Telefilm

Recensione | Chicago Med 2×01 “Soul Care”

La scorsa settimana tutti gli occhi erano puntati sul ritorno di Grey’s Anatomy, mentre i miei lo erano anche sul ritorno di un’altro medical drama: Chicago Med.
Dopo la prima stagione che mi aveva colpito fin da subito mi aspettavo un’inizio da rianimazione cardiaca (tanto per rimanere in tema), ma l’unico momento in cui ho provato una qualche emozione è stato quando il nuovo supervisore di Connor, il dr. Latham, si è fatto improvvisamente prendere dall’ira durante l’operazione e non è stato per niente piacevole.
Un episodio fin troppo tranquillo che avrei trovato perfetto tra qualche settimana come episodio di mezzo ma dato che era l’inizio di stagione l’ho trovato deludente. Forse la colpa è mia che avevo troppe aspettative a riguardo, ma mi aspettavo qualcosa di più promettente, più novità o meglio più colpi di scena. L’unico momento degno è stato verso la fine, quando il padre della ragazza che aveva partorito da poco ritorna in vita appena in tempo per vedere per la prima e ultima volta sua nipote, dicendole così “benvenuta” e al tempo stesso “addio”. Scena davvero emozionante che vede tre dei nostri protagonisti coinvolti e che li sconvolge molto nel profondo del loro animo, facendoli capire, specialmente a Will, che quando vedi un uomo appena morto ritornare alla vita tutto il resto non è altro che una piccolezza.
Forse è perché sono troppo abituata ai difficili (a volte impossibili) casi di Grey’s Anatomy e Dr. House che mi aspettavo anche qui qualche caso di questo genere, ma anche su questo punto sono stata delusa. Nonostante però non ci abbiano mostrato alcun caso impossibile hanno inserito il caso di un uomo che affetto dall’HIV vive una vita normalissima con al suo fianco una donna che lo ama e che non ha paura di baciarlo, insegnando ad April a cui è stata diagnosticata la tubercolosi che anche se si è ammalati non ci si deve rinchiudere in una bolla di sapone, estraniarsi dal mondo e avere paura di fare le cose che si facevano prima.
Un’altra lezione di questo episodio ce l’ha impartita il dottor Ethan Choi che dopo essere diventato il nuovo capo degli specializzandi pensa di potercela fare da solo, senza l’aiuto di nessuno ma ben presto capisce che a volte bisogna mettere da parte l’orgoglio e saper chiedere aiuto.
Un episodio che in fin dei conti non è da buttare del tutto, ma da cui mi aspettavo sicuramente di meglio perché so che da questa serie ce lo si può aspettare e sono sicura che ben presto arriveranno quelli episodi da cardiopalmo che durante la prima stagione mi hanno tenuta incollata allo schermo della TV.

E a voi com’è sembrato l’episodio? Vi è piaciuto? Fatemelo sapere con un commento.

Trailer del secondo episodio:

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2 thoughts on “Recensione | Chicago Med 2×01 “Soul Care”

  1. Io credo che quest’episodio volesse gettare le basi, farci tornare a dove eravamo stati lasciati, farci notare i vari cambiamenti: vedi Natalie con Jess, l’altra che si mette a fare psichiatria e via dicendo.
    Chicago MED trovo sia forse il più avvincente tra i vari Chicago e per mio gusto personale lo trovo superiore anche agli altri show medici.
    E non so se tu abbia già visto la seconda puntata, ma quella (almeno a me) ti prende il cuore e te lo fa a pezzettini.

    "Mi piace"

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