cuore tanto da difenderlo dalle accuse di mamma Holmes (o Cumberbath). Attendo però spiegazioni sul legame tra Mycroft e Moriarty.

( )

  • 221B. Il finale è un po’ frettoloso e disneyano con tutti felici e sorridenti dopo aver rinchiuso di nuovo Eurus, però è il più appropriato. Ritorniamo al 221B, sporco e distrutto e lo rimettiamo in sesto, e come in passato abbiamo vissuto bellissimi momenti lo rifaremo ancora con Lestrade (finalmente chiamato col suo nome dopo una serie infinita di gang nate perché Doyle non rivelera mai il suo nome) che elemosina l’aiuto di Sherlock, Molly sorridente che viene a trovare Rosamund e finalmente Rosamund in braccio a Sherlock e al suo papà Watson. E non dimentichiamoci della signora Hudson, quella donna è una leggenda. Certo Mary-Amanda mi manca, aveva dato origine ad una nuova era di Sherlock, purtroppo morta nella 4×01, ma se Gatiss e Moffat manterranno la parola questa serie non potrebbe essere altro che un trampolino di lancio per una quinta che in realtà annuncerebbe un ritorno alle origini, al duo Sherlock-Watson (pare anche che in questa quarta stagione fosse previsto un altro episodio al posto di uno di questi, che avrebbe preso ispirazione dal racconto “La lega dei capelli rossi”). Questa è stata una serie troppo carica di eventi che giustamente dovevano essere tutti consumati in quanto le citazioni sul vento dell’est, o il passato di Mary e i dubbi sulla morte di Moriarty ce li siamo trascinati per tutta la terza stagione, ma la mancanza di un ritmo più calmo che esplodesse solo con il cliffhanger finale si è sentito (qua siamo esplosi a partire dal primo episodio). Anche uno speciale natalizio non ci starebbe male, giusto per riassaporare l’aria Sherlokiana.

(a chi mai lo avrà mandato questo sms?)

Non so se ho detto tutto, sono ancora emotivamente provata e soprattutto non pronta a lasciare tutto questo. Questa stagione, comunque, ci ha dato una conferma, Sherlock non delude mai. Nell’esatto momento in cui ci siamo lamentati della mancanza di qualcosa eccola ricomparire; nemici eccellenti, battute sarcastiche, trovate visive (Holmes che cammina sulle pareti di casa, deduzioni ben leggibili, racconti che prendono forma e vita nelle stanze, scene che si spostano da una posto all’altro, ecc.), Sherlock ottuso (si stupisce che Molly non gli risponda…), John e Sherlock in sintonia, ma abbiamo avuto anche di più. Una storia orizzontale più forte e intima (il terzo fratello Holmes), uno Sherlock più umano (che mi combina con Irene?), la perdita di Mary (e di un personaggio principale), lacrime (un superbo Benedict in lacrime come da bambino) e tanto altro.

Sono soddisfatta di questa stagione iniziata sottotono, nonostante gli elementi messi sul fuoco, ma che poi si è subito accesa rendendo impossibile staccarsi dallo schermo.

Voto: 8+

Acque profonde in tutti i tuoi sogni…

Ma voi cosa ne pensate? Ma soprattutto che ne sarà di noi?

Ringraziamo: Sherlock (BBC) Italia | Cumberbatched Italia – Benedict Cumberbatch Italian FanSite | Benedict Cumberbatch Italia | Sherlock Italia Vatican Cameos | Citazioni improbabili di Benedict Cumberbatch | Sherlock Italy | Serial Lovers – Telefilm Page | Serie Tv Mania | Film & Serie TV | Serie Tv News

 

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3 thoughts on “Recensione | Sherlock 4×03 “The Final Problem” – Finale di Stagione

  1. Pingback: News | Le spiegazioni di Moffat sull’intenso (e conclusivo?) finale di Sherlock! | parolepelate

  2. Sottoscrivo ogni riga che ho letto in questa recensione e spero in una quinta stagione anche se questo finale (anche se affrettato e dolce) mi andrebbe bene comunque. Di solito dico “se hanno intenzione di fare altro tanto per…si fermassero qui”. Per Sherlock non lo dico mai perchè so che non lo fanno mai “tanto per”, almeno con loro posso stare tranquilla. Mi accontento di guardare e riguardare tutti gli episodi e se mai arriverà una quinta stagione sarò pronta! 😀
    Bellissima recensione! A presto!

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    • Grazie del complimento 😉 concordo con quel che dici, Sherlock non è mai fatto giusto per, anche il dettaglio più insignificante verrà poi spiegato. Credo che sia proprio per la sua qualità e la godibilità degli episodi che non ne vorremmo fare a meno, certo se finisse qua, andrebbe lo stesso bene. Io ho già ricominciato a vedere i vecchi episodi :mrgreen:

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