Telefilm/The Crown

Recensione | The Crown 1×10 “Gloriana” – Finale di Stagione

Prima di tutto (sempre che ci sia qualcuno che mi legga), perdonate questi slittamenti. Naturalmente la serie l’avrete completata di vedere da oltre un mese, ma come vi ho già scritto nelle “puntate” precedenti, darmi appuntamento un paio di volte a settimana con questa serie originale Netflix è stata la miglior scelta che abbia mai fatto per una serie. Dirle addio (momentaneamente) sarà più facile.

Ai venticinque anni di Margaret, Elisabetta scopre che il matrimonio tra la sorella e Towsend può avvenire solo se l’intero parlamento dà l’approvazione e dopo una conversazione con il duca di Windsor, prende la decisione di non dare il suo consenso al matrimonio. Il fidanzamento è annullato e Peter ritorna a Bruxelles. Filippo acconsente, controvoglia, ad andare in Australia in occasione dei Giochi della XVI Olimpiade per allontanarsi dal clima di tensione che si è creato tra lui e la moglie.

Conclusioni:

C’è tanto da dire dato che dobbiamo salutarci. Partirò col commentare l’altissima tensione di questo episodio finale, papabile fin dal flashback iniziale in cui il prossimo al trono duca di Windsor fa promettere alle figlie che niente e nessuno le avrebbe messe le une contro le altre. E così partiamo col primissimo parallelismo: re Giorgio-Edoardo, Elisabetta-Margaret. Più che forzato credo che sia scontato, ma al col tempo giusto da fare. Due fratelli e due sorelle opposti nel carattere e forse nel modo di pensare. Edoardo sceglie l’amore alla corona, consapevole però di quello che ha perso, tanto da versare lacrime “amare” e da saper dare il consiglio giusto che forse un padre, ovvero Giorgio, o meglio un re, avrebbe dato alla figlia, e perciò mostrandosi degno di un ruolo a cui ha rinunciato. Margaret sceglie la favola ai doveri di corte, non sapendo forse appieno chi sia, non valutando la situazione. Il paragone c’è, la somiglianza pure, la consistenza delle loro scelte però è diversa. Elisabetta si è rivolta alla persona giusta per capire che strada decisionale intraprendere, se andare contro la corona o contro la famiglia; all’unico uomo  che hanno additato per anni per la sua scelta “frivola“. Un uomo che, nonostante ci sia stato presentato come uno zio ed ex regnante rancoroso, leggero e pronto a ridere delle cadute della nuova regina, per un momento indosserà lui una corona invisibile e darà ad Elisabetta il consiglio giusto.

Avevo grandi aspettative riguardo la ship Margaret-Towsend, ma il mio affetto per loro è stato altalenante, non riuscendo di volta in volta sempre a sventolare i miei pon pon dalla tribuna delle fan. Qualcosa mi si è incrinato nell’esatto momento in cui Margaret, abbastanza fuori dalle vicende della sorella, le chiede quasi il “favore” di acconsentirle l’unione con un uomo divorziato. Più che una richiesta di appoggio fra sorelle, mi è parsa come una richiesta di appoggio da parte della regina. Talmente concentrati tutti a shipparli, a constatare come Margaret sia stata anche lei detentrice del premio Mai Una gioia (Una di Noi), nessuno ha pensato ad Elisabetta. Subito mi sono schierata dalla sua parte, ancor prima di vedere Margaret cambiare atteggiamento al primo No reale. Anche nelle fonti attuali, riguardo la regina Elisabetta II, ci si riferisce a lei come una sovrana conservatrice in fin dei conti, e nonostante ciò la sua presa di posizione nei riguardi della sorella l’ho sempre appoggiata. Si parla di apertura, di modernità, ma oltre la facciata, quello che il popolo poteva vedere dalle testate dei giornali e dalla tv, era veramente il momento adatto di rivoluzionare così la Monarchia? Credo di no, credo che la linea conservatrice e moderata dell’attuale regnante sia stata più che giusta dato il momento storico.

(ma non era contrario a questa unione?!)

Non ho mai pensato che Elisabeth (usiamolo ogni tanto il suo nome inglese) volesse salvare se stessa, ma semplicemente la corona.

Certamente rivedere insieme Margaret e Peter (almeno loro si baciano), dopo due anni interi di forzato allontanamento, mi ha fatto palpitare per un attimo il cuore, dopo questo leggero moto di commozione, sono ritornata salda al mio #teamelisabetta. Margaret ha con la sorella un atteggiamento di convenienza, amorevole quando riceve ciò che vuole, velenosa al contrario. Credo di non averla mai vista, neppure una volta appoggiare in qualcosa Lillibeth, o farle un qualche tipo di complimento. Certo, Margaret ha ricevuto una bruttissima lezione di vita non dalla sorella, ma dalla sua regina, che ancora una volta le comunicherà la sua decisione nella sala in cui si prendono tutte le decisioni politiche. Purtroppo l’amore di Margaret deve essere ridotto ad una mera faccenda di governo, purtroppo in questa circostanza appoggio la regina. È stato straziante vedere Vanessa Kirby piangere con quei suoi occhioni azzurri (e complimenti al make up, non un filo di mascara è stato versato) e ricordare quanto fosse sinceramente innamorata di Peter, tanto da desiderare un cambio di abitudini di vita al suo fianco. Ma ritengo ancora una volta che questa era l’unica decisione possibile per la monarchia. A corte non c’è posto per le favole.

Ed Elisabetta lo sa bene. Nonostante la toccante dichiarazione d’amore al marito nell’episodio precedente, qua pare che stiamo punto e a capo. Talmente è insofferente Filippo che gli toccherà ricevere complimenti da quella dolcissima suocera che non ha una parola buona per nessuno (si vede che non nutro simpatia per la Regina Madre?!). Questo finale con la Coppia che si separa, non me lo dovevano fare! Nemmeno due paroline di scuse, di riconciliazione. Lo so, non è ancora il momento, siamo ancora allo scoppio della crisi di Suez del 1955, ma non credevo che i rapporti tra Filippo ed Elisabetta all’epoca fossero così tesi.

Prima di concludere vorrei con voi stilare una lista (non di regali purtroppo) dei punti, per me, fondamentali di questa serie:

The Crown, come già sappiamo, ma ricapitoliamo, è una serie televisiva anglo-americana creata e scritta da Peter Morgan per Netflix, uscita a partire dal 4 Novembre. La serie conterà sei stagioni da 10 episodi, incentrate sulla vita della regina Elisabetta dal 1947 ad oggi, con l’idea di sostituire l’attrice principale ogni due stagioni.

  • Da annoverare tra gli elementi migliori di questa serie c’è sicuramente la scelta accurata del Cast. Io sono ancora catturata dalla recitazione sofisticata e impassibile di Claire Foy. I suoi occhi e i suoi gesti parlavano per lei più delle parole. Parole spesso e volentieri più da regina che da donna comune. L’alchimia con Matt Smith era talmente consistente da toccarla quasi con mano. Sicuramente i momenti tra loro insieme come coppia felice e spensierata sono stati pochi (talmente pochi che sono in grossa astinenza), eppure fin dalla prima puntata ci hanno trasmesso un amore sincero. Per entrambi c’è stato un percorso che li ha portati a distanziarsi come coniugi, ma stranamente hanno affrontato la stessa strada. Da giovani spensierati e liberi a Regina e Consorte con dei doveri in più rispetto a quelli di semplici reali, genitori e giovani uomo e donna. Si sono irrigiditi, chiusi in se stessi, nascondendosi, più Elisabetta che Filippo, dietro le regole da rispettare e no a piacimento (questo naturalmente riguarda più il duca di Edimburgo). Ma alla fine il risultato per entrambi è stato diverso. Se Elisabetta da impacciata e riservata donna, si è trasformata in una pronta e rispettabile regnante conservatrice, Filippo da spensierato e aperto uomo ha mostrato sul finale il suo lato…da imbecille (fatemelo passare). Ha mostrato l’adolescente ribelle che è in lui, che non accetta il ruolo che gli è stato imposto dai più “grandi“. Sono delusa da lui, in quanto non ha per niente assimilato le parole di re Giorgio del primo episodio (che mi tormentano da allora). Talmente era consistente la frustrazione di Filippo che era visibile in ogni piega della fronte corrucciata di Matt, per non parlare dei sorrisi tirati e gli sguardi incerti o scrutatori.

(mancate)

  • Churchill (John Lithgow), a lui dedico un punto a parte. Come quasi tutti i principali protagonisti seguirà un suo percorso personale di crescita, che ai fini della storia può avere un riscontro come no. Vorrei fare un applauso virtuale a Lightgow, il non leggendario padre di Barney in HIMYM, per l’interpretazione magistrale di un personaggio portato in scena talmente tante volte che le aspettative sulla sua riuscita si abbassano ad ogni trasposizione, ma anche rivolgere un pensiero perplesso a Peter Morgan. The Crown sicuramente è una serie storica (ma va?!), che logicamente non ruoterà solo (nonostante le premesse iniziali dello stesso ideatore) intorno alla famiglia reale, ma anche e soprattutto alla storia del Regno Unito. Gusto personale o no, credo che alle volte la serie potesse semplicemente essere chiamata The prime Minister (se qualcuno mi ruba lo spin-off, se la vedrà con me). Churchill per più di una puntata si è ritrovato protagonista indiscusso, sicuramente con lo scopo di avere una qualche influenza sull’evoluzione della regina, ma alle volte la serie era troppo Churchill-centrica. Ai fini della storia è uno dei pilastri (ha persino il secondo posto in poster dopo la regina) fondamentali, ma dedicare 50 e più minuti a lui, è stato un po’ troppo.

  • Uomini VS Donne. Riflettiamo su questo finale di stagione. Towsend ritorna a Bruxelles, Filippo parte, Churchill ha lasciato il suo posto di primo ministro ad Eden. Più di una volta ho riflettuto quanto questa serie inneggiasse al gilr power e ne ho l’ennesima dimostrazione: Elisabetta sboccia in una perfetta regnante, mostrandosi, nonostante le sue mancanze, una moglie piena d’amore per il marito; Clementine Churchill ha vegliato sul marito per anni, vedendo lei prima di lui cosa fosse diventato e come fosse, attendendo paziente e vigile che si dimettesse; la regina Mary e la regina Madre hanno contribuito anche loro, la prima è stata l’unica vera sostenitrice di Elisabetta, ha dovuto assistere non solo alla morte del marito Giorgio V, ma anche all’abdicazione di un figlio e alla morte del secondo; la regina Madre, invece, a modo suo sappiamo tutti che ha dato un grosso contributo al marito, re Giorgio VI, nei primi anni di reggenza, anche se qui non ci è stata data la possibilità di vederli, per questo perdonerò il suo comportamento inadeguato alle volte nei confronti della sua primogenita.
  • Periodo storico. Questa serie è stata pane per i nostri denti; Inghilterra, reali, storia d’epoca, sono già elementi sufficienti per vendermi mia madre al mercato. E se poi ci ricordiamo che quest’anno abbiamo avuto anche la prima stagione di Victoria e poi, ora, sta andando in onda The Royals, credo potremmo andare in overdose. Che The Crown sia la serie più costosa di sempre prodotta da Netflix (budget stimato di oltre 100 milioni di sterline), si vede, basti elencare le numerose location dove è stata girata: nel Regno Unito, tra cui Londra, Guildford, le contee di Hertfordshire e Aberdeenshire e negli Elstree Studios di Borehamwood. Le scene ambientate a Buckingham Palace sono girate tra Lancaster House, Wrotham Park e Wilton House. Invece il matrimonio tra Elisabetta e Filippo, ambientate nella cattedrale di Westminster, fu girato nella cattedrale di Ely. E le scene  in Kenya vennero fatte a Città del Capo, in Sudafrica. Morgan, pare, abbia cominciato a pianificare la serie dopo aver realizzato lo spettacolo teatrale The Audience, incentrato sugli incontri settimanali tra la regina Elisabetta e i primi ministri che si sono succeduti. Inizialmente si pensò di realizzare un film incentrato sul rapporto tra la regina e Winston Churchill (non poi tanto lontano dal risultato finale), ma alla fine la serie fu incentrata sulla vita della regina e sulla famiglia reale britannica.

  • Flashback e trama orizzontale. Sono strettamente connessi, in quanto alla fine dei primi 10 episodi abbiamo quasi una sensazione di deja-vù. La storia si ripete, non l’abdicazione, ma il conflitto famigliare tra sorelle e quindi le crisi interne di famiglia. Ho più volte accennato come per l’appunto la trama orizzontale, nonostante seguisse perfettamente la cronologia storica, peccasse di una vera continuità. Il filo conduttore c’era, gli eventi storici, ma a volte il comportamento dei personaggi l’ho trovato dis-legato con quello della puntata precedente. Molto probabilmente tra un episodio e l’altro passavano mesi, ma questo mi ha dato un senso di dispersione alle volte. Ad esempio nei primi episodi Filippo adorava i suoi figli e in particolar modo Carlo, e nell’ultimo gli dà della “femminuccia” (per carità, noi ora, non neghiamo). Nel mezzo tutto è cambiato, ma è mancato proprio il ritrarre anche da questo punto di vista il cambiamento, noi ne vediamo solo le conseguenze. Tornando però al fulcro del mio punto, questa circolarità della trama, i parallelismi, il ripetersi della storia hanno reso la famiglia reale più vicina a noi pubblico di quanto probabilmente abbiano fatto in passato altre trasposizioni. Cosa c’è meglio di un flashback per conoscere un personaggio e capire come ha avuto origine il suo modo di agire nel presente?

 

Potrei dedicare un punto ad ogni personaggio, ad ogni costume, ad ogni evento storico, ad ogni paesaggio, ma abbiamo una seconda stagione da goderci in futuro. Netflix sicuramente con The Crown ha fatto un salto di qualità notevole, in quanto la critica è entusiasta di questo prodotto che ha ricevuto ben tre nomination ai Golden Globe. Sopra ho elencato sicuramente ciò che mi ha più colpita della serie (e naturalmente avrò saltano altrettanti punti), ma voi che ne pensate?

Per ora il mio voto è un pieno 8+ (se ci fosse stato un qualche altro bacio tra Elisabetta e Filippo saremmo arrivati a 9, purtroppo la fangirl che è in me è delusa).

“Salute a te, sapiente dama a cui va la benedizione di un’isola riconoscente.

La nostra preziosa Dea, gloriosa Gloriana.

Non più Elisabetta Windsor ormai.

Ormai solo Elisabetta: la Regina”

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