Shameless US/Telefilm

Recensione | Shameless 7×11 “Happily Ever After”

“When the moon is rising

And looking on me

When the night comes

The night is looking on me

I say, yeah, I ain’t the one

I say, I ain’t the one

I ain’t the one that you’re looking for, love

I ain’t the one

I ain’t the one

So now I’m leaving it all behind me.”

– Spoon

Si inizia dalla fine con “I Ain’t The One”, la canzone di chiusura della puntata che, dato il vizio della produzione di Shameless di scegliere una colonna sonora più unica che rara, pareva introvabile. Infatti si conosce il titolo per gentile concessione di TuneFind laddove anche Shazam aveva fallito.

“I Ain’t The One”: non sono quell’uno, quella persona che cerchi, di cui hai bisogno, che credi di aver trovato, non sono io.

“Happily Ever After” è una storia di abbandono, di chi è abbandonato e di chi abbandona, e ugualmente di ricerca. Il finale esemplifica questo concetto nell’accostarsi di tre scene diverse: Fiona che lascia Etta alla casa di riposo, Ian che guarda Mickey andare via e Monica che abbandona Frank per l’ultima volta. Il titolo dell’episodio sembra farsi beffa di una storia che definire agrodolce è un eufemismo e, in particolare, di una chiusura così cupa. “Happily Ever After” è una provocazione perché nessuna storia ha una fine, nemmeno dopo la frase “e vissero per sempre felici e contenti”.

Tra le storylines, quella di Ian e Mickey è la più vicina a una favola, a detta della stessa produzione di Shameless. In modo apparentemente contraddittorio le scene dei due personaggi hanno sviluppato più i personaggi singoli rispetto alla loro relazione, per quanto quest’ultima sia stata chiaramente fondamentale.

La prima e l’ultima battuta di Mikhailo Aleksandr Milkovich rispecchiano il ruolo del personaggio all’interno della serie: Mickey è stato costruito attorno al personaggio di Ian. Il problema è che, spesso, i personaggi nati come secondari riescono meglio di quanto ci si aspettasse. Le parole di Mickey non rappresentano solo il suo ruolo, ma il suo sviluppo esponenziale e la sua personalità originale allo stesso tempo. È innegabile che la sua uscita di scena sia discutibile, abbandonato di nuovo e con davanti a sé una vita solitaria da fuggitivo, tanto che pare che ci sia un accanimento del destino verso Mickey, impossibilitato ad essere felice. Da una parte esistono le esigenze di produzione, dall’altra quelle di scrittura. Per queste ultime, le uniche analizzabili perché le uniche totalmente conoscibili, si torna a Ian.

Ian è cambiato durante l’assenza di Mickey, non senza difficoltà, ha trovato la sua strada, ha un lavoro, un conto in banca e stabilità. Ian ha trovato un equilibrio, non perfetto, ma con una sorta di linearità e si è abituato. Probabilmente non si è abituato a una vita per così dire “normale”, anzi, Ian si è abituato ad avere la consapevolezza di essere egli stesso stabile e non vuole rinunciare a chi è diventato. Intenzionalmente o meno, Ian ha voluto accompagnare Mickey, ma non poteva andare via con lui. Ha voluto accompagnarlo al fine che riuscisse a essere libero nonostante tutto. Potrebbe sembrare un controsenso che si risolve all’ultima inquadratura su Ian mentre guarda Mickey attraversare il confine a cui sono arrivati: sintesi della difficoltà, dell’amore, del sollievo e della felicità della loro favola.

“You are not free.”

“Ian, what you and I have makes me free.”

La seconda delle tre scene che chiudono la puntata segue Fiona che lascia Etta alla casa di riposo. Per quanto Etta fosse un personaggio tragicomico ben costruito, era pur sempre marginale, ma la sequenza è emozionante tanto da intrecciarsi con due ben più drammatiche. La profondità emotiva è dovuta al percorso che ha condotto a quella scena, cioè il percorso di Fiona. L’esperienza della lavanderia ha permesso a Fiona di intraprendere effettivamente il percorso di crescita che era stato annunciato. Da una parte ha imparato cosa vuol dire prendere una decisione, accettarne i rischi e le conseguenze, dall’altra è stata fortunata. L’affare della lavanderia occorreva che si concludesse a suo favore così da sopperire almeno un po’ all’insicurezza che Fiona si trascina dietro. L’importante è che Fiona riesca a rendersi conto della dose di fortuna che ha avuto e a non crogiolarsi nell’autocompiacimento e in quello altrui, per poi sfociare nell’arroganza e, addirittura, nell’azzardo. Purtroppo le ultime vicende e l’introduzione del personaggio di Ryan potrebbero portare al temuto e prevedibile scenario.

Il riavvicinamento tra Fiona e Lip potrebbe giovare a entrambi perché entrambi molto simili. Per quanto riguarda Fiona potrebbe essere ridimensionata senza essere scoraggiata. Invece Lip gioverebbe dal supporto della sorella che ha già affrontato un periodo simile, nonostante spesso lo dimentichi. Non questa volta: lei stessa dice al fratello di sapere che sta provando a rimettere in ordine la sua vita e soprattutto che sa quanto sia difficile. Lip risponde ammettendo di essersi sbagliato sulla lavanderia e su di lei. Per queste confessioni bisogna ringraziare – stranamente – Frank e Monica che, probabilmente, è la prima volta nella loro vita che condividono spontaneamente qualcosa.

A proposito della storyline di Lip, che la settimana scorsa sembrava una diga ceduta rattoppata con dello scotch, ha accolto uno spiraglio di speranza e una tenera intrusione di una preoccupata Debbie che, a quanto pare, vuole fare la saldatrice. Inoltre è stato introdotto un nuovo personaggio, al momento senza nome, che sembra una sorta di sponsor e Lip sembra ascoltarlo, ascoltarlo davvero, che per il ragazzo non è cosa da poco. In effetti il suggerimento di lavorare a maglia potrebbe rivelarsi utile, anche se non originale: già una certa Izzy lo aveva consigliato a una certa Meredith.

Tornando indietro a Frank e Monica si arriva all’ultima scena della conclusione. La morte di Monica non è stata sconvolgente di per sé, era già stata annunciata e, per quanto fosse una figura influente, è difficile poter affermare di essere stati affezionati al personaggio di Monica. La reazione di Frank è stato l’elemento drammatico. Dopo aver ritrovato nelle loro, seppur paradossali, promesse nuziali “like a fairytale, happily ever after”, dopo la violenta litigata e la festa in stile Gallagher, nonostante fosse distruttivo e malato, dopotutto il loro era amore e Frank lo ha perso, ancora una volta.

Parentesi divertente è la storyline di Vì e Kev alla ricerca di una soluzione senza più Alibi e quindi senza più lavoro. La complicità tra Veronica e Kevin tornati a essere una coppia è stata resa in modo vivace ma profondo, nonostante il colpo inferto da Svetlana alla famiglia sia ancora tangibile, lo affronteranno insieme. A qualunque costo.

“Name.”
“How do you say ball in Spanish?”
“Pelota.”
“I’m Kevin Pelota.”
I dialoghi di Kevin sono patrimonio dell’umanità.

Shameless tornerà con l’ultima puntata della settima stagione il 18 Dicembre.

Ringraziamo: • Emmy Rossum Italia •| Shameless US Italian Page | Serial Lovers – Telefilm Page | Serie Tv Mania | Film & Serie TV | Serie Tv News | Crazy Stupid Series | – Telefilm obsession: the planet of

happiness – | Lost in Series

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