Shameless US/Telefilm

Recensione | Shameless 7×10 “Ride or Die”

“Miss me?”

Nel lontano 2012 questo era ciò che citava l’account Twitter di Shameless, riportando le parole di Sheila Callaghan, scrittrice e produttrice della serie.

La frase non era rivolta alla relazione tra Mickey e Ian, ma è adatta al contesto dei parallelismi di questa puntata. Dal finale della quinta stagione, andato in onda nel 2015, i fans dei Gallavich disperano per la separazione della coppia e le parole del creatore John Wells durante un’intervista al “The Hollywood Reporter” non erano riuscite a consolarli in quell’occasione, seppur in questa stagione si rivelino vere:

“[…] it [also] may be an interesting time for Ian to discover how important Mickey was in his life. It’s that thing that often happens when you’re younger: you have a relationship that’s really difficult and passionate and messy, and then you go away from it and you discover the rest of the world, and sometimes you come back to that first person anyway.”

L’elemento fondamentale è, infatti, il ritorno di Ian a Mickey e non viceversa. È innegabile che Ian sia cambiato e che sia cresciuto, ma soprattutto che abbia conosciuto se stesso, mentre Mickey era fuori dalla sua vita. Ciò non vuol dire che sia stata la sua assenza la causa di tutto questo, né tantomeno che la sua presenza fosse la causa dei problemi di Ian, come insinua Fiona. I risultati di Ian sono imputabili esclusivamente allo stesso Ian, nel bene e nel male. A proposito, chiedere consigli sulle relazioni a Fiona, sul serio Ian? Di analogie tra la situazione di Ian e Mickey e quella di Fiona e Jimmy/Steve c’è solo la proposta della fuga, nient’altro. Proprio perché Ian ha imparato a conoscersi, ha imparato che ha bisogno di Mickey nella sua vita, per quanto tenti di negarlo. Tant’è vero che alla fine della prima stagione, Fiona è rimasta, facendo la scelta giusta per lei, invece Ian fugge insieme a Mickey facendo, anche lui, la scelta giusta per se stesso.

Nonostante tutto, gli eventi della coppia riunita sono stati oggetto di discussioni, oltre che di gaudio e giubilo, a proposito del modo in cui Mickey è stato reintrodotto in scena, sulla prevedibilità della scelta di Ian e sul dubbio amletico “fanservice o non fanservice?”.

E se si rispondesse a tutto questo: “se anche fosse?”

Tra sviluppo ed esecuzione della loro storyline nel corso della puntata è difficile trovare qualcosa da criticare negativamente su basi fondate, perché su basi campate in aria si può fare tutto quello che si vuole. Soltanto la perfomance di Cameron e Noel dovrebbe bastare a sopperire alle pretestuose mancanze di scrittura.

Non si sottolineerà mai troppo la bravura del cast di Shameless dato che, proprio per questo, potrebbe capitare di dimenticarsi di star assistendo ad una recitazione magistrale. In merito a ciò detto, è inevitabile ricordare Jeremy Allen White e il suo personaggio.

La storyline di Lip è dominata dalla devastazione, l’altalena emotiva che provoca passa dalla sofferenza disarmante alla frustrazione impotente: da un lato si è trascinati, dall’altro ci si chiede in che modo si è rimasti bloccati lì. Dal punto di vista narrativo è un successo, anche in mezzo a vuoti di memoria e dialoghi apparentemente inconcludenti, ciò che si voleva comunicare non solo passa, ma si insinua. Sconfortante la necessità di Lip di tornare ad Helene, come se in tutto questo tempo Lip non avesse fatto che girare in tondo per tornare a uno dei punti di partenza che si è costruito attraverso le sue relazioni. C’è uno spiraglio di cambiamento, alla fine. Una speranza che non illude, anzi, pare soltanto prolungare l’attesa fino alla prossima ricaduta. Si potrebbe definire ironico il confronto tra Lip e i fratelli: il più brillante e promettente soggiogato dalla stessa definizione di genio, soccombe, mentre, a modo loro, Fiona, Debbie, Liam, Carl e Ian continuano a lottare per il loro piccolo spazio di libertà.

 

 

“Love is raw and destructive.”

Frank non potrebbe avere più ragione per quanto riguarda l’amore contorto tra lui e Monica. Il fantomatico piano di quest’ultima non è infatti da meno: lasciare dei soldi ai figli, nel vano tentativo di rimediare al fallimento come madre. Quale categoria sia peggiore tra ciò che ha fatto e ciò che non ha fatto nei confronti dei figli  è difficile a dirsi. Nell’attuazione del piano, Frank e Monica non potrebbero essere più distruttivi, un po’ grotteschi, ma buffi. Il coinvolgimento di Niall nel furto del bus-casinò è stato esilarante, nessuno si è divertito più di Niall stesso. Debbie non era, ovviamente, dello stesso parere, ma riesce a girare la cosa a suo favore e, oltre a intascarsi $500, riesce a buttare fuori di casa i genitori. Debbie in questa puntata sta riprendendo le sue caratteristiche positive, senza far prevalere il lato negativo della sua determinazione e della sua furbizia, in particolare nell’aiutare Fiona: forse la felicità le dona. Finché dura.

“We’re assholes.”
“Completely.”

Finalmente il riavvicinamento tra Vì e Fiona e occorre ringraziare Kev. Da tempo avevano un disperato bisogno una dell’altra e, spinta da Kevin, Fiona mette da parte l’orgoglio e fa il primo passo per ritrovare la complicità con Vì, anche se c’è ancora molto da ricostruire. Kevin e Veronica hanno perduto l’Alibi, ma Vì è colei che perde di più perché, per qualche motivo, era davvero innamorata di Svetlana. La sua elusione all’affermazione di Fiona “you got Kev”, rende sospetta l’idea – sembra inconcepibile – di Kev e Veronica separati che, purtroppo, potrebbe rappresentare una reale possibilità. Nessun dubbio su Kevin: dalla rottura definitiva con Svetlana, sembra abbia acquisito determinazione nel rimettere insieme la sua famiglia, raccogliendo motivazione dal voler lenire la sofferenza di Veronica. Ineccepibilmente azzeccato lo scambio tra Kev e l’avvocato “squalo” che abbiamo già visto in azione durante il divorzio di Fiona.

Da parte sua, Fiona ha venduto la lavanderia per il doppio del valore d’acquisto. Nonostante la coscienza e tutte le storie che si raccontava, ha lasciato andare. Ma va bene così. Una decisione così coerente che parrebbe che il self-improvement inizi a concretizzarsi proprio quando Fiona smette di predicarlo.

“I got to leave you
I got to go away
Take care of yourself darlin’
I’ll be back someday”

-2

Shameless tornerà Domenica 11 Novembre, con il titolo “Happily Ever After”.

Non promette nulla di buono.

The person that invented the phrase “Happily Ever After”, should have his ass kicked so hard.

Meredith Grey



Ringraziamo: • Emmy Rossum Italia •| Shameless US Italian Page | Serial Lovers – Telefilm Page | Serie Tv Mania | Film & Serie TV | Serie Tv News | Crazy Stupid Series | – Telefilm obsession: the planet of happiness – | Lost in Series

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2 thoughts on “Recensione | Shameless 7×10 “Ride or Die”

  1. Una delle migliori puntate di questa stagione. Ian e Mickey di nuovo insieme sono fantastici, e sinceramente non mi aspettavo proprio la scelta che ha fatto Ian alla fine. Vedremo come andranno le cose tra loro, anche se spero in un improbabile happy ending. Una delle scene più belle è quella del ballo tra Etta e Fiona, davvero toccante. Uno si chiede come faccia la gente a vivere senza aver visto Shameless.

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  2. Pingback: News | Shameless: intervista a Noel Fisher | parolepelate

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