Sapevatelo/Telefilm

Sapevatelo | “Good Behavior”…when Mary Crawley goes bad(ass).

C’era una volta Lady Mary Crawley. Ingessata, figlia di buone maniere ma con uno spirito trasgressivo suo malgrado. Stronzetta quanto bastasse da permetterle di arrivare a fine Downton con la sua dose di modeste sfighe ma viva, e con un manzo britannico bis al fianco. Ecco – prendete e dimenticate tutto questo.

Michelle Dockery questa volta è una ragazza madre tossica, ladra, con una vita costellata di scelte pessime e compagnie ancor peggiori. Soprattutto, adesso è americana e si chiama Letty aka Leticia Raines.

Devo dire, questo è stato il motivo che mi ha spinto a guardare questa serie: vedere come dalle stelle posh da period drama un’attrice potesse cimentarsi con questo nuovo ruolo nelle stalle (downstairs proprio), una nuova sfida. Badate bene, il suo personaggio in Downton nemmeno mi era poi così simpatico, ma come si suol dire, bisogna esser bravi anche nel farsi odiare – King Joffrey insegna.

Beh, che dire, Michelle Dockery brava lo è, convince e stupisce quasi. Se non fosse l’accento e la parlata che talvolta ancora ci risuonano di sua maestà, per il resto la ragazza dimostra una duttilità notevole.

E’ una trasformista, e così lo è Letty, in quell’angolo di mondo che le sembra così stretto attorno, e nel quale suo malgrado, entra uno spiraglio di luce. Una luce che ha un riflesso di sangue dietro, di sole e sudamerica, ma pur sempre di sangue e onore dark. Javier.

Non pensate al solito flirt convenzionale, alle solite storie. Good Behavior regge perché ha un cast solido e vicende altrettanto solide e soprattutto ragionate. Il numero di episodi ridotti permette ad ogni ultimo frame di essere il primo dell’episodio successivo, e tutto si svolge in sequenza, talvolta più lentamente, altre con ritmo incalzante e adrenalinico.

Ogni episodio si inanella nel successivo e lascia lo spettatore con il fiato sospeso. Ogni singolo personaggio poi assume tratti psicologici reali che li rendono vivi, tridimensionali.

In questo credo che molto ci sia anche di British, cosa che gli statunitensi forse stanno iniziando a capire. C’è quella realtà un po gretta che somiglia ad Happy Valley anche se, per ruralità complesse e fuorilegge, ed intrecci ancora un po’ perversi da praterie, c’è quel gusto stelle e strisce –  così come per quelle abitudini che sono certa la Dockery ha dovuto imparare e far proprie del personaggio.

I personaggi, mi ripeterò, sono il vero pilone sul quale regge Good Behavior. Gli spostamenti ed i luoghi diversi ci sono ma sono marginali e funzionali ai movimenti e ai personaggi stessi, come in un role playing game. Tutto interagisce con tutti, e tutti interagiscono con Letty, il tutto in maniera perpendicolare, laddove due rette devono incontrarsi e scontrarsi per forza.

C’è droga e c’è violenza – non cruda, sia chiaro – e c’è anche sesso. Di quello che non è più a porte chiuse come Downton ma è reale, seppur non da cinquanta grigiocose di sfumo. E’ piacere, passione, rabbia, ricatto e mezzo. E talvolta è come uno schiaffo in viso che ti riporta a una realtà non propriamente rose e fiori.

Insomma, Good Behavior, in 10 episodi ha le qualità per essere un ottimo prodotto che speriamo abbia un seguito per una seconda stagione e che –ovviamente – ci lascia con tre puntini di sospensione finali, che potrebbero si bastare anche qualora non venisse riconfermata (ci auguriamo vivamente di poter vedere ancora all’opera Letty, ndr).

Piccola note trivia sparse di una mente malata telefilmofila e non:

  • La canzone usata nell’opening sarà nota ai fan del brand di Assassin’s Creed, certo è che diventerà un’ossessione, così come l’intera soundtrack. Ogni brano non è scelto a caso. Tra i migliori vi consiglio ‘Desperado’ di Rihanna e ‘Green Like American Money’ di BORNS.
  • Chi non è più propriamente una bimbetta come la sottoscritta riconoscerà Christian, quel sant’uomo dalla pazienza infinita, che come nel lontano 1998 in Save The Last Dance sopportava Julia Stiles alle prese con il suo ‘ultimo ballo’, qui deve sopportare e sUpportare la nostra Letty. Insomma, una vita dedicata all’essere Giobbe. Sempre uguale tra l’altro.

Il big trivia, tuttavia, arriva guardando Javier.

Alcune profane potranno accostarlo al Daario Naharis 2.0, anche se Javier ha – a mio parere – una manzitudine leggermente superiore. Detto questo, già dal pilot guardavo e riguardavo il suo viso cercando di capire come al solito dove lo avessi visto. IMDB mi suggerisce serie e film spagnoli e sudamericani e rimango sempre più perplessa…poi l’illuminazione.

Se siete state ragazzini anche voi degli anni 90, se vi dico ‘Solletico’ e capite a cosa mi riferisco, e se vi dico ‘Zorro’ mi capite ancor di più…beh…ecco svelato l’arcano.

Sono rimasta di sasso e mi sono sentita per un attimo vecchia – ma giusto un po’. Però, sta a vedere che, se anche di poche parole, deve essere invecchiato proprio bene.

Insomma, vi servono altri incentivi per iniziare Good Behavior? 😉

-Notforyourears

 

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One thought on “Sapevatelo | “Good Behavior”…when Mary Crawley goes bad(ass).

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