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News | Intervista ai creatori di Masters of Sex sull’uscita di scena di [SPOILER]

ATTENZIONE SPOILER! Non leggete se non avete ancora visto l’episodio di domenica sera di Masters of Sex!

Lo show, infatti, questa settimana ha perso uno dei suoi personaggi in un episodio che ci ha donato momenti tristi e commoventi.

Betty (Annaleigh Ashford) ha ricevuto un duro colpo quando per la sua fidanzata, Helen (Sarah Silverman), è arrivato il momento di partorire. L’intervento, che ha coinvolto due dei migliori medici della città, Barton (Beau Bridges) e Bill (Michael Sheen), finisce in tragedia e Helen muore di parto. Peggio ancora, la sua relazione-non-riconosciuta con Betty, priva quest’ultima di qualsiasi diritto nei confronti della bambina appena nata. A Betty, con il cuore spezzato in seguito alla perdita della sua amata, non resta altro che osservare la neonata tra le braccia dei genitori di Helen, quegli stessi genitori che l’hanno rifiutata fino a quel momento.

La scena è abbastanza scioccante per gli standard dello show, sicuramente la scena più d’impatto dal tentato suicidio di Barton nella seconda stagione. Sarah Silverman, che è stata una guest star nella serie fin da quella stessa stagione, era stata ingaggiata per un numero limitato di episodi, ma la sua chimica con Betty ha contribuito a prolungare la sua presenza sullo schermo. Adesso, però, sembra che il suo tempo sia giunto al termine nel modo più tragico.

EW ha intervistato Michelle Ashford per un post-mortem (letteralmente) sul traumatico episodio, l’uscita di Sarah Silverman, e sulle conseguenze che questa morte avrà sulla riabilitazione di Bill Masters.

EW: Povera Helen. Povera Betty! Perché avete fatto questo alla povera Betty?

Michelle Ashford: Beh, ci pensavamo da un bel po’. Partendo da Barton nella prima stagione, volevamo mostrare da vicino cosa significava essere omosessuali in quel periodo storico. Una delle cose che volevamo esplorare, vista anche la direzione presa dallo show, è che cosa significa famiglia e cosa la costituisce, e quindi abbiamo iniziato a chiederci cosa significasse per una coppia di donne cercare di formare una famiglia a quei tempi e a quell’età. Quello che abbiamo capito è che, se Betty doveva essere il centro di questa storyline, affinché lei capisse veramente che cosa significa essere una madre in quel tipo di situazione, dovevamo tirare fuori dal quadro Helen e permettere a Betty di entrare a pieno in quella realtà. Questa decisione ci preoccupava un po’ – è ingiusto uccidere Helen per dare al nostro drama più tragicità? – ma in realtà, ciò che avete visto è l’inizio di un lungo viaggio per Betty, un viaggio che la porterà a rimettere insieme la sua famiglia e ritagliarsi quanti più diritti crede che le spettino in quanto una madre single omosessuale.

EW: Povera Betty! E Helen!

M.A.: Sarah, che noi adoriamo, è la donna più impegnata sulla faccia della Terra, e sapevamo che sarebbe stata dura raccontare una storia d’amore duratura che la coinvolgesse – e sapevamo anche che senza di lei la lotta di Betty sarebbe stata ancora più eroica. E comunque, una delle ragioni per le quali ci siamo interessati al questo tema è che, persino adesso, la realtà può essere molto complicata quando si tratta di stabilire chi ha davvero i diritti sul bambino. Volevamo far fare a Betty un viaggio bizzarro, vederla formare la famiglia più anticonvenzionale immaginabile, e mostrarvela durante tutto questo processo: ha dei diritti nei confronti della bambina? E se la risposta è no, che cosa dovrebbe fare adesso?

EW: La legislazione per i diritti dei gay sulla custodia dei figli non arriverà che decenni più tardi, e tu ci hai detto che sarà un lungo viaggio per Betty. C’è una speranza di ottenere la felicità per lei nell’immediato futuro?

M.A.: Certo che sì perché, come dici, per decenni ancora non avrà la possibilità di fare ricorsi legali. Quindi quello che vedremo è come lei tenterà di rovesciare un sistema che non le pone davanti altro che ostacoli, e alla fine riuscirà a riavere la sua bizzarra famiglia. In un certo senso, posso dire che abbiamo capito che se lei fosse rimasta sola e con la bambina da crescere da sé, Betty si sarebbe limitata a correre da Bill e Virginia e dire ho bisogno di un permesso per maternità. Invece così Betty diventa uno strambo esempio da seguire – per pura necessità – per quelle donne che lavorano e devono anche crescere un bambino. Ci ha aperto una strada nuova e interessante. Non è una donna in missione, ma una donna che cerca di sopravvivere.

EW: L’evoluzione di Betty negli anni vi ha sorpresi? Come?

M.A.: Vi dirò una cosa sul suo personaggio, direttamente dal primo giorno in cui l’abbiamo assunta: Annaleigh ha fatto l’audizione per un ruolo completamente diverso, e quando l’abbiamo vista abbiamo pensato: “e se lei facesse la prostituta?”. Doveva apparire in scena solo una volta. Quattro anni dopo, credo che su di lei possiamo dire che abbia una voce unica. È deliziosa, interessante, un personaggio sorprendente perché arriva a quel punto partendo da una situazione completamente diversa. Diventa una sorta di radicale che non se ne va in giro a innalzare cartelli…ma che, come una madre gay single che potrebbe fare delle proteste e delle marce, in un certo senso compie delle azioni ancora più significative semplicemente richiedendo che le vengano riconosciuti il suo ruolo e i suoi diritti. Trovo che sia grandioso. Quello che più ci sorprende è la forza del personaggio. Lei è così persuasiva e anche divertente, ovviamente, ma c’è anche tanta umanità in lei e vogliamo andare a esplorare tutto questo.

EW: Helen doveva restare solo per qualche episodio, giusto? Quando avete capito che sarebbe dovuta rimanere più a lungo?

M.A.: Quello che più ci piace di lei, innanzitutto, è che l’amiamo. E porta nello show un’energia che è diversa da quella di Bill o Virginia o di qualunque altro personaggio che abbiamo. Abbiamo adorato vedere queste due donne insieme, e volevamo dare a Betty un degno interesse amoroso. Volevamo che lei provasse davvero a formare una famiglia. Voglio dimostrare, alla fine, che Betty e Helen erano due donne vere, profondamente legate l’una all’altra. Stavano provando a fare un qualcosa che a quell’epoca era difficile e inesplorato. Doveva essere soltanto la sua ragazza, ma poi ci siamo innamorati di Sarah e abbiamo pensato che fosse interessante fare vedere quanto fosse profonda e vera la loro relazione. Significa molto per loro, sono davvero unite. Abbiamo preferito mostrare questo, piuttosto di farvi vedere Betty che va a letto con diversi partner per poi mollarli. Volevamo farvi vedere la serietà con la quale si approcciavano nei confronti di queste tematiche.

Fonte [EW]

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