Shameless US/Telefilm

Recensione | Shameless 7×12 “Requiem for a Slut”

Sulle note di “Show Me Love” ogni Gallagher ha il suo spazio dedicato nell’ultima sequenza: vediamo Debbie che impara a saldare, Ian tornato al lavoro che gli appartiene, seguiamo Lip a una riunione degli Alcolisti Anonimi con un’espressione che pare dire che il meglio deve ancora venire, Fiona con le chiavi del suo investimento in mano e infine Carl con la sua uniforme che scrive sul muro il nome della madre con e, soprattutto, per Frank.

Una sequenza talmente lineare che al pubblico di Shameless sembra surreale e non a caso. L’intera puntata, se non l’intera stagione, era stata scritta in modo che potesse essere l’ultima, dato che il rinnovo è stato confermato soltanto dopo la fine delle riprese e poco prima della messa in onda di “Requiem for a Slut”.

Il rinnovo è un sollievo, perché se questo episodio avesse rappresentato la conclusione assoluta di Shameless sarebbe stato un finale troppo sfumato, come se il medesimo finale sperasse di non essere esso stesso la conclusione. Infatti “Requiem for a Slut” ha descritto una conclusione durante l’episodio permettendo un inizio alla sua fine.

La conclusione descritta è la morte di Monica, repentina eppure piena di ripercussioni, improvvisa ma inevitabile.

“I know you didn’t think much of her, but she loved you. And you wouldn’t be who you are, and I wouldn’t be who I am, if she hadn’t come into our lives.

So, hate her if you want, but she’s in you, and that’s a good thing.”

Il discorso di Frank è l’unico che è permesso ascoltare per intero al funerale di Monica ed esemplifica tutto ciò che lei è stata – e non è stata – per i figli e per lui. Frank l’amava in modo illogico e incomprensibile, ma innegabile. Inoltre scopriamo il primo incontro tra Frank e Monica e un briciolo della persona che Frank era prima di incontrare l’amore della sua vita: uno studente del college durante un tirocinio estivo che si è trovato a quel concerto dei Supertramp per caso. Un Frank che non conosceremo mai, stravolto dall’uragano Monica, che rende tangibile la fantomatica somiglianza tra Lip e il padre.

Lip è forse il personaggio che avrebbe perso di più se la serie si fosse conclusa qui. Dopo un periodo consistito in una lotta continua contro la dipendenza, che perdita sarebbe stata non vedere questo circolo vizioso spezzato?

Per quanto realistica possa essere la conclusione di Lip che diventa come Frank, come fosse una profezia autoadempiente, credo che, inspiegabilmente, Lip meriti qualcosa di meglio.

Un’altra delle conseguenze delle premesse in cui è stata scritta questa puntata sono i parallelismi, più o meno evidenti, con le prime stagioni, la prima in particolare. I parallelismi raccontano di quanto tempo sia passato, di quante cose siano cambiate e di quante, invece, siano rimaste sempre lì. Protagonista di questi parallelismi è, indiscutibilmente, Fiona.

Fiona è l’unico altro membro della famiglia di cui si possono ascoltare le parole al funerale di Monica oltre a Frank, anche se solo in parte. Fiona legge un brano sottolineato da Monica del libro “Siddhartha” di Hermann Hesse di cui cogliamo solamente l’ultima frase: “[…] Only for myself, for myself alone, I must decide.”

La morte di Monica ha portato Fiona a confrontarsi ancora una volta con la figura della madre. Il padre le è ancora più insopportabile perché, nonostante tutto, ha amato Monica, colei che ha portato l’abbandono, la rabbia e la delusione nella sua vita e in quella dei fratelli.

Il confronto tra Fiona e Frank, tra i tanti, riporta in esso la somma dei precedenti con entrambi i genitori. Fiona urla e racconta se stessa, senza esasperare, senza crollare o vittimizzarsi come succedeva con Monica, la nemesi alla quale Fiona chiedeva una spiegazione, un’ammissione di colpa, un qualcosa, ma non ha mai avuto niente.

È drammatico perché Fiona non può perdonare, sarebbe ingiusto, ma smette di infierire sul dolore di Frank perché comprende ciò che il padre si rifiuta di comprendere e, allo stesso tempo, lo accetta in qualche modo. Monica era ambigua, probabilmente provava qualcosa per i figli, ma non abbastanza: ha preferito allontanarsi nell’illusione che stessero meglio senza di lei.

Monica era sostanzialmente egoista.

Ian, tornato dalla sparizione di due giorni mente distrattamente ai fratelli, forse sapendo che avrebbero intuito la verità. La verità la racconta a Trevor che si comporta in modo dignitoso, forse troppo. Ad ogni modo si presenta al funerale di Monica così come Sierra, la quale è esplicitamente presente per Lip, a differenza di Trevor che, ragionevolmente, prende le distanze da Ian. L’attenzione è stata incentrata su Frank e Fiona e le loro reazioni contrapposte, Ian invece non ha avuto alcuna reazione diretta. Come tutti gli altri discorsi, quello di Ian è muto. Muto come la sua reazione alla morte della madre.

Tra i fratelli, ad esclusione di Liam,  Debbie e Carl sono i due apologeti dei genitori, sostanzialmente accondiscendenti nei loro confronti rispetto ai tre maggiori tra il rancore di Fiona, il rifiuto di Lip e il distacco di Ian. Infatti sono i due, insieme a Liam, che aiutano Frank a recuperare l’eredità di Monica. L’eredità della madre sotto forma di metanfetamina verrà accolta da tutti, esclusa Fiona. Inizialmente è facile pensare che la maggiore, ormai arricchita, sdegni il potenziale guadagno per una sorta di snobbismo, successivamente che la terrorizzi l’idea di avere di nuovo guai per la droga. La scelta di seppellire la metanfetamina destinata a lei e a Liam insieme alla madre nella scena dell’iconico “Fuck you, mum” fa intuire che il suo rifiuto dell’eredità derivi più che altro dal rifiuto assoluto di Monica e di qualunque cosa potesse lasciare, in nome di ciò che non ha mai dato.

Il ritorno di Carl ha rappresentato un altro scalino nella crescita del personaggio, senza abbandonare il suo essere Gallagher e il carattere che ne consegue. Il suo primo pensiero è stata la famiglia: il gesto di fare la spesa e preparare la colazione ha grande significato. Così come il contributo di Kev e Vì, le cui vicende non si sono sviluppate, ma le cui figure hanno sostenuto i Gallagher in modo essenziale.

Il più grande risultato di questo episodio è stato riportare sullo schermo ciò che, fondamentalmente, ha costruito la serie: la famiglia per quanto non convenzionale e complicata è la famiglia che a fine giornata balla, festeggia e, incredibilmente, è felice insieme.

“No, that’s it.

Look, there is nothing else, all right?

Come back next year. Jesus.

Go.

Go!

F*ck off.

Ringraziamo: • Emmy Rossum Italia •| Shameless US Italian Page | Serial Lovers – Telefilm Page | Serie Tv Mania | Film & Serie TV | Serie Tv News | Crazy Stupid Series | – Telefilm obsession: the planet of happiness – | Lost in Series

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...