Blindspot/Recap

Recap | Blindspot 2×02 – 2×03

Facciamo il punto di queste due ultime puntate di Blindspot, che ci hanno portato un po’ ai vecchi fasti della prima serie in termini di qualità e mordente narrativo. Le puntate in questione sono Heave Fiery Knot Hero Fears Imminent Rot, ovvero la seconda e la terza.

All gave some, some gave all.

Nella seconda puntata veniamo a sapere finalmente cos’è questo benedetto Orion: un progetto segreto della CIA destinato a compiere missioni illegali dalle grandi ripercussioni internazionali, come colpi di stato. Quindi quando nelle primissime puntate si era ipotizzato che Jane fosse una SEAL, ci erano andati vicino.

Come al solito la vena complottistica un po’ “ignorante” si è mostrata. C’è sempre un progetto segreto ma proprio segretissimo e illegale della CIA, dell’FBI, dell’NSA, che ribalta l’ordine delle cose senza che la gente ne sia consapevole. E in teoria Jane è l’unica sopravvissuta di questo progetto, in quanto la CIA ha deciso di eliminarne tutti i componenti. E la CIA crede che Jane sia morta.

La CIA.

Non parliamo del comitato di quartiere di Tricalle. Parliamo della dannatissima CIA, che solitamente non si fa mai sfuggire niente.

America needs to be saved from itself. L’America ha bisogno di essere salvata da sé stessa. Altro tema originalissimo di questa stagione è la lotta terroristica votata al bene del Paese, che va liberato dalla tirannia dei poteri forti tramite omicidi spietati e rivoluzioni armate. La solita questione del fine che giustifica i mezzi, la solita zona d’ombra in cui solitamente le trame di spionaggio si muovono: è giusto ricorrere alla violenza per combattere la violenza?

Anche nel terzo episodio, infatti, ci sarà Roman che spinge per uccidere un perfetto innocente “perché va fatto”, perché “siamo in guerra”, ma fondamentalmente perché “sono una macchina omicida e non mi pesa uccidere persone a sangue freddo”. Mi fa piacere se qualcuno fra gli spettatori si sente spinto a riflettere sulla tematica, suppongo molto calda negli USA, ma boh. Bisogna avere 11 anni per non aver mai sentito parlare di queste cose – e molto meglio di così.

Un altro problema di questo telefilm, che non credo abbiano intenzione di risolvere, è la totale mancanza di rispetto verso la catena di comando. Zapata che ha da ridire su tutti gli ordini di Weller; Kurt che non si fa rispettare, non punta i piedi e non tiene unita la sua squadra quando ci sono tensioni interne; analisti dell’NSA che prendono in mano un fucile di tre metri e spara al terrorista durante una negoziazione perché le pareva giusto e non viene cacciata seduta stante. Tutti si prendono occhiate furenti e strigliate da seconda media, ma finisce là.

La sensazione che si ha è che tutti fanno un po’ quel che gli passa per la testa e quindi tutto risulta molto caotico e staccato dalla realtà.

Nella terza puntata la cosa principale di cui parlare sarebbe l’intensità che ha raggiunto il doppio gioco di Remi, che viene anche messa alla prova dalla madre. Ma io deciderò di parlare della sconsideratezza che i due eccelsi agenti dell’FBI – gli unici che lavorano in tutto il Paese, a quanto pare – guidati dall’espertissima in ogni cosa del creato, Patterson. Perché sappiamo tutti che per detonare una bomba basta scaricarle addosso due caricatori a distanza ravvicinata, in una delle piazze più affollate di Manhattan.

La serie di emerite cazzate che si palesano sistematicamente nelle puntate, fa veramente pentire chiunque – io credo – dei quaranta minuti di visione. Cioè, che Kurt sarà padre e che la tipa dell’NSA spii le conversazioni private nell’ufficio del terapeuta – NSA = controllo totale, ricordiamolo – non riesco a concentrarmici, se poi i dialoghi sono spessi quanto una sottiletta e le scene d’azione si ispirano a Squadra Speciale Cobra 11 (quella serie tedesca che si fa prima del TG2, che finisce sempre con una macchina esplosa come apice del trash mitteleuropeo).

Le statistiche dicono che più Patterson è felice, più soffrirà nelle prossime puntate.

Le statistiche dicono che più Patterson è felice, più soffrirà nelle prossime puntate.

E la butto lì: secondo me il dr. Broden è la spia. Questo cosa vuol dire? Che Patterson, la donna senza nome proprio, se la prenderà nuovamente in quel posto allegro. E buona pace a tutti.

Vi lascio al trailer della prossima puntata, la quarta, If Beth, anagramma di The FBI.

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