Film

Recensione | Passengers

È dai primi di dicembre, da quando è comparso il trailer sui nostri televisori, o semplicemente quando io l’ho notato, che volevo vedere questo film di fantascienza con Jennifer Lawrence e Chris Pratt.

ATTENZIONE SPOILER

Film del 2016 diretto da Morten Tyldum (The imitation game) e scritto da Jon Spaihts (Doctor Strange), narra le vicende di un’astronave automatizzata: Avalon, che sta effettuando un viaggio interstellare di 120 anni per dirigersi verso la colonia Homestead II. A causa di alcuni meteoriti, una delle capsule si apre 90 anni prima del previsto. Jim Preston, l’unico sveglio sull’astronave, per quasi un anno tenta di adattarsi alla vita solitaria e inizialmente, su suggerimento di Arthur, l’androide barista, si svaga nella suite per poi arrivare quasi sull’orlo del suicidio. Deciderà poi di risvegliare un passeggero per avere compagnia: la scrittrice Aurora Lane. I due si avvicineranno fino a quando Aurora scoprirà la verità, ovvero che non si è risvegliata per un mal funzionamento della sua capsula. In seguito al risveglio di un altro passeggero, un tecnico, andranno tutti e tre alla ricerca dei guasti dell’astronave che sta andando a pezzi. Dopo un salvataggio da tachicardia, i due decidono di vivere insieme questa vita solitaria sulla nave.

I trailer ingannano sempre, ma questa volta mi hanno stupita in positivo. Ero convintissima che il film avrebbe seguito una trama ben definita ormai nella mia testa, e in realtà non è stato così. La trama è molto più articolata di quanto sembri e si divide in tre fasi precise: il risveglio di Jim con la consapevolezza di essere solo e la disperazione; il risveglio “forzato” di Aurora con il successivo innamoramento dei due e la scoperta della verità; e infine l’astronave in crisi con il momento di pura azione e fantascienza e il ricongiungimento tra i due. C’è un crescendo di emozioni, che però invece di trasportarci su una scala mobile, qui abbiamo dei normalissimi gradini e quindi arrivati alla fine della seconda rampa ci sentiamo un po’ sotto sforzo. Il film in realtà lo si segue abbastanza con piacere ed è anche diverso da quelli dello stesso genere, più incentrato, come voleva Tyldum, sui rapporti tra i personaggi che sugli elementi futuristici ritenuti troppo asettici. Però all’inizio, manca proprio l’elemento fantascientifico di congiungimento col finale mozzafiato. Qualche piccolo guasto qua e là per i primi 90 minuti, non bastano a giustificare lo sprazzo di adrenalina che ci coglie nel vedere Chris/Jim morire quasi nelle fiamme.

Nonostante tutto, la chimica della coppia è perfetta e si compensano a vicenda; Aurora cinica e sicura di sé che sarà anche una voce narrante, Jim più riservato e sensibile, tanto da apparire per quasi tutto il film un po’ troppo rigido, ma quando apre bocca mostra le sue idee brillanti e la sua voglia di cambiare il mondo che lo hanno proprio portato su quella nave in quanto il suo mestiere di ingegnere sulla terra è diventato quasi obsoleto, e sente la necessità di dare di più agli altri. Jennifer Lawrence, ormai detentrice di un oscar, porta avanti il suo personaggio brillantemente, Chris Pratt invece resta troppo sulle sue, infatti ho sentito nostalgia dei suoi personaggi più eccentrici come Peter Quill di Guardiani della Galassia; forse per entrambi i dialoghi lasciavano poco spazio ad aprire i loro Jim ed Aurora, lasciandomi col dubbio sul finale che tra i due quello davvero innamorato (o ossessionato?) fosse lui, più che lei, timorosa di restar sola. Ma il finale è equilibrato e pacato come l’inizio del film, e perciò il cerchio si chiude.

Piccola chicca: Michael Sheen è Arthur, il barista androide e Andy Garcia il capitano Norris che non spiccicherà nemmeno una battuta e si presenterà per un minuto scarso di film.

Voto: 7

Lo consiglio a chi vuole godersi un bel film sentimentale, avventuroso e fantascientifico incentrato sulla disperazione della solitudine all’inizio fino ad arrivare al classico messaggio: “salviamo il mondo” sul finale, il tutto avvolto da una buona dose di romanticismo. Film pulito, trama chiara, senza personalizzare troppo il tema fantascientifico, giusta dose d’azione e d’amore. Una “cazzuta” Jennifer e un sempre bono Chris (ora capisco perchè Everwood fosse il posto più bello che la famiglia di Ephram avesse mai visto).

 

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