Masters of Sex

Recensione | Masters of Sex 4×05 “Outliers”

Che la puntata sia stata bellissima, l’abbiamo visto tutti. Non c’è bisogno del mio commento. Io mi limiterò a far notare che siam solo al quinto episodio e il nostro cuore è già frantumato e sparpagliato in giro. Just sayin’.

Questa serie è uno dei tanti esempi di come, spesso, la tendenza generale degli spettatori sia tutt’altro rispetto al merito del prodotto. Gli ascolti rimangono sotto il milione e mi rimane oscuro il motivo di questa diffidenza nei confronti di una storia così bella, così coinvolgente.

Siamo arrivati al processo, che viene affrontato di petto dagli sceneggiatori i quali ci propongono uno stile narrativo molto dinamico, calato a pennello come giustappunto alla posatezza delle restanti scene. Anche in questo episodio, infatti, vengono proposte poche location, tutte molto limitate, in cui gli attori dialogano, descrivendo uno spessore invidiabile dei propri personaggi. Non un bottle episode come il precedente, ma comunque molto circoscritto.

Da una lato abbiamo l’evoluzione di Bill, un uomo che ha preso coscienza della sua vita e vuole rinascere. Dall’altra abbiamo Virginia, che non tanto evolve per sé stessa quanto per noi, perché è palese come si sia trasformata definitivamente in Bill. Ormai i ruoli sono totalmente capovolti: è lei che manipola, è lei che tende le trappole – neanche troppo velate, è lei che prende decisioni importanti senza consultarlo. Ma Bill è cambiato e non è più pronto a buttarsi nelle sue braccia senza pensarci due volte.

But we hurt each other.

Questa serie mi sta mettendo a dura prova. Quando Bill e Libby si parlano come mai prima d’ora e sembrano pronti a ricominciare insieme, mi sento felice. Quando Bill e Virginia si parlano come si parlavano all’inizio, mi sento felice. Da un lato vorrei che il loro matrimonio si salvasse, anche per il bene dei figli – sono troppo romantica, lo so – ma dall’altro sono consapevole che Bill e Gini sono fatti per stare insieme. Ora più che mai. Perché il loro amore è maturato grazie alla consapevolezza che entrambi hanno, e prima non avevano, dei loro bisogni più profondi. E per rispondere alla domanda di Virginia nella scorsa puntata, what did it take?, ci è voluto che entrambi venissero trascinati in tribunale per capire cosa conta veramente.
Libby è una dona straordinaria. È arrivata a capire sé stessa quanto Bill ed è pronta a sacrificare il fantasma di una relazione nella quale rifugiarsi codardamente per una realtà che, per quanto dura, è per lo meno autentica.

Quando la Little Brown fa pervenire la bozza del libro rifiutato, in cui leggiamo veramente che Bill, come promesso, ha rinunciato al titolo di MD vicino al nome, vediamo il suo sacrificio tangibile così come, alla fine della puntata, è lui a prendersi tutte le colpe. Non è un caso se proprio in questo episodio vediamo che Bill ha tenuto fede alla sua promessa di mettere Gini al suo livello, se non addirittura di innalzarla dallo schifo in cui sono al momento.

What about dinner?

Dunque sembra chiaro: Bill e Libby divorzieranno, malgrado tutto. Lo si capisce anche dal promo, in cui la si vede con Keller in un campo nudisti. Bill e Gini torneranno nella loro spirale caotica, nel loro pattern – mi colpisce come questa parola sia così ricorrente quest’anno: il terapeuta a Gini, Bill a Gini prima, poi Gini a Bill ora, e così via. E dal promo vediamo che Virginia non si risparmierà in avance esplicite – e sappiamo tutti quanto sia brava a farlo.

Un ultima nota: licenziassero quei due. Art e Nancy. Non solo ci manca poco che li denuncino per violazione della privacy – ma all’epoca era illegale fare sesso orale, quindi non ho idea di quale fosse la legge a riguardo. Ma Art è succube di una Nancy che piano piano sta prendendo possesso della clinica. Giù le mani da quei due, insomma.

Vi lascio al promo del prossimo episodio, Family Only.

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