Telefilm/The Crown

Recensione | The Crown 1×01 “Wolferton Splash”

The Crown, la serie anglo-americana più costosa, interamente prodotta dal “santo” Netflix, è tra noi esattamente dal 4 Novembre. Sbattutta in versione completa già sulla piattaforma più ricca di pretesti per non studiare, lavorare, ecc., ci darà così la possibilità o di godercela con calma oppure di passare minimo 48 ore di insonnia a fare una bella maratona. Noi di parolepelate abbiamo deciso di incontrarci più volte a settimana per discuterne con voi. Perciò la guarderemo con fretta e calma.

Peter Morgan, il creatore di questa serie, ha già un bel curriculum alle spalle quando si tratta di film storici e regine. Infatti è stato lo sceneggiatore di “The Queen”, film incentrato più che sulla morte di Lady Diana, sulla reazione della famiglia reale, soprattutto della Regina Elisabetta II (una Helen Mirren strepitosa). Ed ecco che ritorna a trattare di lei in The Crown, della sua ascesa al trono e del suo rapporto con la famiglia in gioventù (dal suo matrimonio nel 1947).

 

 

 

 

 

 

Il primo episodio sicuramente è stato lento, ma godibile. Ci sono stati presentati se non tutti, gran parte dei personaggi protagonisti e ricorrenti. Forse Elisabetta e Filippo avranno più spessore dai prossimi episodi, ma qui era importante sottolineare a che punto storico fossimo.

 

Perciò dopo un inizio “romantico” (lontano dalle favole principesche però) con la rinuncia di Filippo al trono di Grecia al matrimonio, sapremo molto poco del rapporto intimo tra i due, se non che Elisabetta abbia convinto la sua famiglia ad accettarlo in quanto uomo di marina senza grandi titoli nobiliari. Elisabetta da questo primo episodio sembra a tratti timida, ma risoluta, che accetta di buon grado e forse anche con curiosità i suoi doveri, come di presenziare al Commonwealth col padre re Georgio VI. Filippo, dopo dei primi attimi di dolcezza (alcuni baci rubati), si mostra molto attento a ciò che lo circonda, forse più degli altri reali, e molto sensibile alla sua situazione come quella della moglie al momento.

Forse ero l’unica a non venerare ancora Matt Smith, ma già dalle prime battute mi ha fatta innamorare. È bastato lo sguardo d’affetto mostrato alla sua futura consorte, un sorriso sghembo e due occhi penetranti e BOOM, cotta per il principe consorte Filippo (già il nome è una garanzia). Come già detto sopra, poco ha mostrato di sé, se non un grande affetto per i figli (mai Carlo mi è stato tanto simpatico), e una leggera insofferenza sul finale, nettamente in contrasto con l’allegria piena dei primi fotogrammi prima e dopo il matrimonio. Il suo personaggio come quello di Claire Foy sono tutti da scoprire (anche se Matt si è scoperto a sufficienza già e non ci è bastato).

Sicuramente questa premier è ruotata interamente al provato e malato re Giorgio VI. Forse in contrasto con la mia idea creatasi grazie al film “Il discorso del re” di Tom Hooper, dove mi era parso un uomo estremamente sensibile e meno scurrile, ma sicuramente quella era un’ altra sua fase della vita. Jared Harris (che ricorderò sempre come il caro vecchio Hodge di Shadowhunters del 2011), ci porta un re, sempre un po’ insicuro, ma che sa ciò che è giusto fare, seppur provato dalla malattia, fa quello che deve, senza abbattersi e senza pesare sulla sua famiglia che è il suo primo pensiero:

“La regina lo sa?”

Il suo discorso finale al principe consorte poi è davvero fatto col cuore. A primo impatto le parole sono dure, quasi quanto la promessa di ubbidienza pronunciata al matrimonio, ma c’è una grande verità:

Un re sicuramente “premuroso” verso la sua famiglia (dolcissimo il regalo alla figlia), ma anche verso il suo popolo. Un Re che mi ha commosso con la sua corona di carta, i canti di natale e i suoi occhi lucidi consapevoli di non poter certo far qualcosa contro la natura inesorabile degli eventi, non questi per lo meno.

E poi c’è Churchill (John Lithgow, il leggendario padre di Barney Stinson), che a inizio puntata sfila come una star sul tappeto rosso della chiesa di Westminister, ma a fine episodio si dimostra molto più uomo che politico di fronte alla malattia del re (o forse era solo sorpreso dell’ingenuità del reale), certamente solo in presenza della moglie, quindi nella sua intimità, al di fuori è più preoccupato per un paese in crisi, che ha bisogno di lui, e per il suo ruolo da Primo Ministro all’età di 82 anni.

(mi ha rubato la battuta)

C’è qualcosa di ironico, ma allo stesso tempo innovativo nelle varie coppie proposte. Si dice che dietro ogni grande uomo ci sia una grande donna. Per il re Giorgio c’è la Regina Madre, forse qui meno di polso che nel film di Hooper, ma sicuramente dietro di lei c’è la Regina Mary più attenta:

“Sei tu che la sottovaluti troppo”.

Alle spalle di Churchill abbiamo sua moglie, forte, stanca sicuramente di non potersi godere in pace i restanti anni di vita, attenta al marito e perspicace.

E poi abbiamo Elisabetta e Filippo, la rivoluzione. Un grande uomo dietro una grande donna? A giudicare dalla storia attuale direi di sì, per il resto, l’antefatto, ce lo godremo nelle prossime puntate.

Una premier composta, ricca e piena di premesse (e spero ship come Margaret e lo scudiero Townsend). Spero che questa compostezza si sciolga un po’ e diventi più travolgente con i prossimi eventi, ho il timore che verterà troppo sugli eventi storici e meno sulla psicologia dei personaggi, ma spero che questo resti, appunto, un mio timore infondato.

Chi altri è con me in questa avventura reale?

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3 thoughts on “Recensione | The Crown 1×01 “Wolferton Splash”

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