Telefilm/The Crown

Recensione | The Crown 1×07 “Scientia Potentia Est” 

Siamo vicini alla fine, o meglio io lo sono, voi avrete finito da un pezzo. Onestamente però ammetto che questa visione meno affannosa, mi ha fatto apprezzare di più questo prodotto Netflix. The Crown non è proprio una serie che avrei divorato in due giorni (contando il tempo dedicato al cibo e all’igiene personale),  e per quanto mi riguarda, va gustata lentamente e apprezzata poco a poco. Gli elementi romance sono pochi, e sbocconcellati qua e là, sicuramente c’è ben poco di romanzato, e per me è un punto di svantaggio e vantaggio a mio gusto; non negherò però di essere stata rapita più che dall’attinenza storica, dalla solennità della trama e dal rispetto per la storia stessa.

L’Inghilterra è preoccupata per i test nucleari dell’Unione Sovietica, perciò il ministro degli esteri, Eden, viene invitato dal presidente americano Eisenhower a Washington per discuterne, ma Eden si ammala e subito dopo un ictus colpirà Churchill, il quale non potrà presenziare all’incontro col presidente, invitato poi a Londra. Nel frattempo la regina, presa dall’incrementare la propria istruzione, scoprirà che tutto ciò le è stato tenuto nascosto.

Conclusioni:

Forse è davvero questa la prima puntata dove Claire Foy, e quindi Elisabetta, è protagonista dall’inizio fino alla fine. Tante sono le sfaccettature del suo carattere mostrate. Umile. Sa di non aver ricevuto un’istruzione normale, non è affatto informata sui fatti generali, e ne risente nelle conversazioni coi vari personaggi, politici e non, che incontra. Sarà pur regina, ma è perfettamente consapevole che parlare di cani e cavalli la mette allo stesso livello di chi conversa sul tempo. Audace. Vuole perciò imparare, nonostante la sua posizione non glielo imponga, e si vergogni pure difronte all’evidenza di non avere alcun titolo di studi. Infatti rimprovera la madre, che invece liquiderà il tutto dando non solo poca importanza all’istruzione di una donna in generale, ma rigirando le accuse a lei Elisabetta, come madre. Questa Cookie sempre meno mi piace. Forte e sensibile. Seppur si senta inferiore e forse un po’ rigida nelle regole tramandate di re in re, accetta ben volentieri i consigli di un qualsiasi precettore, che le dirà quello che effettivamente le è stato sempre detto, ha studiato la costituzione ed è tutto quello che deve sapere, ma ponendoglielo sotto una luce diversa, e offrendole una forza differente. Sola. Seppur non lo ammetta, risente di questa forzata solitudine. I figli hanno una tata, Filippo è in giro chissà dove (e mi manca terribilmente),  la sorella Margaret non è certo una sua alleata, e allora lo cerca in Martin come futuro segretario particolare.

(e ora in punizione nell’angolo!)

Qui merita un discorso a parte Tommy. All’annuncio della sua pensione ho gioito. Naturalmente ha servito per anni con rispetto e duro lavoro i reali, ma credo che il rispetto venga meno quando prova a “costringere” anche la regina delle sue idee. Non sono i suoi modi, o il baffo autoritario a renderlo un personaggio non di facile simpatia, ma le sue idee. Ho trovato fuoriluogo insinuare alla regina che ogni idea indipendente sia da essere bollata come sbagliata patagonandola al re Edoardo. Siamo su due livelli differenti, chi non ha considerato la monarchia come sua proprietà e chi, Elisabetta appunto, avanza una pretesa personale per compiere meglio il suo compito di regnante. Non so come si evolverà la vicenda, ma spero di poter aggiungere qualche punto in più alla voce tenace per Elisabetta. Lescelles è un consigliere fidato, ma deve anche ricordare il suo ruolo, e di non andare oltre in nome dei propri re e regine.

A prescindere dalla gravità degli eventi storici, i flashback che questa volta non ci hanno deliziato col ritorno di re Giorgio, ma con un corvo sinistro, e gli interessi personali della regina, la scena più bella è sicuramente la tirata d’orecchie a Churchill e collaboratori come fossero “bambini“. La regina è pronta e pure un Filippo passato di sfuggita se n’è reso conto, la trova più slanciata. Un occhio di riguardo lo merita anche la scena finale dei coniugi con annessa battuta a mio parere sconcissima del principe di Edimburgo. Dite ciò che volete, ma questo sprazzo di intimità con annessi sottintesi, mi ha fatta sbellicare, ma prima a vampire per lo sguardo birichino di Filippo.

Non so perché, ma mi immagino l’attuale Elisabetta II a guardare The Crown col principe consorte nel loro salottino privato ed esclamare al marito: “Pure in televisione ti fai riconoscere!“. Naturalmente osservati dai loro stessi cagnolini, che nella serie hanno sorvegliato Churchill dormire.

(qui lo aveva già rimproverato…)

Cari pelati e non, mi piacerebbe sentire la vostra voce, che ne pensate di questa prima season, queste prime sette puntate vi hanno catturato?

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